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Pagelle nuovi singoli

New Music Friday 8 maggio 2026: le pagelle tra il ritorno di Coez, il flop di Plasma e l’estate di Gabbani

Pagelle nuovi singoli 8 maggio 2026: i voti di All Music Italia a Coez, Gabbani, Galiazzo, Bambole di Pezza, Arisa, Plasma e altri.

di Alvise Salerno · 

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani dell’8 maggio 2026, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web che ogni settimana recensisce per noi le nuove uscite italiane.

Nella settimana dell’8 maggio 2026 troviamo, tra gli altri, nuovi brani di Bambole di Pezza, Eddie Brock, Coez, Mimì, Chiara Galiazzo, Francesco Gabbani e molti altri ancora.

Queste sono le pagelle della New Music Friday dell’8 maggio 2026 dedicate ai nuovi singoli italiani usciti questa settimana. All’interno delle categorie ogni brano viene valutato in stelle e con un voto numerico, così da rendere più chiaro il livello di consiglio o bocciatura.

Come sempre si tratta di opinioni personali. Il consiglio è quello di ascoltare i singoli e farci sapere la vostra. Qui sotto trovate l’elenco completo delle nuove uscite della settimana.

NEW MUSIC FRIDAY 8 MAGGIO 2026: LE PAGELLE AI NUOVI SINGOLI ITALIANI

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA
Voto6½

COEZ – CI VUOLE UNA LAUREA

Avete presente il Coez di Faccio un Casino, quello di La Musica Non C’è? Zerocalcare è riuscito a farlo tornare, finalmente, con una spolverata di sound moderno applicata al suo ‘modello 2016’ dopo un periodo di appannamento.

Il brano è una power ballad che racconta il conflitto interiore derivante dalle scelte che vengono prese giornalmente e di come, le stesse, influiscano sui rapporti con il resto del mondo e, a quanto parrebbe, segue il filone narrativo della serie di Zerocalcare Due Spicci, di cui è brano portante.

Golden Years, giovane ed estremamente talentuoso producer nostrano, si è occupato di musicare il tutto ed è anche grazie a questo talento che il brano respira 2026 pur essendo profondamente ancorato a quegli stilemi itpop di dieci anni fa.

Coez aveva un gran bisogno di un brano così e, probabilmente, sarà un vantaggio sia per lui che per Zerocalcare avere scelto di collaborare per questo nuovo progetto (sperando che la serie si riconfermi sui livelli delle due precedenti).

CHIARA GALIAZZO – BASTA POCO

Ricominciare da zero non è mai facile per nessuno, a maggior ragione se sei un volto estremamente noto della musica italiana, con varie partecipazioni all’attivo a Sanremo e con una vittoria in tasca a X Factor.

Chiara Galiazzo sono anni che fa fatica ed è innegabile che queste difficoltà si siano riversate sulle sue canzoni, spesso non all’altezza del suo talento.

Alla fine del tunnel, però, c’è sempre la luce e questa Basta Poco sembra andare in quella direzione. Attenzione, non parliamo di un brano che rivoluziona la vita perché di criticità ce ne sono un paio ma, di certo, è molto più a fuoco rispetto al suo recente e meno recente passato.

Il brano è pop, classico pop da classifica e da radio, ma si capta un’energia diversa e, soprattutto, è particolare (starà al singolo ascoltatore decidere se piaccia o meno come aspetto) la scelta di inserire tre salti di tonalità, con anche una specie di easter egg legato all’inserimento di una “nota dissonante che diventa melodia”.

Di base, la scelta a livello puramente tecnico in questo caso non è sbagliata e ha un suo senso ma comunque l’impatto all’orecchio di questi salti è davvero soggettivo, data la sua particolarità.

Le criticità sono essenzialmente due, una molto blanda e l’altra più importante. L’ispirazione a Chappell Roan e a Good luck, Babe! è abbastanza evidente ma non è questo l’aspetto critico maggiore. Gli effetti piazzati sulla voce nel ritornello sono il vero problema, risulta tanto, troppo robotica soprattutto nell’ultimo ritornello e considerando la bellezza del timbro naturale della Galiazzo, questo fa perdere un po’ di colore.

