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Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli 28 novembre 2025: Venerus e Angelina Mango dolci, Shiva si eleva a divinità, Lorenzo Fragola torna bene

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

di Alvise Salerno · 

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 28 novembre 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.

Nella settimana dei singoli di Amici, che troverete in un pagellone separato, i big si fanno strada con i loro inediti partendo dall’inedita coppia Venerus e Angelina Mango, proseguendo con il ritorno di Lorenzo Fragola per poi continuare con Shiva, Tommaso Paradiso, Cesare Cremonini e tutti gli altri.

All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.

Naturalmente si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

Nota Copyright All Music Italia
Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.

 

NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 28 NOVEMBRE

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

FAVOLA – NASKA

Diego Naska è un ragazzo punk da sempre e questo brano lo conferma al 100%. Di solito è stato paragonato ai Finley, ai daRI, a quel mondo punk rock italiano dei primi anni 2000 ma questo brano è altra storia.

Qui siamo nel territorio del punk puro, i suoni sono quelli e non c’è neanche il minimo accenno di un mondo italiota e italiano, qui siamo nel pieno dell’epoca delle creste colorate inglesi, dei Green Day di inizio carriera e di tutte quelle cose che potete immaginare simili.

Se togli il testo di Favola in italiano e ne metti uno in inglese, con un titolo tipo ‘Dreaming’, questa diventa una hit internazionale in due secondi netti perché ha tutte le caratteristiche e potenzialità per piacere sia ai puristi del genere che alle nuove generazioni incazzate con la vita e con il mondo.

Naska ha fatto un ottimo lavoro anche stavolta ma, forse, si è anche superato inconsapevolmente perché è rimasto attaccato e incollato alla purezza del suo genere di riferimento

★★★★★★★

7


SANCU – NICO AREZZO

Prendi un sitar, strumenti che appartengono a mondi distanti da quello della tradizione popolare siciliana, carica il ritmo con una cassa in quattro, riprendi concettualmente L’Ombelico del Mondo e quei suoni tribali, metti dentro un testo in italiano e siciliano espresso quasi con rabbia.

Carica, carica tanto di emotività e viene fuori un brano come questo, bellissimo e originale in ogni componente.

Sancu è il grido di libertà di Nico Arezzo ed è l’ennesima dimostrazione di quanto la libertà artistica e la lontananza dalle quattro regoline imposte dalla discografia odierna siano espressione vera dell’arte fatta con lo scopo di raccontarsi, esprimersi con l’anima e non di diventare solo famosi o fare soldi con la musica.

La bramosia di potere perde efficacia alla lunga, a restare è la verità e Sancu è una di quelle canzoni vere.

★★★★★★★½

7½


STORTE – LORENZO FRAGOLA

Il ritorno di Lorenzo Fragola è emotivamente impattante e ci voleva, dopo anni pieni di negatività che ha avvolto la sua vita e che non gli ha permesso di mostrare la sua qualità e il suo talento.

Fragola torna con una canzone d’amore, una ballad piano e voce con degli archi che entrano sulla seconda strofa ad allargare il suono e avvolgere l’ascoltatore nel modo più dolce possibile.

Il giro melodico è semplice ma impattante, tocca le corde dell’anima e costruisce la propria dimensione attraverso la narrazione di questa storia tra due persone che non stanno più insieme, se non nella mente di uno dei due.

Si vive per questo, del resto. Vivere e crescere attraverso i sentimenti coltivati e/o perduti e Lorenzo Fragola pare evidente che lo abbia capito e anche molto bene.

Sembra avere raggiunto un grado di consapevolezza che prima non aveva e che, di sicuro, dipende anche dalla crescita e maturazione come persona, non solo come artista.

★★★★★★★

7


LEGITTIMA DIFESA – DILE

“E’ la paura che ci rende degli stronzi, la redenzione non la trovi mica in chiesa…se ho sbagliato è solo per legittima difesa”.

