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La mosca Tzè Tzè

Click & Trash – La Mosca racconta giugno 2025: tra chiavi giganti, pompette e AI senza vergogna

Dichiarazioni definitive, IA canterine e ritornelli surreali: la musica italiana ha dato il meglio. O il suo trash più glorioso.

di La Mosca Tze Tze (Disturbo della quiete pubblica) · 

Mosca Tzè Tzè giugno 2025 trash musica italiana: questa è la sintesi più onesta di un mese in cui i palchi sono diventati chiavi giganti, le canzoni prompt e le dichiarazioni più teatrali dei concerti stessi. La Mosca torna a ronzare sul meglio (o peggio) della musica italiana di giugno, con la consueta dose di veleno e verità.

Benvenuti nel primo appuntamento con Click & Trash – La Mosca racconta il mese, la nuova rubrica che raccoglie i momenti più trash, involontari o geniali (ma sempre sopra le righe) della musica italiana. Ogni mese, una selezione accurata degli episodi più assurdi, commentati con l’occhio tagliente – e il pungiglione satirico – della Mosca Tzè Tzè.

Ultimo e la chiave del pop

Ha inaugurato il suo tour stadi con uno stadio sold out e una chiave gigante lunga trenta metri che attraversa il palco. No, non è una metafora. Ultimo, artista del pop sentimentale e degli abbracci a LED, ha portato sul palco la sua “chiave della vita”. Un simbolo? Forse. Una passerella? Sicuro. Un elemento scenografico così evidente da oscurare quasi la musica stessa? Beh, anche.

Tra medley orchestrali, ballad al piano e 600 luci che accecano anche i ricordi, Ultimo ha firmato uno show che grida: “Il significato profondo ve lo lascio intuire, ma intanto fate una storia Instagram”.

Elodie & Sfera – I due Yakuza del pop

Yakuza è il brano con cui Elodie e Sfera Ebbasta hanno ufficialmente dato il via all’estate 2025. Prodotta da Rvssian, la traccia mescola sonorità sensuali e atmosfere internazionali per raccontare un amore ad alta tensione, tra passione e pericolo.

Nel testo troviamo manette fredde come l’amore, palazzine da ragazzina e la voglia di scappare dalla festa: “Vieni andiamo via / tu, io / dalla festa / stasera”. L’immaginario è cinematografico, quasi da action-drama sentimentale, con una protagonista che si mostra sicura e tagliente, e uno Sfera che alterna romanticismo e realtà di strada.

Il riferimento alla Yakuza diventa una metafora di un legame nascosto, forte e pericoloso. E tra una DeLorean e qualche maldicenza, Elodie continua a moltiplicarsi: palco, radio, pubblicità, San Siro, palasport. L’amore “non sa come si usa”, ma il moltiplicatore Elodie, invece, sa benissimo come si lancia una stagione.

Kekko dei Modà e l’addio annunciato

In conferenza stampa allo Stadio San Siro, poche ore prima del concerto, Kekko Silvestre ha detto basta. Basta a Sanremo, che nel 2025 lo ha piazzato al 22° posto nonostante 25 anni di carriera, chilometri suonati per strada e notti passate per terra nelle scuole chiuse. La frase è di quelle che restano scolpite: “Non tornerò mai più a Sanremo”.

Un addio sincero, venato di amarezza, ma anche lucidissimo. Eppure, nella dichiarazione c’è una clausola non detta che la Mosca non ha potuto ignorare: Kekko ha parlato del Festival di Sanremo. Ma se il Festival, come qualcuno sospetta, dovesse davvero traslocare dalla città dei fiori… allora l’addio potrebbe diventare solo geografico.

D’altra parte, la Rai sta già valutando altre sedi per l’edizione 2027/28. E se un giorno scoprissimo che Kekko non è tornato a Sanremo… ma si è presentato puntuale a Milano, Bologna o Torino? Altro che addio: sarebbe solo una pausa strategica. E noi, nel dubbio, prepariamo già il microfono.

Baby Gang: la pompa e l’autosabotaggio

Nelle Pagelle del 6 giugno, Alvise Salerno ha segnalato un brano impossibile da ignorare. Baby Gang, in apertura del singolo Cassa, canta: “Ho un amico come pompa / tu un’amica che fa pompe”. Il tutto entro i primi 50 secondi. Un record nazionale per il peggior incipit lirico della stagione.

