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Top e Flop Aprile 2021: Laura Pausini e Franco126 al top… incerterzze su Achille Lauro ed Emanuele Aloia mentre per Federico Rossi è un crollo

Aprile dolce dormire! Così dice un famoso proverbio! Nel mese simbolo della primavera chi l'avrà spuntata? Ecco i nostri top e flop!

di Simone Zani · 

Top e Flop Aprile 2021

Anche il quarto mese dell’anno è andato in archivio portandosi via tanta musica e certificando il successo di alcuni progetti musicali e fornendo ai più scettici la conferma che certe carriere hanno bisogno di un deciso rilancio.

“La tanto attesa, calda, stagione
sembra quasi che voglia farsi aspettare…
Nei lunghi e sconfinati inverni,
dolenti e gelidi,
ho simulato un invidiabile
benessere.”

Così cantava Carmen Consoli, in un noto brano del 2002 tratto dall’album L’Eccezione.

TOP E FLOP APRILE 2021 – I TOP

FRANCO 126

L’artista romano alla seconda prova solista fa centro. Se con l’album d’esordio Stanza Singola era entrato in classifica soltanto alla #7 per poi iniziare un’ascesa che l’ha portato a conquistare il disco d’oro, Multisala è al primo posto delle charts riservate ad album e vinili. Un risultato importante e più fisico che digitale, che certifica l’interesse per un artista interessante e con il nuovo progetto può realmente spiccare il volo.

Il primo posto non era così atteso, anche a causa di una promozione piuttosto limitata. Ma è noto che quando un progetto è atteso da una fan base crescente la promozione tradizionale passa in secondo piano.

Ora la speranza è quella di poter ascoltare presto i nuovi pezzi suonati e cantati dal vivo.

LAURA PAUSNI

Non si può dire che la mancata conquista del Premio Oscar non abbia lasciato un po’ di amaro in bocca, ma in certe situazioni è già importante esserci. Laura ha cantato durante il pre-show della cerimonia di Los Angeles e ha sicuramente trovato il modo per conquistare anche un’altra fascia di pubblico.

Il ritorno in Italia e l’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è una nuova certificazione di stima per un’artista straordinaria che porta realmente in alto il nome dell’Italia nel mondo. E in un momento difficile come quello che stiamo affrontando è ancor più complicato. Il tutto in attesa del David di Donatello che potrebbe arrivare dopo il Golden Globe già vinto.

NOMADI

Come può una band risultare credibile nonostante quasi 60 anni di carriera? È una domanda che potremmo porre a Beppe Carletti che da più di mezzo secolo guida i Nomadi, storica band che qualche settimana fa ha pubblicato l’album Solo Esseri Umani. Una coerenza che paga, anche a distanza di tanti, tanti anni e un progetto ricco di significato in ogni traccia che, senza streaming (solo il brano di lancio è stato caricato sulle piattaforme) ha debuttato alla #4 della classifiche di vendite.

E se il prossimo anno provassero a partecipare a Sanremo? Sarebbe un bel regalo non solo per i fans che li seguono assiduamente.

“Un legame indissolubile, anche se la vita divide le strade, anche se piano piano ci si abitua alla lontananza, ci sono le cicatrici dei sensi che rimangono: ogni cosa che vivrai, io ci sarò”.

ZONA NEUTRA

ACHILLE LAURO

L’album Lauro è un disco che è difficile apprezzare dopo un solo ascolto. È un progetto che ha bisogno di tempo per essere metabolizzato e il fatto che abbia esordito direttamente al primo posto della classifica Fimi degli album più venduti è un risultato importante. C’è però da sottolineare che i numeri dei pezzi su Spotify sono piuttosto limitati e anche in radio gli ultimi singoli non hanno sfondato. Non si può dire che Lauro sia un disco ricco di singoli, anzi, ma per ora si può tranquillamente affermare che ci si poteva aspettare di più. Ancora troppo presto per definire il disco top o flop.

MAX GAZZÈ

La Matematica dei Rami è un album di difficile collocazione. La composizione è elegante e i suoni risentono dell’approccio rock della Magical Mystery Band, ma per il cantautore romano prosegue una fase di limbo iniziata già al Festival di Sanremo, dove con Il Farmacista ha ottenuto il peggior piazzamento della sua carriera.

