Rolando D’Angeli, per decenni tra i manager più attivi della musica italiana, conosciuto come “il venditore di stelle”, è morto domenica 9 agosto 2026. Ad annunciarlo è stato Nek, l’artista con cui ha lavorato più a lungo, con un post su Instagram. D’Angeli lascia le figlie Silvia e Sara: età, luogo e causa della morte non sono stati resi pubblici.
Nato e cresciuto nella periferia romana del secondo dopoguerra, in una famiglia povera, D’Angeli aveva raccontato la propria storia nell’autobiografia Il venditore di stelle, lo stesso soprannome con cui la musica italiana lo conosceva.
Da Bobby Solo a Umberto Tozzi, gli anni prima di Nek
La carriera di D’Angeli comincia nel 1978, quando diventa manager di Bobby Solo e mette sotto contratto un allora sconosciuto Michele Zarrillo. L’anno dopo fonda la Music Show International, fra le prime società di management nate in Italia, e negli anni lavora con le sorelle Loretta e Daniela Goggi e, per un breve periodo, con Raffaella Carrà.
Nel 1981 arriva Pupo. Dal 1984 segue Umberto Tozzi, di cui organizza il celebre concerto alla Royal Albert Hall di Londra, che vende 500.000 copie. Alla fine degli anni Ottanta lavora anche con Mike Francis, mentre nel 1989 comincia il rapporto professionale con Amedeo Minghi, portato al Piccolo Eliseo, a Santa Maria in Trastevere e allo Stadio Olimpico di Roma. Nel 1993 fonda l’etichetta Don’t Worry e, con la Fox Band, produce Giorgia.
Nek, da Lei, gli amici e tutto il resto a Sanremo 1997
Il rapporto più noto della carriera di D’Angeli comincia nel 1996 e dura fino al 2002: sei anni in cui è produttore esecutivo, editore, manager e agente di booking di Nek. È lui a proporre l’artista di Sassuolo alla WEA, che nel 1996 pubblica Lei, gli amici e tutto il resto.
L’album viene ristampato in occasione del Festival di Sanremo 1997, dove Nek partecipa con Laura non c’è: il brano, aggiunto alla riedizione, apre la fase del grande successo internazionale dell’artista. Nello stesso periodo, sempre sotto la gestione di D’Angeli, escono anche In due (1998), La vita è (2000) e Le cose da difendere (2002).
Gli altri artisti, da Paola Turci a Loretta Goggi
Fra gli altri nomi seguiti da D’Angeli figurano Paola Turci, Mietta, Marina Rei, Fabrizio Moro (nel 2004 e nel 2007), Luca Barbarossa, Tosca (a Sanremo 2007), Luca Madonia e Kelly Joyce. Nel 2008 segue anche Loretta Goggi per lo spettacolo Stasera Goggi. Nel corso della carriera produce spettacoli in oltre 40 Paesi, con nomi come Claudio Baglioni, Antonello Venditti, Ornella Vanoni e Domenico Modugno.
I ricordi di Nek, Massimo Varini e Fiordaliso
Il primo a scrivere è stato Nek, in un lungo post su Instagram:
“Hai rappresentato certamente un pezzo importante della mia vita. Sei stato il mio manager per tanti anni ed eravamo insieme quando professionalmente si sono spalancate le porte del mondo. Abbiamo viaggiato in lungo e in largo e, da appassionato quale eri, ti sei dedicato a me in modo totale ed instancabile. Sei stato un confidente, un insegnante di vita, un lavoratore.”
“Le nostre strade poi si sono divise… due visioni diverse, e può anche succedere che il percorso cambi dopo tanti anni vissuti fianco a fianco. Non abbiamo mai smesso di stimarci o di confidare l’uno nell’altro, anche quando le circostanze sono diventate complicate.”
“Ci siamo sentiti proprio pochi giorni fa, mandandoci messaggi vocali giusto per far sentire la vicinanza. La tua voce ogni tanto diventava più sottile, ma il tuo entusiasmo era sempre quello frizzante, come quando dovevamo sentirci prima di partire per un tour.”
“Mi stringo forte alle tue figlie Silvia e Sara, che hai amato alla follia e delle quali andavi fiero. Ciao Rolando… ti ho voluto bene.”
“Prima di morire dicevi che volevi tornare a lavorare… Hai fatto tanto. Adesso riposa. Mi sa che te lo meriti!”
Ha scritto anche Massimo Varini, arrangiatore e produttore artistico storico di Nek, con un ricordo pubblicato su Instagram:
“Una notizia del tutto inaspettata, arrivata ieri sera in un momento in cui la mia testa era altrove. Un messaggio vocale su WhatsApp di Filippo… ‘Massimo… scusa l’orario ma ero in concerto e ho appena letto il messaggio. Devo darti una triste notizia… Rolando ci ha lasciato.’ Un dolore immenso, e, in un secondo tanti ricordi sono diventati occhi gonfi.”
“Rolando D’Angeli, per tutti noi ‘il venditore di stelle’, ha avuto un ruolo fondamentale nella vita artistica di Filippo e nella mia. Negli anni d’oro è stato il suo produttore esecutivo, editore, manager e agente per il booking. Eravamo una specie di trio: Filippo, artista eclettico dalla voce meravigliosa; Rolando, produttore esecutivo, editore e manager; io, arrangiatore, produttore artistico, coautore (insieme a Filippo e ad Antonello De Sanctis) e musicista.”
“Negli anni Rolando ha seguito così tanti artisti che sarebbe difficile farne un elenco completo. Ma la sua forza non era soltanto nel lavoro. C’erano le sue battute. La sua ironia. Quel modo tutto suo di alleggerire anche i momenti più complicati.”
“Ancora oggi, a distanza di trent’anni, durante le cene con gli amici mi ritrovo a raccontare aneddoti che lo vedono protagonista: ‘Ahi, fate finta de sonà… io faccio finta de pagà!’, ‘Nun stamo a pettinà le bambole…’. Quanti viaggi abbiamo fatto insieme, in Italia e all’estero. Quanta strada, quanta musica, quante risate accompagnate dalle sue battute.”
“Ciao, Rolando. Sono certo che, anche lassù, troverai il modo di organizzare qualcosa. Magari uno spettacolo, una tournée… o forse un’intera costellazione. Perché un ‘venditore di stelle’ non può andarsene davvero: continua a brillare nelle storie, nei ricordi e nelle vite di tutte le persone che ha incontrato e io ti sarò per sempre grato.”
“Con Sara e Silvia ci siamo sentiti poco fa… e so che porteranno avanti la tua storia… e noi continueremo a raccontarla.”
Più breve il messaggio di Fiordaliso sui social:
“Rolando ma quanto ci siamo divertiti, che personaggio pazzesco che eri.”



















