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Nico Arezzo, fuori il remix di Sancu con gli Amore Audio: testo e significato

Il duo torinese Amore Audio firma una nuova versione del brano. Fuori dal 21 agosto

Copertina di Sancu RMX, Nico Arezzo disteso su sfondo blu e arancione
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È uscito venerdì 21 agosto Sancu (Amore Audio Remix), la nuova versione del brano di Nico Arezzo firmata dal duo torinese Amore Audio. Il pezzo originale, Sancu, fa parte della tracklist di Non c’è fretta, l’album di Nico Arezzo uscito il 16 gennaio 2026 per Senza Dubbi/Take Away Studios con distribuzione Artist First.

Leggi subito il testo integrale ↓

Nico Arezzo ha raccontato in esclusiva ad All Music Italia la nascita di questa nuova versione:

“Nuovi vestiti, brani già fuori, nuove connessioni che sanno di cose buone. Con gli Amore Audio ci siamo conosciuti prima ancora di conoscerci davvero. Ci scrivevamo, ci ascoltavamo, ci seguivamo a distanza. C’era già una forma di stima, nata attraverso la musica e attraverso i rispettivi progetti, prima ancora che ci fosse l’occasione di sederci allo stesso tavolo, bere dalla stessa bottiglia. Poi sono arrivati i festival, le estati, quella strana e bellissima rete che si crea tra progetti indipendenti: persone che magari si incontrano per la prima volta su un palco o dietro un bancone, si riconoscono, si ascoltano e da lì continuano a incontrarsi. È così che ci siamo conosciuti al Totale Fest, una realtà indipendente nata da Marley Session, vicino Cosenza. E da quel momento è rimasto un rapporto fatto di stima, affetto e voglia di condividere.

Questo remix nasce proprio da questo. Gli Amore Audio hanno preso ‘Sancu’, un mio brano già pubblicato, e gli hanno dato nuovi vestiti, senza cancellarne la storia, ma provando a guardarlo da un’altra prospettiva. È una cosa che mi piace molto: lasciare che una canzone, dopo essere stata tua, possa diventare anche un po’ di qualcun altro. Per me è anche questo il senso di creare rete tra progetti indipendenti: non soltanto condividere palchi, date o pubblico, ma permettere alle idee di incontrarsi, sporcarsi, prendere forme nuove.

Difficile pensare a un mio brano più adatto di questo. Nella ricerca di sonorità provenienti dal mondo orientale, che tanto ha contaminato la cultura e la tradizione siciliana, questo brano incontra suoni moderni, elettronici. Il fondersi di culture così diverse e così simili, per un momento intenso e limitato, diventa il modo in cui racconto un rapporto tra due persone diverse e simili. Siamo fatti di carne, mangiati dal dubbio: scappare o mordere. Sancu è un animale che respira, una nenia che nessuno riesce davvero ad ascoltare e che lascia un sapore nuovo, che riconosci subito. La sua pelle”

racconta Nico Arezzo concludendo con estratto dal pezzo: “…se qualcuno ti ha fatto di carne e nella bocca mi ha nascosto i denti, tu guardati: non lo sapeva che io ti potevo mangiare con gli occhi“.

Il significato di Sancu

Sancu è un brano sul farsi del male a vicenda, letto attraverso il corpo e il desiderio. Le strofe in italiano restano interiori, sospese tra immaginazione e trattenimento: chi scrive “nella mia testa ti ho già morso ogni centimetro” descrive un possesso che esiste solo nella mente, mai messo in atto. Il ritornello cambia lingua e registro: passa al siciliano stretto, più diretto, quasi urlato, dove il rapporto smette di essere immaginato e diventa una resa dei conti reciproca.

