Il primo semestre del 2026 è in archivio: ventisei settimane di classifiche FIMI tra Singoli Top 100, Album Top 100 e Fisico Top 20 ci danno una fotografia del mercato discografico italiano nel primo semestre 2026. Ad aprile, chiusi i primi tre mesi, avevamo accertato che Warner Music comandava lo streaming, con Atlantic Records a fare da locomotiva, Universal Music gli album e Sony Music risultava stabilmente seconda.
Nel secondo trimestre del 2026, da aprile a giugno, le cose sono cambiate, con Sony tornata a farsi sentire su tutti i fronti.
Abbiamo rielaborato i dati ufficiali FIMI dal 1° gennaio al 25 giugno con lo stesso metodo del trimestre scorso, il chart share ponderato: una posizione alta in classifica vale molto più di una in fondo, e sommando questo valore settimana dopo settimana abbiamo ricostruito chi ha occupato le posizioni che contano.
Specifichiamo che l’elaborazione non ha nulla a che vedere con il market share: si tratta di chart share. Ecco a seguire la nota metodologica applicata alle classifiche FIMI del primo semestre 2026.
Singoli: Warner prima nel semestre, ma nel secondo trimestre guida Sony
Sui singoli, che in Italia sono lo specchio dello streaming, la classifica del semestre conferma Warner Music in testa con il 35,6% del totale contro il 32,3% di Sony e il 25,7% di Universal.
Dietro il primato Warner c’è sempre lo stesso nome, Atlantic Records, la label guidata da Marco Masoli da sola porta a casa il 29% di tutta la Top 100 Singoli ed è la singola etichetta più forte in Italia al momento. Tra i nomi trainanti Geolier, l’artista numero uno del semestre nei singoli con un margine che non ha rivali, e poi Achille Lauro, Annalisa, Sayf e Tony Boy.
La media del semestre porta con sé però un dato importante, e cioè che nel secondo trimestre Sony Music è tornata dopo diverso tempo a far meglio di Warner. Da aprile a giugno la posizione leader nei singoli passa a Sony (38,1% contro il 33,4% di Warner), grazie a Shiva, Olly e i sanremesi Lda & Aka 7even e Tommaso Paradiso.
Tra le etichette indipendenti, sui singoli superano l’1% Ultimo Records (1,5%), BMG (1,2%) e Tonypitony Produziony (1,2%).
I primi posti in classifica
Il primo posto dei singoli è stato quasi sempre di Universal, in vetta per 20 settimane su 26, quasi tutte con Island (19 settimane) grazie a Ossessione di Samurai Jay e Vito Salamanca.
Questa la situazione totale delle prime posizioni in classifica: Universal 20 (di cui Island 19, EMI 1), Warner 4 (Atlantic 4) e Sony 2 (Djo Music 1, Rimas 1).
Album: Universal non molla, Island resta davanti per un soffio su Atlantic
Per quel che riguarda la classifica album il quadro risulta più stabile. Qui Universal Music continua a non avere rivali: 37,9% del semestre, davanti a Warner (31,8%) e Sony (26,8%).
Il motore è Island Records, prima etichetta del mercato album con il 20,9%, ma con Atlantic ormai a un soffio (18,7%).
A determinare il successo della label fino a poche settimane fa guidata da Federico Cirillo sono soprattutto Sfera Ebbasta, Marracash e Lazza. Terza EMI, che grazie a Kid Yugi solidifica il primato di Universal. Seguono nella classifica album Epic (12,0%) e Warner Records (10,2%).
Nella totalità delle major quindi Universal tiene il suo 38% praticamente identico tra i due trimestri, mentre Sony guadagna terreno, dal 24,9% al 28,7%, forte di progetti come quelli di Shiva, Olly e Bresh, e Warner cede un punto.
Sugli album nessuna etichetta indipendente supera l’1%.
I primi posti in classifica
Sony 13 (Columbia 11, Epic 2), Universal 8 (EMI 6, Island 2), Warner 4 (Atlantic 4) e Indipendenti 1 (Ultimo Records 1).
Classifica FIMI Fisico: testa a testa Universal-Sony
Il mercato del supporto fisico, come è noto, segue regole sue fatte di catalogo, riedizioni e fan fidelizzati. Nel semestre Universal guida con il 36,2%, ma Sony è a un soffio (34,5%) e Warner resta staccata al 21,3%.
Questa è la classifica in cui gli indipendenti hanno più presenza, con un 8,0% che sul fisico raddoppia lo spazio che detengono nella chart degli album.
La prima etichetta qui è EMI (15,1%), trainata dal catalogo e dalle edizioni speciali, davanti ad Atlantic e Columbia, entrambe con 11,9%, e quindi Epic (11,1%). I nomi che spostano le copie fisiche sono spesso quelli di sempre, da Pink Floyd a Vasco Rossi a Michael Jackson, oltre agli urban che vendono in vinile anche con uscite recenti.
