Renato Zero debuttò al Festival di Sanremo nel 1991 con Spalle al muro e arrivò secondo, dietro a Riccardo Cocciante. A scrivergliela, testo e musica, era stata Mariella Nava, che a quel Festival era in gara anche per conto suo, come cantautrice, e chiuse ventesima su venti. In gara ci finì su richiesta di Zero, che ne fece una condizione per accettare l’invito. Di seguito il testo e il significato di Spalle al muro
Il significato di Spalle al muro di Renato Zero
Spalle al muro parla di vecchiaia. Non della vecchiaia in astratto: di come i vecchi vengono trattati, e della paura di finire soli.
Mariella Nava lo ha raccontato nella videointervista che ci ha rilasciato nel 2022. La richiesta di Renato Zero arriva diretta: so che scrivi bene, prova a scrivermi una canzone. Nava ha poco più di trent’anni e si trova a dover scrivere per un artista molto più grande di lei, che ha già alle spalle i suoi successi più importanti. Cerca per mesi. Quello che tira fuori è il tema della terza età: gli anziani lasciati soli, e il fatto che nessuno di noi, proiettato in avanti, vorrebbe ritrovarsi in una stanza dove non viene più nessuno a trovarlo.
Il primo ascolto lo racconta ancora lei. Gli fa sentire un provino inciso con la propria voce, lui ha davanti il testo di Spalle al muro stampato e lo segue riga per riga. Dal punto in cui è seduta, di fianco, Nava vede che a un certo punto le sue labbra si muovono: sta già cantando il testo insieme a lei, pur non conoscendo la canzone. Alla fine chiede di riascoltarla subito. Poi decide di portarla a Sanremo, dove non era mai stato.
Il patto tra Renato Zero e Mariella Nava
Il pezzo di storia meno raccontato di quell’edizione riguarda come Mariella Nava finì in gara. Lo ha spiegato lei nella nostra intervista del 2020: “Pensa che in quel famoso Festival del 1991 mi pose come condizione. Disse ad Adriano Aragozzini che avrebbe partecipato solo se nel cast avrebbe inserito anche me”. E ancora: “Diceva che era arrivato il momento che la gente conoscesse la mia faccia al pari delle mie canzoni. Dopo un po’ di titubanza Aragozzini accettò”.
Nella videointervista del 2022 la Nava aggiunge il retroscena. La casa discografica stava spingendo per affiancare a Renato Zero un altro nome; lui rispose che se proprio si doveva portare una seconda figura, allora sarebbe stata la persona che gli aveva scritto quella canzone.
Lei all’Ariston non ci andò per vincere: “A me di essere in gara non interessava proprio. Io ero a Sanremo per tifare da vicino Renato e con lui il mio pezzo”. E scelse il brano di conseguenza, Gli uomini: “Andai con un brano che dovesse far capire più chi ero come autrice che esplodere come canzone”. Finì ventesima su venti. L’orchestra dell’Ariston, racconta, quella canzone la amò subito.
Gli uomini è il brano di Crescendo, l’album che Mariella Nava pubblicò quell’anno per RCA/BMG su licenza Calycanthus, arrangiato da Geoff Westley e registrato a Londra ai Parsifal Studios con la Royal Philharmonic Orchestra tra il novembre 1990 e il febbraio 1991. Sono le settimane della prima guerra del Golfo, quando si volava pochissimo: lei fece Roma-Londra e ritorno lo stesso, per finire quel disco.
Nella serata degli abbinamenti internazionali Spalle al muro fu cantata in inglese da Grace Jones, con il titolo Still life. Mariella Nava ricorda che Jones si innamorò del brano e curò l’esibizione in ogni dettaglio.
Spalle al muro chiude Prometeo, l’album del 1991 di Renato Zero in gran parte dal vivo, dove il brano compare come incisione in studio: oltre 250.000 copie.
Tutta la classifica dell’edizione, Campioni e Novità, è nel nostro racconto completo di Sanremo 1991.
Testo di Spalle al muro di Renato Zero
Spalle al muro
Quando gli anni son fucili contro
Qualche piega sulla pelle tua
I pensieri tolgono il posto alle parole
Sguardi bassi alla paura di ritrovarsi soli
E la curva dei tuoi giorni non è più in salita
Scendi piano, dai ricordi in giù
Lasceranno che i tuoi passi sembrino più lenti
Disperatamente al margine di tutte le correnti
Vecchio
Diranno che sei vecchio
Con tutta quella forza che c’è in te
Vecchio
Quando non è finita, hai ancora tanta vita
E l’anima la grida e tu lo sai che c’è
Ma sei vecchio
Ti chiameranno vecchio
E tutta la tua rabbia viene su
Vecchio, sì
Con quello che hai da dire
Ma vali quattro lire, dovresti già morire
Tempo non c’è ne più
Non te ne danno più
E ogni male fa più male
Tu risparmia il fiato
Prendi presto tutto quel che puoi
E faranno in modo che il tuo viso sembri stanco
Inesorabilmente più appannato per ogni pelo bianco
Vecchio
Vecchio
Vecchio
Mentre ti scoppia il cuore, non devi far rumore
Anche se hai tanto amore da dare a chi vuoi tu
Ma sei vecchio
Ti insulteranno, vecchio
Con tutto quella smania che sai tu
Vecchio, sì
E sei tagliato fuori
Quelle tue convinzioni, le nuove son migliori
Le tue non vanno più
Ragione non hai più
Vecchio, sì
Con tanto che faresti
Adesso che potresti non cedi perché esisti
Perché respiri tu
Testo riportato per finalità di critica, analisi e discussione ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941. I diritti d’autore restano in capo agli autori e agli editori del brano.
Spalle al muro: domande frequenti
Chi ha scritto Spalle al muro di Renato Zero?
Testo e musica sono di Mariella Nava, che nello stesso Festival era in gara come cantautrice con Gli uomini.
In che posizione arrivò Spalle al muro a Sanremo 1991?
Seconda, dietro a Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante. Era il primo Festival di Sanremo di Renato Zero.
Di cosa parla Spalle al muro?
Della vecchiaia e della solitudine degli anziani, e di come vengono trattati da chi è più giovane.
In quale album si trova Spalle al muro?
Chiude Prometeo, l’album di Renato Zero del 1991, dove compare come incisione in studio all’interno di un disco in gran parte registrato dal vivo.

















