Margherita Vicario, in Ho chiesto aiuto il dolore smette di restare senza nome
Il nuovo singolo parte da un dolore difficile da nominare e arriva alla possibilità di riconoscerlo e chiedere sostegno.


Testo e significato di Ho chiesto aiuto, il nuovo singolo di Margherita Vicario, uscito venerdì 25 settembre 2026 su tutte le piattaforme digitali.
Il brano segna il ritorno alla musica dell’artista a tre anni dall’ultimo progetto discografico Showtime e dopo l’esordio alla regia con il film Gloria!. Ho chiesto aiuto apre un nuovo capitolo discografico partendo da un tema preciso: riconoscere un dolore che per molto tempo non si è riusciti a definire e arrivare al momento in cui chiedere aiuto diventa una possibilità concreta.
Nel 2027 Margherita Vicario tornerà anche dal vivo con due appuntamenti a teatro, l’8 febbraio a Roma e il 10 febbraio a Milano. Date e informazioni sui concerti sono raccolte nel nostro articolo dedicato al tour 2027 di Margherita Vicario.
Margherita Vicario – Ho chiesto aiuto: il significato del brano
Ho chiesto aiuto nasce da una condizione di malessere difficile da mettere a fuoco. Nel brano si sovrappongono ricordi, pensieri difficili da contenere e una sensibilità che porta ad assorbire anche il dolore degli altri.
Il punto di svolta arriva quando quella condizione smette di essere percepita come qualcosa da accettare. Chiedere aiuto diventa allora il gesto che permette di riconoscere ciò che sta accadendo e provare ad affrontarlo, senza che la canzone suggerisca una soluzione immediata o la scomparsa del dolore.
Questa idea viene sostenuta anche dalla costruzione musicale. Alla voce di Margherita Vicario si affianca infatti un coro con richiami gospel che accompagna gran parte del brano. Una scelta che porta progressivamente il racconto dalla dimensione individuale a quella collettiva: da una voce sola a più voci che le stanno intorno.
Lo stesso passaggio torna nel videoclip, scritto e diretto dalla stessa Margherita Vicario. Il video attraversa età e generazioni diverse, mostrando pensieri e fragilità che cambiano nel corso della vita ma possono arrivare, in momenti differenti, a richiedere il sostegno degli altri.
Il testo di Ho chiesto aiuto
Ho chiesto aiuto molte volte prima di decidere
Ho chiesto aiuto anche con gli occhi ma scoppiavo a ridere
Ho chiesto aiuto cento volte solo a mia cugina
e non sapeva cosa dirmi:”Marghi, stai serena”
Mi riempivo di dolore come un grande imbuto,
ma ora è tutto molto meglio perché ho chiesto aiuto
E mia madre mi sussurrò una sera
“La vita è bella, ne varrà la pena”
Ho chiesto aiuto perché non volevo più mangiare
perché tanto stavo sempre male
con la testa nella tazza, il collo tra le mani
C’è chi dice: “È naturale perché siamo esseri umani,
e gli umani stanno sempre a piagne
stan sempre a soffrire, sempre a far le lagne
Ma non è vero non è sempre così
c’è chi sta bene, chi si impegna, chi reagisce
la musica lo insegna
Se senti una crepa nella mia voce
è perché questa mia storia è troppo bella, abbi fiducia
E non vuol dire avere la vita del campione
non buttare al cesso il tempo, prova a esser migliore
Ai miei fratelli, che li amo, ma non so mai cosa dire
Mio fratello mi corcava, ma lo amo da impazzire
Le mie amiche, le sorelle, con i figli nella pancia
I nipoti con cui corro la domenica in campagna
Ho chiesto aiuto per stare più concentrata
a non sentire tutto il peso sulla schiena, mi ha piegata
Che ricordo a tredici anni, per una bomba in una scuola
Viaggiavamo in autostrada e piansi tanto tutta sola
Ancora mi chiedo: “Chissà da dove veniva quel dolore”.
Non mi lasciava andare e miei con stupore
mi dissero:”Marghina, perché piangi da due ore?”
“Perché hanno ucciso quei bambini e sono morti nel terrore
tra gli spari, li ammassati, non lo so ma non lo reggo
E ti giuro mi fa male, non è giusto ma è tremendo”
E mi bevevo le mie lacrime coi parenti che in silenzio
mi lasciavan disperare con lo sguardo al vetro perso
Ho chiesto aiuto e ho capito il male non esiste
Neanche il bene, esiste l’uomo che ogni tanto è triste
Ho chiesto aiuto ed ho capito il male non esiste
È che l’uomo si delude e poi impazzisce
Ho chiesto aiuto ed ho capito il male non esiste
Neanche il bene, esiste l’uomo che va oltre e insiste
Ho chiesto aiuto ed ho capito il male non esiste
Forse il bello, lui resiste
Ho chiesto aiuto e penso meglio anche alle cose più importanti
Le persone più di merda le trattavo con i guanti
Poi mi è arrivato un treno in faccia
son rimasta lì, sepolta a pancia sotto
I pensieri tremendi, anche quelli più brutti
io pensavo è naturale, ce li avessero tutti
Non è vero, c’è una specie di corsia in cui lui fa fatica
prende il ritmo, ci lavora e si ricentra
E lo so che da sola sono lenta
non cambio, non miglioro, non reagisco, sono spenta
Ho chiesto aiuto e mi ha risposto un bel dottore
che ha studiato per cent’anni, è laureato con amore
e lo pago, sì lo pago e sono i soldi meglio spesi
Mi è apparso un mare calmo, ma dai fondali accesi
Gli abissi son profondi ma non ci si perde
non ci si muore, non ci si arrende
Ho chiesto aiuto e ho capito il male non esiste
Neanche il bene, esiste l’uomo che ogni tanto è triste
ho chiesto aiuto ed ho capito il male non esiste
È che l’uomo si delude e poi impazzisce
Ho chiesto aiuto ed ho capito il male non esiste
Neanche il bene esiste, l’uomo che va oltre e insiste
ho chiesto aiuto ed ho capito il male non esiste
Forse il bello, lui resiste
Forse il bello, lui resiste
Perché il bello, quello esiste
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