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Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli 5 dicembre: Laura Pausini ritorna a… cantare, Geolier torna al rap crudo, Chiello prepara Sanremo

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

di Alvise Salerno ·  (ultimo aggiornamento il )

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 5 dicembre 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.

La prima settimana di dicembre ci consegna in dote il ritorno ad amare di Laura Pausini, il feat maranza tra Il Pagante e Ludwig, un Geolier in versione total rap potente, ex Amiciani come Alberto Urso, Vybes e Crytical, l’amore degli Eugenio In Via Di Gioia e molto altro ancora.

All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.

Naturalmente si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

Nota Copyright All Music Italia
Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.

 

NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 5 dicembre

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

PREGA X NOI – SFERA EBBASTA

Il ritorno del trapking con il decimo anniversario di XDVR, il suo primo album di grande successo, corrisponde all’inedito Prega X Noi in cui appare in grande spolvero e tutto è centrato per lui e per il genere che rappresenta.

Questa è trap fatta bene, poco da dire in tal senso, e non è una di quelle robacce copia e incolla che tanti ‘figli artistici’ di Sfera prova a fare e rifare per imitarlo. Questa è un po’ una dichiarazione di superiorità evidente nel genere e parte dal basso, seguendo la logica delle classi sociali da scalare.

In questo brano si parla di quello, come spesso accade nella trap, però in modo divertente e ben raccontato su questa prod di alto livello. Sfera è tornato a fare trap fatta bene.

★★★★★★★
7


RITORNO AD AMARE – LAURA PAUSINI

Il percorso di Laura Pausini ricomincia (quasi) da zero, dopo tutte le polemiche della precedente cover di Grignani e lo fa con un brano storico e meraviglioso di Biagio Antonacci, riarrangiato con orchestra e cori ma sempre mantenendo l’impostazione rock di fondo.

L’arrangiamento è della stessa Pausini e di Paolo Carta, coadiuvati da una pletora di musicisti e coristi straordinari. Questa canzone la rappresenta molto di più, è il suo mondo e si sente che ci ha messo tutto il cuore possibile.

Essere interpreti è un lavoro a parte e non è per nulla semplice ma Laura Pausini dimostra di saperlo fare benissimo, in questo caso, ed inaugurare un percorso lungo come quello che l’aspetta con questa cover è una scelta più che azzeccata, oltre che vincente.

★★★★★★★½
7½


LUPO – CHIELLO

Chiello si prepara a Sanremo con questo canzone mezza cantautorale, mezza dark, emo, molto The Cure. Ecco, Chiello potrebbe essere una specie di Robert Smith e sarebbe credibile, a pensarci bene, in questo ruolo.

Detto questo, voglio darvi un altro riferimento se parliamo di atmosfera del brano: Radiohead. Questa canzone starebbe benissimo in qualsiasi album degli anni 90 dei Radiohead, ha tutte le caratteristiche per non sfigurare in un Ok Computer o in un Kid-A.

Per quanto riguarda il testo, è molto strano per certi versi ma ormai siamo abituati a testi quasi al limite dell’ermetismo di questo ragazzo ma, di base, sembra la storia in chiave horror della favola di cappuccetto rosso e del lupo nel bosco pronto a stanarla.

Ovviamente, tutta una metafora per raccontare una storia d’amore dove la ragazza non torna più dal protagonista, fermata dalla vita e da ciò che succede.

Se questo è l’antipasto di Sanremo, teniamoci forte.

★★★★★★★
7


081 – GEOLIER

Non ho capito una sola parola, non conosco il napoletano, però la canzone è fighissima. Ha un ritmo incredibile, hip hop fatto meravigliosamente bene.

Da quelle poche cose che ho captato, nel testo si parla di Emanuele più che di Geolier, quindi della sua esperienza di vita, incluso Sanremo e la sua sconfitta contro Angelina Mango.

Non ho la certezza matematica, non avendo il testo a disposizione, ma a sensazione credo sia uno dei suoi testi migliori di sempre, unita a una delle produzioni migliori della sua carriera. Spiace non conoscere la lingua ma va bene così, ci si lascia conquistare ugualmente dal ritmo.

★★★★★★★½
7½


ASTRONAVE – OTTOBRE

Avete presente Amy Lee e gli Evanescence nel loro prime, quello di Fallen? Ecco, prendete quel modello di rock, unitelo al metal dei Falling In Reverse e piazzateci sopra una voce femminile italiana che prende molto spunto da Emily Armstrong dei Linkin Park, forse meno calda ma siamo lì.

