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I grandi esclusi dal Festival Sanremo, i brani di successo che non sono stati scelti dai direttori artistici

Scelte difficili e occasioni mancate: i brani esclusi dal palco dell’Ariston dal 2000 al 2024.

di Redazione · 

I grandi brani esclusi dal Festival di Sanremo: i successi, a volte mancati senza Festival, a volte centrati.

Il Festival di Sanremo è il palcoscenico musicale più prestigioso d’Italia, ma nel corso degli anni ha visto anche grandi esclusioni, con brani che avrebbero  potuto trovare il successo tramite la gara. Alcune di queste canzoni sono finite nel cassetto per sempre, altre ancora vi giacciono in attesa che l’Ariston apra loro le porte e altri ancora sono usciti, magari sono anche arrivati al Festival, ma cambiando interprete.

E poi ci sono canzoni, diverse, che nonostante il NO del direttore artistico di quell’edizione, sono riuscite lo stesso a diventare delle hit. Nelle nostra analisi abbiamo preso in considerazione i Festival di Sanremo dal 2000 al 2024.

I brani esclusi nel corso degli anni dal Festival di Sanremo

Ecco un’analisi di alcuni dei casi più noti e interessanti. Partiamo con il botto ovvero con un’artista oggi considerata iconica e con un brano diventato di un duo, poi diventato una hit.

L’artista è Giuni Russo che, dopo i debutto a Sanremo avvenuto nel 1968, ha ricevuto diversi no tra cui quel del 1989 con Il Carmelo di Echt e, soprattutto, quello del 1994 con uno dei suoi brani più amati, La mia figura.

Nel 1997 ad essere scartato fu invece Morirò d’amore canzone che, nel 2003, verrà rivalutata da Pippo Baudo che la volle al Festival. Questo brano verrà considerato poi una sorta di testamento dell’artista.

Cambiando completamente genere musicale c’è una super hit a livello europeo che, nel 2000, ha cambiato per sempre la carriera di Paola & Chiara e che non venne scelta al Festival.

PAOLA & CHIARA E LA MANCATA RIVOLUZIONE POP A SANREMO

Nel 2000 Fabio Fazio, allora direttore artistico del Festival di Sanremo insieme a Mario Maffucci, decise di escludere Vamos a bailar (Esta vida nueva) di Paola & Chiara.

Probabilmente, la canzone, un pop estivo e accattivante, non si allineava al tipo di cast più “impegnato” scelto per quell’edizione. Ricordiamo che il 2000 fu l’anno che vide trionfare gli Avion Travel con il raffinato brano Sentimento e il secondo posto di Irene Grandi con La tua ragazza sempre, scritto da Vasco Rossi e Gaetano Curreri.

In quell’edizione erano in gara artisti come Carmen Consoli, Alice, Mariella Nava con Amedeo Minghi, Max Gazzè, Samuele Bersani, Gerardina Trovato e i Subsonica, al loro debutto sul palco dell’Ariston.

Così, Vamos a bailar non arrivò mai a Sanremo, ma divenne comunque un successo clamoroso. Uscito il 7 aprile 2000, il brano si trasformò nella più grande hit della carriera del duo.

Con tre dischi di platino in Italia (in era pre-FIMI, fino al 2009) e un disco d’oro certificato in era FIMI, il pezzo dominò il panorama musicale di quell’anno. Ottenne il Premio Radio al Festivalbar, vinse il Disco per l’Estate, raggiunse il primo posto nella classifica dei singoli più venduti per quattro settimane consecutive e fu tra i brani più trasmessi dalle radio. A fine 2000 risultò il quinto singolo più venduto in Italia.

Ma il successo non si fermò qui: Vamos a bailar fu lanciato anche all’estero, in versioni inglese e spagnola, entrando nelle Top 50 di paesi come Germania, Norvegia, Polonia, Repubblica Ceca, Svezia e Svizzera, arrivando fino alla posizione numero 11 in Spagna.

Un altro futuro tormentone estivo fu scartato, questa volta nel 2001.