Sul fisico, tra gli indipendenti supera l’1% Ultimo Records (1,3%).
I primi posti in classifica
Guida Universal con 12 prime posizioni (EMI 7, Island 2, Universal Strategic 1 più due distribuiti, uno per Sugar e uno per BMG).
Seconda Sony con 8 (Columbia 4, Epic 3, Legacy 1), quindi Warner 5 (Atlantic 3, Warner Records 2) e tra gli indipendenti un primo posto per Ultimo Records distribuito da Believe.
Il ribaltone: come è cambiato il mercato dal primo al secondo trimestre
Se mettiamo i due trimestri del 2026 uno accanto all’altro, la primavera del 2026 ha un protagonista: Sony Music. Sui singoli la major guidata da Andrea Rosi passa dal 26,5% al 38,1%, undici punti e mezzo in più, e diventa prima dove a inizio anno era terza. Sugli album guadagna quasi quattro punti, sul fisico quasi sette. È cresciuta su ogni fronte, non in una sola categoria.
| Gruppo | Singoli | Album | Fisico |
|---|---|---|---|
| Sony | +11,6 | +3,8 | +6,7 |
| Warner | -4,4 | -1,2 | -4,7 |
| Universal | -7,0 | -0,1 | +2,6 |
| Indipendenti | 0,0 | -2,4 | -4,7 |
La crescita di Sony nel secondo trimestre ha soprattutto un nome: Shiva, che esce su Milano Ovest/Columbia/Sony Music. Da sola, Columbia sui singoli salta dal 5,9% del primo trimestre al 17,4% del secondo, undici punti che ricalcano quasi esattamente la crescita di Sony.
A seguire Epic con, tra gli altri, Olly, Bresh, Pinguini Tattici Nucleari. Dato importante anche per il catalogo internazionale, da Bad Bunny distribuito da The Orchard al ritorno ciclico di Michael Jackson. Sul fronte opposto cede EMI, che sui singoli passa dal 12,8% al 4,8%.
Chart share del primo semestre 2026: il quadro generale
Partiamo subito dai dati complessivi, prima di entrare nelle singole classifiche. Sui singoli resta davanti Warner, sugli album comanda Universal, sul fisico è quasi parità tra Universal e Sony.
| Categoria | Warner | Universal | Sony | Indipendenti |
|---|---|---|---|---|
| Singoli | 35,6% | 25,7% | 32,3% | 6,4% |
| Album | 31,8% | 37,9% | 26,8% | 3,5% |
| Fisico | 21,3% | 36,2% | 34,5% | 8,0% |
Le etichette, marchio per marchio
Sotto la sfida tra i gruppi c’è quella, più interessante, tra le etichette. Atlantic è il marchio dominante dei singoli con il 29,0% (seconda nel fisico e negli album), Island regna negli album (20,9%) ed è seconda nei singoli, EMI è quella del fisico (15,1%) davanti a Atlantic e Columbia.
In mezzo, le due sorelle di casa Sony, Epic e Columbia, sono le più trasversali: Epic sta in doppia cifra su tutte e tre le classifiche, Columbia quasi, e con un secondo trimestre da protagonista. Ed è questo dato che ha permesso a Sony di crescere.
| Etichetta | Gruppo | Singoli | Album | Fisico |
|---|---|---|---|---|
| Atlantic | Warner | 29,0% | 18,7% | 11,9% |
| Island | Universal | 14,6% | 20,9% | 6,3% |
| Epic | Sony | 11,8% | 12,0% | 11,1% |
| Columbia | Sony | 11,7% | 8,5% | 11,9% |
| EMI | Universal | 8,8% | 12,1% | 15,1% |
| Warner Records | Warner | 5,1% | 10,2% | 5,4% |
| Universal Strategic | Universal | – | 3,2% | 7,3% |
| Legacy Recordings | Sony | 1,4% | 1,3% | 7,5% |
| Altre | varie | 17,6% | 13,1% | 23,5% |
Nella riga Altre finiscono gli indipendenti, il catalogo minore e gli internazionali che una major distribuisce senza avere una sua etichetta italiana sul disco: il caso più grosso è Bad Bunny, che esce su Rimas distribuita da The Orchard. Conta quindi per Sony come gruppo, ma non per una delle etichette qui sopra, ed è per questo che lo trovi qui e non tra Epic o Columbia.
Gli indipendenti nel mercato discografico italiano 2026
Gli indipendenti portano a casa in questo semestre un 6,4% nei singoli e il 3,5% sugli album. Va contato che chi entra nelle classifiche senza una major alle spalle quasi sempre lo fa con il supporto di un grande distributore, una dinamica consolidata da anni che anche il 2026 conferma. Artist First con Alfa è invece l’esempio più riconoscibile di indipendente vera che riesce a tenere il passo.











