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Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli 20 giugno: Blanco e Giorgia svettano, Bocelli e Sinner sono cringe puro

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno.

di Alvise Salerno ·  (ultimo aggiornamento il )

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 20 giugno 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.

In questa settimana protagonisti Blanco, Merk & Kremont, Jovanotti, Giorgia, Andrea Bocelli, Jannik Sinner (sì, quel Jannik), Rocco Hunt, Noemi, Shade, Frah Quintale e molti altri con i singoli estivi.

All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.

Naturalmente, si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

New Music Friday: le pagelle nuovi singoli del 20 giugno

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I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

GIORGIA – L’UNICA

Di cose come queste, nella carriera di Giorgia, ne abbiamo già sentite in passato. Per ‘come queste’ si intende canzoni più gioiose, giocose, nate con l’unico scopo di sciogliere i nodi della tecnica perfetta e lasciarsi andare sfruttando la leggerezza di un brano estivo in quattro quarti, pop nudo e crudo.

Un brano giusto, davvero giusto, per questo periodo e per questa stagione che aumenta di valore se consideriamo che la media dei brani italiani vira su scelte “facili”.

Questo non è un brano “difficile”, intendiamoci, ma è diverso dagli altri già ascoltati e che stanno per arrivare. Giorgia aveva bisogno di sciogliersi dopo un Sanremo da protagonista con un brano che fa, anche, dell’esaltazione della sua perfezione vocale un mantra.

Diamanti è stato un brano costruito per un film, non è mai diventato un singolo, e si è andato ad aggiungere a questa vasta e ricca collezione di cui sopra, quindi fare L’Unica è stata ed è la scelta migliore.

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SHADE – ICONICA

Un virus ai polmoni preso all’ultimo istante dai medici lo ha costretto a rincorrere l’estate e il desiderio di tornare a fare un singolo per la stagione che lo ha sempre visto tra i protagonisti.

Stava per cedere e invece, in una sola settimana, Shade è riuscito a fare Iconica ma non solo, perché ha anche realizzato il videoclip e coinvolto i fan nella scelta della cover.

Non aveva nessun tipo di pressione addosso, nessuna richiesta obbligatoria da soddisfare. Fare la sua canzone dell’estate era un’esigenza ed è per questo che ha deciso di allontanarsi da qualsivoglia moda del momento e di fare, come lui stesso ha dichiarato, “quello che più mi piace fin da quando sono bambino”.

Iconica è pop-rock, non ha nulla di simile a ogni altra hit o ipotetica hit di quest’anno e si avvicina a quel mondo dei primi anni 2000 bazzicati dai Finley e dai Dari, per dirne due.

Non è rap quasi per nulla, qui Shade canta ma ormai non è una novità già da dieci anni. Anche in Bene ma Non Benissimo cantava. Poco ma cantava.

Nel bel mezzo di un’estate piena (di nuovo) di musica latin, reggaeton e singoli copia e incolla questa suona come una ventata di novità nel panorama.

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FRAH QUINTALE – LAMPO

Il buon Frah è tornato, anche se in realtà non era mai scomparso tra una collab e l’altra, e lo fa con una canzone itpop estiva che inizia facendoci immergere subito nel clima stagionale con riferimenti al mare e al sole.

Se vi aspettate il Frah Quintale delle canzoni seriose, impegnate, delle ballatone del primo album del 2017 siete totalmente fuori strada perché questo è un nuovo Frah o, almeno, il Frah scanzonato che una volta ogni tre quattro anni fa capolino.

Di per sé, il brano non è niente di speciale ma è una di quelle cose che ascolti in estate, passa in radio e canticchi facilmente. E’ semplice, questa Lampo è davvero tanto semplice e va bene così, per una volta.

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MERK & KREMONT, JOVANOTTI – OCEANICA

Qualcuno mi spieghi come sia possibile che nessuno, in estate, pensi a usare l’handpan per dare ritmo alle proprie canzoni.

Uno strumento che richiama alle isole caraibiche, nonostante sia nato a Berna, capace di diventare uno strumento iconico di molti musicisti e di far immaginare alla gente che lo ascolta quel clima, quei paesaggi prettamente estivi, da spiaggia.

Ecco, non ci aveva pensato quasi nessuno fino a Merk & Kremont e Jovanotti, quest’anno, con Oceanica e con la loro versione dell’estate in salsa dance-caraibica.

