Santi Francesi tornano con un nuovo brano. A sorpresa, il duo formato da Alessandro De Santis e Mario Francese ha pubblicato sui propri canali ufficiali Nebbia, accompagnato dal videoclip ufficiale. Il singolo arriva a due mesi da Guerrilla e rappresenta un nuovo tassello del percorso artistico intrapreso nel 2026.
Con questa uscita i Santi Francesi proseguono il lavoro che porterà alla pubblicazione di un nuovo progetto discografico, destinato a raccogliere i primi inediti pubblicati dopo l’EP Potrebbe non avere un peso.
Nebbia apre un nuovo capitolo per i SANTI FRANCESI
Nebbia e Guerrilla sono i primi brani del nuovo progetto musicale del duo. Sul piano discografico segnano anche l’inizio della collaborazione con Asian Fake, sotto l’ombrello di House of Music (HOM), mentre la distribuzione è affidata a Sony Music Italy.
Dopo un brano come Guerrilla, caratterizzato da sonorità più rock e da un approccio diretto sia nella scrittura sia nel modo di raccontare la realtà, Nebbia sembra chiudere idealmente quel percorso. Anche la scelta di pubblicarlo senza preavviso, in un periodo insolito rispetto alle tradizionali strategie discografiche, conferma la volontà del duo di seguire tempi e modalità dettati esclusivamente dalla propria esigenza espressiva.
Di cosa parla Nebbia
Il nuovo singolo attraversa emozioni legate alla perdita, alla ricerca di risposte e al bisogno di ritrovare sé stessi. La musica diventa il luogo in cui sfogare dubbi e inquietudini, mentre il titolo richiama una condizione di smarrimento che accompagna l’intero brano.
I Santi Francesi descrivono così la nascita della canzone:
“Il brano è nato in pochissimo tempo, come quelle cose che senti di dover tirare fuori velocemente. Una specie di virus”.
La produzione gioca anche sul contrasto tra elementi sonori molto diversi. Gli archi sono stati interamente suonati e registrati da Giulia Pecora al violino e Clarissa Marino al violoncello, mentre la voce è stata incisa utilizzando un registratore a nastro degli anni Novanta, lo stesso tipo di dispositivo impiegato in passato dai giornalisti per gli appunti vocali.
“La voce, di contro, è cantata dentro un vecchio registratore a nastro degli anni ’90 (usati all’epoca specialmente dai giornalisti per segnare gli appunti) per creare un contrasto con la pulizia degli archi, come a provocare, a rovinare qualcosa di potenzialmente educato”.
Immagine di copertina di Agnese Carbone











