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X Factor 2025: il meglio dei Bootcamp, il meccanismo delle Last Call e chi rivedremo

Siamo pronti per le Last Call, facciamo il punto della situazione.

di Anna Ida Cortese ·  (ultimo aggiornamento il )

X Factor 2025 Last Call alle porte.

Le Last Call sono alle porte e quest’anno tornano nella loro forma più spietata: tre sedie, switch e verdetti a caldo. Dopo i Bootcamp “a unanimità” — dove ha vinto la solidità più del rischio — la partita adesso si riapre: capiremo come verranno divise le squadre, chi confermerà l’X Pass e, soprattutto, chi saprà reggere la tensione del dentro/fuori in tempo reale.

Al timone c’è Giorgia, al tavolo Achille Lauro, Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi: equilibri diversi, gusti diversi, una sola missione — arrivare ai Live con tre nomi forti a testa.

X Factor 2025: dai bootcamp alle last call, gli x pass e i protagonisti

Per noi, il racconto dei Bootcamp parte da Delia Buglisi, che con La canzone dei vecchi amanti di Battiato ha dato la misura di cosa intendiamo per “identità”: rispetto del brano, rischio calibrato, parola che respira. Brividi veri, senza bisogno di effetti. Dall’altra parte del quadrante, Pier C con Die With A Smile (Lady Gaga & Bruno Mars) ha scelto la via del less is more: voce davanti, pianoforte a servizio, dinamiche pulite. È il tipo di performance che ti immagini già ai Live — e capisci perché sia scattato l’X Pass.

Nel campo delle “certezze” si muove Mayu Lucisano: su Mercy governa curva melodica e respiro con una consapevolezza rara; l’X Pass di Paola Iezzi non è una scommessa, è la presa d’atto di una proposta pronta. Roberta Scandurra con drivers license (Olivia Rodrigo) ci ha convinti per la verità: niente manierismi, solo un racconto messo a fuoco. E quando arriva Vincenzo Viscardi con Crazy (Gnarls Barkley) l’asticella dell’impatto sale: materia da asciugare, sì, ma personalità che non passa inosservata.

Tra le voci femminili che “stanno sul pezzo” senza strafare, Amanda Bottini con All I Want (Kodaline) usa la pienezza della voce per raccontarsi, non per coprire: scelta giusta, emozione sorvegliata. Il capitolo inediti è affidato a Diego Colombo: Zota non cerca l’effetto, ma la frase che resta addosso. Scrittura semplice (che non vuol dire facile) ed emozione pulita che arriva diretta.

Sul registro dell’eleganza minimale, Layana Oriot accarezza The Greatest di Billie Eilish: poche mosse, tutte al posto giusto. Daria Tegolo sposta invece l’asse con un mash-up tra Amore Disperato e Save Your Tears (Nada/The Weeknd): idea che divide e per questo interessante, perché indica una direzione e non un semplice esercizio.

C’è poi chi lavora di “mondo”: Alfredo Fiore (Hal Quartier) con Changes costruisce un ambiente sonoro riconoscibile al primo ascolto; EroCaddeo su Sei acqua (Venerus) cuce micro-dettagli e intensità controllata; Mazzoli rilegge Per un’ora d’amore (Matia Bazar) fuori dagli schemi — prova divisiva, ma necessario spostamento di prospettiva.

Capitolo band: Abat Jour sorprendono con Ninna nanna (Ghali), trovando un angolo personale senza perdere l’originale. Infine Millealice (Alice) mette a fuoco About Damn Time (Lizzo): energia incanalata e timing giusto — rispetto alle Audizioni, qui l’idea di chi è artisticamente diventa più chiara.

Questi sono i volti e le voci che per noi hanno scritto davvero i Bootcamp: a modo loro hanno mostrato identità, non solo bravura. Ora la parola passa alle Last Call, dove sedie e switch toglieranno ogni alibi: dentro o fuori.

Scopri le regole delle Last Call

Last Call: come funzionano davvero (e perché gli Home Visit ci mancano)

Alle Last Call tutto si decide su tre sedie. Ogni giudice ne ha tre, da riempire in fretta: gli artisti entrano, cantano, siedono se convincono. Ma la sedia non è un porto sicuro: se arriva qualcuno più adatto, scatta lo switch e chi era seduto deve alzarsi. Ritmo serrato, decisioni a caldo, zero paracadute. È televisivamente perfetto: suspense, colpo di scena, la sensazione che ogni secondo possa cambiare una storia.

Il prezzo, però, è chiaro: c’è pochissimo spazio per il confronto musicale. Niente prove, niente tempo per limare un arrangiamento o capire dove può andare un progetto con due dritte in più. Le Last Call premiano chi è già “spendibile”: pront* a stare in gara subito, con un’identità leggibile al primo impatto e una performance che “buca” senza bisogno di contesto.

Gli Home Visit avevano un’altra temperatura. Il giudice portava i candidati “a casa” (o in uno spazio scelto), si lavorava davvero: brano, tono, intenzione. Non era solo giudizio, era coaching. Lì si vedeva la relazione, la fiducia, la direzione artistica che nasce: meno ghigliottina, più crescita.

C’era tempo per scelte ragionate: provare un taglio diverso, alleggerire un arrangiamento, mettere la voce nel punto giusto. E, soprattutto, c’era una narrazione umana. Vedere artista e giudice fuori dall’arena competitiva aiutava chi guarda a comprendere chi è quell’artista, non solo quanto è brava/o in una sera. Gli Home Visit valorizzavano il potenziale: il profilo “spigoloso” o ancora in costruzione poteva far emergere un’idea, non veniva bruciato perché non “chiude” in un minuto e mezzo.

In sintesi: le Last Call accendono la tensione (tre sedie, switch, verdetti immediati) e piacciono alla tv. Ma gli Home Visit facevano bene alla musica: permettevano di capire, accompagnare, fare un passo avanti insieme. La differenza sta tutta lì: istantanea contro percorso. E un talent, per definizione, dovrebbe essere soprattutto la seconda cosa.

Ecco chi andrà alle Last Call…

Verso le Last Call – chi sono i concorrenti?

Quindi rivedremo alle Last Call: Vicky, Plastic Haze, Roberta Scandurra, Alfredo Fiore (Hal Quartier), EroCaddeo, Viscardi, Sakina, Copper Jitters, Kokomo, Francesca Dinale, Mazzoli, Mayu Lucisano, Pagoda Universe, Delia Buglisi, Millealice, Amanda Bottini, Alessandro Tomasi, Nelav, Michelle Lufo, Tallynonpiangere, Abat Jour, Androginus, Diego Colombo, PierC, Layana Oriot, Francesco Di Fiore, Tommaso Vulpio, Vittoria Sofia Donda.

X Pass Francesco Gabbani: PierC
X Pass Paola Iezzi: Mayu Lucisano
X Pass Jake La Furia: Delia Buglisi
X Pass Achille Lauro: Copper Jitters

Foto di Virginia Bettoja