Valeria Rossi viene esclusa dalle Nuove Proposte di Sanremo 2001, edizione condotta da Raffaella Carrà.

Quell’anno nella stessa categoria trionfano i Gazosa e tra i partecipanti c’è anche Francesco Renga. Nonostante l’assenza dal palco dell’Ariston, Tre parole di Valeria Rossi diventa un fenomeno musicale, consacrandola come regina dell’estate e portandola al Festivalbar, dove vince il premio rivelazione dell’anno. Il brano raggiunge persino la top 5 della classifica spagnola, trasformandosi in un tormentone internazionale, anche se il suo successo rimarrà legato quasi esclusivamente a questo singolo.

Irene Grandi e il brano di culto mai arrivato sul palco (2007)

Bruci la città, scritto da Francesco Bianconi dei Baustelle, è uno dei brani più iconici della carriera di Irene Grandi, ed è forse il più grande errore commesso dal mitico Pippo Baudo a Sanremo. La canzone venne infatti clamorosamente esclusa da Baudo nel 2007 anche se, va detto, il Direttore artistico specificò poi di aver sentito solo un provino poco convincente e non la versione finita che tutti conosciamo. La commissione artistica dichiarò invece di non aver mai ricevuto il brano. Chissà…

Fatto sta che la canzone fu pubblicata nell’aprile successivo e divenne un grande successo commerciale e di critica. Non solo si aggiudicò il disco d’oro, ma trionfò nell’ultima edizione del Festivalbar diventando un classico del repertorio di Irene Grandi.

Bruci la città arrivò fino al terzo posto della classifica singoli e, a fine 2007, risultò il 20esimo brano più venduto in Italia.

I Modà: il brano escluso diventa la hit che li consacra

Nata nel 2000, la band capitanata da Kekko Silvestre fa il suo esordio discografico nel 2003, trovando i primi riscontri con la New Music International di Pippo Landro grazie al singolo Ti amo veramente.

Dopo numerosi live in tutta Italia, i Modà debuttano tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo nel 2005 con Riesci a innamorarmi, ma vengono eliminati durante la prima serata. Lo stesso anno firmano con Around the Music e ottengono un buon successo radiofonico con il singolo Quello che non ti ho detto (Scusami). Nonostante i discreti riscontri, la band non riesce ancora a consacrarsi definitivamente anche se i concerti sono spesso sold out.

Il grande successo arriva nel 2009, quando Lorenzo Suraci, presidente e fondatore di RTL 102.5, diventa il loro manager. Grazie al supporto della radio, i Modà raggiungono una nuova dimensione di notorietà. Il brano che li catapulterà verso il grande pubblico e anticiperà il disco di diamante dell’album Viva i romantici è una canzone rifiutata dal Festival di Sanremo.

Nel 2010, Gianmarco Mazzi, allora direttore artistico del Festival guidato da Antonella Clerici, esclude Sono già solo dei Modà, nonostante il brano avesse tutte le carte in regola per diventare una hit.

E hit lo diventa nei mesi successivi, ottenendo due dischi di platino e diventando il secondo brano più venduto in Italia nel 2010.

Facciamo ora un salto in avanti di un anno, nel 2011, per approfondire altre storie di esclusioni. Questa volta vi parliamo di due artisti allora emergenti con una storia simile eppure diversa e con un nome in comune: Laura Pausini.

Le “note mancate” di Tony Maiello e Eleonora Crupi

Nel 2011, Tony Maiello, fresco vincitore della categoria Nuove Proposte, presentò 200 Note, un brano che, cinque anni dopo, sarebbe stato inciso da Laura Pausini nell’album Simili.

Nello stesso anno, Eleonora Crupi, artista lanciata da Amici di Maria De Filippi in era pre-discografica (era l’edizione 2005/2006), era impegnata a concretizzare coi risultati il talento che molti avevano riconosciuto in lei. Forse non tutti sanno che il manager della cantante era Massimiliano Longo, futuro fondatore di questo sito, All Music Italia.