Il titolo lavora su un doppio senso che regge tutto il pezzo. “Sangu” è il sangue, ma richiama anche l’espressione dialettale “farsi sangue”, il logorarsi a vicenda in un legame che fa male a entrambi: nel ritornello la domanda diretta, “ni facèmu sangu, sangu, u vulèmu capìri?”, non cerca una risposta: mette a nudo la dinamica. L’immagine animale attraversa il brano dall’inizio alla fine: si passa dal dubbio se “scappare o mordere” delle prime righe fino al verbo “manciàri ccu l’occhi” (mangiare con gli occhi) del ritornello, un desiderio che si consuma nello sguardo perché non può, o non vuole, diventare altro.

Sotto la storia dei due amanti c’è una seconda cornice, più esistenziale: il verso “semu suli n’ta ‘stu munnu, sempre suli semu” (siamo soli in questo mondo, sempre soli siamo) ribadisce una solitudine di fondo che il rapporto non risolve.

Sancu è anche uno dei brani con cui Nico Arezzo si è esibito al Concerto del Primo Maggio 2026 a Roma, insieme a Terapia d’urlo, altro brano di Non c’è fretta. L’artista è attualmente impegnato nelle date del Minchia Che Tour Caldo 2026.

Gli Amore Audio

Gli Amore Audio sono il progetto musicale di Alessandro Scola e Luigi Lonetto, nato nel 2024 a Torino dalla passione condivisa per la musica elettronica: il loro sound fonde UK bass, fast house, future garage e pop italiano. Il legame con Nico Arezzo nasce l’11 luglio 2025 al Totale Fest, il festival organizzato dall’associazione cosentina Marley Session a Montalto Uffugo, dove entrambi i progetti si sono esibiti dal vivo nella stessa serata.

Testo di Sancu (Amore Audio Remix) di Nico Arezzo

Mani orientali
Vanno dove vogliono
Mai dove voglio io
Fossimo animali
Ci stancheremmo di correre
Valuteremmo se scappare o mordere
Tu non mi mordi mai
Nella mia testa ti ho già morso ogni centimetro
Zone di cui mi limito ad immaginarne il sapore
Ma fin quando mi potrà bastare
Che mi basta pronunciare bene il tuo nome

Viri ca semu suli n’ta ‘stu munnu, sempre suli semu
Ca suli partèmu, suli turnàmu, nuiautri nenti putèmu
Ma si iddu ti fici di carni e nâ vucca m’ammucciàu i denti
Tu t’allètti, nun u sapìa ca ju ti putìa manciàri ccu l’occhi

Viri ca semu suli n’ta ‘stu munnu, sempre suli semu
Ca suli partèmu, suli turnàmu, nuiautri nenti putèmu
Ma si iddu ti fici di carni e nâ vucca m’ammucciàu i denti
Tu t’allètti, nun u sapìa ca ju ti putìa manciàri ccu l’occhi

Arrà, arrà
Ma c’amu a fari? Ni facèmu sangu, sangu
U vulèmu capìri?
Arrà, arrà
Ma c’amu a fari? Ni facèmu sangu, sangu
Ci’â vulèmu finìri?
Arrà, arrà
Ma c’amu a fari? Ni facèmu sangu, sangu
U vulèmu capìri?
Arrà, arrà
Ma c’amu a fari? Ni facèmu sangu, sangu
Ci’â vulèmu finìri?
Arrà Arrà
Sangu, sangu

Viri ca semu suli n’ta ‘stu munnu, sempre suli semu
Ca suli partèmu, suli turnàmu, nuiautri nenti putèmu
Ma si iddu ti fici di carni e nâ vucca m’ammucciàu i denti
Tu t’allètti, nun u sapìa ca ju ti putìa manciàri ccu l’occhi

Viri ca semu suli n’ta ‘stu munnu, sempre suli semu
Ca suli partèmu, suli turnàmu, nuiautri nenti putèmu
Ma si iddu ti fici di carni e nâ vucca m’ammucciàu i denti
Tu t’allètti, nun u sapìa ca ju ti putìa manciàri ccu l’occhi

Testo riportato per finalità di critica, analisi e discussione ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941. I diritti d’autore restano in capo agli autori e agli editori del brano.