Ci sono canzoni che attraversano le generazioni senza invecchiare. E poi ci sono canzoni che, col passare del tempo, sembrano addirittura cambiare significato. Il significato di Bocca di Rosa di Fabrizio De André appartiene a entrambe le categorie.
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la Treccani starebbe valutando di affiancare alla definizione tradizionalmente associata alla protagonista della canzone quella di “donna libera”. Una precisazione che arriva dopo decenni di interpretazioni che hanno spesso identificato Bocca di Rosa come una prostituta, nonostante lo stesso De André avesse più volte contestato questa lettura. Anche Dori Ghezzi ha accolto positivamente questa revisione, ricordando come finalmente venga restituito il senso autentico immaginato da De André. La direttrice della Treccani, Valeria Della Valle, ha spiegato che il significato ormai entrato nell’uso comune non può essere cancellato, ma può essere integrato osservandolo con occhi diversi.
Da qui parte il mio spunto per una riflessione: e se per tutto questo tempo avessimo ascoltato la canzone senza ascoltarla davvero?
Bocca di Rosa, significato e chi era davvero la protagonista
De André non ci racconta una prostituta. Ci racconta una donna che arriva in un paese e vive l’amore secondo la propria natura. Una donna che non chiede permesso, che non si interessa del giudizio degli altri e che gira a testa alta. Eppure il paese reagisce: gli uomini la desiderano, le donne la condannano, le istituzioni intervengono e la comunità la espelle. Però a ben pensarci non c’è nessun comportamento illecito. Il processo è sulla libertà. La libertà di Bocca di Rosa di essere se stessa. Che modernità, caro Fabrizio De André, nel 1967 ipotizzare il concetto di donna libera, in un piccolo paese, in Italia!
Il vero significato di Bocca di Rosa: non una prostituta, ma una donna libera
Perché per tanti anni abbiamo definito Bocca di Rosa una prostituta piuttosto che una donna libera? La risposta che mi sono data non riguarda lei: riguarda noi.
Noi, che a mettere le etichette siamo bravissimi perché sono comode, mettono ordine nelle cose, creano categorie e spiegano senza ulteriore approfondimento. La libertà invece è scomoda, figurati una donna libera, nell’Italia della fine degli anni ’60, poi!! In che categoria potevi mettere una donna libera di vivere le proprie passioni e la propria sessualità? Nelle prostitute, ovvio. E oggi come siamo messi con le etichette?
Certo, abbiamo fatto passi da gigante: oggi le donne lavorano, viaggiano, scelgono, costruiscono carriere, decidono se sposarsi oppure no, se avere figli oppure no.
Eppure qualcosa resiste. Una donna che vive apertamente la propria sessualità continua a generare giudizi che raramente vengono riservati agli uomini. Una donna che mette sé stessa al centro delle proprie scelte viene spesso definita egoista, mentre un uomo che fa la stessa cosa viene considerato determinato.
La Treccani e il significato di Bocca di Rosa: cosa cambia
Per questo la possibile revisione della Treccani assume un significato che va oltre la lessicografia e che mi piace molto! Non si tratta di correggere o integrare una voce del dizionario bensì si tratta di riconoscere che dietro una parola esiste una visione del mondo. Le parole, così come le immagini, sono fotografie del tempo in cui le vivi. Non raccontano soltanto ciò che vediamo o diciamo, ma anche il modo in cui scegliamo di guardarlo e… evitare di dargli un’etichetta.
E mi piace molto che la direttrice della Treccani, Valeria Della Valle, abbia scelto di mettere nero su bianco una sfumatura che cambia la nostra visione del mondo.
Non perché il passato debba essere cancellato, anzi, serve a costruire la storia e la sua evoluzione, ma perché la cultura, quando è viva, continua a interrogarsi, ad evolvere e a maturare.
Bocca di Rosa oggi: perché De André aveva visto più lontano di tutti
Forse De André era semplicemente avanti. Già nel 1996, commentando l’articolo su un giornale, Faber diceva: “Bocca di Rosa è molto arrabbiata, lei non è una prostituta!”. Ma noi non eravamo pronti a tanta elasticità di veduta mentre lui possedeva indubbiamente quella rara capacità di osservare gli esseri umani prima ancora delle categorie.
Non a caso il repertorio di Faber continua a essere frequentato e riletto: Fiorella Mannoia ha costruito il suo tour attorno ad Anime Salve, uno dei dischi in cui quello sguardo sugli esseri umani è più evidente.
Per questo è importante che la Treccani integri la definizione di Bocca di Rosa con “donna libera” perché questo racconta il rapporto che la società ha oggi con la libertà femminile.
La vera notizia è che, dopo quasi sessant’anni, siamo finalmente pronti ad accogliere una riflessione diversa. Oggi ci deve importare meno chi fosse Bocca di Rosa mentre invece ci deve interessare capire perché la sua libertà ci abbia fatto così paura in passato.