Detto tutto ciò, ribadiamo che Chiara Galiazzo ha finalmente pubblicato un singolo che potrebbe, potenzialmente, regalarle soddisfazioni che le mancano da troppo tempo. Se lei e il suo staff lavoreranno bene, soprattutto radiofonicamente, si potrà togliere un paio di soddisfazioni nel breve periodo.

Voto: ★★★★★★
6

FRANCESCO GABBANI – SUMMER FUNK

La capacità di Francesco Gabbani è quella di riuscire a sfruttare la musica e le melodie che crea per far risaltare ogni sfumatura del suo timbro, sempre molto riconoscibile in mezzo a miliardi di progetti, artisti e canzoni.

In questo caso entriamo a gamba tesa nell’estate italiana che ci aspetta e lo facciamo con un brano mezzo funk, mezzo dance, molto pop in cui si sfruttano certamente i trend musicali di questi anni (si sente un impatto molto alla The Kolors) ma dove ci sono alcune scelte stilistiche interessanti, come quella nel ritornello del cambio da voce piena a falsetto gestita molto bene e che raramente abbiamo trovato nei brani del Gabba.

Il testo non vuole andare a scomodare, e neanche ci prova, il paragone con altri suoi grandi successi. È proprio un altro mondo, un’altra roba e la leggerezza generale lo conferma. C’è una frase che ai più non sfuggirà, legata al suo arrivo e alla sua presenza massiccia in tv che fa pensare e riflettere, dato che è lui stesso a dire che forse non è più una cosa che gli piace.

Insomma, brevi momenti di riflessione ma tanta voglia di stare leggeri, come l’estate italiana comanda ormai da anni. La qualità e lo standard di Francesco Gabbani restano alti, anche se non tocchiamo vette altissime, e in ottica estiva dirà certamente la sua.

Voto: ★★★★★★½
6½

BAMBOLE DI PEZZA – P0RN0

Partiamo da una nota tecnica sul titolo che potrà servire a tutti per cercare il brano in rete. Non dovete scrivere la parola con la vocale O ma con il numero 0. È una sottigliezza ma importante ai fini delle vostre ricerche, tenetelo a mente.

Detto ciò, andiamo al brano e specifichiamo che la squadra di lavoro è composta dalle Bambole, Katoo, Jacopo Ettorre, Federica Abbate e il duo fresco vincitore di Sanremo Merk & Kremont. Una squadra di stelle del pop commerciale che, in maniera inaspettata, sono riuscite a mettersi al servizio della band rivelazione dell’anno non snaturandole.

Sembra un dettaglio da poco ma non lo è se pensiamo al fatto che i nomi citati sono sempre stati ‘usati’ in un ambito che con le sfumature rock e pop rock non ha mai avuto collegamenti di sorta.

La canzone, musicalmente parlando, ricorda le venature pop rock dei primi anni 2000 alla Pink, Kelly Clarkson nel suo prime di Since U Been Gone, No Doubt e molto altro che dagli States dominava le classifiche in tutto il mondo, Italia inclusa.

Avere, per la stagione estiva, un brano con questo stile permette di aggiungere un tassello diverso alle classiche sonorità da ombrellone italico che, ormai, è diventato ridondante e noioso dopo anni di copia e incolla selvaggi (fatti anche dalle stesse persone che troviamo in questa canzone, tra l’altro. Da qui la sorpresa in positivo).

Sul testo la cosa più importante da sottolineare è che le Bambole di Pezza continuano nel loro percorso di decostruzione della narrazione di genere che vede l’uomo prevaricatore, responsabilizzando la donna e dando importanza fondamentale alle sue decisioni e scelte anche in ambito sessuale, non solo affettivo e umano.

Non originalissimo al 100%, come detto, ma comunque diverso e migliore rispetto alla generalizzata mediocrità delle hit estive che abbiamo avuto in questi ultimi anni.

