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Pagelle nuovi singoli

Pagelle Nuovi Singoli 2 ottobre 2026: Geolier Golden Song, Giorgia promossa

Da Giorgia a Max Pezzali: i voti di Alvise Salerno a 20 singoli italiani, tra Golden Song e bocciature.

di Alvise Salerno · 

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 2 ottobre 2026, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web che ogni settimana recensisce per noi le nuove uscite italiane.

Nella settimana del 2 ottobre 2026 troviamo, tra gli altri, nuovi brani di Giorgia, Rkomi e Khodi, Ariete, FreshMula, Tiromancino e Simona Molinari, PierC e molti altri ancora.

Queste sono le pagelle della New Music Friday dedicate ai nuovi singoli italiani usciti questa settimana. All’interno delle categorie ogni brano viene valutato in stelle e con un voto numerico, così da rendere più chiaro il livello di consiglio o bocciatura.

Come sempre si tratta di opinioni personali. Il consiglio è quello di ascoltare i singoli e farci sapere la vostra. Qui sotto trovate l’elenco completo delle nuove uscite della settimana.

NEW MUSIC FRIDAY 2 OTTOBRE 2026: LE PAGELLE AI NUOVI SINGOLI ITALIANI

I brani consigliati

FRESHMULA
FUORI DI TESTA
Voto7½

Ma com’è possibile che Mula non sia al primo posto delle classifiche di tutto il mondo con il suo tocco di funk/r&b alla Tyler The Creator?

Il brano sembra uno di quei bei pezzi prodotti da Pharrell con un tocco di Calvin Harris ai tempi del suo Funk Wav Bounces Vol. 1 di qualche anno fa, è una produzione dal sapore totalmente statunitense fatta con tutti i santi crismi. Questo ragazzo è incredibile, credibile, spendibile per i migliori palcoscenici e l’Italia intera dovrebbe supportarlo senza remore perché ogni canzone che pubblica è un passo avanti senza mai cadere all’indietro.

Le parole diventano quasi contorno sonoro, strumento al pari dei sintetizzatori utilizzati per realizzare la base, ma la cosa che cattura è senza dubbio il basso. Che giro di basso pazzesco che ha questa canzone, ci fa tornare indietro di tanti anni ma senza perdere la freschezza figlia della modernità.

FreshMula è nel prime e lo sa bene ma non stacca di un centimetro i piedi da terra. Bravo ragazzo.

MARIO BIONDI
COCKTAIL BLUE
Voto7½

Che groove il Marione nazionale. C’è un po’ di tutto in questa canzone, dalla sua voce sempre riconoscibile e potentissima fino alla produzione dell’ex Ti.Pi.Cal. Riccardo Piparo, passando per i testi, scritti anche da una delle voci più sottovalutate del panorama siciliano, quella di Vito De Canzio.

È un mix di tanti professionisti che hanno creato un brano a metà tra dance e soul con una base che ricalca un po’ anche gli ultimi lavori di Peggy Gou, per intenderci, ma che prende tanto spunto dal progetto dei Ti.Pi.Cal.

Mario Biondi è pur sempre Mario Biondi e questo ritmo potrebbe essere ciò che ci vuole per rilanciarlo come ai tempi di This Is What You Are, pur essendo un brano completamente diverso. Lo merita lui e lo merita tutta la squadra alle sue spalle.

GIORGIA
PARAFULMINI
Voto7

È tornata la Giorgia di Sanremo 2025, quella de La cura per me, e il merito questa volta (oltre che della sua interpretazione) è di Mameli e Lorenzo Fragola.

Il brano è stato scritto e composto da loro due, con la partecipazione di Giorgia alla scrittura, ed è una ballad struggente in cui protagonista è il sentimento raccontato ormai in milioni di salse e modi differenti ma che, ogni tanto, stupisce grazie a delle interpretazioni di alto rango, come per l’appunto solo una come Giorgia sa fare.

La dimensione è chiara, i meriti pure, la certezza di essere di fronte ad un’altra bella canzone altrettanto e, dunque, in bocca al lupo a Giorgia per un ennesimo successo che, di certo, non tarderà ad arrivare.

ARIETE
RIVOLUZIONE
Voto7

È tornata Ariete ed è tornata più adulta, matura, consapevole di ciò che le sta capitando e le è capitato in questi tre anni di stop dalla pubblicazione di un album.

