Testo e significato di Grazie, quattordicesima e ultima traccia dell’album Disincanto di Madame, pubblicato il 17 aprile 2026 per Sugar Music. Il brano è prodotto da Bias, Mr. Monkey e narduccey, e scritto da Madame, Bias, Mr. Monkey e narduccey. È la canzone più radicale del disco: una seduta di terapia in forma di flusso di coscienza, in cui Madame porta in superficie tutto quello che il resto dell’album aveva solo sfiorato.
Madame – Grazie: il significato del brano
Grazie è costruita come un monologo rivolto a un terapeuta. Il tono è quello di chi parla da sola da così tanto tempo che non ha più bisogno di essere interrogata: “Sto parlando da sola come quando sono in camera.” In poco più di due minuti e mezzo, Madame mette in fila una serie di informazioni su se stessa con una precisione quasi clinica – l’OCD, i farmaci, l’ipersessualità, il rapporto difficile con i genitori, la tendenza a dimenticare gli affetti quando non li ha vicini. Non è confessione. È inventario.
Alcuni passaggi sono i più diretti dell’intero disco. “È la mia prima volta che amo un maschio da morire” è una frase che arriva senza preparazione, incastrata tra considerazioni sui farmaci e un aneddoto sull’infermiera che le faceva il latte caldo. “Mi sentivo così sola da volermi pazza / Per sentire delle voci anche se immaginarie.” Non c’è dramma in come viene detto – e proprio per questo pesa di più. Il dolore non si placa con una risposta, come aveva già scritto in Allucinazioni. Qui lo dimostra.
La chiusura è la più sobria possibile: una parola sola, il titolo del brano. “Grazie.” Non è ironia. Non è sarcasmo. È il modo in cui si conclude una seduta – con un gesto formale che contiene tutto quello che non si riesce a dire altrimenti. Chiudere un album così con una sola parola è una scelta precisa. Produttori: Bias, Mr. Monkey, narduccey.
Il testo di Grazie
Eh, eh, eh
Mhm, mhm, mhm, mhm
Salve, scusi il ritardo
È un classico, non ho il senso dell’orario
E poi da quando gli altri mi sbrigano gli sbatti, sa
Non saprei nemmeno dirle oggi in che giorno siamo, sì
Mi sento bene? Sì
Potrebbe meglio? Certo
Ho tutto? Sì
Cerco di meglio? Certo
Perché siamo qui? Non ne sono certa
Periodicamente pago un po’ di ascolti in prestito
È un investimento e io ho soldi da buttare
Ho due cause aperte e una è per due case
Ho due relazioni aperte
Mi piace sia prendere che dare
Sia sapere che ignorare
Fare di tutta l’erba un fascio di luce
Vedere la vecchia me mentre brucia
Non so cosa nascondo, ma so che è fortuna
Avere qualcosa di prezioso da nascondere
Non so andare a fondo, mi aiuti a andare a fondo
Mi faccia domande che mi scuotono
La me bambina, sì, l’ho già incontrata in qualche sogno
E nei miei istinti materni esce più di quanto voglio
No, con i miei non ho ‘sto gran rapporto
Non li penso spesso, a volte non ci penso proprio
Dimentico gli affetti quando non li ho più attorno
E a provare sentimenti ho imparato con lo sforzo
Sto già prendendo i farmaci per l’OCD
Penso lo tengano a bada ma sì, è ancora lì
Dietro l’angolo, pronto ad un agguato
Mi agguanta dalle labbra, mi addormenta e poi che altro?
Sì, che altro le devo ancora dire?
È la mia prima volta che amo un maschio da morire
E che altro?
Beh, mi faccia una domanda
Sto parlando da sola come quando sono in camera
Mi piace l’effetto dei farmaci che sedano
Sono ipersessuale e un po’ di calma la concedono
Mi trovo a molestare le persone che mi eccitano
Mi trovo ad abusare del mio sesso
Vede, sto ingrassando, è colpa dell’infermiera
Che per farmi dormire mi faceva il latte caldo ogni sera
Tre pacchi di biscotti con tre bustine di zucchero
Mi toglieva il computer, “Per il sonno fa malissimo”
Ho interiorizzato il mio dolore così tanto
Da non trovarlo mai autentico com’è nato
Appena mi avvicino con la mano per sfiorarlo
Qualcosa mi allontana e sono io a farlo
Mi sentivo così sola da volermi pazza
Per sentire delle voci anche se immaginarie
Ma non è così grave, no
Non è così grave
Paragonata al mondo la mia vita è straordinaria
Grazie
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