Voto: ★★★★★★★
7

DISS GACHA, PRIMASTANZAADESTRA – ESTETICA

“Non rispetto chi confonde plagio e campionamento” è una delle frasi contenute all’interno di questo nuovo brano di Diss Gacha. Verrebbe quasi da dire, provocatoriamente, che se i producer, i rapper, i poppettari da classifica smettessero di spacciare i plagi per campionamenti il problema per il pubblico non si porrebbe, perché anche loro avrebbero le idee chiare se qualcuno gliele spiegasse, ma questa è un’altra storia.

Andando al brano, gran bel testo e bella vibe lungo tutta la durata che divide Diss Gacha nelle strofe e Prima stanza a destra nei ritornelli e nello special.

È davvero strana la scelta di questo brano come singolo perché è il brano di apertura del disco e, nel concreto, il testo si muove in quella direzione lì. Diciamo che è piuttosto ‘limitante’ rispetto al pubblico che, teoricamente, dovrebbe ascoltare questo come singolo. Molto più facile che resti un brano per i fan che ascoltano tutto il progetto.

Canzone hip hop nineties, Gacha si muove benissimo con il suo flow su questo tipo di suoni e fa risaltare ogni minima sillaba del suo racconto. Dall’altro lato, Primastanza ha, come al solito, un modo di cantare completamente effettato, elettronico puro e si fa fatica a comprendere qualsiasi cosa senza il testo davanti ma sappiamo che è una scelta stilistica quindi non ci lamentiamo.

Come apertura del suo disco è perfetta, come singolo per il mercato molto meno. Bel brano per chi ascolterà tutto il resto.

Voto: ★★★★★★★
7

SILVIA SALEMI – END OF SILENCE

Il ritorno di Silvia Salemi viaggia su due livelli, quello emotivo legato al progetto che gira attorno al brano e quello legato al brano di per sé, su cui va fatto un ragionamento a parte.

Il progetto è quello di AstraZeneca che mira a sensibilizzare sui temi legati al cancro e a tutti i suoi risvolti, inclusi quelli emotivi e psicologici. La cantautrice, infatti, ha scritto questo brano dopo avere vissuto da vicino (non personalmente) una diagnosi difficile da accettare, partendo dal presupposto che diventa complicato anche solo parlare e aprirsi dopo avere ricevuto la notizia.

Se dovessimo basarci su questo e sulla bontà del messaggio insito e allargato da AstraZeneca, il voto dovrebbe essere 10 e lode senza appello. C’è, però, un giudizio più pratico da dare e, in questo specifico spazio, dobbiamo pensare solo a quello. Se volete tutte le informazioni specifiche su questo bel progetto CLICCATE QUI.

Silvia Salemi sceglie la strada della dance da club, cassa in quattro e si viaggia spediti con il ballo ma il problema di fondo è che il brano appartiene a un’epoca ormai andata nel tempo e di difficile uso, ad oggi. Tutto questo mondo, questo filone che poi ha sposato l’EDM è praticamente defunto da più di dieci anni e, ad oggi, difficilmente ne troviamo degli esempi validi e impattanti a livello internazionale. In Italia ancora meno.

Sul testo, facendo finta di non sapere a cosa si aggrappa Silvia Salemi e quindi scevri da ogni informazione, si capisce poco che ci sia un collegamento diretto con il tema di cui sopra.

Leggendolo e basta, sembra il suo racconto autobiografico legato al ritorno al canto dopo un periodo difficile, con anche frasi specifiche come “sto tornando a cantare”, lo stesso titolo e altre cose simili.

Insomma, l’importanza di quel messaggio non emerge praticamente mai dunque, se non si conosce la storia che c’è dietro (e non tutti la conosceranno se il brano verrà passato di sfuggita in radio o in qualche playlist), può sembrare un brano sulla resilienza emotiva.

Insomma, basandoci su testo e musica insieme il voto sarebbe 5 principalmente per la mancanza di elementi all’altezza di questa enorme artista. Il voto, poi, lo riconfermiamo anche nell’ottica della spiegazione di un messaggio importante che non passa mai, un vero peccato.

Detto questo, non si può escludere il fatto che noi conosciamo il tema che c’è dietro e non si può bocciare una cantautrice che ha deciso di impegnarsi così tanto per creare questa canzone che, di sicuro, sarà utile alla causa in un modo o nell’altro.