Una canzone che, come hanno raccontato i due producer, è nata in un giorno in studio e che Jovanotti ha scritto in freestyle e si sente. Il testo è un fiume di parole che, nella testa di Jova, sicuramente acquisiscono un senso e che per il pubblico significano ballare e cantare come ai tempi di Ti Porto Via con Me.

Ottimo lavoro ragazzi, finalmente l’estate si è svegliata.

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DARGEN D’AMICO – CENTRO COMMERCIALE

Genio, genio totale. Non c’è altro modo per definire Dargen D’Amico e non certo da oggi. Sono decenni che ci abitua a testi importanti, riflessivi oppure che, come in questo caso, il testo è un po’ più scherzoso ma comunque efficace nella descrizione di un rapporto d’amore strano.

Che poi, a vederla bene, di semplice c’è poco perché non è per nulla semplice riuscire a descrivere la storia d’amore finita tra un ragazzo e una ragazza con evidenti problemi. Problemi di varia natura che si cerca di risolvere con farmaci di varia natura, come dice lo stesso Dargen all’inizio del racconto.

E’ una canzone hip hop applicata al pop, un po’ come fece qualche anno fa Fabri Fibra con Propaganda, e solo i grandi possono riuscire a fare cose di questo tipo senza scadere nel banale.

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STE – SO WHAT

Se sento un’altra volta che la miglior rapper in Italia è Anna Pepe non risponderò più. L’unica mossa sarà fare ascoltare STE e, in particolare, questa So What.

Il flow di questa vera, ma davvero verissima baddie in salsa campana è unico e lo dimostra per l’ennesima volta attraverso melodie hip-hop anni 90, inizi 2000, che si mescolano perfettamente a uno stile r&b di altissima fattura.

Sul testo mi permetto di prendere il giusto tempo per studiarlo tutto. Ahimè non conosco, lo sottolineo ogni volta che ne ho necessità, la lingua napoletana quindi si perdono alcune parti ma nelle parti in italiano si capta che STE stia raccontando la storia di una donna che ha vissuto una vita piena di ostacoli, difficoltà e paure ma che non si è mai arresa, che ha risalito la china e che, oggi, è forte e traccia la sua strada.

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LDA – ATTIMO ETERNO

Luca D’Alessio ha studiato e sta continuando a studiare, si sente.

Allora, questa canzone si può spiegare molto facilmente: prendete Leave The Door Open di Bruno Mars senza l’intro strumentale, piazzateci un testo in italiano fatto a modino ed ecco qui Attimo Eterno.

Il mood è precisamente quello ma non va condannato, anzi va sottolineato perché questo è un modello artistico che in Italia ha sempre faticato a prendere piede con artisti nostrani. Se uno ci prova bisogna sostenerlo ma non senza risparmiare eventuali critiche.

In questo caso, ad esempio, la critica maggiore è sulle note alte. Come detto all’inizio, LDA sta studiando e si sente tanto la crescita ma ci sono ancora delle difficoltà nel sostenere le note acute, sembra che il suono si sposti dalla pancia alla gola e questo è un errore che alla lunga, magari anche live, si paga.

I miglioramenti ci sono, così come i margini di crescita. Continua così ragazzo.

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DARIA HUBER – è TEMPO DI

Cara Daria non ti conosco personalmente ma sono sinceramente contento che tu abbia scelto di allontanarti da quella roba ai limiti dell’inudibile del singolo precedente.

Come detto in altre occasioni, questa è la stagione dei copia e incolla e il precedente brano appartenenrva a quella scuola, cosa che questo non è e non vuole essere.

Pop, anzi indie pop di scuola Giorgio Poi, ma con una sua dimensione e riconoscibilità. Piccola nota che si può migliorare, le note alte.

Daria Huber ci sta dentro, sa gestirle ma questa canzone è cantata tutta con note forse troppo alte da sostenere per 3 minuti di fila, tornare a una dimensione tonale più comoda non farebbe male.

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CRYTICAL FT AXOS – PIU’ SEI BELLA PIU’ TI ODIO

Il percorso di Crytical è in salita, lo avevamo detto, ma lui sta affrontando ogni pedalata al meglio sia in musica che, soprattutto, con le parole.

Dall’altro lato, Axos non sfigura ma il brano viene palesemente ‘carriato’ da Crytical che fa tutti i ritornelli e la prima strofa mantenendo un livello molto alto.

Un brano rap vecchia scuola in cui si analizza la parte forse più brutta di una relazione, quella del rifiuto e dell’impossibilità, o forse meglio dire difficoltà, di riuscire a ricostruire una strada positiva per riavvicinarsi a chi si ama.

