Opi scatenato sui social. Dopo aver attaccato, sulle piattaforme e dal palco, prima una giornalista e poi l’intera categoria (“merde”), il cantante lanciato da Amici 25 ha avuto un botta e risposta con il noto vocal coach e produttore Luca Jurman.
Tutto parte dall’intervista a Dimmi di te con Lorella Cuccarini, registrata settimane fa e caricata su YouTube nei giorni scorsi. Tra le dichiarazioni del ragazzo ce n’è una che ha inevitabilmente attirato l’attenzione di chi per lavoro scrive sul web: “Sono tornato a fare l’imbianchino per comprarmi l’autotune e ho dato una mano anche a mio padre prossimo alla pensione”.
Ognuno ne ha scritto a suo modo. Chi ha voluto far pensare che il ragazzo avesse smesso di cantare subito dopo il programma per tornare a un lavoro più “normale”, e chi ha citato la frase dentro articoli, anche leggeri, con più informazioni, comprese le date e le ospitate live di Opi.
Ovviamente quasi tutti hanno usato la storia dell’imbianchino per il titolo. Son tempi duri… la gente non legge più, non ascolta più, si informa tramite grafiche social e sedicenti informatori TikTok, non tutti preparati sull’argomento di cui trattano, e l’AI ti propone il riassunto della notizia, qualsiasi notizia, come primo risultato nei motori di ricerca.
Questo sta diventando, in parte lo è già ed è destinato a diventarlo ancora di più, un lavoro di merda. Per citare Opi. E per questo il titolo deve far cliccare la gente.
Che poi non è un concetto molto lontano da quello che si vede in tv, scuola di Maria in testa, che deve tirare fuori storia, drammi, insicurezze e lato umano delle persone prima della loro voce e delle loro canzoni. O da chi su TikTok si sottopone a interviste che consistono nel girare una ruota e rispondere a domande su tutto fuorché sulla musica. O ancora da chi si esibisce a petto nudo per attirare il pubblico femminile.
Opi dal palco: “Più ci fanno male, più ci fanno godere”
La prima risposta di Opi è indirizzata soprattutto a una giornalista che, va detto, ha fatto passare il ragazzo per un cantante fallito che è tornato a lavorare. Il fallimento, il tornare a lavorare: sono pressioni contro cui ci siamo esposti più e più volte, per esempio quando Riccardo Stimolo, eliminato dalla stessa edizione, piangeva all’idea di tornare a fare l’elettricista.
Opi, dal palco di un suo live, ha detto:
“Una cara signora sul suo bel Bergamocorriere.it scrive: ‘Opi, dopo Amici torna a fare l’imbianchino. Mi servivano cento euro per l’autotune. Sognava di fare il cantante ed è tornato a fare l’imbianchino’. Ok, noi con questa merda che scrive la gente la prendiamo e la buttiamo dall’altra parte. Perché più ci mettono la merda addosso e più mi piace rispondere. Perché più ci fanno male, più ci fanno godere”.
Il video su TikTok e i giornalisti “pagati per scrivere stronzate”
A seguire Opi, che deve aver letto altri articoli sull’argomento, ha deciso di tornare sulla questione con un video su TikTok, video in cui ha definito “merde”, a parole e nella caption, chi scrive questi articoli.
“Allora, ieri una simpatica giornalista di Bergamo decide di fare questo post con questo titolo. Ecco l’articolo, e sotto c’è scritto ‘Sognava di fare il cantante e torna a fare il lavoro di imbianchino’. Invece di dire che io sono stato in giro tutta l’estate a cantare, come si può vedere, per tre o quattro giorni che sono andato a lavorare descrivono la cosa come una sconfitta, questi signori che stanno dietro un computer pagati per dire stronzate, per scrivere stronzate, perché evidentemente non hanno neanche abbastanza informazioni per poter provare a buttarmi giù”.
“Queste cose fanno molto ridere, perché poi sembra proprio che vogliano fare il titolo clickbait per fare notizia. Ma io dico: se anche fosse che magari tra quattro-cinque mesi, un anno, ma anche la settimana prossima, tornassi a fare il mio vecchio mestiere, sarebbe denigratorio? Farebbe schifo? Perché qua sembra che in questo periodo storico più ti sporchi le mani e più sei un coglione”.
“Invece tanta gente dovrebbe stare zitta, abbassare la testa e sapere cosa vuol dire veramente lavorare, non stare dietro il computer a scrivere le cazzate, sfruttando la notorietà di altre persone. Quindi a voi giornalisti un bacino, perché più merda mi mandate addosso, più io mi diverto, più vi sorrido. E se pensate che il sogno è finito, guardate le storie di Instagram di oggi. Mi sa che il sogno è appena iniziato. Ciao merde!”.
Dove Opi ha ragione: due lavori, i club senza cachet e uno Stato che se ne frega
Al netto che, al contrario di quanto afferma, Opi non si diverta per nulla e che le parole non gli scivolino addosso, come si capisce dai toni e dallo spazio che ha concesso a questi articoli, il ragazzo non ha del tutto torto. Prendere un racconto, decontestualizzarlo e farlo diventare il simbolo di un fallimento non corrisponde alla realtà e non fa bene a nessuno. Né a lui, né ai tanti ragazzi che spesso critichiamo perché inseguono il guadagno facile aspirando a diventare, nel migliore dei casi, creator o OnlyFanser.