Voto: ★★★★★★
6

ROSHELLE – VELENO

Per chi ha acquistato il vinile dell’ultimo album di Roshelle, ormai settimane fa, questa canzone non è nuova perché è stata inserita proprio come traccia bonus del formato fisico.

Una canzone, come le altre, curata nell’arrangiamento da Tommaso Ottomano e che racconta la tossicità di un rapporto che ormai è chiuso e circoscritto a un’esperienza passata.

Un brano che, emotivamente, richiama dei sentimenti e ricordi negativi con lo sviluppo melodico interamente in scala minore. Roshelle, ancora una volta, tratta bene la materia e interpreta al meglio quello che è il suo sentimento.

Voto: ★★★★★★★
7

WILLIE PEYOTE – KODAK

Fudasca decide di mettere le sue sapienti mani sulla produzione di questo nuovo brano cantato da Willie Peyote e la scia è quello di un brano indiepop con venature rap, queste ultime solo per Willie che racconta più che cantare nelle strofe.

Diciamo che si conferma ancora una volta che siamo di fronte a un ottimo esempio di cantautorap, come ormai viene definito da svariato tempo ma non ancora di uso comune. Ecco, in questo caso è bene farci l’abitudine dato che questo è solo un estratto di quello che, presumibilmente, sarà un intero album cantautorap.

Non siamo di fronte a una delle migliori canzoni del Peyote torinese ma di certo non sfigura, in radio potrà fare e dire la propria con stile ed eleganza mentre tutti gli altri dovranno aspettare una settimana per poterla sentire in digitale ogni volta che vogliono.

Il brano ruota attorno a un amore vissuto a distanza, al telefono, nell’attesa di rincontrarsi mentre tutto attorno ci sono dettagli che costantemente fanno pensare a questa persona lontana.

Non male, scorre tranquilla. Una pecca sono alcune lungaggini nella seconda parte, si poteva ridurre qualcosa e non sarebbe cambiato nulla.

Voto: ★★★★★★
6

ARISA – RUGIADA

Canzone estiva con una chiara e totale impronta ‘italiana’. Il sound non è reggaeton, afrobeat e non ha derivazioni di mondi distanti dal nostro, è una canzone uptempo che affonda le radici, quasi, anche nel mondo de la dolce vita ma ci aggiunge la cassa dritta per far ballare.

Sul testo poco da dire, canzone estiva chiama testo senza mordente e senza messaggi di nessun tipo, solo leggerezza e cervello spento perché sì, non c’è altro.

La cosa che va sottolineata, più che altro, è la scelta di non pubblicare questo brano insieme all’album, confermando tutte le immense criticità strategiche dal post Sanremo a oggi.

Prima viene pubblicato un nuovo singolo a distanza di meno di un mese dal festival, quando ancora quel brano stava andando bene e nessuno sano di mente avrebbe fatto lo switch, poi è arrivata l’ennesima focus track in concomitanza con l’album due settimane fa e, anche quella, non sta performando per nulla così come tutto il progetto nella sua interezza. E per fortuna che almeno quella non è stata trasformata in singolo.

Dopo 15 giorni ecco un nuovo singolo ma transeat, a sto punto ci può stare dopo un mese e mezzo e con i risultati blandi che sta raccogliendo ultimamente, ma che con l’album non ha niente a che fare.

È una cosa nuova quindi le strade sono due: o il singolo è stato fatto in due giorni post album oppure si è scelto appositamente di non inserirlo per chissà quale motivo.

Qualsiasi sia stata la strategia adottata, sembra tutto abbastanza confusionario da fuori, sicuramente dall’interno sanno cosa stanno facendo anche se i risultati non arrivano (e di certo la colpa non è di chi vi scrive, che la sua copia del vinile di Foto Mosse ce l’ha sullo scaffale).

Questo brano salva la barca senza dubbio ma resta la macchia del mancato inserimento in tutto il progetto, lo avrebbe senza dubbio ravvivato.