Beh, Dile non è mai banale nei suoi racconti e nelle sue canzoni che, pur parlando d’amore perso o trovato, analizzano le relazioni da un punto di vista diverso e con parole poco battute dagli altri colleghi.

Amore tossico, forse dipendenza affettiva trasformata in “normalità a modo nostro”, di questo si parla per essere precisi e di due persone che hanno voluto dimostrare i propri sentimenti attraverso (anche) la violenza.

Una canzone triste ma onesta nell’afferrare la crudezza di una realtà relazionale poco raccontata. Del resto, ci vuole coraggio per parlare di certe cose e Dile ha già dimostrato di averne a pacchi. Questa è una conferma.

★★★★★★½

6½


VIA LATTEA – CENTOMILACARIE

Che bella canzone power pop di ispirazione quasi british nelle strofe alla Keane, fresca, impattante. Centomilacarie ha abbandonato, per questa occasione, gli arrangiamenti tristoni e si lascia andare alla gioia del canto.

Radiofonicamente è perfetta, ha tutte le caratteristiche per entrare nelle playlist ma, spoiler, non riuscirà perché le playlist sono blindatissime di questi tempi ed ha pubblicato il brano nella settimana in cui vengono inseriti Cremonini e altri big internazionali. Le radio neanche lo guardano uno come Centomilacarie (purtroppo, e spero di sbagliarmi).

Detto questo, si parla di una ragazza che vive la sua vita e vola con la sua invincibilità solitaria, costruita in un mondo dove volare è difficilissimo.

Bravo centomilacarie (scritto tutto minuscolo), continua così

★★★★★★½

6½


CHI AMA CHIAMA – ORIETTA BERTI

Icona totale, Orietta Berti dimostra di essere la madre della rivoluzione di un’intera generazione che quasi si rifiuta di legarsi a qualcosa di più fresco, moderno, odierno.

La Berti decide di di affidarsi al maestro Cremonesi, esatto quello in giuria a Sanremo Giovani, per dirigere i lavori e dare al brano una dimensione raffinata e di livello.

Non una canzone che deve fare il devasto in classifica ma che dona alla cantante una nuova, ulteriore dimensione giovanile pur non abbandonando i richiami e i rimandi alla musica del passato.

Molto carino, proprio per unire questi due mondi tra passato e presente, il mix tra suoni digitali e strumenti reali. E’ tutto giusto per lei, non c’è un solo elemento fuori posto, incluso il testo scritto da Daniele Lazzarin (Danti dei Two Fingerz).

Se questa canzone l’avesse cantata una Nina Zilli, dato che il mondo è quello il paragone viene facile, staremmo parlando di hit clamorosa. Speriamo che a Orietta Berti venga concessa la stessa grazia dal pubblico italiano.

★★★★★★

6

PAGELLE NUOVI SINGOLI 28 NOVEMBRE 2025 – I BOCCIATI DA AMI

TAKE 6 – SHIVA

“Mi accusano soltanto per fermare il mio talento a tutti i costi io rispondo Matteo 5:14” è una delle frasi usate da Shiva, che si eleva grazie alla religione e al versetto che parla di uomini che illuminano il cammino degli altri, che è impossibile non notarli. Umile il ragazzo, verrebbe da dire.

Per quanto sia interessante l’idea, resta da considerare tutto il resto del brano e si parte con “son tranquillo perché dove non arriverà il mio verbo, son sicuro che ci arriveranno presto le mie weapon”, oppure ancora con “Dio m’ha dato dei criteri ma la violenza mi dona” e va bene così.

Sapete chi, nella storia d’Italia, usava la fede per nascondere la propria cattiveria? Non fraintendete, non voglio fare paragoni ma solo far notare attraverso l’attenta analisi delle parole usate che questo testo sembra raccontare tanto l’atteggiamento e il risvolto psicologico dei mafiosi.

Il loro modus operandi era quello di compiere atti violenti e, subito dopo, entrare in chiesa per confessare i peccati a Dio, quasi come fossero dei pari rispetto alle divinità.