Purtroppo spesso questa gente che scrive di musica non va nei locali di musica live, e non capisce che al di là di quello che si vede in tv, in gran parte artefatto per natura della tv stessa, qua fuori c’è un mondo di doppi lavori e di serate in piccoli club spesso senza nemmeno un cachet.
Qua fuori c’è una situazione di merda di cui lo Stato e le associazioni di ogni tipo continuano a fregarsene, e ci abbiamo dedicato un articolo della nostra Newsletter che trovate qui sotto.
Quindi sì, spoiler: oggi fare il cantante vuol dire dover fare due o più lavori. Andare in tv fa guadagnare qualche soldo in più e un po’ di notorietà, ma non regala più un successo o una professione. Come del resto è giusto che sia.
Dove Opi ha torto: i numeri li deve portare a casa anche chi scrive
Rimane il fatto che la risposta e i toni di Opi non sono giustificabili. Chi scrive spesso può sbagliare, e deve portare, come in ogni lavoro, numeri.
Non è certo colpa di chi scrive se la gente clicca e legge quando si scrive che tizio oggi fa il macellaio, e al contrario non clicca se scrivi che caio ha pubblicato un nuovo singolo o annunciato un tour. L’offerta insegue la domanda. È triste ma da sempre il mondo del lavoro va così.
Luca Jurman entra nella polemica: “Devi mettere i tuoi soldi per andare a studiare”
In ogni caso, se la situazione non fosse già esplosa abbastanza, ecco l’intervento di Luca Jurman che, ovviamente informatosi tramite video e grafiche sui social, risponde alla questione dell’autotune.
Queste le sue parole in un video social:
“Ecco, finalmente una bella notizia, ecco cosa si impara oggi se si partecipa a un famoso talent italiano. È bastata un’intervista fatta a un partecipante dell’ultima edizione per far passare un messaggio allucinante, che ora addirittura molti media sponsorizzano facendone articoli come se fosse un esempio intelligente ed etico da seguire”.
“La grande cosa che ha imparato questo ragazzo è che se esci di lì e non hai fatto quel successo che credevi, allora umanamente devi tornare a lavorare come prima. E fin qui, penso, direi bene, lo ha capito. Ma attenzione: il grande esempio di crescita artistica da seguire quale sarebbe? Che torni a lavorare perché hai capito che devi mettere i tuoi soldi per andare a studiare canto e musica, perché ti sei reso conto che bisogna fare dei sacrifici per essere davvero un artista formato? No, ma va”.
“Tu invece hai capito che quando esci devi tornare sì a lavorare, ma non per migliorare te stesso studiando. Ci vai perché devi tirarti su i soldi e comprarti l’autotune. Cioè, torni a lavorare per comprarti l’autotune”.
La risposta di Opi non tarda, ed ecco un nuovo video social con tanto di finto baffo in faccia per imitare il Maestro Jurman:
“Caro Luca Jurman, io sono entrato ad Amici partito da un garage, con le mie canzoni, la mia musica, la mia passione. Non sono mai entrato con la presunzione di svoltare la mia vita in sette mesi. Il messaggio che volevo dare io è continuare a lavorare, studiare, farsi il mazzo e anche magari fare qualcosa che non ci piace, per apprezzare di più quello che facciamo”.
“Anche perché con il premio che ho preso per essere arrivato al Serale mi sono comprato una chitarra, mi sono comprato gli in-ear, mi sono comprato anche l’autotune, sì, perché in qualche pezzo, per una questione stilistica, ce lo metto”.
“E tanto per finire, caro Luca, io le lezioni le sto continuando a prendere, sto continuando a studiare, sto continuando a cantare, sono felice, sono felice, veramente felice. Quindi, caro Luca Jurman, quando vuoi potremmo sempre farci anche una cantata insieme, no? Che magari con un bicchierino diventi anche più simpatico”.
Jurman ha poi risposto a sua volta nei commenti:
“Il problema è che molti sono partiti anche da peggio di un garage. Anche chi faceva tre lavori per studiare e si è fatto molto più mazzo di te. Se devi dare messaggi come dici, benissimo, allora fallo e magari… con più umiltà. E se vuoi venire a studiare, prego”.
“Dire però che ‘purtroppo di Luca Jurman ce ne è tanti…’, addirittura prendendo in prestito parole che vengono dal sacro come ‘loro non sanno quello che fanno’… aiaiai… caro Opi. Tra l’altro il mio video era diretto al programma e ai talent che infatti, vedendo il tuo modo di parlare senza comprendere… non vi hanno insegnato molto”.
E questo è quanto, per ora. Per noi è tutto. Avrei preferito scrivere di quanto è figo il remix di Sancu di Nico Arezzo, della bellezza del nuovo singolo di Paola Turci o del fatto che il 12 novembre saranno dieci anni senza Cranio Randagio? Sì, e infatti ho e abbiamo fatto anche questo su All Music Italia.
E, un po’ come le cagate di tormentoni estivi che i cantanti sono costretti a fare per batter cassa, anche noi ci ritroviamo a dover fare cagate di articoli. Sempre con la giusta leggerezza, rispetto e un pizzico di ironia.
Ps. se rinasco giuro che scrivo di serie tv.




















