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Simona Molinari a SPOT | IL PODCAST: “Di musica non ci si ammala, di popolarità sì”

Dal concerto a Castelvetrano a La donna immobile, fino al Premio Tenco per Mercedes Sosa.

Simona Molinari ospite di SPOT Il Podcast con Michele Monina e Massimiliano Longo
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Simona Molinari è stata ospite di SPOT – Il Podcast, il programma che Michele Monina e Massimiliano Longo registrano dal vivo allo Spot Music Fest di Bareggio, davanti al pubblico dei giovani artisti del festival. In quasi vent’anni di carriera, dallo swing di Egocentrica a Sanremo Giovani 2009 fino agli spettacoli di teatro-canzone tutti al femminile, ha costruito un percorso volutamente laterale rispetto al mainstream. E su quel percorso ha una convinzione netta: “Di musica non ci si ammala, di popolarità ci si ammala. C’è una vita fuori dai numeri.”

Il concerto a Castelvetrano, a cento metri da casa di Messina Denaro

Molinari parte da un evento a cui ha partecipato di recente: il concerto organizzato dall’associazione A Nome Loro, nata dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro e dedicata alle vittime di mafia. Si è tenuto a Castelvetrano, a cento metri dalla casa del boss, con cinquemila persone. L’idea, racconta, è partita dalla pianista Shadè Mangiaracina, di Castelvetrano, che ha chiamato alcuni amici artisti.

Il senso dell’operazione, spiega, è ribaltare il racconto abituale: si parla sempre dei capi, resi quasi personaggi cinematografici, e quasi mai delle vittime, che restano senza nome. Sul palco lei ha portato un monologo su Francesca Morvillo, magistrata e moglie di Giovanni Falcone, morta insieme a lui a Capaci, che nonostante fosse procuratore e avesse lavorato al maxiprocesso viene ancora oggi ricordata solo come “la moglie di”.

“La donna immobile”, il Rigoletto di Verdi ribaltato

Uno dei progetti che porta avanti è La donna immobile, spettacolo di teatro-canzone con una band tutta al femminile, scritto con Simona Orlando. Il titolo gioca con l’aria del Rigoletto di Verdi, dove la mobilità della donna era considerata qualcosa di disdicevole. Molinari ribalta il concetto: le donne “mobili” che celebra sono quelle che hanno fatto un passo in più, aprendo la strada a chi oggi può salire su un palco.

Nel racconto emerge un dettaglio storico: fino al Settecento alle donne era vietato suonare il violoncello, perché considerato sconcio, dato che richiedeva una posa ritenuta poco femminile. Un modo, dice, per far capire quanto il mondo musicale sia stato pensato dagli uomini per gli uomini.

Mercedes Sosa, il disco e il secondo Premio Tenco

Molinari racconta anche il progetto su Mercedes Sosa, nato dallo spettacolo con Cosimo Damiano Damato e diventato poi un disco, Mercedes, che le è valso il secondo Premio Tenco. Un lavoro autonomo, fuori dalle logiche della discografia tradizionale, che paradossalmente, dice, le ha dato più di tutto il resto. Da lì la convinzione che fuori dal mercato mainstream ci sia comunque una vita e una realtà.

“Oggi per fare il cantante pop prima devi essere un influencer”

Alla domanda su cosa consiglierebbe a un giovane che vuole fare musica di ricerca, Molinari mette in guardia dalla confusione tra fare arte ed essere popolari. Oggi, osserva, per fare il cantante pop bisogna prima di tutto essere influencer, spendere tempo enorme sui social e a volte snaturarsi, in un gioco al ribasso in cui vince ciò che indigna, fa ridere o attira click. Ma la credibilità, aggiunge, è la cosa più difficile da mantenere nel tempo, e senza verità non c’è arte, solo intrattenimento, che è un altro mestiere con pari dignità ma va scelto con consapevolezza.

Il consiglio ai giovani: formazione e capitale umano

Il suggerimento finale è doppio. Da un lato la formazione, musicale e umana, che oggi molti trascurano buttandosi prima di essersi preparati. Dall’altro il capitale umano, cioè le relazioni che si costruiscono e che reggono anche quando il successo finisce. Con un dato che fa da sfondo a tutto: viviamo in una società di persone adulte, ma il mercato musicale si rivolge quasi solo ai giovanissimi, e in questo controsenso anagrafico si perde molto.

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