Una canzone, di nuovo, intensa che ci mostra quanto più passa il tempo e quanto più migliora il modo di fare arte di questo ragazzo.

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PAGELLE NUOVI SINGOLI 20 GIUGNO 2025 – i Bocciati da AMI

ANDREA BOCELLI E JANNIK SINNER – POLVERE E GLORIA

Se esistesse il premio come Canzone più cringe dell’anno, Polvere e Gloria di Andrea Bocelli e Jannik Sinner vincerebbe senza neanche contendenti.

Una delle cose più brutte, insensate e prive di logica che appartengano al mondo della musica italiana, qualsiasi sia il genere di appartenenza. Il Pulcino Pio, Siamo una Squadra Fortissimi ma anche La Ficcanaso di Sabrina Musiani (la conoscete, fidatevi) hanno più senso di questa collaborazione.

Ora, lungi da me voler offendere in alcun modo nessuno di questi due fuoriclasse in musica e sport ma non si può fare a meno di non pensare che questo esperimento non abbia il minimo senso per nessuno dei due.

Un brano lirico che è un tifo costante verso Jannik da parte di Bocelli e dove lo stesso N1 al mondo non canta, bensì fa delle comparsate ogni tanto dicendo robe che sentiamo nelle sue conferenze stampa, del tipo “il talento non basta” oppure “devi essere te stesso“.

Ma la cosa assurda è che sono tutte frasi buttate all’improvviso, senza la minima contestualizzazione e con lo scopo di fare cosa? Non si sa.

Qualcuno faccia un remix, vi prego, e lo butti su TikTok perché come dicono quelli della Gen Z “questo audio ha un potenziale“. Facciamolo diventare il meme supremo, è l’unico modo per salvare il salvabile.

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TONY BOY FEAT LAZZA – STEP

E’ la terza volta che la mia penna incrocia l’arte di Tony Boy nel giro di un mese e mezzo, forse due al massimo, ed è la terza volta che la domanda è sempre la stessa: qualcuno può spiegarmi cosa dice sto ragazzo?

Nella mia vita ho studiato tre lingue straniere, più l’italiano come lingua madre più il siciliano che è la lingua dialettale ma giuro che la lingua di Tony Boy per me è paragonabile alla lingua Igbo, Swahili, Yoruba o Hausa. Con tutto il rispetto ma, non avendole studiate, non saprei neanche dire ‘ciao’.

Uguale per Tony Boy.

Detto questo, la canzone è brutta. Brutta forte e dispiace soprattutto per Lazza perché arriva da quel progetto meraviglioso Jam + Opera che è una piccola grande perla.

Non ho altro da aggiungere vostro onore, anche perché non capendo il testo non c’è davvero altro da poter aggiungere fin quando qualcuno non manda la traduzione. ChatGPT fa fatica, per noi esseri umani è impossibile, chiediamo al diretto interessato: samahani unaweza kututumia mashairi ya wimbo wako?

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MIMì – CHAKRA

E’ caduta nella trappola del copia e incolla anche lei, tra l’altro anche in malo modo perché ascolti Mimì e ti sembra di ascoltare una canzone di Gaia.

Una voce così bella e interessante come la sua, giovane ma già impattante grazie a un timbro riconoscibile, non può permettersi di cadere nel giogo dei numeri e nella gara alla hit estiva.

E’ di certo un esperimento e la sua gioventù la aiuta senza dubbio a sostenere il peso di eventuali fallimenti ma resta comunque un incidente di percorso che si poteva evitare. Il ‘rischio calcolato’ può andare bene ma nella musica è un gioco al massacro se si parla di estate.

Meglio proteggere certi talenti, proteggerli da qualsiasi forma di pericolo che potrebbe nascere anche all’improvviso, anche per una virgola.

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EMANUELE ALOIA – IN TUTTE LE COSE

Nota positiva di Emanuele Aloia: timbro e capacità di scrittura. Nota negativa, purtroppo: l’attenzione crolla dopo 30 secondi dall’inizio dell’ascolto.

E’ una sensazione strana ma a volte capita e, sia chiaro, non riguarda tutte le canzoni del bravissimo Emanuele. In questa sì ed è un peccato ma la sensazione nell’ascolto di questo nuovo singolo è di non essere di fronte a uno di quei brani accattivanti, un po’ com’era stata Si E’ Spenta Anche La Luna, meravigliosa canzone di qualche tempo fa.

Dopo un po’ dall’inizio si inizia a pensare ad altro, ci si distrae e se non si sta concentrati è difficile riuscire a cogliere tutte le sfumature di un testo che è molto interessante come tutto il resto del progetto che vi consigliamo di seguire.

