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“L’intelligenza ti tiene al sicuro ma la stupidità ti tiene vivo”: Giuse The Lizia guarda ai giovani

Il nuovo progetto nasce da una riflessione su social, telefoni, nostalgia e paura di vivere senza pensare al giudizio degli altri.

di Andrea Solaini · 

Giuse The Lizia torna a parlare del presente con un video che anticipa il nuovo album Mica Dobbiamo Morire Adesso. Tra social, intelligenza artificiale, nostalgia e paura di sembrare “cringe”, l’artista costruisce una riflessione sul modo in cui i giovani stanno vivendo il tempo e il rapporto con gli altri.

Il video parte con una provocazione rivolta direttamente a chi guarda. Poi arriva una frase che ne riassume il senso: “l’intelligenza ti tiene al sicuro ma la stupidità ti tiene vivo”. Da qui nasce un invito molto più semplice: ballare, ridere, cadere e divertirsi senza pensare continuamente a come si viene percepiti.

Giuse The Lizia contro la fretta dei social

Il primo bersaglio è la velocità. Nel video tutti corrono verso il prossimo contenuto, verso un altro video, un’altra gara di aura, un altro contenuto generato con l’AI. La battuta sugli “annunci di un altro cantante indie fallito” aggiunge ironia, ma il punto è serio.

I social hanno trasformato anche l’attenzione in qualcosa che deve muoversi continuamente. Un contenuto dura il tempo di uno scroll e subito dopo ne arriva un altro. Fermarsi sembra quasi una perdita di tempo.

Giuse The Lizia mette invece in discussione proprio questa necessità di andare sempre avanti. Il tempo, dice il video, guarisce anche perché a un certo punto si dimentica di cosa dovrebbe guarire. È un modo ironico per parlare di qualcosa di molto comune: non tutto deve essere risolto subito.

Il passato sembra sempre migliore, ma quando lo vivevamo non era così

Un altro tema centrale è la nostalgia. Il passato viene descritto come un posto bellissimo, ma il ragionamento ribalta immediatamente questa sensazione.

Quando eravamo nel passato ci lamentavamo del presente e rimpiangevamo il periodo ancora precedente. Ora facciamo la stessa cosa guardando indietro. Il meccanismo si ripete e rende difficile vivere davvero il momento che abbiamo davanti.

È una riflessione particolarmente vicina a chi è cresciuto con internet. La memoria online permette di tornare continuamente a vecchie foto, vecchi video, vecchie versioni di noi stessi. Il passato non è più soltanto qualcosa che ricordiamo: può tornare davanti agli occhi in qualsiasi momento.

Per questo l’invito a guardare avanti assume un significato preciso. Non si tratta di dimenticare quello che è stato, ma di smettere di usarlo come misura continua del presente.

La paura di essere “cringe” ha cambiato il modo di divertirsi

Il passaggio più diretto riguarda però il modo di stare insieme. “Nessuno balla più, nessuno ride più davvero”, dice Giuse The Lizia, collegando questo cambiamento alla presenza costante dei telefoni.

Il problema non è soltanto il telefono in sé. È la consapevolezza di poter essere ripresi, fotografati, pubblicati e giudicati. Un gesto spontaneo può diventare un video. Una serata può trasformarsi in una storia. Anche divertirsi può quindi avere un pubblico.

Da qui arriva la paura di essere “cringe”. Una parola diventata centrale nel linguaggio dei social e che spesso significa semplicemente esporsi senza sapere quale sarà la reazione degli altri.

Ballare male, ridere troppo forte, fare una cosa stupida o lasciarsi andare possono diventare motivi per sentirsi osservati. Il risultato è che, prima ancora di fare qualcosa, si pensa a come apparirà.

“L’intelligenza ti tiene al sicuro ma la stupidità ti tiene vivo”

La frase più forte del video arriva proprio dopo questa riflessione. “L’intelligenza ti tiene al sicuro ma la stupidità ti tiene vivo” non sembra essere un elogio dell’ignoranza. È piuttosto un invito a recuperare una parte irrazionale e spontanea che rischia di sparire quando ogni comportamento viene filtrato dal giudizio degli altri.

L’intelligenza, in questa lettura, rappresenta il controllo. Pensare prima di parlare, prevedere le conseguenze, proteggersi, capire cosa è opportuno fare. Tutte cose utili, soprattutto online.

La “stupidità” diventa invece il gesto fatto senza calcolare tutto. Ballare anche se si è fuori tempo. Ridere senza preoccuparsi della faccia che si sta facendo. Cadere e rialzarsi. Fare qualcosa che non serve a costruire un’immagine precisa di sé.

È una distinzione che tocca direttamente il rapporto tra giovani e social: essere continuamente consapevoli di come si appare può proteggere, ma può anche togliere spontaneità.

Mica Dobbiamo Morire Adesso parte da qui

Il titolo del nuovo album riassume bene il messaggio finale del video. Dopo tutto il discorso sulla fretta, sul passato e sulla paura del giudizio arriva un invito molto semplice: vivere.

Mica Dobbiamo Morire Adesso sembra quindi partire da una domanda generazionale senza dare una risposta definitiva. Quanto tempo passiamo a preoccuparci di quello che pensano gli altri? Quanto ci divertiamo davvero quando nessuno ci sta guardando?

Il progetto arriva dopo CRUSH del 2023, INTERNET del 2024 e INTERNET EXPLORER del 2025, e si inserisce in un percorso in cui Giuse The Lizia ha spesso raccontato il rapporto tra vita quotidiana, relazioni e mondo digitale.

Negli ultimi mesi sono arrivati anche Su x giù, Istruzioni e Los Angeles, quest’ultima scritta con Fulminacci e prodotta da Golden Years.

La data di uscita del nuovo album non viene ancora svelata. Il messaggio, però, è già arrivato: forse per una volta non serve correre verso il prossimo video.

Forse basta fermarsi, ballare, ridere e fare qualcosa di stupido senza pensare a chi potrebbe guardare.

Foto: Ufficio stampa