13 Marzo 2026
Condividi su:
13 Marzo 2026

New Music Friday 13 marzo 2026: le pagelle ai nuovi singoli tra Annalisa, Emma Madame il ritorno del pop

Da Annalisa a Madame passando per Emma e Rkomi: voti e recensioni di All Music Italia ai nuovi singoli usciti il 13 marzo.

New Music Friday 13 marzo 2026 pagelle nuovi singoli italiani
Condividi su:

New Music Friday 13 marzo 2026: le pagelle ai nuovi singoli italiani

Pagelle New Music Friday: recensioni e voti ai nuovi singoli italiani usciti il 13 marzo 2026.

I brani della settimana consigliati da All Music Italia

ANNALISACANZONE ESTIVA

Non è una canzone estiva, come ha detto anche Annalisa, ma poco ci manca se prendiamo in considerazione la base uptempo e, come ormai d’abitudine per lei, ritmata praticamente dall’inizio alla fine.

Pop dance con riferimenti fortissimi agli anni 80, specialmente se prendiamo in considerazione la tastiera (elemento sonoro principale di tutto il brano) che richiama quel suono digitale ‘vintage’ usato in centinaia di brani pop di quel decennio.

La discografia di Nali si arricchisce di un nuovo tassello danzereccio, utilissimo in ottica scaletta da live nei palazzetti (chi lo sa, magari anche da stadi…) ma che a più di qualcuno farà dire, di nuovo, “peccato”. Comprensibile, dopo la ballad con Marco Mengoni, ma pur sempre pareri soggettivi. Rispettabili ma soggettivi.

In ottica mainstream, il brano scalerà indubbiamente le classifiche perché ha un tiro fortissimo ma resta un gradino sotto rispetto ad altre perle come Bellissima, Sinceramente o Mon Amour. Di certo, questo è il classico brano di passaggio primaverile che serve da collante per arrivare all’estate dove, con molta probabilità, Annalisa vorrà essere e sarà di nuovo protagonista, magari con un feat.

I primi 20 secondi sono acustici e servono come rampa di lancio verso il drop che conduce alla cassa in quattro del ritornello che continua fino alla fine. Elettronica pura, nessuno strumento è suonato live e registrato, ad eccezione del moog (presumibilmente è quello) che è un sintetizzatore a tastiera.

La squadra di lavoro è sempre quella, il trio Scarrone-Antonacci-Simonetta, che sceglie di raccontare una forma d’amore che assume più forme e prospettive, da quello verso se stessi ma anche verso un’altra persona e metaforicamente verso il pubblico.

La frase “mi vuoi più suora o pornodiva? Questa non è una canzone estiva” gioca tanto sul giudizio esterno, quello della gente che non riesce a trovare una chiave per definire ciò che vede e ascolta in modo pacato e controllato, soprattutto sui social dove l’aggressività fa da padrona.

Il testo gioca tanto sull’impatto che possono avere dei singoli estratti e delle singole frasi da potere estrapolare per creare dei contenuti virali sui social, come spesso (o quasi sempre ormai) accade nel pop mainstream di questi ultimi anni e, forse, questo a poco a poco sta diventando più un limite per molti, inclusa Annalisa, perché il pensiero potrebbe inconsciamente andare lì e, di conseguenza, potrebbe frenare poetica, inventiva e arte a vantaggio della ricondivisione su TikTok da 15 secondi.

Si poteva fare di più? Certo, si può sempre fare di più in qualsiasi caso, ma Annalisa è questa già da tempo e aspettarsi la canzone che resta nella storia della musica non è neanche necessario. Ci sarà tempo e modo. Per ora va bene così, godiamoci il pop e balliamo.

Voto:

★★★★★★½


EMMA E RKOMIVACCI PIANO

La palma di miglior canzone pop della settimana va senza dubbio a Emma Marrone e Rkomi che, con Vacci Piano, tornano sulle scene con una power ballad in cui la melodia si fonde al rap dove è soprattutto il 31enne milanese a mettersi al servizio del racconto e del canto.

Le due voci sono estremamente riconoscibili e uniche, questo lo sappiamo, dunque la vera prova alla vigilia di questa loro prima unione era capire se si sarebbero potute mescolare al meglio. Spoiler: sì.

Al brano hanno lavorato anche Juli, il cui tocco è diventato estremamente riconoscibile ormai anche senza sapere che ci sia lui alla produzione, Katoo e Tredici Pietro. La cifra di quest’ultimo si sente nel modo che ha Rkomi di poggiare le parole nelle barre, molto R&B come attitudine nella sua strofa.

Per quanto riguarda il testo più in generale, si racconta un amore finito male e la sofferenza che ne deriva subito dopo, quasi anche con una richiesta di non infierire su una situazione emotiva già fragile.

