Talento, passione e sacrificio: le risposte dei sei responsabili artistici di Amici 26
Zerbi, Amadeus, Samurai Jay, Celentano, Cuccarini e Ambra spiegano cosa li emoziona, cosa li fa arrabbiare e come vedono il nuovo ruolo

I sei responsabili artistici di Amici 26 hanno risposto, nei video pubblicati sui profili social del programma, a tre domande: che legame c’è fra talento, passione e sacrificio, cosa significa fare il responsabile artistico, cosa li emoziona o li fa arrabbiare. La nuova edizione comincia oggi, domenica 11 ottobre, alle 14 su Canale 5.
Rudy Zerbi: i tre valori che non si possono scindere
Per Rudy Zerbi talento, passione e sacrificio sono “tre valori che non si possono scindere”, soprattutto se si vuole fare “non solo successo, ma una carriera che duri”. Il suo compito è accompagnare ragazzi di talento che hanno bisogno di “qualcuno con esperienza” per seguire una strada già intrapresa.
A emozionarlo è il sogno dei ragazzi, dei ballerini e ancora di più degli sportivi: “il sacrificio che dicevamo prima, lo sforzo, la fatica che non sempre si accompagna a delle soddisfazioni, per esempio economiche, ma questo rende il tutto ancora più bello”.
Amadeus: il sacrificio sostiene tutto il resto
Per Amadeus conta soprattutto il sacrificio: “sostiene il talento e sostiene la passione”, perché se uno non ha intenzione di sacrificarsi “talento e passione a volte non bastano”. “Responsabile artistico è già un termine importante”, aggiunge, e per lui indica un percorso fatto in due con i ragazzi.
L’obiettivo è migliorare, aprire nuove strade o rafforzare quelle già conosciute: “non vedo l’ora di iniziare”. A farlo arrabbiare è l’idea che un ragazzo, se non è con te, sia contro di te. “Non esiste”, dice, “dobbiamo essere tutti per i ragazzi”.
Samurai Jay: si arrabbia se non vede passione negli occhi
Per Samurai Jay i tre fattori sono “fondamentali tutti e tre” e “nessuno esclude l’altro”. Nel nuovo ruolo, che definisce “un percorso nuovo” da cui imparare, vuole empatizzare con i ragazzi, tirare fuori il massimo da loro e aiutarli a sviluppare la loro visione.
Si arrabbia quando non vede “passione negli occhi”, perché “gli occhi parlano tanto”. Si emoziona quando gli occhi lasciano trasparire emozioni positive, quando una persona ha passione e riesce a fargli capire ciò che vuole raccontare con la musica. Osserva i gesti e il linguaggio del corpo: “mi fido tanto del mio istinto”.
Alessandra Celentano: si arrabbia con gli allievi che non capiscono
Per Alessandra Celentano il legame fra talento, passione e sacrificio è “molto saldo”: “non ci può essere un elemento senza l’altro”, se si vuole arrivare a grandi livelli. Servono anche gli obiettivi, “fondamentali nella vita e quindi nel lavoro”.
Ogni allievo è diverso e lo stimolo cambia, ma serve sempre “tanto impegno, tanta dedizione e tanto amore per la danza”. A farla arrabbiare sono gli allievi che non capiscono: per lei l’intelligenza della danza è avere un metodo di studio e applicare subito le correzioni, perché “non c’è tempo da perdere”.
Lorella Cuccarini: un ritorno alle origini
Per Lorella Cuccarini talento, passione e sacrificio “viaggiano di pari passo” e nel “nostro mestiere” il sacrificio “è fondamentale”: tutto dipende da quanto si è disposti a sacrificare tempo e sforzi, anche per sopperire a un talento “che non è così messo a fuoco”. La passione, aggiunge, “muove il mondo”.
Sarà “un ritorno alle origini”: la Cuccarini è arrivata ad Amici nel 2020 nel ballo, l’anno dopo è passata al canto e adesso torna al ballo. Dagli sportivi pensa di poter imparare tanto; a emozionarla è chi comunica oltre la disciplina: “quanto più riesci ad arrivare al pubblico, tanto più sei un passo avanti”.
Ambra Angiolini: talento, passione e sacrificio come la spesa da fare
Per Ambra Angiolini talento, passione e sacrificio sono come “la spesa che devi fare”: si sa che per fare una cosa bisogna prendere certi prodotti, e se stai facendo quello che ti piace “queste tre cose le devi aver prese”. Pensa di poter imparare “un sacco” da questo percorso.
Con “tutti i no che becco”, si considera “la persona più indicata” per aiutare i ragazzi a superare i momenti di difficoltà e a cercare una creatività che “non vuol dire solo il ballo”. Si arrabbierà soprattutto con sé stessa e con la presunzione che “ferma la crescita”. A emozionarla, “purtroppo tutto”.
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