Sembra di leggere una perfetta canzone che racconta la storia de Il Padrino, il film pluripremiato che ha raccontato la mafia in modo cinematografico e reso (purtroppo) questo fenomeno umano, come lo chiamava Paolo Borsellino, quasi uno status symbol.

Boccio il brano non perché non sia valido tecnicamente ma perché trovo l’idea anacronistica, brutta e fuori dal tempo, se non viene contestualizzata bene. Certo, sarebbe preoccupante se il contenuto raccontato da Shiva fosse reale perché vorrebbe dire, stando alle sue parole, che nel suo quartiere non potrebbero ‘entrare’ i suoi rivali altrimenti verrebbero rapinati o che lui si farebbe largo con le armi per dimostrare superiorità territoriale.

Sono certo che non sia questa la sua realtà ma comunque l’idea di fondo del brano non è apprezzata da chi rigetta e rifiuta armi e violenza e fa della pace la sua bandiera, al di là di ogni giudizio tecnico.

★★★

3


ITALIENNE – EPOQUE

La faccio breve: questa canzone è bocciata per due motivi molto semplici che sono un’eccessiva imitazione di ciò che fa Anna Pepe e il fatto che non si capisca granché del testo.

Non so dirvi di cosa parla questa canzone, non si riescono a comprendere le parole e non ho il testo a disposizione per riuscire a interpretarlo e darvene conto.

Una cosa è sicura ed è che Epoque ha perso totalmente l’aura da artista in rampa di lancio che aveva qualche anno fa e ogni passo che ha fatto ultimamente non ha prodotto risultati tangibili.

Schiacciata dal desiderio di fare numeri, mettendo da parte la qualità, i risultati possono essere solo questi. Vale per lei ma vale per chiunque, oggi, perché di musica ne abbiamo ogni settimana a fiumi e per emergere bisogna avere qualità, bisogna avere studiato tanto, bisogna avere originalità.

Se si pubblica una canzone e il primo ragionamento che si fa è “ah ma sembra Anna” è già un brano sconfitto in partenza.

★★★★

4


FAIDA – SACKY, NEIMA EZZA, VALE PAIN

Basta, vi prego basta con questo genere di testi e di canzoni. Sono anni, ormai, che li sentiamo e sembrano (lo sono) tutti uguali. E’ incredibile come non cambia assolutamente niente da un brano all’altro.

Solita canzone trap dove si parla di violenza di quartiere, di soldi, di donne denominate “puttane” o “troie”, di supremazia territoriale. Basta, l’abbiamo capito già da anni che nei vostri quartieri vivete così e non va più di moda questo tipo di racconto.

Il pubblico è stanco, non ci sono neanche delle virgole da potere salvare di questo mondo e questa Faida è l’ennesimo esempio.

★★★

3


CHI LO SA – CRISTIANO MALGIOGLIO

In un’epoca in cui veniamo continuamente bombardati da canzoni che nulla aggiungono alla musica italiana, avere anche questa nuova canzone di Cristiano Malgioglio fa riflettere.

Siamo musicalmente in Spagna, canzone da flamenco, e Malgioglio parla di una relazione finita con frasi piuttosto semplici e legate a un modo di fare musica fuori dal tempo e no, non è un bene.

Il personaggio lo conosciamo quindi non si può considerare ogni sua canzone di questi anni come un capolavoro, come quelle del suo passato, ma a maggior ragione viene da chiedersi il perché ostinarsi.

Cristiano Malgioglio è una colonna portante della canzone d’autore italiana e queste ultime canzoni non gli restituiscono la giustizia artistica che meriterebbe.

★★★

3


SIAMO NEBBIA – LATRELLE, FRITU, NERISSIMA SERPE

Ogni settimana si rischia di essere ripetitivi ma non si può fare a meno di notare come anche nella sua parte più ‘ballad’, la trap e il rap di nuova generazione sia di livello molto basso e dire il contrario solo perché su Spotify (piattaforma monopolizzata dai ragazzi che si gasano con questo genere) si fanno i milioni di streaming sarebbe irrispettoso verso la musica oltre che verso questo lavoro.