Il risultato è un’Emma che sembra cantare quasi con la voce spezzata in certi e piccoli punti del brano e un Rkomi mesto, cosa che permette di entrare con tutte le proprie emozioni nel significato del brano stesso.

Voto:

★★★★★★★
7


ANDREA LASZLO DE SIMONENON E’ REALE

Una canzone diversa dal solito, pur rimanendo all’interno della sperimentazione ‘De Simoniana’, che forse non si collocherà tra le grandi perle del cantautore ma che ha degli elementi più interessanti del 95% delle restanti pubblicazioni, come sempre.

Un brano con una struttura in crescendo, prima melodica e poi, a poco a poco, sempre più ricca con la parte centrale piena di synth, chitarre, tastiere, drums dove la voce diventa quasi un eco di coscienza, un grillo parlante che invita a guardare il mondo per com’è realmente sotto la maschera, il velo di finzione che lo circonda.

Nulla è reale, tutto è un artificio ed è bene saperlo, averne consapevolezza per riuscire a districarsi tra i grovigli di questa società sempre più di plastica.

Laslo De Simone, questa volta, non scrive un testo elaborato come suo solito, non è uno di quei brani pieni di parole, concetti e frasi ma quelle poche e ripetute frasi diventano quasi un mantra, il claim di una visione specifica con cui si invita l’ascoltatore a prestare attenzione e non soccombere dietro ciò che viene dato in pasto giornalmente.

Il livello del miglior cantautore della sua generazione resta alto ma non altissimo e, nonostante questo, fa capire cosa vuol dire avere identità e idee.

Voto:

★★★★★★★½


MADAMEDISINCANTO

Il grande ritorno di Francesca Calearo è elettronico e pieno di profondità emotiva, testo e musica si fondono molto bene e si capta una crescita ulteriore sotto il profilo autorale.

Il pad in loop che fa da sottofondo, per dare un’idea chiara, sembra quello del tema principale di Stranger Things e, su quello, sono stati messi attorno tutti gli altri elementi sonori per creare questa atmosfera quasi metafisica ma, allo stesso tempo, tangibile.

Questo primo tassello del progetto che porta il nome del brano che stiamo ascoltando è la spiegazione, raccontata per metafore, della crescita e della consapevolezza di Madame rispetto ciò che ha passato e la sua nuova età.

Tutti hanno una via e io no“, “ho occhi gonfi per il disincanto” sono frasi emotivamente impattanti che donano, per l’appunto, la dimensione di ciò che, ieri, ha provato e che, oggi, ci propone per entrare meglio dentro le dinamiche del suo recente passato.

Di problemi ne ha affrontati molti, come dimostra anche il testo dello spoiler pubblicato sui social di recente e intitolato GRAZIE, ed è presumibile pensare a questo punto che il concept dell’intero progetto ruoterà attorno al concetto di accettazione e consapevolezza di se stessa.

Come inizio non c’è male, forse la difficoltà vera si riscontrerà lato radio perché non è uno di quei brani classici da playlist radiofonica ma, al di là di questo, resta un brano da analizzare poco per volta con la lente d’ingrandimento su ogni virgola e, di sicuro, quando l’album arriverà a tutti acquisterà una nuova dimensione.

Voto:

★★★★★★★
7


ROSHELLESOLA TRA LE NUVOLE

Il nuovo corso alla Alice nel Paese delle Meraviglie di Roshelle continua ad arricchirsi di elementi molto interessanti e che si sposano perfettamente alla sua voce e al suo nuovo modo di intendere la musica.

In questo caso, rispetto al singolo precedente, la struttura è molto più pop ma con anche elementi rock (soprattutto nel ritornello) che amplificano ancor di più il desiderio di sperimentazione di questa artista che, forse, ha finalmente trovato la svolta definitiva.

Certo, dovremo aspettare tutto l’album per dare un’idea definitiva ma il livello è molto alto, grazie anche alla presenza del consorte Tommaso Ottomano che ha contribuito con la sua qualità a creare questo immaginario e questo tipo di suoni quasi eterei ma impattanti.

Mi tengo stretta i miei ricordi mentre mi allontano” è l’incipit di un messaggio chiaro: basta con il passato, andiamo avanti, ma mai dimenticarsi da dove si viene, cosa ha contribuito a creare la persona e l’artista che, oggi, è diventata Roshelle.

★★★★★★★½


LAMANTERITORNEREMO A GUARDARE IL CIELO

Taketo Gohara a curare produzione e mix (e si sente) rendono questo brano meraviglioso, il vero problema della canzone è proprio Lamante che non rende giustizia al gran lavoro fatto da chi ha lavorato insieme a lei sulla parte musicale.

