di Direttore Editoriale
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Salviamo Sanremo Giovani oppure salviamo i giovani da Sanremo: Stefano De Martino ha scelto la seconda

L'editoriale del Direttore: da sedici posti a uno solo, e il vuoto lo intercetta Amici.

Stefano De Martino, direttore artistico di Sanremo Giovani 2026, tra le quinte del palco
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Con la conferma dell’addio alla Nuove Proposte e del percorso di Sanremo Giovani 2026 firmato da Stefano De Martino arriva anche la sentenza del declino dello spazio riservato agli emergenti italiani: al Festival di Sanremo, in 30 anni, si è passati da sedici posti, poi dodici, otto, tre, quattro. Da ieri, uno.

Per arrivare a quell’uno non ci sarà un programma tv apposito nel daytime, in seconda o in terza serata, ma solo una promozione singola per sei ragazzi, in sei serate separate prima della finale. Questa la scelta di De Martino, spiegata nel dettaglio nel nostro approfondimento su come funziona la nuova selezione.

Pensare che tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Duemila, gli anni d’oro di Pippo Baudo, le Nuove Proposte in gara all’Ariston erano sedici. Poi otto, per otto anni di fila dal 2011 al 2018. Infine quattro, nell’ultima gara firmata Carlo Conti. Da ieri mattina, con la comunicazione ufficiale della Rai, il numero si ferma a uno.

Cosa rimane ai ragazzi che sognavano il Festival

Non sparisce, per la terza volta in meno di dieci anni, solo una categoria. Spariscono i sogni e le speranze di tanti artisti che non si sentono adatti a passare dal grande occhio del talent show e che sognavano il Festival.

Sanremo Giovani in tv non funzionava da anni, si poteva provare a trovare una soluzione. Si è scelto di non farlo. Meno spazio, meno rischio e, di conseguenza, meno possibilità di scoprire nuovi talenti. Un solo nome e, sarò diventato cattivo e diffidente col tempo, ho paura che non arriverà dal mondo indipendente.

La domanda che mi faccio da ieri non è se De Martino abbia ragione: è un giudizio che avrà senso solo a dicembre, quando si vedrà chi arriva davvero in finale. La domanda che mi faccio è un’altra: se Sanremo Giovani smette di essere il luogo dove un ragazzo di vent’anni può provare a farsi notare, e sognare il Festival, cosa rimane?

La gavetta, in un Paese dove non ci sono locali per la musica live, soprattutto che paghino. I social e i loro algoritmi, che premiano l’effimero nove volte su dieci. Il talent, che non può essere un percorso obbligato per chi non vuole stare h24 in tv, ma solo far conoscere la propria musica. Per chi non ha quell’indole.

Amici e il vuoto lasciato da Sanremo Giovani

Questo nuovo Sanremo Giovani sembra quasi una risposta alla possibile nuova direzione, più discografica, di Amici. Da settimane girano le indiscrezioni sul nuovo format della ventiseiesima edizione del programma di Maria De Filippi, che ha scoperto, ricordiamolo, Stefano De Martino stesso. Una forma che punterebbe su “artisti già presenti sul mercato discografico, a cui manca solo la spinta della popolarità”.

Con questo assist, Amici, così come X Factor e i talent show in generale, diventano ancora di più l’unica scelta, soprattutto per i cantanti pop (trovate qui il pezzo, con tutte le indiscrezioni raccolte finora su Amici).

Non è la prima volta: da Baglioni ad Amadeus

Ma torniamo a Sanremo Giovani. Non è la prima volta che qualcuno sceglie di cancellare le Nuove Proposte a favore di una gara unica. Il primo, nel 2019, fu Claudio Baglioni, che portò tra i Big due artisti, entrambi di major: Einar (Sony Music) e Mahmood (Universal Music), quest’ultimo poi vincitore assoluto del Festival. Poi scelse di riprovarci Amadeus dal 2022 al 2024: 12 artisti in 3 anni, tre il primo, sei il secondo, tre il terzo, otto dalle major in totale. Ora De Martino, con un solo nome.

L’Ariston resta, da sempre, un sogno e un traguardo. Ma lo spazio per arrivarci con una canzone soltanto, da ieri, vale un sedicesimo di quanto valeva ai tempi di Baudo.

Non è la prima volta che scrivo di questo restringimento. Lo feci nel 2021, ripercorrendo dieci anni di Nuove Proposte e chiedendomi già allora come rimetterle in piedi – un pezzo che trovate qui, e che oggi si legge quasi come un preavviso – e l’ho fatto ancora quando Conti abbassò a quattro i posti e il limite d’età a 27 anni, chiedendo più spazio per i temi difficili e meno per la sola leggerezza (nell’articolo Salviamo Sanremo Giovani oppure salviamo i giovani da Sanremo). Non cambio idea sul fatto che diminuire, restringere, non sia la scelta giusta.

I nomi che Sanremo Giovani ci ha regalato

Ricordiamo i nomi che, senza Sanremo Giovani e le Nuove Proposte, avremmo potuto perdere. Il primo è Eros Ramazzotti, quando nacque la categoria nel 1984 con Terra promessa. Da quella categoria sono poi usciti o passati:

Cristiano De AndréPaola Turci, Gatto Panceri, Andrea Mirò, Mariella Nava, Bungaro, Biagio Antonacci, Silvia Mezzanotte, Irene Fargo, Timoria, Tosca, Gerardina Trovato, Nek, Irene Grandi, Giorgia, Giò Di Tonno, Massimo Di Cataldo, Gianluca Grignani, Daniele Silvestri, Marina Rei, Carmen Consoli, Silvia Salemi, Jalisse, Nicolò Fabi, Alex Baroni, Max Gazzè, Tiromancino, Francesco Renga.

E ancora Modà, Negramaro, Simone Cristicchi, Malika Ayane, Simona Molinari, Nina Zilli, Giordana Angi, Renzo Rubino, Diodato, Enrico Nigiotti, Irama, Serena Brancale, Mahmood ed Ermal Meta. Senza contare vincitori come Michele Zarrillo, Mietta, Marco Masini, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Syria, Fabrizio Moro, Paola & Chiara, Alex Britti, Dolcenera, Anna Tatangelo, Rocco Hunt, Francesco Gabbani e Ultimo.

Qualcuno, negli anni d’oro, mise la regola che il vincitore delle Nuove Proposte tornasse di diritto tra i Big l’anno successivo e, spesso – da Giorgia a Carmen Consoli – scommetteva anche su nomi che non avevano vinto la categoria l’anno precedente: Giorgia arrivò settima tra le Nuove Proposte nel 1994 e l’anno dopo vinse il Festival tra i Big con Come saprei, Consoli passò dal Sanremo Giovani 1996 a in gara per un posto nei Big del 1997. Non erano solo più posti. Era anche più coraggio: per confermare un successo e renderlo stabile e duraturo bisogna dare continuità, per ribaltare un giudizio sbagliato delle giurie o del pubblico a volte serve il coraggio di scommettere su chi non ha vinto.

Davvero per fare un Festival più giovane vanno eliminati i giovani, salvo scegliere quelli già in hype per i Big? È questo che il pubblico vuole? Ho qualche dubbio. Di sicuro è quello che la grande discografia vuole.

Mi viene da pensare che, nel leggere il titolo di quel mio approfondimento, “Salviamo Sanremo Giovani oppure salviamo i giovani da Sanremo”, si sia scelto di optare per la seconda opzione. A me, a rileggerlo oggi, fa quasi ridere: pensavo che non si potesse fare di peggio. Si è fatto peggio.