Ragazzi, quanto bel rock che sta nascendo in Italia ultimamente, Ottobre ne è la prova concreta. Questa canzone è moderna, nonostante il tipo di rock potrebbe essere sentito e risentito. Lo special, ad esempio, è totalmente Falling In Reverse, o anche Sleep Token, ma è stupendo.

Questa ragazza sa il fatto suo, vi prego caro pubblico amante del genere diamole una enorme possibilità perché se le premesse sono queste siamo in buone mani. Ne abbiamo un disperato bisogno.

★★★★★★★
7


MIA – ALTEA

Musica indie alternative interessantissima con una struttura del brano diversa dal solito, non il classico strofa-ritornello-strofa-special-ritornello et similia.

Non saprei riuscire a darvi un riferimento chiaro ma, per intenderci, potrei dirvi Daniela Pes in italiano. Altea è un nome nuovo, interessantissimo all’apparenza ma per sommelier della musica. Non è adatta al mainstream, dovete cercarla e studiarla.

Nel brano c’è anche una mezza citazione a Io Che Non Vivo di Pino Donaggio ma non ha nulla a che fare con questa storica canzone. Due mondi completamente diversi che si uniscono solo per una parte di testo che rappresenta il climax di Mia.

Altea è un altro di quei nomi da tenere in alt(e)a considerazione.

★★★★★★★
7


ZERO STRESS – LELLO ANALFINO

Ai tempi che furono, Lello Analfino camminava con gli storici e mai domi Tinturia, tra cui veleggiava anche un chitarrista di prima fascia come Lino Costa e non soltanto.

Dopo i fasti di 92100, Analfino ha deciso di far emergere il suo nome e continuare a poggiare sui Tinturia come band di accompagnamento, un po’ come se si dicesse, non so, Francesco Renga e i Timoria per intenderci.

Detto questo, il brano è una di quelle avventure alla scoperta della sicilia con il ‘Sicilia Express’, un treno che ti porta a scoprire le meraviglie umane di questa splendida regione.

Una pecca? Sembra Como Suena El Corazon di Gigi D’Alessio ma, tutto sommato, va bene così.

★★★★★★
6


FINO AL GIORNO DOPO – CRYTICAL

Il buon Crytical è cresciuto di canzone in canzone negli ultimi anni, non ha mai smesso di provare e riprovare aumentando il tiro ad ogni parola, ogni nota.

C’è una cosa che nasce subito nella mente ascoltando questa sua nuova canzone ed è facile: urca ma nelle strofe è Fedez in Cigno Nero. L’accostamento è facilissimo ma, detto questo, è una canzone molto carina.

Sciogliamo ogni nodo, non avrà un grande successo perché non è canzone da grande successo, però se capita di ascoltarla attira e si lascia ascoltare. E’ una di quelle canzoni che devi andarti a cercare, nessuno te la viene a proporre in radio o nelle playlist editoriali blindate dai soliti quattro gatti di Spotify.

E allora cercatela, ve la consigliamo noi.

★★★★★★
6

PAGELLE NUOVI SINGOLI 5 dicembre 2025 – I BOCCIATI DA AMI

MILANO CORTINA – IL PAGANTE LUDWIG

Santo cielo ma cos’è sta maranzata? Vacanze Di Natale 90 torna prepotente quando partono Il Pagante e Ludwig ma ne potremmo fare volentieri a meno, considerando anche che stiamo parlando di una classica canzone copia e incolla del Pagante, nulla di nuovo all’orizzonte.

Questo tipo di brani andavano benissimo in Italia nel periodo pre-covid, che poi è stato quello dell’esplosione di questi progetti dance edm italiani maranzelli, ma siamo sicuri che ci sia ancora voglia di queste cose?

Ludwig è andato non male, malissimo con Sabrina Salerno la scorsa estate e più o meno il mondo era questo. Il Pagante non sono più rilevanti sulla scena da tantissimo tempo, da quando erano ancora in tre e anche loro arrivano da un flop enorme.