Il suo modo di cantare è molto flemmatico, alla ricerca di un’emotività perenne che, però, alla lunga, non arriva del tutto. La struttura del brano, ma anche il modo di cantare, ricorda moltissimo Feste Comandate del 2019 di Antonio DiMartino (no, non è inteso come brano plagiato sia chiaro).

Da comunicato stampa, il brano vorrebbe raccontare una storia d’amore che si chiude a riccio e si estrapola dal contesto e dal mondo nel quale è inserito ma lo storytelling scritto è difficile da ritrovare nel testo cantato, troppo articolato e arzigogolato.

Resta un brano fatto veramente bene e merita un ascolto ma si poteva e doveva fare di più avendo a disposizione un maestro assoluto come Gohara.

★★★★★★
6


AINE’, FILIPPO BUBBICO, LAURYYNLA MIA LUCE

La parte forte di questo brano alternative è la musica, il testo è poco e secondario. C’è solo una frase, all’inizio, che tra l’altro fa anche capo al titolo del brano, ma serve solo per dare una veste in più che poteva anche non esistere e che nulla avrebbe cambiato del brano stesso.

L’arrangiamento è fortissimo, alternative come abbiamo detto ma anche e soprattutto soul, che richiama un po’ gli arrangiamenti di Niccolò Fabi per certi versi ma anche dimensioni più internazionali quasi trip hop.

Il lavoro fatto nella ricerca del suono giusto è ottimo e i tre protagonisti hanno fatto il massimo con questo brano di accompagnamento che suona veramente tanto bene.

★★★★★★★
7


KID YUGIAMELIE

L’entry level definitivo di Kid Yugi nel mondo del mainstream è Amelie, brano contenuto nel suo ultimo album, in cui si parla di un amore idealizzato e mai concretizzato.

La canzone è promossa solo perché come brano pop può funzionare, alla fine dei conti è fatta anche bene, ma se dovessimo inserire il brano nella più ampia percezione che abbiamo di Yugi non si potrebbe andare oltre il 4 perché questa canzone è priva di qualsivoglia inventiva solita, invece, della sua scrittura.

E’ una canzonetta d’amore come tante altre, il peak del rapper lo abbiamo ascoltato e possiamo ascoltarlo in ben altri progetti ma in questo, proprio, no.

Farà il suo in radio, tutti contenti per i numeri e ok ma se parliamo di qualità siamo ben distanti dallo standard e dalle aspettative a lui legate.

★★★★★★
6


EROS RAMAZZOTTI, MAX PEZZALICOME NEI FILM

Questa canzone, contenuta nell’ultimo album di Eros, non è stata scritta da Max Pezzali ma sembra più sua che di Eros stesso. Ricordate Ci Sono Anch’io o tutte le canzoni soliste melodiche di Max? Ecco, questa Come Nei Film ricalca quel tipo di stile lì.

Power ballad che ripercorre il cosiddetto viale dei ricordi e che inizia con quei sogni nel cassetto raccontati agli amici nel bar sotto casa. Una storia che, poi, va avanti nel tempo e che, rivedendola adesso, sembra quasi un film a lieto fine con tutti quei sogni che sono diventati realtà.

Eros e Max sono due colonne portanti della musica pop italiana e di sogni ne hanno esauditi un bel po’, chi meglio di loro poteva mettere nero su bianco una vita del genere.

★★★★★★★
7


CANOVA, TONYPITONYENGLISH LESSON NUMBER ONE

Non è colpa mia se comunico come un bambino cagato addò” è il pensiero di chiunque inizia a studiare inglese e ha paura ad affrontare una cosiddetta english conversation.

TonyPitony torna con un nuovo inedito, prodotto da Canova, in cui affronta il percorso di studi con una nuova lingua a modo suo, irriverente ma cantato sempre con una qualità allucinante.

Ricordiamo, per chi non lo sapesse, che la persona dietro la maschera di TonyPitony ha vissuto a Londra per anni quindi è diventato madrelingua inglese, dunque il brano acquista un ulteriore valore proprio perché prende in giro anche se stesso, magari, i primi tempi che ha vissuto lì e ha dovuto imparare tutto da zero o quasi.

La produzione è pop ed è fatta molto bene ma questa non è una sorpresa considerando che a curare il tutto è Canova. Forse meno irriverente delle precedenti canzoni, anzi sicuramente, ma siamo pur sempre nel mondo di TonyPitony al 100%.

★★★★★★★
7

Clicca in basso su continua per scoprire le prossime pagelle dei nuovi singoli del 13 marzo 2026.

Precedente
Continua