Voto: ★★★★★★½
6½

GIUSE THE LIZIA – ISTRUZIONI

Il buon Giuse The Lizia da Bagheria torna dopo la sua recente laurea (a proposito, auguri e in bocca al lupo per il futuro) con un brano indie rock in cui racconta la sua storia di questi ultimi cinque anni, probabilmente legata proprio al suo trasferimento a Bologna per studiare.

È una specie di bugiardino, un libretto delle istruzioni di quello che lui e la sua generazione si sentono dire ogni giorno su cosa fare e non fare da parte degli adulti, come se avessero 10 anni a testa e non dai 20 a salire.

Sonoricamente non c’entra niente con ciò che ha fatto in questi anni, è qualcosa di diverso e molto più uptempo, molto coinvolgente e con un testo davvero intrigante. Per fortuna ancora qualcuno si ricorda che non esiste solo l’amore da raccontare nella musica.

Voto: ★★★★★★★½
7½

EDDIE BROCK – BEL VENERDÌ

Questo ragazzo può essere pieno di imprecisioni vocali, di storture tecniche e siamo d’accordo (spoiler, anche lui lo è) ma c’è una cosa su cui può davvero insegnare: la capacità di pubblicare singoli semplici ma impattanti su larga scala.

Il tema, anche per lui, è quello classico della relazione d’amore vissuta tra alti e bassi ma visti solo alla fine della storia, nulla di nuovo all’orizzonte, ma il modo in cui le racconta queste cose e, soprattutto, gli arrangiamenti che ci stanno alla base rendono le canzoni piacevoli da ascoltare.

Eddie Brock vince perché è il classico artista pane e salame e la gente vuole questo, sta passando la moda della plastica usa e getta con lui capofila e portatore della bandiera del nulla che diventa tutto, dello sconosciuto che raggiunge un sogno.

Bel venerdì è la classica power ballad alla romana di questa generazione, con un pizzico di rock con un assolo di chitarra elettrica niente male, ed è palese l’ispirazione a Fabrizio Moro ma non gli si può dire davvero nulla.

Ha fatto di nuovo centro.

Voto: ★★★★★★★
7

CLEMENTINO – CHILDREN

Praticamente Jerusalema ma cantata in italiano e napoletano, con anche la parte cantata nella sua lingua dall’artista senegalese Laye Ba.

Canzone che può fare e dire tantissimo nel corso dell’estate, ne ha tutte le caratteristiche, inclusa quella giusta dose di allegria che non guasta con anche la mezza paraculata alla Mr Rain del coretto con i bambini.

Questa è world music, la musica che appartiene al popolo ed è un bene che Clementino si sia spostato su queste sonorità. Fa bene a lui e fa bene a chi lo ascolta, è la giusta dose di leggerezza e diversità che si va ad incasellare benissimo in questa prima infornata di brani estivi.

L’unica pecca è che ci sono tanti elementi, per l’appunto, di robe come Jerusalema o anche di Waka Waka, forse soprattutto di quest’ultima, ma a conti fatti va bene così in questo caso perché non parliamo di copia o plagio bensì di appartenenza ad uno stesso mondo artistico.

Clementin nun spacc cchiù e vetrin.

Voto: ★★★★★★★
7

LDA AKA 7EVEN – SANTA

I due ragazzi di Napoli, tra le rivelazioni positive di Sanremo, rischiano (in senso positivo) di diventare assoluti protagonisti anche dell’estate con questa loro versione “Santa“.

Se a Sanremo 2026 l’ispirazione era stata la Brancale con Anema e Core, qui siamo sul terreno di Biagio Antonacci e della sua Non vivo più senza te.

Quello che stanno facendo i due Luca è semplicemente un’opera di decostruzione e ricostruzione, a modo loro, di qualcosa che è andata benissimo, anche ben oltre le più rosee aspettative, e piazzarci la loro faccia tosta e cazzimma.

Anche in questo caso non ci soffermiamo troppo sul testo, è una canzone estiva quindi non dobbiamo e possiamo aspettarci “la nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar…”.

Estate, la freschezza dei 20 anni di due giovani uaglioni, l’interesse è quello lì. Amen, papale papale, e va benissimo così. Ci sarà tempo e modo per loro due di parlare di fisica quantistica, di guerre, di rivoluzioni ma sti due amici hanno deciso, e lo hanno dichiarato a più riprese, di volersi divertire e le loro canzoni indubbiamente fanno divertire.

