Il Milano Pride 2026, andato in scena sabato 27 giugno per la sua venticinquesima edizione con oltre 300mila persone in marcia fino all’Arco della Pace, ha avuto un filo emotivo che ha attraversato il palco: il ricordo di Mirko Moriconi, il ragazzo di 24 anni ucciso pochi giorni prima insieme alla madre. Due artisti, Aiello e Romina Falconi, hanno scelto di dedicargli i loro momenti sul palco, trasformando la serata conclusiva in un omaggio.
Chi era Mirko Moriconi
Mirko Moriconi, 24 anni, è stato ucciso a colpi di fucile nella sua abitazione a Pieve, frazione di Camaiore, in provincia di Lucca, insieme alla madre Kety Andreoni. Per l’omicidio è stato fermato il padre, Piero Moriconi. Secondo quanto emerso dalle testimonianze di amici e dai numerosi messaggi lasciati dal ragazzo sui social, alla base del rapporto conflittuale con il padre ci sarebbe stato il mancato accettazione della sua omosessualità. Già nel 2022 Mirko aveva scritto un post diventato tristemente noto, in cui parlava di un padre che lo avrebbe preferito morto piuttosto che gay. Le indagini sulle dinamiche e sul movente sono tuttora in corso.
La vicenda ha colpito profondamente la comunità LGBTQIA+ e si è imposta come uno dei temi della manifestazione milanese, dove più volte è tornato il riferimento a quanto la battaglia per i diritti e contro l’omotransfobia sia ancora attuale.
Il discorso di Aiello per Mirko
Sul palco dell’Arco della Pace, Aiello ha letto un testo costruito attorno alla figura di Mirko, dando voce in prima persona al ragazzo e a tutti quelli che, come lui, vivono la stessa condizione. Un monologo che intreccia la cronaca personale con i discorsi pubblici sull’argomento, fino a una domanda finale rivolta alla platea.
Di seguito il discorso letto da Aiello, che si può ascoltare integralmente nel video.
Mi chiamo Mirko, quando qualcuno mi dice che non ha niente contro quelli come me, purché non esageriamo.
Mi chiamo Mirko, mi interrogo seduto al banco in classe mentre fuori mi aspettano per menarmi.
Mi chiamo Mirko, anche se ho avuto un padre più umano e comprensivo.
Mi chiamo Mirko e dentro implodo mentre in televisione un mostro dice che quelli come me possono guidare e se vanno in ospedale vengono addirittura a curarti.
Mi chiamo Mirko e ho paura, perché i diritti che parevano conquistati sono quotidianamente minacciati da politici e persone pubbliche che diffondono odio e rabbia.
Mi chiamo Mirko e mi dispiace che mamma soffra per colpa mia e viva tutti i giorni con papà.
Mi chiamo Mirko quando mi spiegano che non devo offendermi, che “froc*o” era solo una battuta, così, per ridere.
Mi chiamo Mirko quando sento dire che la famiglia che desidero è contro natura.
Mi chiamo Mirko e sto tutti i giorni per presentare ai miei genitori il mio ragazzo, ma ancora non ci riesco e lo chiamo il mio migliore amico.
Mi chiamo Mirko mentre scrivo le parole che dirò sul palco del Pride e so già che qualcuno mi dirà di pensare a cantare.
In ogni classe c’è un Mirko, in ogni famiglia e in ogni città, in ogni tavola dove si cambia discorso, in ogni fotografia dove qualcuno sorride più di quanto stia bene.Mi chiamo Mirko. Tu come ti chiami?
Un intervento che ha spostato l’attenzione dalla performance musicale al gesto civile, con l’artista che ha trasformato il proprio spazio sul palco in una lettura collettiva.
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La performance di Romina Falconi: i ballerini e l’audio delle dichiarazioni politiche
Romina Falconi, da tempo schierata a sostegno dei diritti LGBTQIA+, è salita sul palco con quattro ballerini per una performance dal forte impianto teatrale. Mentre veniva diffuso un audio che montava alcune dichiarazioni pubbliche pronunciate da esponenti politici italiani sui temi del femminicidio, dell’omosessualità, delle unioni civili e delle adozioni, i ballerini mettevano in scena una coreografia di tensione e sopraffazione: si strattonavano, cercavano di soffocarsi, rivestivano uno di loro in giacca e cravatta, in un crescendo di violenza simbolica.
Queste le parole pronunciate da Romina Falconi al termine della performance, visibile nel video, precedute dalla dichiarazioni dei politici italiani.
Generale Vannacci:
“Non esiste il femminicidio perché un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce”, “Ho parlato del fatto che omosessuali non si nasce qualora ci fosse uno scienziato, un genetista, un ricercatore che trovasse questo genoma potremmo cambiare idea”, “Quello che invece io ho criticato sono le prevaricazioni delle minoranze nei confronti delle maggioranze”, “Se vanno per la strada possono tranquillamente guidare, se vanno all’ospedale li curano”, “Le unioni civili mi vanno benissimo, quindi quali sarebbero gli altri diritti che mancano a queste persone”
Giorgia Meloni:
“La maternità non è in vendita”, “Che i figli non sono prodotti da banco che puoi scegliere sullo scaffale come se fossi al supermercato e magari restituire se poi il prodotto non corrisponde a quello che ti aspettavi”
Matteo Salvini: “Mai le adozioni gay nel mio paese, mai”, “Il bambino viene al mondo se ci sono una mamma e un papà”
Sullo sfondo, la musica del suo ultimo singolo, Sono felice. Al termine dell’audio, Falconi ha rotto il silenzio con un intervento diretto, rivendicando il ruolo della comunità e attaccando l’ipocrisia di chi diffonde odio mascherandolo da difesa di valori.
Sì, noi siamo i travestiti, i giullari, le baraccone, ma abbiamo scelto questo ruolo per dire “non sei solo, non sei sbagliata”.
E invece ci sono persone che mettono maschere per ingannare, che dicono che l’Italia ha bisogno di bambini, ma se non li concepisci come dicono loro è reato universale; che dicono che ogni nazione ha diritto alla propria identità, ma poi non dicono niente se un paese annienta un altro. Queste sono le cose che fanno paura…
La dedica a Mirko e Sono felice
A chiudere la performance, una parte di Sono felice, dedicata esplicitamente a Mirko. Un brano che parla di dolore trasformato, di una felicità rivendicata nonostante tutto, e che nel finale chiama il ragazzo per nome.
Dal mondo ho avuto il peggio
e mi è pure piaciuto
Non la meritavo la mia sensibilità
Adesso guarda qua come mi son ridotta
Per la felicità
Guarda che sono felice
e guarda qui che pace
Perché ti voglio togliere tutto
Pure la prova che ti ho amato tanto
Ma io sono felice, chi ha visto mai la pace
se intorno a me tutto crolla di nuovo
Mirko, sai cosa faccio… ammiro il cielo
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Con i due interventi di Aiello e Romina Falconi, il Milano Pride 2026 ha legato la sua edizione del venticinquesimo anniversario a una storia di cronaca che ha riportato al centro il senso stesso della manifestazione: il diritto di ognuno a essere sé stesso senza pagarne il prezzo.