Questo è, per sua stessa ammissione, uno dei brani che predilige del suo nuovo progetto e non è difficile capire il perché: power ballad in cui ci sono tutte le caratteristiche di una relazione vissuta a mille, al massimo delle energie e che ha cambiato così tanto le giornate, la quotidianità, da avere portato una vera e propria rivoluzione nella vita di entrambe.

È un brano simile ma allo stesso tempo diverso rispetto alle sue produzioni passate. C’è la stessa voce, un po’ più adulta, ma ci sono molti archi in più, strumenti reali e suonati con il piglio di chi sa che ogni nota conta e ha un valore emotivo.

Ariete ha fatto la rivoluzione dentro se stessa e a giovarne non è solo lei, siamo tutti noi che la ascoltiamo.

AIELLO
TE L’HO MAI DETTO
Voto7

Aiello è uno di quegli artisti altalenanti della musica italiana: alterna singoli per cui ti chiedi “ma perché?” ad altri, come questo, che dici “oh, finalmente”. È una montagna russa vivente ma, tutto sommato, ci piace così.

Non siamo neanche lontanamente vicini ai fasti di Arsenico, la sua hit per eccellenza, ma il territorio musicale è quello lì solo un po’ più pettinato, patinato da major che ci sta, non è più il ragazzo che doveva farsi conoscere ed era figlio dell’epoca dell’indie.

È una ballatona d’amore, la solita storia d’amore, che è un po’ la sua cifra. A lui piace crogiolarsi nell’amore vissuto e passionale, questo brano lo dimostra.

TONY BOY
UNA BARA PER DUE
Voto7

Non mi sarei mai aspettato di riuscire a comprendere un testo cantato da Tony Boy e invece la vita è piena di sorprese. Ed è pure un testo intensissimo, molto bello.

Il giovane Tony sta metabolizzando i suoi problemi, i suoi sbagli, la sua relazione finita con la madre di sua figlia, tutta una serie di disastri figli solo ed esclusivamente della sua testa distrutta.

La musica lo aiuta? Può essere, così sembra, e allora bene se riesce a psicanalizzare se stesso attraverso musica e parole. È giovanissimo, ha tutto il tempo per cambiare rotta ma sto ragazzo (almeno in questa canzone) dimostra che la penna è rimasta caldissima e pronta a scrivere la sua vita nel modo giusto.

Forza Tony.

TIROMANCINO, SIMONA MOLINARI
NUVOLE (BOSSA IN BLU)
Voto7

Federico Zampaglione decide di affidare la produzione di questo brano, realizzato con la meravigliosa Simona Molinari, ai Room9 e il risultato è sorprendente perché se, da un lato, i due cantanti sembrano totalmente a proprio agio con la bossanova, i Room9 stupiscono con un ritmo e un genere che non gli abbiamo mai sentito intonare e creare in questi anni.

Esperimento riuscito, il brano è proprio bello.

Attenzione, per tutti i lettori, non pensate alla bossanova fatta da Gaia questa estate perché quella era sì una bossa ma tendente, per tipo di produzione, ad avere un respiro molto “italiano”. Questa bossa, invece, resta profondamente legata alla tradizione brasiliana nuda e cruda con un tocco di eleganza jazz che rende tutto più magico.

Alla Molinari sono state affidate le parti dei ritornelli, Zampaglione fa tutto il resto e i ruoli sono ben definiti, ottima suddivisione dei compiti.

Per due artisti giganti ci voleva una canzone gigante ed è arrivata.

RKOMI E KHODI
MEZZ’ORA DA MILANO
Voto6½

Rkomi meriterebbe 7 e mezzo, poi però c’è Khodi con una buona penna e una bella personalità ma che è ancora piuttosto acerbo in determinate scelte e abbassa il livello che Mirko tiene molto alto.

Il ragazzo si farà, senza dubbio, e questa collab con colui che probabilmente potrebbe essere un fratello maggiore lo aiuterà a piantare solide radici per il futuro.

Per quanto riguarda il testo, si racconta Milano e la distanza geografica che c’è rispetto un luogo dove si sceglie di stare ma che, nonostante tutto, influenza ugualmente scelte e sentimenti umani. La distanza geografica diventa anche distanza emotiva ed è qui che il brano approfondisce inquietudini, ansie, paure che fanno inevitabilmente parte del percorso di crescita e di vita.

