Saitta, Romantici Terroni: i meridionali che emigrano a milioni e tornano a milioni
Il singolo uscito il 19 giugno risponde a chi dice a un ragazzo del Sud di cantare in italiano e trovarsi un lavoro


Saitta, cantautore catanese, ha portato Romantici Terroni ad Amici 26: il singolo è uscito il 19 giugno 2026 per Digital Noises ed è distribuito da ADA Music Italy (Warner Music Group). È la risposta a chi dice a un ragazzo del Sud di trovarsi un lavoro vero e che con la musica non si mangia.
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Il significato di Romantici Terroni di Saitta
Nella presentazione ad Amici, Saitta dice di scrivere di chi ha problemi con se stesso e di chi guadagna poco, “come parlerei a un amico”. Il brano nasce dalle frasi che migliaia di ragazzi del Sud si sentono ripetere fin da bambini.
La prima strofa è un elenco di consigli: “Basta cantare in siciliano, canta in italiano”, poi il lavoro, perché “ti serve una busta paga” e “Uno di quartiere non riesce con la fama”.
Nel ritornello i meridionali “Emigrano a milioni, ma tornano a milioni”, sono “Romantici terroni”. Il verso in siciliano, “Ciuri, ciuri”, introduce una dedica ai padri, alla madre che lo aspetta sveglia e a chi vorrebbe che lui fosse qualcun altro.
Nel ponte Saitta dice di aver conosciuto i problemi veri dei quartieri e di essere disposto a sopportare ogni giorno pur di avere da mangiare: “Questo si chiama vivere”. Nella prima puntata di Amici 26 i tecnici del canto lo hanno ritenuto meritevole di diventare allievo.
Testo di Romantici Terroni di Saitta
Basta cantare in siciliano, canta in italiano
Al massimo in inglese con l’accento americano
Anzi, basta cantare proprio
Devi andare a lavorare, ti serve una busta paga
Uno di quartiere non riesce con la fama
Basta ‘ste canzoni dove parli della strada
Parla un po’ d’amore, parlami della tua amata
La maestra mi diceva: Quanti Ramazzotti hai visto?
Alla mamma diceva non c’ero con la testa
Lo deve raddrizzare, è un chiacchierone stropicciato
Menomale un po’ si salva, almeno è bravo in italiano
Ciuri, ciuri, ciuri, ciuri tuttu l’annu
Giura a tutti chiddi ca già fanno
Quelli che per amore ancora piangono
A tutti i nostri padri che si fanno un culo tanto
A mamma che mi aspetta sveglia mentre sto tornando
A quelli che vorrebbero che fossi qualcun altro
Intanto sto in America e stasera io la canto
E questi in meridionali (oh-ahi-ahi-ahi)
Sono tutti uguali (oh-ahi-ahi-ahi)
Emigrano a milioni, ma tornano a milioni
Romantici terroni
E questi mediterranei (oh-ahi-ahi-ahi)
Fanno gli americani (oh-ahi-ahi-ahi)
Stanno nei loro rioni, famiglie, genitori
Romantici terroni, na-na-na-na
Basta parlare di Sicilia, prenditi una laurea
Fai come i posti fissi che rapinano lo Stato
Sai, lì ti ci vedo proprio
Devi andare a faticare, cosa fai della tua vita?
Poi con la pensione a settant’anni fai la vita
Metti la camicia, schiena dritta e fai la fila
Serve una conoscenza per avere una pedata
Cazzo, fra’, ma c’hai vent’anni
Cosa parli di pensione con la vita che hai davanti?
Come fai a pronosticare la tua vita a settant’anni?
Ah, cazzo, la tua vita è quella della degli altri
E questi meridionali (oh-ahi-ahi-ahi)
Sono tutti uguali (oh-ahi-ahi-ahi)
Emigrano a milioni, ma tornano a milioni
Romantici terroni
E questi mediterranei (oh-ahi-ahi-ahi)
Fanno gli americani (oh-ahi-ahi-ahi)
Stanno nei loro rioni, famiglie, genitori
Romantici terroni
Ho vissuto nelle piazze sdrammate dei quartieri
Ho sentito solo l’odore dei problemi quelli veri
In una società che si fotte dei problemi
Che abbiamo giù in Italia perché a volte se lo scordano
Ora so cos’è l’amore, ora so chi devo amare
Ne mangerò di merda al giorno per avere da mangiare
Questo si chiama vivere
E questi in meridionali (oh-ahi-ahi-ahi)
Sono tutti uguali (oh-ahi-ahi-ahi)
Emigrano a milioni, ma tornano a milioni
Romantici terroni
E questi mediterranei (oh-ahi-ahi-ahi)
Fanno gli americani (oh-ahi-ahi-ahi)
Stanno nei loro rioni, famiglie, genitori
Romantici terroni
(Oh-ahi-ahi-ahi)
(Oh-ahi-ahi-ahi)
Emigrano a milioni, ma tornano a milioni (oh-ahi-ahi-ahi)
Romantici terroni (oh-ahi-ahi-ahi)
Ciuri, ciuri, ciuri, ciuri tuttu l’annu
Giura a tutti chiddi ca già fanno
Quelli che per amore ancora piangono
A tutti i nostri padri che si fanno un culo tanto
A mamma che mi aspetta sveglia mentre sto tornando
A quelli che vorrebbero che fossi qualcun altro
Intanto sto in America e stasera io la canto
Testo riportato per finalità di critica, analisi e discussione ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941. I diritti d’autore restano in capo agli autori e agli editori del brano.





