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Eddie Brock, Atto II: Rabbia: la rabbia diventa parola, il significato dello spoken word

Dopo Atto I: Confessione, Eddie Brock affronta il tema della rabbia tra rifiuti, disagio personale e critica alle dinamiche dell'industria musicale.

Eddie Brock durante un'esibizione dello spoken word Atto II: Rabbia
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Continua lo spoken word di Eddie Brock, dopo Atto I: Confessione è il momento di Atto II: Rabbia.

Se Atto I: Confessione era costruito sull’ammissione della fragilità e sul dialogo interiore, Atto II: Rabbia rappresenta il momento in cui quella sofferenza cambia forma. Non c’è più introspezione passiva: la frustrazione accumulata si trasforma in un atto d’accusa contro l’ambiente, l’industria musicale e, a tratti, contro sé stesso.

Il testo di Atto II: Rabbia

So 15 anni che prendo gli schiaffi in giro
pensi mi facciano paura
3 coglioni fanno il compitino
tutte le porte chiuse in faccia mi hanno rotto il naso
tutte le volte dentro casa
sempre più frustrato
mia mamma che mi dice,
“Edo sei sempre arrabbiato e non ti godi nulla
Se sempre insoddisfatto”
intanto strillo manco canto, sono triste
manco piango e se mi guardo manco mi piaci
e parto alla ricerca di un posto mio
tu non mi conosci manco e vuoi parlare al posto mio
Io c’ho solo ste canzoni e non c’ho Santi in paradiso
e non ho mai leccato il culo
per trovarmi un posto mio
mi metti parole in bocca perchè funziona così
Io ci sto male anche il weekend mentre tu torni lunedì
Tutti rivoluzionari, tutti quanti gran profeti ma per diecimila euro
dici funziona così
così come dovrei stringere mani per cognome
dovrei farmi contatti compatti nel carrozzone
Sorridere alla gente solamente a convenienza
che tanto mi scorderanno entro 24 ore
che orrore Io scrivo le canzoni per amore
per vedere Chi mi ascolta
che proverà un’emozione con la gente che si sparla
che si vende finte glorie in un mondo che si odia
amarsi è la rivoluzione

La rabbia nasce da una lunga accumulazione

So 15 anni che prendo gli schiaffi in giro indica una rabbia non improvvisa che viene descritta come il risultato di quindici anni di porte chiuse e rifiuti. L’immagine introduce ad un tema che attraversa tutto il testo: la resistenza.

Chi lo critica viene ridimensionato. Non sono i commenti sui social a ferirlo davvero: il dolore viene da molto più lontano.

Tutte le porte chiuse in faccia mi hanno rotto il naso: questo tipo di scrittura evita immagini astratte e rende immediatamente percepibile il peso dei rifiuti.

La rabbia è anche privata e dopo aver citato il padre in Atto I: Confessione è il momento di sua madre che testimonia come la rabbia abbia invaso anche la vita quotidiana.

Edo sei sempre arrabbiato e non ti godi nulla. Sei sempre insoddisfatto a cui risponde così intanto strillo manco canto, sono triste, manco piango.

Qui Eddie Brock introduce un elemento importante: quella che appare rabbia potrebbe essere depressione, incapacità di piangere, perdita di piacere. La rabbia nasconde, quindi, il dolore?

Il conflitto con sé stesso

Se mi guardo manco mi piaci sembra un attacco contro il sistema musicale ma il nemico principale sembra restare sé stesso. Qui si collega direttamente al capitolo Confessione: il conflitto interiore non si è risolto, ha semplicemente cambiato tono.

Lo sfogo, la rabbia si sposta verso l’industria musicale come bersaglio: Io c’ho solo ste canzoni e non c’ho Santi in paradiso” indicando di non avere protezioni o conoscenze influenti.

A questo aggiunge il rifiuto delle dinamiche di potere nel quale indica un elenco di ciò che rifiuta: dovrei stringere mani per cognome in cui sottolinea che Il cognome vale più della persona e aggiunge dovrei farmi contatti compatti nel carrozzone in cui il carrozzone rappresenta un sistema chiuso nel quale si entra attraverso reti di conoscenze.

Una denuncia che coinvolge tutti

Eddie Brock mette in discussione la coerenza morale con la quale le persone che si dichiarano anticonformiste o rivoluzionarie, secondo lui, finiscono per adeguarsi quando entrano in gioco interessi economici. E qui arriva la svolta, in positivo Io scrivo le canzoni per amore; non parla di classifiche, successo o numeri ma della possibilità di creare un’emozione condivisa per vedere chi mi ascolta che proverà un’emozione.

Nella parte finale rappresenta la rabbia che viene trasformata in una proposta: in un ambiente percepito come competitivo, costruito sull’invidia e sull’apparenza, l’atto davvero rivoluzionario diventa preservare la propria umanità, senza vendetta e rivalsa.

Un secondo atto che amplia il racconto

Se Atto I: Confessione mostrava il lato più intimo di Eddie Brock, Atto II: Rabbia sposta lo sguardo verso l’esterno senza perdere il conflitto interiore.

Il bersaglio diventa il sistema musicale, le sue dinamiche di potere e l’opportunismo che, secondo Brock, lo attraversa. Dopo aver descritto un ambiente dominato dall’odio e dalle convenienze, la conclusione suggerisce che la vera forma di resistenza sia continuare a fare musica per convinzione e scegliere di non rinunciare alla propria autenticità.

L’immagine di copertina è un frame dello spoken word dai social dell’artista.