Quattordici tracce dai testi colmi di significato per Disincanto, il nuovo disco di Madame fuori dal 17 aprile 2026 per Sugar Music. Nessun singolo di lancio radiofonico tradizionale, nessuna collaborazione con i nomi forti del mainstream pop. Solo Marracash come featuring di peso, più tre nomi del rap underground in Puttana Svizzera.
Con Disincanto ci troviamo di fronte a un album che è una vera e propria radiografia, anzi diciamo una risonanza magnetica completa, di un’artista, una cantautrice, che trova il coraggio di mettersi letteralmente a nudo tra ferite, fragilità, rancori, invidie e difetti… insomma un progetto in cui artista e essere umano sono realmente una cosa sola, e non come nella retorica di frasi che leggiamo continuamente tra interviste e comunicati stampa.
Madame pubblica un disco che attacca il sistema radiofonico, racconta mesi di ricovero psichiatrico, cita farmaci per OCD e disturbi alimentari, descrive quelle relazioni in cui una delle parti ci rimette sempre.
Non è un disco facile da ascoltare, così come non lo era L’amore. È un disco fatto per essere compreso in tutte le sue meravigliose, quanto spietate verità.
Radio, festival e producer: Madame non fa sconti
In Come stai? Madame mette nero su bianco quello che nel settore si dice sottovoce:
“I ricatti della radio per i festival / Che non ti passano se non passi alla festa loro / Le ladrate dei producer che fan cresta su / Del lavoro che fanno altri al posto loro”.
Nomi non ce ne sono. Non servono. I meccanismi li conosce chiunque lavori nel mondo della musica oggi e nessuno sembra potercisi sottrarre. E lei lo sa e li mette nero su bianco.
E se di Mai più, tra manager e magazine col listino, abbiamo già parlato in questo articolo, in Puttana Svizzera, brano che la vede collaborare con Nerissima Serpe, Papa V e 6occia, torna a confrontarsi con il rap puro in uno brano che può essere considerato l’unico pezzo che punta a piacere a Spotify (“Di quello che ho ottenuto frega un cazzo / Di quello che non ho mi vanto” ).
Madame tra ricoveri, OCD e l’infermiera con i biscotti
La cantautrice non spoglia dalle ipocrisie solo il sistema, ma anche se stessa e lo status dell’artista sempre sul podio che, al massimo, parla delle sue cadute solo quando sono passate. Ovviamente sempre a favore di camera.
In Come stai? Madame canta: “Sono stata in un ricovero per settimane / E non mi alzo se non con gli psicofarmaci”. Nessuna metafora, solo la verità sugli anni fuori dai radar.
Bestia – l’artista stessa l’ha descritta come la rappresentazione di “un mostriciattolo affamato che abbiamo un po’ tutti dentro” – lavora sulla paura di non riuscire a separarsi dalla propria patologia. Il testo lo dice in modo diretto: “Esci dalla mia carne / Ti prego, non voglio impazzire per te, morire di te / Rinchiudermi dentro la morsa tua, bestia”.
Grazie chiude il disco. Un monologo. OCD, ipersessualità, tre pacchi di biscotti con il latte caldo ogni sera perché l’infermiera del reparto voleva farla dormire. “Sto già prendendo i farmaci per l’OCD / Penso lo tengano a bada ma sì, è ancora lì”. Nessun altro artista italiano ha messo questi dettagli in un disco. Nessuno.
L’amore tra Invidiosa, Non mi tradire e La persona peggiore del mondo: tre modi di stare male in coppia
In Invidiosa c’è un partner che non si scalfisce mai. Madame lo guarda e non capisce come faccia: “Quanto sono invidiosa dei tuoi modi, del tuo corpo / Della calma, delle cose che tu ignori / Che ti scivolano”. Non è gelosia romantica. È il senso di inadeguatezza di chi si sente sempre un passo indietro.
In Non mi tradire quella stessa relazione diventa più pesante. La fobia prende spazio fisico nella vita quotidiana: “Io vivo due vite / Una con te, una con la fobia / Che con un raptus, da un momento all’altro / Quello per cui morirei mi uccida”. Poi arriva La persona peggiore del mondo e quella relazione finisce. Madame non ci mette nessuna retorica del perdono: “Sarò la persona peggiore del mondo / Ma non mi sacrificherò questa volta”.
Allucinazioni parla a una donna – probabilmente la madre – che non riesce a uscire da un loop di dolore: “So quanto il dolore è allucinante / Un loop binario, stesse tappe, stessi orari / Ti comprime tanto fino a deformarti”. L’outro è un appello secco: lascia chi non ti vuole bene davvero.
Ventun anni, milionaria, con il senso di colpa
In Rosso come il fango Madame torna a Vicenza, almeno con la testa. I Vans bucati, i soldi rubati dalla borsa di mamma per le Camel, gli anni persi a scuola. Poi la firma con Sugar Music a diciassette anni, tremila euro in tasca. “A ventun anni ero già milionaria / Senza mai guardare al cielo e dire almeno un ‘Grazie'”. Nessun trionfo. Solo il fastidio di chi sa di aver saltato qualcosa.
Il ritornello non celebra niente: “A mio fratello, in affitto in un bilocale / A chi perde quaranta ore a settimana / A fare un lavoro che non gli piace / […] Non sono diversa, ma ho la fortuna alla mia / Col senso di colpa che la fortuna è la mia”.
La chiusura è una dichiarazione di appartenenza che i soldi non hanno spostato: “Resterò una povera anche con qualche miliardo / Il mio sangue è rosso come il fango”.
C’è una cosa che Madame aveva detto con ironia mesi fa nelle sue storie Instagram, che con il nuovo disco le avrebbero chiesto indietro il Premio Tenco vinto qualche anno fa. Dopo aver ascoltato Disincanto, viene solo un pensiero, ricordiamoci chi è l’artista che questo premio rappresenta… datele il Tenco, altro che restituirlo.
Madame – Disincanto – Tracklist, testi e significato
- Disincanto
- Come stai?
- Volevo capire (con Marracash)
- Ok
- Invidiosa
- Mai più
- No Pressure
- Bestia
- Puttana Svizzera (con Nerissima Serpe, Papa V, 6occia)
- Rosso come il fango
- Non mi tradire
- Allucinazioni
- La persona peggiore del mondo
- Grazie
Qui trovate un approfondimento del nostro Prof di latino, Davide Misiano, sul brano Ok.
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