Un ottimo starting point per il nuovo progetto di Rkomi, una bella prova di maturità di Khodi che, come detto, non è ancora (e direi ovvio) al livello del suo compagno di viaggio in questo brano ma non sfigura eccessivamente. Semplicemente deve crescere e sistemare le virgole, però ci siamo.

CRYTICAL
SENZA TITOLO
Voto6½

Crytical ha sempre avuto una bella penna, da quando giovanissimo ha scelto di andare ad Amici, e questa nuova canzone conferma le sue caratteristiche tecniche. La canzone è vita vissuta, la sua vita evidentemente, piena di errori e di cadute che fanno parte del processo di maturazione e di crescita.

È un brano che serve per comprendere che questo ragazzo sta studiando la propria anima, la propria quotidianità per studiarne pregi e difetti e cercare di fare dei passi in avanti a livello umano ancora prima che artistico.

Il testo è scritto bene, forse un po’ troppo alla Fedez dei tempi che furono per certi versi ma, tutto sommato, non disturba la cosa. La cosa debole del brano è il ritornello, forse un po’ banalotto a livello musicale se consideriamo le strofe e lo special finale che è carico a pallettoni con elettronica che lo rende quasi un brano da club.

Non male per nulla ma si può fare di più con una penna e una mente come la sua.

MAX PEZZALI
LE_ALI
Voto6

Il solito Max post 883 romanticone e pieno di storia strappalacrime nel cuore da buttare fuori con una formula musicale davvero standard, senza nessun tipo di picco musicale. Power ballad come nel suo prime da solista che mira, questa volta, a spiegare la sua storia con Mauro Repetto ai tempi del duo che ha rivoluzionato gli anni 90.

Bella l’idea di scrivere la storia di quella storia proprio in concomitanza con l’uscita della nuova stagione della serie Sky dedicata proprio a quegli anni di gloria, i fan ne saranno molto contenti. Musicalmente siamo lì, senza infamia né gloria.

LORENZO SALVETTI FEAT. EROCADDEO
OGGETTI SMARRITI
Voto6

Che duo improbabile e strano che è stato messo insieme, quello tra il vincitore di Amici e il mancato vincitore di X Factor delle ultime edizioni.

Salvetti ed eroCaddeo hanno due voci compatibili, completamente diverse e intense a modo loro. Questo brano riesce a dare dignità a entrambi, non c’è uno che supera l’altro, e si compensano bene. Salvetti ha più forza vocale, un timbro graffiato che trasmette quasi angoscia in certi momenti, mentre eroCaddeo è più dolce, più cantautore dalla voce pulita e a lui è affidata la parte più emozionale.

È una power ballad romantica che mira a rilanciare le loro carriere un po’ ferme e, potenzialmente, potrebbe anche riuscire l’intento. Carina l’intuizione della registrazione della prima bozza d’idea alla fine del brano, inserita per far capire da dove sono partiti che è anche un concetto incluso nel testo.

In bocca al lupo ragazzi, godetevi questo viaggio.

PIERC
SUL FILO
Voto6

Difficile che questa canzone possa avere successo sul mercato, è una copia di qualcosa di pop funk già trita e ritrita da tempo ma non è neanche questo il problema. Il vero problema, paradossalmente, è proprio PierC che con questo tipo di brani sembra non avere proprio nulla a che vedere.

Una voce melodica che si mette a cantare brani che dovrebbe cantare John Legend fa un effetto molto strano e spiazza.

È abbastanza chiaro che stiamo parlando di un ragazzo che sa cantare e di una produzione di grande livello, realizzata da professionisti di alto rango. Molto interessante anche la scelta di inserire in una canzone funky anche archi, arpa e strumenti che, magari, in brani del genere lasciano di solito spazio al groove del basso, della chitarra suonata un po’ con lo stile di Nile Rodgers.

Il mondo è proprio quello, quello degli Chic, dei KC & The Sunshine Band, degli anni ’70 con i pantaloni a zampa e i capelli afro con le camicine striminzite da febbre del sabato sera.

PierC mette tutto ciò che può a livello vocale ma il problema resta quello, cioè che forse la sua voce diventa molto più interessante in mondi sonori differenti. Poi è un ragazzo che sa cantare e quindi fa tutto ciò che può senza sbavature ma resta il fatto che una strada diversa sarebbe stata una scelta, forse, migliore per lui.