Sì, è una bocciatura ma non una stroncatura. Da Aloia ci aspettiamo sempre il massimo perché può arrivare, perché c’è dentro di lui.

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KAWAKAMI – PURO CLICHé

Questa canzone è quasi disturbante per vari motivi, dal testo al mix e master fino ad arrivare al cantato nel ritornello con un cambio di registro in falsetto un po’ troppo forzato e poco naturale all’apparenza.

Partiamo dalla base, cioè dalla prod R&B molto accattivante che, però, perde efficacia subito nel momento in cui Kawakami inizia a cantare in questo modo soft porn che sembra molto distante da quella che potrebbe essere la sua vera cifra artistica.

La sensazione, per farvi immaginare ciò che il primo (e non solo) ascolto dona è di ascoltare una cantautrice che prova a rappare in modo sexy. Mmm, un po’ too much.

Il ritornello è un gigantesco no, una delle cose peggiori di questa settimana a dirla tutta con questo “wooooo” che sale quasi fino a raggiungere la nota dei delfini a momenti.

In tutto ciò, i volumi sono gestiti non al meglio perché in molte parti il volume della traccia vocale è nettamente più alto rispetto alla base, sembra non esserci amalgama.

Insomma, in questo caso non ci siamo ma confidiamo nel talento di questa ragazza per il futuro.

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GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della new music friday del 20 giugno 2025 secondo All Music Italia.

BLANCO – MALEDETTA RABBIA

Le vibes di questo brano sono le stesse del primo Blanchito, quello di Blu Celeste, quello che camminava in mutande per strada e faceva impazzire tutti per la libertà che trasmetteva da ogni singolo poro del suo corpo.

C’è quel tipo di energia, quel tipo di mood, quell’imprinting che, di nuovo, catturerà l’attenzione di tutti come qualche anno fa. Canzone up tempo, una delle sue dopo Piangere a 90 che, nel frattempo, aveva lasciato spazio alle prime hit dell’estate.

Tra l’altro, altra nota importante è relativa al testo. Sì, si parla di estate ma non dal solito punto di vista ‘sole, cuore, amore, cocktail e mohito sulla spiaggia’. Questo è un testo dove l’estate viene odiata e vengono odiati i sentimenti che portano al limite della tossicità.

Menomale, una roba diversa e accattivante rispetto al melenso panorama italico dell’estate 2025.

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ROCCO HUNT FEAT NOEMI – OH MA

Ma sapete che questa canzone non è male per niente? Anzi è coinvolgente, simpatica, fatta proprio bene sulla falsariga di quella Tienatè dei Nu Genea di qualche anno fa (per farvi capire il ritmo a orecchie spente).

Per chi pensava, a inizio maggio, che Noemi si sarebbe fermata a Non Sono Io sbagliava, ma anche di tanto, così come sbagliava chi pensava che per una volta Rocco Hunt si sarebbe fermato al solo album pubblicato qualche settimana fa.

I due sono una novità, non hanno mai collaborato ma le due voci si mescolano bene e risulta anche interessante questo piccolissimo accenno di Noemi alla lingua napoletana. Due parole, non di più, ma carine nel complesso.

Rocchino fa il suo, come ogni estate, e si capisce tanto che si diverte. Vale anche per Noemi che, in un brano del genere, riesce a mettere tanto del suo e lo fa bene.

Nessuna esagerazione, nessun orpello superfluo, nessuna necessità di ‘dimostrare’ alcun ché. I due se la godono e questo, forse, può essere il trucco per essere grandi protagonisti.

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FABRI FIBRA – MIO PADRE

Fibra ha pubblicato l’album e la focus track scelta è questo flusso di coscienza contro il padre e in cui si ricorda l’infanzia, l’affogare i dispiaceri familiari in donne e droghe.

E’ una pugnalata dritta nel petto, è la storia di un rapporto inesistente che ha contribuito a distruggere la vita di un’altra persona, in questo caso quella del piccolo Fabri.

Si parla del padre che aveva problemi con la gestione dei soldi e dell’affettività. Lo stesso Fabri dice “quando vedo una famiglia felice gli auguro le peggiori sfighe” perché l’istinto di protezione, l’autodifesa, prendono il sopravvento in questo modo.

E’ tutto una conseguenza, questa canzone serve a ricordarci che l’educazione affettiva è importante nella vita di ognuno di noi e che non bisogna mai sottovalutare nulla.

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