Insomma, ne potevamo fare a meno

★★★
3


AMBRA – EMIS KILLA, TEDUA

Non riesco a comprendere questa canzone ma, forse, è un mio limite. Chiedo scusa ai suoi interpreti e autori ma non ne capisco il senso, forse perché non sapevo cosa aspettarmi da Emis Killa quindi sono un po’ spiazzato.

Una cosa certa è che la prod è esattamente uguale a qualsiasi altra canzone della newgen rap ma, considerando che siamo di fronte a due capi totali del genere, la scelta sembra molto anacronistica.

Quando i rapper fanno canzoni sentimentali la base è sempre questa, poi magari il testo trova un proprio sviluppo ma è tutto così uguale a se stesso che non si riesce a trovare nulla che possa avere un impatto di un certo tipo.

★★★★
4


SOGNI BUTTATI – DENNIS

Il problema di questo ragazzo è che la voce non matcha bene con le basi che canta e, altra cosa, più cresce e più sembra Ultimo sulle note basse (soprattutto) e non riesce a mettere una sua personalissima impronta.

Quando sento Dennis, l’ei fu Deddy di Amici, mi sembra di sentire una specie di mini-Ultimo e non riesco mai a trovare quella virgola, quel dettaglio che mi faccia dire “ecco qui l’elemento riconoscibile e inconfondibile”.

Sogni Buttati è una storia di vita, autobiografica, dove si raccontano le cadute e le nuove consapevolezze di questo ragazzo in questi anni ma non c’è niente che mi faccia pensare a quanto sia particolare, tanto particolare da ascoltarlo con continuità.

E’ tutto abbastanza standard, pur rispetto (ci mancherebbe) i racconti di vita espressi e narrati. Non si parla di quello, si parla di tutto il cappotto con cui viene ‘coperta’ la canzone che è debole e non ripara da eventuali intemperie.

Si può fare di più? A questo punto la domanda sorge spontanea, perché non è la prima volta che ci ritroviamo a questo punto con Dennis.

★★★★★
5


FACEVO PER TRE – VYBES

Canzone evidentemente autobiografica, il testo parla chiaro e racconta l’infanzia difficile di Vybes. Testo che gli fa raggiungere la sufficienza ma se è bocciato è a causa di due elementi: la prod e la voce romanaccia sbiascicata.

Sulla seconda c’è poco da fare, lui canta così e ne prendiamo atto ma non risulta piacevole da ascoltare alla lunga. Il romanaccio è simpatico nel canto se lo fa un Carl Brave, più melodico rispetto a quello di Vybes che è buttato lì.

Sulla prima nota, quella della produzione, è importante sottolineare che è una prod già trita e ritrita, una ballatona già ampiamente metabolizzata nell’arco degli ultimi 10 anni di musica indiepop italiana.

Vybes deve ancora lavorare tantissimo. Sì, questa è una bocciatura ma con riserva. Un 5 come quelli che si mettevano a scuola, che servivano per spronare perché le idee ci sono. Bisogna svilupparle meglio per essere originali e ‘piacevoli’ all’ascolto.

★★★★★
5


UNO COME ME – MASSIMO DI CATALDO

Con tutto il rispetto per questo grande cantautore degli anni 90, questo brano è degli anni 90 e non va bene nel 2025. E’ anacronistico, musicalmente stantio, con un testo anche abbastanza banale nella sua costruzione.

Oggi come oggi non è una canzone che può avere anche solo una minima possibilità di catturare i favori del pubblico che non siano i suoi fan più stretti.

Questa canzone a Sanremo 95, condotto da Pippo Baudo, avrebbe fatto magari pure Top 5 facile ma non è più quel tempo, non è più quel suono, non è più quel ritmo. Dispiace, proprio tanto, ma questo brano è nel suo rigor mortis ancor prima di avere vissuto.

★★★
3


COME NOI MAI – ALBERTO URSO

Questa canzone, per dirla alla Boris, è troppo italiana e se viene citato Boris si capisce perfettamente che l’accezione non è positiva, anzi.

E’ una power ballad classicissima che è uguale, fotocopia quasi di una canzone mix tra Ed Sheeran e Lewis Capaldi dove si aggiunge solo la voce di Alberto Urso (spoiler: non è la stessa voce che abbiamo sentito ad Amici, sembra un altro cantante) e un graffiato interessante ma che potrebbe essere sfruttato diversamente.