Eleonora Crupi si presentò alle selezioni di Area Sanremo, vincendole. In quegli anni, i vincitori di Area Sanremo erano otto, e la canzone che la giovane artista propose, Bastava, scritta da Niccolò Agliardi e Massimiliano Pelan, si distingueva per bellezza e intensità.

Nonostante la vittoria, il brano non venne scelto dal direttore artistico di quell’edizione, Gianmarco Mazzi. A passare il turno e arrivare sul palco dell’Ariston furono invece due canzoni che, con il senno di poi, sollevarono non poche perplessità (ascoltare per credere): Un pezzo d’estate di Gabriella Martinelli e Come pioggia di Roberto Amadè.

Bastava trovò però una nuova opportunità quando Laura Pausini, avendo ascoltato il brano sul sito della Rai, decise di inciderla per il suo album Inedito. Riconoscendo il potenziale del brano e la bravura della ragazza, la Pausini invitò Eleonora Crupi a duettare con lei al Forum di Assago.

Queste due esclusioni, quella di Maiello e quella della Crupi (che, tra l’altro, fu esclusa da Mazzi per tre anni consecutivi dal 2009 al 2011), rappresentarono un brusco stop nelle carriere di entrambi, condizionandone le prospettive future.

Negli anni successivi, Tony Maiello trovò la sua strada come autore, scrivendo per alcuni dei più grandi nomi della musica italiana.

Patty Pravo e Vasco Rossi: una bis mancato

Nel 1997, Patty Pravo fece la storia al Festival di Sanremo con E dimmi che non vuoi morire, una canzone scritta da Vasco Rossi e Gaetano Curreri. Il brano, ancora oggi considerato un gioiello senza tempo, si classificò all’ottavo posto in un’edizione vinta dai Jalisse con Fiumi di parole.

Quindici anni dopo, nel 2012, un altro brano firmato Vasco Rossi venne proposto per Patty Pravo: La Luna. Sebbene meno dirompente rispetto al capolavoro del 1997, la canzone possedeva una sua magia. Non riuscì a convincere Gianmarco Mazzi, allora direttore artistico del Festival, che decise di escluderla dal cast.

Coez ha dichiarato di aver fatto diversi tentativi per arrivare al Festival di Sanremo. Nel 2017, direttore artistico Carlo Conti, furono addirittura tre. Prima di lanciare l’album Faccio un casino il cantautore romano presentò infatti Faccio un casino, Yo mamma e la super hit La Musica non c’è. Nessuna delle canzoni convinse Conti che invece scelse colui che poi vinse: Lele con Ora mai.

Oggi Lele, già ex di Elodie e concorrente di Amici di Maria De Filippi, scrive canzoni per Sarah Toscano.

Il Ritiro spontaneo di Emis killa, e la polemica per “Caramelle”

Nel 2025, Emis Killa, uno dei rapper più versatili della scena italiana, farà il suo debutto al Festival di Sanremo con il brano Demoni. Questo esordio arriva con otto anni di ritardo: nel 2018, infatti, Killa era stato scelto da Claudio Baglioni per partecipare alla kermesse con Fuoco e benzina, brano poi diventato il primo singolo dell’album Supereroe.

Secondo i rumors dell’epoca, il direttore artistico avrebbe richiesto modifiche al testo della canzone. La richiesta spinse Emis Killa a ritirarsi dalla competizione prima dell’annuncio ufficiale del cast, preferendo mantenere l’integrità del brano.

Pochi mesi dopo, alla fine del 2018, un’altra esclusione fece discutere durante la selezione per l’edizione 2019. Pierdavide Carone e i Dear Jack presentarono Caramelle, un brano che affrontava con intensità e coraggio il tema delicato della pedofilia. L’esclusione del pezzo, pubblicato comunque a dicembre dello stesso anno, sollevò un acceso dibattito sui social e tra il pubblico (ne parlammo anche in un nostro articolo dell’epoca).