Volete un Grammy per il miglior testo? Andate da Kendrick Lamar. Volete ballare questa estate? Andate a Napoli e chiedete di Luca e Luca.

Voto: ★★★★★★
6

PAGELLE NUOVI SINGOLI 8 MAGGIO 2026

I BOCCIATI DA AMI
Voto5

WELO, ANNA TATANGELO – NOTTE POETICA

Il problema di questa canzone non sono né Welo né Anna Tatangelo, diciamolo a chiare lettere fin dal principio. Loro fanno quello che sanno fare, con le rispettive caratteristiche, e non sfigurano per nulla.

Il problema vero è la produzione dei Room9, troppo standard e legata a un concetto di hit estiva che è ferma a due, tre anni fa rispetto ai cambiamenti che stiamo vedendo già adesso, pur essendo solo a inizio maggio.

In radio può andare forte, i Room9 sono i Re Mida della radiofonia in questi anni dunque sinonimo di garanzia da questo punto di vista, e il binomio stravagante tra Welo e la Tatangelo è così distante che può attirare attenzione.

Se, però, parliamo di qualità e originalità della base, siamo molto lontani dal concetto di freschezza. Farà il suo in estate, come tutte le hit estive, ma difficilmente resterà nella memoria da fine agosto in poi.

GIORDANA ANGI – QUANDO POI CI LASCEREMO

Giordana Angi torna con un nuovo singolo che sembra stato creato per Emma Marrone più che per lei. L’incedere della voce, la produzione, il modo di cantare, tutto ricorda una canzone pop classica di Emma, però è Giordana.

Già da questo dettaglio si capisce il perché il brano non sia sufficiente, perché pecca di identità e con la Angi c’è quel pizzico di severità suppletiva dato dal fatto che parliamo di un’artista con la A maiuscola e che tante volte lo ha dimostrato in questi anni.

Questa canzone ha proprio il sapore dello scendere a compromessi per stare nelle playlist estive. Non stiamo dicendo che sia così, semplicemente notiamo dei dettagli che portano la mente a pensarlo a partire proprio dall’impostazione del brano di per sé, che non ha caratteristiche artistiche particolari da lodare o sottolineare.

La pagella potrebbe chiudersi con: è un brano da playlist randomica di Spotify per l’estate e, forse, da radio.

Ora, tolto questo aspetto che, come sapete, non ci appartiene per spirito di approfondimento, al di là dei meri numeri estivi che le auguriamo di raggiungere nell’ottica del risultatismo, parliamo di una canzone che già dal testo non sorprende, oltre che per il suo aspetto musicale.

C’è l’anafora fin da subito, poi si continua con una metrica abbastanza standard, rime e chiose prevedibili e un tema, quello della relazione complicata dove si litiga e si fa pace, che più che banale è ormai diventato quasi un’assuefazione per la musica pop.

O canti d’amore o non riesci a parlare di altro e non se ne comprende la ragione, soprattutto se gli artisti che propongono questi temi sono, in realtà, menti pensanti di alto livello come Giordana Angi.

Da qui il ritorno al discorso di prima sul profumo del compromesso: si sa che il pubblico non vuole temi pesanti nella musica e allora vengono accontentati, non si osa e non si prendono mai ‘rischi’ per paura del fallimento. L’arte non è questa cosa qui, non lo è mai stata ma lo è diventata, almeno nel nostro Paese.

Speriamo che non sia stato questo il ragionamento di Giordana, specifichiamo che è una nostra impressione non avvalorata da fatti concreti ma nell’ottica del confronto schietto e sincero è giusto sottolineare tutto.

Voto: ★★★★
4

AIELLO – SOTTO SOTTO

Aspettarsi un ritorno al passato di Aiello, quello di Arsenico o Vienimi a Ballare, è operazione inutile a questo punto, speranza vana da non cavalcare perché quel tipo di artista non tornerà, evidentemente, più.