La canzone continua con gli stereotipi del genere – strada, carcere, redenzione – ma è troppo tardi. Il danno è fatto. E nel panorama dei testi criminal-pop italiani, Baby Gang è riuscito a superare anche se stesso. E non è un complimento.

Bocelli & Sinner: TED Talk in musica

Polvere e Gloria è il brano che unisce due eccellenze italiane: Andrea Bocelli e Jannik Sinner. Il primo canta la fatica, la disciplina e l’onore. Il secondo, con voce bassa e accento motivazionale, interviene come un coach: “Be yourself. Improve every day. Talent doesn’t exist, it has to be earned.”

Un’operazione intensa, sentita, forse anche nobile. Ma inevitabilmente parodica: più che un inno intergenerazionale, sembra un podcast auto-aiuto con orchestra sinfonica.

IA canta, l’Italia reagisce: da IAM alle Sorelle Soniche

Prima è arrivata IAM, la cantante IA che ha fatto discutere l’Italia con il suo singolo Pazzesco: una sfilza di immagini nonsense, tra “San Francesco preso a beccate”, Bugo che dice “pazzesco” e un prompt trasformato in popstar. Il suo stile mescola meme, deep learning e pura confusione lirica.

Ora tocca alle Sorelle Soniche, la prima band italiana interamente generata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale ma con un’anima (quasi) umana. Il singolo Spritz al CBD è un tormentone balneare fatto di cielo glitterato, riff pop-rock e atmosfere da aperitivo futurista. Dietro il progetto c’è Filippo Martin, musicista romano e producer che ha deciso di “arruolare” l’IA come sorella creativa. Il risultato? Un brano registrato alla SIAE, già su Spotify, e pronto per infiammare la pista… o almeno le timeline.

Martin racconta di aver lasciato che l’IA generasse melodie e strutture, mentre lui rifiniva l’identità del pezzo. Una collaborazione uomo-macchina che non vuole sostituire nessuno, ma ballare insieme sotto il cielo dell’estate italiana. Il cocktail finale sa di ironia, marketing, nostalgia e… Spritz al CBD.

Che siano trash o pionieristiche, queste operazioni ci dicono una cosa chiara: l’intelligenza artificiale nella musica non è più futuro, è estate 2025.

Orietta Berti, Rovazzi e l’orchestra fantasma

Con Cabaret, Orietta Berti torna all’attacco con Rovazzi e i FUCKYOURCLIQUE. Il brano è un inno all’assurdo: bambini con l’iPad, spiagge affollate, trenta autori in cerca di Carlo Conti, Gin Tonic e orchestrine immaginarie.

Il ritornello dice: “La musica risuona anche quando l’orchestra non c’è”. Una frase che è già filosofia per chi fa musica nell’era delle basi pre-registrate. Orietta vola, l’orchestra latita, e noi la seguiamo a ritmo di tan taran tan tan.

Zampaglione svela i finti sold out

Con un post virale, Federico Zampaglione ha descritto il dietro le quinte più scomodo del mondo live: concerti spacciati per “sold out” grazie a biglietti regalati, codici sconto aziendali, influencer e campagne promozionali camuffate.

L’artista, secondo lui, resta con l’immagine vincente… e un debito da ripagare con la dignità. Un’industria che funziona al contrario, dove il successo è una sceneggiatura da ufficio stampa, e chi dice la verità, spesso, viene tagliato fuori.

GIUGNO 2025 IN RIMA


Ultimo accende i sogni in uno stadio,
sul palco una chiave che apre il suo cuore,
Elodie brilla, moltiplica il suo raggio,
e Sfera la segue tra luci e ardore.

Kekko si sfoga, la rabbia è sincera,
la stampa lo punge, il pubblico lo ama,
Baby Gang parte e la strofa è una fiera,
ma il testo crolla già dalla prima lama.

IAM canta prompt come fosse un vangelo,
Sinner declama, Bocelli lo accompagna,
Orietta balla, anche se l’orchestra è in cielo,
e Zampaglione al bluff toglie la maglia.

Giugno finisce tra applausi e furore,
la Mosca sorride… col solito onore.

La Mosca Tzè Tzè