La Rai riporta Sanremo in prima serata con Mille e una cover, due appuntamenti in onda su Rai 1 sabato 2 e sabato 9 maggio 2026. Il format riprende le esibizioni della serata cover dell’ultimo Festival, affiancandole a nuovi interventi degli artisti coinvolti.
Non si tratta di una semplice replica: le performance verranno riproposte insieme a racconti e retroscena registrati in studio, con l’obiettivo di allungare il racconto della kermesse anche dopo la sua chiusura.
Mille e una cover: due serate su Rai 1 dopo Sanremo 2026
Al centro dello show ci sono i momenti più riconoscibili della serata del venerdì, quella dedicata a cover e duetti. Un segmento che negli ultimi anni è diventato uno dei più seguiti del Festival, anche per la libertà concessa agli artisti nelle scelte musicali.
Le due serate del 2 e 9 maggio proporranno una selezione delle esibizioni andate in scena il 27 febbraio 2026, con il ritorno degli stessi protagonisti davanti alle telecamere.
Non solo esibizioni: spazio ai retroscena
Accanto alla musica, il format inserisce una parte di racconto. Gli artisti coinvolti torneranno infatti in studio per commentare le performance, condividere aneddoti e ricostruire la preparazione dei duetti.
Un’impostazione che punta a differenziare il programma da un semplice “best of”, aggiungendo contenuti nuovi a materiale già visto.
Una scelta che guarda all’Eurovision
La collocazione in palinsesto non è casuale. Le due serate arrivano a ridosso della finale dell’Eurovision Song Contest, prevista per il 16 maggio su Rai 1.
La programmazione costruisce quindi un percorso televisivo centrato sulla musica: prima il richiamo a Sanremo, poi il passaggio all’evento europeo. Una sequenza che rafforza il ruolo del Festival come punto di partenza della stagione musicale televisiva.
Sanremo resta un prodotto da allungare
Con Mille e una cover, la Rai prova a estendere la durata del prodotto Sanremo oltre la settimana di messa in onda. Un’operazione che punta su uno dei segmenti più riconoscibili del Festival, trasformandolo in un contenuto autonomo per il prime time.
Un segnale chiaro: il Festival non si chiude a febbraio, ma continua a essere utilizzato nei mesi successivi come leva editoriale e televisiva.