Adesso Aiello cerca di cavalcare l’onda, creare canzoni da easy listening più adatte al mercato e, chi lo sa, magari sarà la volta buona che lo rivedremo nelle classifiche e nelle rotazioni radiofoniche.

Il problema è che con questo brano è complicato perché è una canzone di metà stagione che strizza l’occhio all’estate che ha pochi elementi diversi e interessanti rispetto a una Storie Brevi di Tananai e Annalisa, per fare un esempio.

Immaginatevi quel brano, cambiate i due interpreti, qualcosa nella struttura ma il riferimento sonoro, il mondo a cui attingere nella vostra memoria per farvi un’idea è quello lì.

Il testo è piuttosto debole, ennesima power ballad sentimentale che vuole raccontare la paura di perdersi e la voglia di stare insieme nonostante tutte le difficoltà e gli imprevisti. Ma ci devi arrivare con uno sforzo di fantasia incalcolabile, perché in realtà è la classica canzone estiva con testo basico che non ti strappa neanche il cuore.

Aiello non ha più lo smalto dei primi tempi ormai da anni, l’augurio è che almeno questa canzonetta estiva (unita alla pubblicazione dell’album) possa ridargli quel margine numerico e quella libertà per tornare a fare quello che faceva un tempo e che piaceva tanto, ma proprio tanto.

Voto: ★★★★
4

OCCHI – ORIGAMI

Questo ragazzo ha un enorme problema: non è per nulla riconoscibile, non ha elementi nella voce o nello stile musicale che gli permettono di poter far dire a chi lo ascolta “questo è Occhi”. In più, in questo caso specifico, la canzone sembra una classica canzone dei Pinguini Tattici Nucleari ma se devo ascoltare una canzone simile a una dei Pinguini allora ascolto loro.

Il testo potrebbe essere definito ‘leggero’, estivo per ventenni, ma qui non parliamo di un testo leggero bensì di un testo blando, privo di spunti da sottolineare, frasi memorabili. È una canzone estiva che si perderà in mezzo alle mille altre, purtroppo.

Occhi non ha creato una canzone capace di distinguersi bensì di mettersi in scia a ciò che esiste già. La domanda, in questi casi, è solo una: ne vale la pena?

Voto: ★★★★
4

RAIA – POTREMMO ESSERE NOI

Il nome di Raia non è nuovo su queste pagine e, fino ad ora, lo avevamo sempre promosso. Questa volta, purtroppo, no e la motivazione risiede nel testo, nella melodia, nella scelta del periodo. Praticamente in ogni dettaglio di questo brano.

Partiamo dal testo, ennesima canzone d’amore malinconico che nulla toglie e nulla aggiunge né a lui né alla musica italiana se parliamo di mercato, perché se il brano ha un comunicato, una cartolina digitale, un investimento economico allora dobbiamo parlare anche di parte commerciale, altrimenti non avrebbe senso la sua spesa e non avrebbe motivo di esistere questa pagella.

Melodia, arrangiamento, produzione, tutta una macro area che non regala elementi che facciano pensare di non essere di fronte a una qualsiasi ballad di Fabrizio Moro o Ultimo, da Portami Via a (mettete titolo random di Ultimo).

Il periodo, lo diciamo senza mezzi termini, è totalmente sbagliato per pubblicare una canzone del genere perché nessuno la prenderà mai in considerazione per costruire un percorso di ascolto. Un brano fondamentalmente autunnale, invernale, a ridosso dell’estate non è semplicemente un azzardo, è proprio sbagliato.

Queste cose possono farle i big che non hanno particolari problemi, un emergente deve giocare di strategia, d’astuzia e pubblicare le canzoni nei giusti periodi.

Poi, ripetiamo, se l’interesse non è quello di prendere radio, playlist e compagnia cantante allora ok ma se davvero non interessano queste cose, e lo scrivo per tutti non solo per Raia, non spendete e investite soldi in uffici stampa, cartoline digitali e quant’altro perché state letteralmente bruciando le vostre economie.

Ragionare, al giorno d’oggi, con la musica è la cosa più saggia da fare. Piuttosto si attende e si pubblica in periodi più fertili per certe sonorità e certi mondi emotivi.

