Testo e significato di Ambiguità (così strafatta di coriandoli), il nuovo singolo de Le Vibrazioni, in uscita il 12 giugno.
Il brano segna il ritorno discografico della band guidata da Francesco Sarcina e arriva in una fase di rinnovamento del progetto. Oltre alla nuova musica, il gruppo ha annunciato una piattaforma digitale completamente ripensata, pensata per avvicinare ulteriormente il pubblico e offrire contenuti esclusivi.
L’uscita del singolo coincide anche con l’avvio di una nuova stagione live che porterà Le Vibrazioni in tour in tutta Italia durante l’estate.
Le Vibrazioni – Ambiguità (così strafatta di coriandoli): il significato del brano
Pur senza dichiarazioni ufficiali della band, Ambiguità (così strafatta di coriandoli) sembra ruotare attorno al tema dell’identità e del superamento dei pregiudizi. Nel testo ricorrono immagini legate all’arcobaleno, ai colori e alla libertà di esprimersi, contrapposte a una visione più rigida e giudicante della realtà.
Il ritornello trasforma l’ambiguità in un personaggio quasi simbolico, descritto come una presenza affascinante e sfuggente che accompagna il racconto tra desiderio di libertà e ricerca di autenticità.
La canzone porta la firma di Francesco Sarcina e rappresenta il primo capitolo di un percorso che nei prossimi mesi vedrà la band pubblicare nuova musica e tornare stabilmente dal vivo.
Il testo di Ambiguità (così strafatta di coriandoli)
Di seguito il testo del nuovo singolo de Le Vibrazioni, inserito nel contesto dell’analisi del brano.
Si bagna la luna questa sera d’autunno mentre ti prepari ad uscire
Poi vestita di nero ti ritrovi nei bagni di bettole al centro di Roma
L’arcobaleno l’ho inventato io e si sa che il pregiudizio serve a chi non sa niente
E se ti vesti di rosa questa sera che sera sarà insieme fino al mattino
Ambiguità, con la voglia di coriandoli
Ti sorrido e ti prendo per mano una santa che
poi ti lascia il conto e all’alba si sa
che credito non ne fa
L’arcobaleno l’ho inventato io e si sa che il pregiudizio è il frutto dell’ignoranza
Ambiguità, con la voglia di coriandoli
Ti sorrido e ti prendo per mano una santa che
poi ti lascia il conto
Ambiguità, con la voglia di giocattoli
Ti stupisco e ti prendo per mano
Mi presento sono ambiguità
Ho una giostra di luci e colori
Mi presento sono ambiguità così strafatta di coriandoli
Nella giostra di luci e colori ho un gran sorriso che
Poi ti lascia il conto e all’alba si sa
Che credito non ne fa
Si bagna la luna questa sera d’autunno mentre ti prepari ad uscire
Nel testo Francesco Sarcina utilizza immagini legate ai colori e all’arcobaleno per affrontare il tema del giudizio e della libertà individuale. La scrittura alterna scene quotidiane e passaggi più simbolici, lasciando spazio a diverse interpretazioni senza fornire una lettura univoca.
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