Gli esclusi dai Festival di Sanremo di Amadeus

Alla fine del 2020, un brano di un artista in forte ascesa, Mr Rain, raggiunse la seconda posizione nella classifica FIMI e si piazzò al 34º posto tra i singoli più venduti dell’anno. Quella canzone, I fiori di Chernobyl, era stata presentata per il primo Festival di Sanremo diretto da Amadeus, ma non venne selezionata.

Nei due anni successivi, il rapper continuò a proporre brani senza essere scelto, alimentando voci di corridoio secondo cui non sarebbe stato apprezzato dal direttore artistico. Simili dicerie circolavano anche su un’altra band, i The Kolors.

Nel 2023, Mr Rain trovò il brano in grado di conquistare Amadeus: Supereroi. La canzone non solo gli permise di calcare per la prima volta il palco dell’Ariston, ma lo consacrò definitivamente al grande pubblico, portandolo a partecipare nuovamente al Festival nel 2024.

Per la cronaca, anche i The Kolors riuscirono a ottenere un posto al Festival sotto la direzione artistica di Amadeus, partecipando nel 2024.

La stessa sorte di Mr Rain, a quanto pare, toccò anche a Michele Bravi. Il suo brano Mantieni il bacio, presentato per Sanremo 2021, non fu selezionato. La canzone divenne poi il primo singolo dell’album La geografia del buio, entrando di diritto tra i pezzi più amati del cantautore.

Anche per Michele Bravi le porte del Festival si riaprirono poco dopo. Nel 2022, infatti, Amadeus scelse tra i brani in gara la sua Inverno dei fiori.

Tra le esclusioni operate da Amadeus, quella che fece più discutere a livello mediatico (brani di Morgan a parte) fu probabilmente La vita splendida, più per il nome degli autori coinvolti che per il reale impatto del brano.

La canzone, scritta da Brunori Sas, era stata proposta da Arisa per partecipare al Festival di Sanremo 2022. Il pezzo non convinse il direttore artistico e Arisa non prese parte a quell’edizione del Festival.

Le polemiche emersero alcuni mesi dopo, nel settembre 2022, quando Tiziano Ferro pubblicò La vita splendida come primo singolo del suo album Il mondo è nostro. Il brano, inizialmente destinato ad Arisa, era stato in parte riadattato dallo stesso Ferro.

Questa situazione scatenò critiche nei confronti di Amadeus, accusato di aver scartato una canzone firmata da un autore prestigioso come Brunori Sas e scelta da un big della musica italiana come Ferro.

Il pezzo, come osservammo all’epoca in questo articolo, non solo non si rivelò un successo travolgente (raggiunse la posizione 46 nella classifica dei singoli e ottenne il disco d’oro dopo circa sei mesi), ma a nostro avviso non è tra i brani più belli tra quelli usciti negli ultimi anni.

In realtà c’è solo un esclusione dei Festival di Sanremo di Amadeus che pesa ma in realtà più per una questione di regolamento che per altro.

Nel 2023, l’anno prima del debutto con I p’ me, tu p’ te, il rapper napoletano non potè partecipare in quanto gli venne detto che nella sua Chiagne, brano che poi diventerà una grande hit, “un minuto e 15 secondi di napoletano erano troppi” e che il brano doveva essere comprensibile anche in città come Milano e Bergamo.

La sua risposta? Promettere che la prossima volta avrebbe presentato un pezzo interamente in dialetto. Promessa mantenuta con un bel secondo posto nel 2024 anche grazie alla volontà di Amadeus di mettere mano al regolamento.

In conclusione il Festival di Sanremo è spesso il risultato di scelte e occasioni mancate, alcune delle quali hanno influenzato profondamente, e talvolta per sempre, le carriere degli artisti.

Dopotutto, Sanremo è una vetrina d’eccellenza, ma anche un palco con posti limitati, equilibri delicati e decisioni complesse che, inevitabilmente, portano con sé controversie.

Sono diversi gli artisti che tra l’altro da diversi anni non trovano più uno spazio all’Ariston ma di questo parleremo presto in un nuovo articolo.

 

 

 

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