Come dice Samurai Jay, e dispiace dirlo per Raia che è un ottimo talento, questa volta è tutto davvero sbagliato.

Voto: ★★★★
4

MIMÌ – MAI PIÙ

Portiamo avanti una preghiera laica: non distruggete la classe soul e r&b di Mimì con le robe pop da classifica per cortesia. Trasformarla in Lizzo ok, questo potrebbe essere un primo passo, ma non facciamola adeguare a questo mercato del pesce che è diventata la musica perché una ragazza così talentuosa non lo merita.

Il brano non è male ma non ha la forza di lottare con i giganti in questa estate, si poteva e doveva prendere una decisione diversa sul brano estivo da farle presentare perché questo rischia di perdersi tra la folla e si inizia a sentire puzza di secondo talent per il prossimo anno.

Speriamo di no, è solo un’ipotesi campata in aria ma se abbiamo avuto Lorenzo Salvetti che era in finale con lei, se tanto mi da tanto…

Per quanto concerne il testo siamo nel territorio del nulla misto al niente purtroppo, si parla di una relazione finita come al solito ed è questo l’elemento che, più di tutti, la inserisce in questa categoria.

La parte interessante è il ritornello, costruito bene, ma troppo poco nell’ottica generale di ciò che abbiamo ascoltato.

Voto: ★★★★★
5

PLASMA – COLORE

Dopo l’eliminazione da Amici attendevamo il progetto di Plasma come l’acqua nel deserto, certi che avrebbe regalato delle perle incredibili.

Tra queste c’è anche “sui cavi dell’elettricità perdo l’equilibrio e cado sempre più giù” in questa canzone, una vera perla considerando che sui cavi dell’elettricità ci muori, non ci perdi l’equilibrio. Ma va bene, facciamo finta che sia licenza poetica.

Durante la narrazione c’è un po’ di confusione diffusa, soprattutto se pensiamo alla storia di questi due ragazzi, un lui e una lei che non si vedono da un secolo, con lui che la ama tantissimo ma che, attenzione, nella seconda strofa dice che non le darà nessun amore indietro.

Dunque è lei che ama lui? Ma se per tutta la canzone quello distrutto è lui, com’è che poi è lui che non vuole darle l’amore indietro.

Plasma sei un gigante, come scrivi tu le canzoni per confondere le idee credo che non esista nessuno al mondo, è una peculiarità da preservare.

Altra cosa importante già notata ai tempi di Amici. Qualcuno ha la forza di prendere questo ragazzo, guardarlo negli occhi e spiegargli che sul mercato esiste già Bresh e che Mediterraneo, il suo album, ha fatto doppio platino qualche giorno fa?

Va bene che vengono dalla stessa città (quasi), ok che magari hanno la stessa estrazione musicale e che conoscono le stesse persone, ma cantare e fare le stesse identiche cose che fa lui con la speranza che nessuno se ne accorga è un po’ come giocare a nascondino e provare a nascondersi dietro un foglio di carta.

Questa canzone, esattamente come tante altre che ha fatto questo ragazzo, è l’ennesima prova che c’è ancora tantissimo lavoro da fare e che non basta la visibilità di un talent per dire la propria sul mercato.

L’augurio è che il sostegno della sua gente sia così grande da non farlo sparire ma le canzoni contenute in questo EP sono quelle già pubblicate e i risultati sono ben visibili. Non esiste motivazione logica, se non una massiccia opera di pulizia d’immagine, che queste stesse canzoni all’improvviso diventino delle hit clamorose.

Plasma senti un fratello maggiore, corri in un’accademia vera e mettiti seriamente a studiare perché i riflettori non sono più accesi e a settembre Amici ricomincia. Arriverà un altro Plasma da coccolare, pensa a te stesso e a migliorarti davvero.

Sei nel mondo reale adesso, i complimenti arrivano se c’è un motivo, non perché ci sono le telecamere accese.

Voto: ★★★
3

PAGELLE NUOVI SINGOLI 8 MAGGIO 2026

GOLDEN SONG

Ebbene sì, questa settimana non c’è nessuna Golden song. Ritentate settimana prossima, magari saremo più fortunati.

Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.