L’esordio alla quarta posizione delle chart Fimi album aveva fatto ben sperare, ma due settimane dopo non c’è più traccia del disco nella Top 100.

Il nuovo singolo Considerando, presentato anche al Concerto del Primo Maggio, in un mese ha totalizzato soltanto 200’000 ascolti su Spotify.

Tra l’altro si tratta di un disco pensato per il live, ma come verranno riprodotti i suoni della Magical Mystery Band?

Non si può ancora parlare di flop, ma manca davvero poco e a prima vista non ci sono molte prove d’appello.

EMANUELE ALOIA

Quando si parla di cattiva gestione, del prendere un artista che ha fatto boom da indipendente e sbagliare troppe cose. Cosa ci si può aspettare da un ragazzo giovane al primo album solista? Sicuramente un disco onorevole e il compito è stato svolto alla perfezione da Emanuele Aloia che con Sindrome di Stendhal non è mai banale e consegna un progetto che a tratti può risultare un po’ difficile da comprendere, soprattutto nei testi.

L’esordio in Top Ten è un buon risultato, ma è stato ottenuto con un apporto piuttosto limitato dello streaming campo in cui l’artista si era dimostrato moto forte. Se il pubblico dei più giovani (che per inciso utilizza Spotify per ascoltare musica) non si focalizza su Emanuele Aloia, a chi è rivolto questo nuovo progetto?

La scelta del nuovo singolo, ennesima canzone d’amore, al posto di un altro brano, per esempio l’ottima Ipocrisia, non ha di certo aiutato il disco.

TOP E FLOP APRILE 2021 – I FLOP

FEDERICO ROSSI

Il mese scorso abbiamo parlato dell’album di B3N scomparso con il suo Ep dalla Top 100 Fimi dopo una sola settimana. Di certo non va meglio all’altra metà del duo Benji & Fede.

Federico Rossi, che ha esordito con il singolo Pesche, sta ottenendo risultati se si può ancor peggiori. Il brano su Spotify conta meno di un milione e mezzo di stream. Poco, troppo poco.

I paragoni con il passato sono imbarazzanti! Per esempio Dove e Quando viaggia a vele spiegate verso quota 100 milioni di ascolti. La differenza è evidente.

Prima ancora del concerto di addio del duo (rimandato due volte causa Covid) c’è chi spera che B3N e Federico Rossi possano tornare presto a essere nuovamente Benji & Fede.

RANDOM

Arrivato al Festival di Sanremo con la volontà di consolidare la sua immagine, ne è realmente uscito con le ossa rotte. Non tanto per l’ultimo (meritato) ultimo posto in classifica, ma soprattutto perché ha dimostrato di non essere ancora pronto per un palco di quella portata. Un errore di valutazione che è proseguito con la pubblicazione di un album che ha esordito in una posizione realmente di rincalzo per poi scomparire dai radar.

Anche i numeri su Spotify sono davvero preoccupanti. Torno a Te, il pezzo sanremese, ha poco più di tre milioni di stream e il brano dell’album più ascoltato è Cielo Nero (feat. Carl Brave e Samuray Jay), che ha totalizzato mezzo milioni di sascolti. Risultati da far mettere le mani nei capelli, visto che Chiasso conta 87 milioni di ascolti, Sono un brano ragazzo un po’ fuori di testa 45 e Rossetto 31. Urge correre ai ripari.

NEFFA

Neffa è indubbiamente uno dei nomi più interessanti del panorama musicale degli ultimi 30 anni. Un artista che, dopo aver iniziato con il rap negli anni ’90, ha più volta cambiato pelle cercando la propria strada sperimentando elettronica, tango, swing e pop. Dopo un silenzio discografico durato 6 anni è tornato con un album rap in lingua napoletana. Un disco sicuramente interessante, ma molto, troppo difficile da capire, soprattutto per un pubblico che ha bisogno di progetti più easy.

Un plauso per il coraggio e per aver creato una perla che potrà essere (speriamo) riscoperta negli anni, ma che per ora ha ottenuto risultati troppo modesti e, nonostante alcune importanti collaborazioni.