26 Giugno 2026
di Direttore Editoriale
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26 Giugno 2026

Island Records, il dopo Cirillo: gli scenari di Universal e i possibili nomi in corsa per la guida

Gli scenari Universal e i possibili nomi in corsa per la guida di Island Records dopo Federico Cirillo.

I loghi di Universal Music e Island Records su sfondo nero
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L’uscita di Federico Cirillo dalla guida di Island Records apre un nuovo capitolo nella discografia italiana. Con la poltrona di Label Director di una delle etichette più forti del mercato rimasta vacante, in Universal Music Italia si ragiona su come ridisegnare gli assetti.

E le strade possibili non sono poche. Almeno secondo i rumors che circolano in questi giorni.

Le due strade per Universal Music: label unica o un general manager

Con la chiusura di Capitol Records nell’autunno 2024, in Universal Music Italia erano rimaste operative due label principali: EMI Records, guidata da Mario Sala, e Island Records, appunto diretta fino a poco fa da Cirillo. Ora la prima domanda da porsi è strutturale: si va verso una riunificazione di tutto sotto un’unica unità, oppure si sceglie di mettere un general manager che coordini le due etichette lasciando a ciascuna la propria identità?

Sono due filosofie opposte. La prima accentra, semplifica la catena di comando e riduce le sovrapposizioni. La seconda mantiene la competizione interna tra brand, un modello che anche Warner e Sony percorrono in Italia.

La scelta dirà molto della direzione che Universal vuole dare al suo repertorio italiano nei prossimi anni.

C’è un elemento che potrebbe orientare la decisione, ed è il quadro internazionale. La riorganizzazione italiana si potrebbe inserire nel piano globale del gruppo Universal: a livello britannico infatti Universal Music Group ha già fuso Island ed EMI in Island EMI Label Group. Se quel modello arrivasse anche in Italia, la domanda tra label unica e coordinatore avrebbe una risposta quasi obbligata: Island ed EMI sotto un’unica struttura.

E a quel punto la scelta più naturale ricadrebbe su chi già guida EMI, cioè Mario Sala, messo a capo di tutto, piuttosto che su un nuovo nome per la sola Island. Uno scenario, questo, che si allineerebbe quindi alla strategia globale del gruppo.

E se invece ci fosse una nuova persona a capo di Island Records?

I nomi che circolano per Island Records

Sul fronte di una possibile sostituzione di Federico Cirillo alla guida di Island, nell’ambiente girano diversi nomi. Nessuno è confermato, giusto ribadirlo: si tratta di indiscrezioni, non di certezze.

Se Universal decidesse per una promozione interna nel ruolo di general manager o di nuova guida, i due profili più citati sono quelli di Mario Sala, già a capo di EMI e nome forte soprattutto nello scenario di accorpamento descritto sopra, e di Eleonora Bianchi, Digital Service & Consumption Director della major, una delle figure di riferimento sul lato streaming e dati.

Tra i nomi che si fanno c’è anche quello di Michele Nudo, A&R Director di EMI.

Sul fronte di una eventuale soluzione interna alla sola Island, il profilo più immediato sarebbe quello di Viola D’Acquarone, Head of A&R della label e figura con cui Cirillo aveva impostato il rilancio dell’etichetta. In casi del genere, il numero due dell’area artistica è spesso tra i primi a essere valutato, almeno per garantire continuità.

Ci sono però anche ipotesi che guardano fuori dalla stessa Universal: quella di Marco Masoli, attuale Label Director di Atlantic Records in casa Warner Music. Da quando, a novembre 2025, è nata la label, ha portato risultati di rilievo: nel primo trimestre 2026, come abbiamo raccontato nella nostra analisi sul mercato discografico, Atlantic Records ha pesato per il 28,7% della Top 100 Singoli del trimestre.

Si tratta di un profilo che conosce bene la scena urban, cuore del business di Island Records. Probabilmente un’ipotesi meno lineare, quella di portare via un dirigente a un competitor diretto, nel pieno di una stagione positiva per la sua label, ma nel Game of Thrones della discografia, così come in ogni azienda, succede.

C’è infine un nome che continua a trapelare e che merita un ragionamento a parte, per via di un intreccio interessante: quello di Shablo.

Il produttore e discografico italo-argentino, a Sanremo 2025, ha battezzato la sua etichetta e hub artistico, Oyster Music, fondata insieme a Guè e con la collaborazione di Jacopo Pesce, l’uomo che guidava Island prima di Cirillo. Non solo: i progetti di Oyster Music, dall’album di Shablo a quelli di Guè, escono in licenza per Island. Esiste quindi già un filo concreto che lo lega all’etichetta. Un elemento che, in uno scenario di riassetto, rende il suo nome meno improbabile di quanto sembri.

Lo sfondo: la questione della presidenza

A rendere la partita ancora più aperta c’è un elemento di prospettiva. Il presidente di Universal Music Italia, Alessandro Massara, guida la filiale italiana dal 2009 e ha oggi una sessantina d’anni. È normale, in qualsiasi grande azienda, che si inizi a ragionare su un orizzonte di medio periodo in cui anche il vertice possa cambiare. Nessuna scadenza è all’orizzonte e nessun annuncio è stato fatto, ma è uno sfondo che pesa sulle scelte di oggi: ogni nomina di rilievo fatta adesso disegna anche gli equilibri di domani.

Una partita ancora tutta aperta

Il quadro, alla fine, è quello di una fase di riassetto in cui ogni mossa è collegata alle altre: la guida di Island, l’eventuale creazione di un ruolo di coordinamento sopra le label, gli equilibri interni tra chi è cresciuto in Universal e l’ipotesi di un innesto dall’esterno, il tutto sullo sfondo della prospettiva di lungo periodo sulla presidenza.

Quale carta giocherà Universal? Accentrare o coordinare, promuovere dall’interno o pescare da un competitor? Nel Trono di Spade della discografia italiana, dove ogni casella spostata ne muove altre tre, non resta che attendere le mosse ufficiali.