Questa canzone è, sì, di Lewis Capaldi mix con Ed Sheeran ma immaginateli come se avessero bevuto una pozione magica che gli faccia fare canzoni di Marco Masini e Massimo di Cataldo degli anni 90, primi 2000.

Insomma, sembra Stranger Things eppure è solo una canzone di Alberto Urso, incredibile.

Io mi chiedo perché un ragazzo giovane come lui scelga di pubblicare una canzone che ha il sapore di 30 anni in un mondo che le canzoni di 30 anni fa neanche le ricorda più.

★★★★
4

GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 5 dicembre 2025 secondo All Music Italia.

ATTITUDINI: NESSUNA – BRUNORI SAS

Dario Brunori fa più di una canzone, scrive la colonna sonora di un progetto a cui qualsiasi millennial è legato in modo indissolubile, vale a dire quello di Aldo Giovanni e Giacomo e del loro nuovo progetto.

Questo brano racconta il trascorrere del tempo tra amore e vita di tutti i giorni con semplicità, purezza e quel candore che solo Brunori sa mettere nelle sue canzoni sentimentali.

Il brano parte come se fosse registrato in cameretta con il cellulare, piano e voce, per poi proseguire come una canzone in studio con cori dove gli elementi principali sono chitarra elettrica e pianoforte. E’ una canzone semplice, come quelle di grande successo. Quattro accordi in loop e via andare, non c’è bisogno di chissà cosa per creare un sogno.

Lo special è caratterizzato dall’inserimento del sassofono che scandisce il concetto di amore che “ancora una volta, come la prima volta” fa parte delle nostre vite.

E poi il regalo finale che Brunori fa a tutti noi, quel “babbo, sta uscendo il caffè” a cui risponde “ok amore arrivo”, interrompendo la registrazione come facciamo tutti noi quando succede un imprevisto e stiamo facendo una storia sui social.

E’ tutto così…vero. E’ tutto così brunoriano.

★★★★★★★★
8


FACCIAMO A META’ – EUGENIO IN VIA DI GIOIA

Questa canzone avevamo già imparato ad amarla in questi giorni grazie ai social. Gli Eugenii avevano deciso di spoilerarla con una meravigliosa strategia social in cui la cantavano dal vivo ad alcuni fan per celebrare l’amore.

E’ l’elegia di un amore che si concretizza in un matrimonio, la forma di consolidamento maggiore di una storia d’amore, dove si sceglie di fare a metà nel bene e nel male.

Questa canzone meritava Sanremo, indubbiamente sarebbe stata una di quelle dal successo maggiore. Ha tutto ciò che serve per farti scendere la lacrimuccia e sorridere contemporaneamente e le canzoni sanremesi di grande successo fanno proprio questo.

“Non so cos’è la felicità ma se vuoi facciamo a metà” è il mantra del brano, il pezzo forte del ritornello, la frase leader in qualche modo che regge in piedi tutto il concetto ed è cantata con una dolcezza straordinaria, quasi accompagnata dritta al cuore di chi ascolta da Eugenio.

Questa canzone è tutta giusta. Ecco, per essere pignoli e puntigliosi, l’unica cosa che poteva starci come anche no sarebbero stati maggiori archi e fiati nell’ultimo ritornello per aprire ancora di più il suono ma è una virgola irrilevante perché va già bene così, è più la soddisfazione di un gusto personale che parla.

Bravi tutti.

★★★★★★★★½
8½


GETCHA! – THOMAS RAGGI

Thomas Raggi, a detta dei migliori musicisti e artisti mondiali, è uno dei chitarristi più bravi della sua generazione e ad ascoltare questa canzone che fa parte del suo primo album solista c’è da credergli al 100%.

Nel brano, tutto in inglese, ci sono Nic Cester dei Jet con tutta la formazione e Chad Smith, il batterista dei Red Hot Chili Peppers. Dobbiamo aggiungere altro per far capire il livello di rock nudo e crudo? Non credo.

Fate finta che siamo di fronte a una canzone in versione 2025 dei Rage Against The Machine, il terreno di gioco è quello, e unitelo alla grande voce di un Nic Cester in grande spolvero. A questo, mettete come ciliegina sulla torta la chitarra elettrica di Thomas che gioca un ruolo fondamentale.

Ragazzi occhio perché rischiamo di avere di fronte l’album rock per eccellenza di quest’anno, arrivato sul filo di lana.

★★★★★★★★½
8½

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