WESTCROSS, TÄRA
L’ULTIMO COCCODRILLO
Voto6

Ottimo Westcross, Tära inesistente purtroppo e meriterebbe più spazio. È stata ridotta a voce di sottofondo nel ritornello, grande spreco.

Il testo è intensissimo, si parla di un intero popolo costretto a vivere le ansie della guerra, delle mancanze familiari, dei parenti lontani, in Iran, di discorsi che venivano fatti a Westcross dalla madre ma che, a 12 anni, giustamente non riusciva a comprendere a pieno.

È la storia di vita di chi ha dovuto costruire un futuro partendo dalle macerie, letteralmente, e si è ritrovato con un sogno da costruire tra le mani che non ha sprecato e non sta sprecando.

Gran bel testo, gran bel significato, grande flow anche a livello pratico di Westcross. Unica cosa negativa è, per l’appunto, il poco spazio dato e concesso a Tära.

PAGELLE NUOVI SINGOLI 2 OTTOBRE 2026 – I BOCCIATI DA AMI

GIANLUCA DE RUBERTIS FEAT. VIOLANTE PLACIDO
VITA A DIROTTO
Voto5

Con chi ha qualità bisogna essere lucidi nei giudizi e, se si può, da ascoltatori pretendere il massimo per mantenere l’asticella del buongusto alta. È il caso di Gianluca De Rubertis e Violante Placido (sì, la bravissima attrice è anche cantante da anni) che hanno affrontato una relazione tra due persone che, se vicine, fanno esplodere la passione ma che tentano di controllarla in tutti i modi per non sprofondare.

Il problema di questa canzone, anzi i problemi al plurale, sono due: il testo è troppo pieno di sovrastrutture, frasi arzigogolate che potevano trovare una loro efficacia se messe insieme con una certa semplicità perché la lingua italiana è bella, le parole di uso corrente e in disuso sono belle, ma se usata con il solo scopo di far capire che la si conosce crea un effetto boomerang che può portare l’ascoltatore a distanziarsi, non ad avvicinarsi.

Non è un testo “alto”, da filosofi della letteratura, è solo inutilmente e dolcemente complicato come cantava Fiorella Mannoia. In più, altro problema, il feat sembra quello tra Francesco Bianconi e Giorgio Poi ma non al massimo della forma. In pratica si perde totalmente la personalità dei due cantautori ed è un gran peccato.

Si poteva e doveva fare decisamente di più.

DISME
PAROLE PAROLE
Voto5

Per carità, ottimo flow di Disme ma il problema è sempre il solito: testo ripetitivo rispetto alla media del rap attuale e produzione già trita e ritrita.

Disme sceglie di dire che da dove viene lui si usa violenza, che ha fatto cose che è meglio non dire, i soliti argomenti che possiamo immaginare. Per carità, se hai vissuto una vita del genere è giusto che tu possa raccontarla ma il punto è che tanti hanno vissuto la stessa vita e conosciamo già le dinamiche e le virgole di cosa accade.

Il problema non è Disme, il problema è che molti sono cresciuti in questa stessa situazione melmosa della società ma se ascolti uno, due, tre canzoni allora ok, alla centesima capisci ormai qual è l’andazzo e cerchi qualcosa di diverso.

Solo questo, massimo rispetto per la vita travagliata di questo rapper.

TALEA, ASTERIA, CARO WOW
A PEZZI ANCORA UNA VOLTA…
Voto4

Questa collab a tre non è brutta, è un bel pezzo da club che può far ballare senza dubbio. Il problema è che passa e non te ne accorgi, non ha nessun tipo di elemento che ti tiene incollato e ti fa venire voglia di approfondire.

Chi ha cantato cosa, poi? Le tre voci sembrano uguali, ammesso che abbiano cantato tutte e tre perché, per esempio, Asteria è anche producer quindi chissà. Nei crediti ufficiali compaiono tutte e tre ma le voci, all’ascolto e facendo finta di avere la mente priva di informazioni, sono indistinguibili.

In un pub, magari, se la metti nel mezzo di una playlist uptempo dance la senti passare e magari ti viene anche da ballare ma non è una canzone su cui si può dire altro perché, purtroppo, non c’è altro.

MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO
TUTTO PASSA
Voto4

Il problema di questa canzone è che suona vecchia, stantìa, ferma al 2016 ma sono passati dieci anni da quando l’indie di Vasco Brondi, de I Cani, di Iosonouncane e del Management regnava incontrastato. Non è più quel tempo lì.

Ascoltare questa canzone ti fa tornare indietro nel tempo ma ti fa anche pensare che riascoltarla, a meno che non si sia fan accaniti, forse sarebbe un po’ troppo per quello che è, oggi, la musica e per come dovrebbe veicolare certi messaggi.

Poi, magari, anche chi ha scritto il brano sa che tutto passa in questa vita, altrimenti non avrebbe buttato giù un testo con questa tematica legata a ciò che cambia nel corso del tempo, però è proprio per questo che bisogna sottolineare che non è più tempo per certa musica, certi modi di scrivere i testi, certe melodie.

Tutto passa, anche l’indie del 2016 (purtroppo).

GRETA GRIDA
ARRIVO
Voto3

Partiamo dalla citazione a Battisti, alle bionde trecce e gli occhi azzurri. Come si può sminuire con un “…eccetera eccetera” come se fosse noioso leggere quel testo che fa parte della storia della musica italiana. Mancanza di rispetto verso una perla rara, poteva essere veicolata meglio questa cosa.

Il post punk, cifra musicale di questo brano, non è sinonimo di sbattersene totalmente di tutto e tutti pensando di essere fortissimi quando, in realtà, non è così. Non ancora almeno, magari in futuro…

Detto ciò, e siamo solo alla prima riga del testo, il brano è musicalmente fermo ai primi anni 2000, ad Avril Lavigne e la prima Kelly Clarkson di Since U Been Gone senza aggiungere nulla, nessuna caratteristica personale.

Chi è Greta Grida, qual è il suo punto forte? Essere la copia sbiadita di qualcosa che esiste da quasi vent’anni non è un punto a favore, tutt’altro. Non riusciamo a trovare, con questa ragazza, una virgola che ci faccia pensare “ok, questa è lei. Riconoscibile al 100%”.

Perché calpestare strade già battute quando si può fare di tutto e di più con la musica? Va bene fare post punk, chi scrive queste pagelle è figlio di quel mondo lì per età e gusto personale da più di trent’anni, ma si può e si deve fare qualcosa di diverso perché se si conosce il genere è chiaro come il sole che non c’è nulla di fresco e originale in questo brano.

Greta ha citato le bionde trecce, gli occhi azzurri e poi… Noi citiamo “si può dare di più”, perché così non basta.

GOLDEN SONG

GOLDEN SONG

GEOLIER
WINNER
Voto8

Non è una semplice canzone rap, una semplice canzone di Geolier. Questa è una dichiarazione di forza di un intero popolo, di una lingua, di chi è riuscito a costruire una vita sana attraverso le continue critiche per come parla, come scrive, come si pone.

Geolier è rimasto lì, sempre in prima fila a difendere non solo la sua arte ma anche un’intera città che lo ha sempre sostenuto con tutta la potenza vulcanica che un luogo come Napoli ha nell’anima.

Questo è rap fatto bene, è altissimo livello, è verità, è la strada che sempre meno è stata protagonista di questo genere ultimamente ma che Emanuele Palumbo ha fatto tornare al centro della scena.

Geolier ha dimostrato, di nuovo, cosa vuol dire essere dei fenomeni di un genere specifico.

GOLDEN SONG

PAOLO JANNACCI, ELIO
POLITICALLY TOPLESS
Voto8

L’intelligenza di Jannacci e di Elio sono indiscutibili e, per l’ennesima volta, ne danno prova in questo brano che è una denuncia socio politica fortissima. Si parte dall’idea che “allora non si può più dire niente”, da Gaza a tutte le varie parole che vengono usate in modo tendenzialmente dispregiativo.

In realtà il punto è proprio quello, dire che non si può più dire niente e fare l’elenco di ciò che offende per dargli una forza maggiore e far capire che no, non si possono dire certe cose squallide se usate con lo scopo di denigrare e distruggere la dignità dell’individuo.

È un testo dalla sottile ironia e la fine dicitura, non potevano che essere due grandi menti come le loro a partorirlo e portarlo alla nostra attenzione.

Non si può più dire niente ma meglio dirlo ancora per sicurezza.

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