Questa canzone non è di alto livello, non ha caratteristiche che la inseriscano nel gotha del genere, non ha nulla che faccia dire o pensare di essere di fronte una grande opera.

E’ una canzone che non aggiunge nulla né al suo genere né alla musica. Se non ci fossero i nomi degli autori non si distinguerebbero neanche i suoi interpreti. Sto corsivo, poi, quando decideranno di non usarlo più sarà opera buona e giusta dato che è tutto il contrario di ciò che va di moda e che piace oggi.

Sul testo, banalità su banalità senza un minimo di approfondimento, di ricerca, il nulla. “Gli organi mi fanno male, sarà che mi scasso troppo” è una frase di livello? Non si chiede di scrivere Cime Tempestose o L’Infinito di Leopardi ma, per cortesia, non si può continuare così.

Non lo merita il rap, non lo merita la trap, non lo merita la musica. Poi, ovvio, c’è di peggio per carità infatti non è un 2 secco ma questa canzone è l’emblema della direzione sbagliata che abbiamo preso ormai da tempo.

E su Spotify sarà un successone, ci metto la firma.

★★★★

4

GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 28 novembre 2025 secondo All Music Italia.

SENTIRE – VENERUS FEAT ANGELINA MANGO

Due mondi all’apparenza distanti ma che si uniscono perfettamente, quelli di Venerus e Angelina Mango, attraverso quella che è sempre stata la loro caratteristica principale: l’empatia.

I due raccontano la loro vita, la loro fragilità, la loro quotidianità fatta di solitudine e tristezza che proviene da dentro, da un mondo che si muove in modo diverso rispetto al loro.

Sia Venerus che Angelina hanno già affrontato questo genere di temi quindi questa è un’ulteriore conferma di quanto sappiano analizzare bene l’umanità, le cadute e le eventuali risalite con garbo e compostezza.

Dal punto di vista musicale, è Angelina che sceglie di avvicinarsi al mondo etereo di Venerus ed è una scelta azzeccata. La sua voce si presta molto a questo genere di sonorità e ne viene fuori un feat che fa capire la grandezza dell’anima di entrambi i suoi protagonisti.

★★★★★★★★
8


RAGAZZE FACILI – CESARE CREMONINI

Cesare Cremonini ringrazia i fan e il suo viaggio, raccontato in Alaska Baby, con l’ultimo singolo che chiude un anno straordinario sotto ogni punto di vista.

Ragazze Facili è un po’ come la ciliegina su una torta già buonissima e che omaggia la tradizione musicale italiana cantautorale in modo eccelso, con anche una certa vicinanza a quel mondo melodico che richiama a un Luca Carboni d’annata, a Baglioni, all’immancabile Dalla.

Cesare prende tutto e mixa bene creando il suo personalissimo modo di raccontare le cose e la musica, motivo per cui è sempre stato originale fin dall’inizio della sua carriera e continua ad esserlo ancora oggi.

Ragazze Facili non è una semplice storia d’amore, c’è molto di più. Si racconta la fragilità dell’amore, quello di un uomo che è costretto a mostrare un volto da macho, da duro ma che nasconde una sensibilità che, nel mondo di oggi, verrebbe vista come debolezza.

Amare, essere dolci e lasciarsi rapire dai sentimenti, per chi si considera maschio alfa, non è accettabile perché non è accettabile abbassare le barriere per far entrare la felicità nella propria vita.

Questa canzone è quasi una richiesta fatta con il cuore, quella di essere più umani e meno superuomini figli delle delusioni passate.

Le ‘ragazze facili’ non sono reali in questa canzone, è più un concetto che viaggia attraverso il filo sottile che tiene in piedi la psiche maschile dopo tante delusioni e sofferenze.

E’ meglio una serata con gli amici affogando i dispiaceri nell’alcol o cercare di tirarsi su le maniche e ricominciare a vivere con cognizione di causa, senza colpevolizzare nessuno e dando modo all’amore di trovare la strada?

★★★★★★★★½

8½

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