Sanremo 2023: le Pagelle della terza serata… e qualcosa inizia a cambiare!
Terzo ascolto, compreso quello in anteprima per la stampa, per il nostro Fabio Fiume. Cosa sarà cambiato?

Sanremo 2023 terza serata le pagelle del critico musicale, Fabio Fiume.
Ed arrivano le pagelle definitive ai brani di questo festival. Dopo avere ascoltato i brani tutti almeno tre volte, durante i preascolti e poi nella prima e seconda serata ( divide a metà ), adesso col terzo ascolto l’opinione è definitiva, il dado è tratto.
Questo è ciò che penso effettivamente del brano portato in gara dall’artista, un po’ come faccio per le pagelle settimanali, in base alla carriera dello stesso e a tutto ciò che ha già proposto.
Non temete, le pagelle ci saranno anche per la quarta serata, solo che non saranno dedicate al brano in sé ma alla performance con gli artisti ospitati e quindi alla riuscita o meno dei duetti.
Paola & Chiara – Furore
Si balla e tutta la sala segue. Il pezzo è un semplice divertissement che prende un po’ qua e un po’ la, col solo scopo di fare festa. E alla fine il risultato è garantito. Loro sono assolutamente addentro al tipo di proposta che stavolta, se dobbiamo ragionare tecnicamente, mette un po’ più in difficoltà Chiara, perché giocato su tonalità più basse, più proprie di Paola.
Fa allegria.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Mara Sattei – Duemilaminuti
Cresce con più ascolti, pur restando nella tradizione che cozza un po’ con cotanti autori ( Damiano dei Måneskin e thasup ) La caratteristica principale è il gioco di dinamiche vocali, i giochi fra falsetto e voce piena e rispetto all’esordio va decisamente meglio.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐1/2
Rosa Chemical – Made in Italy
Ancora colore e voglia di ballare sul palco. Rosa Chemical aveva bisogno della canzone che gli regalasse una popolarità totale e adesso l’ha indubbiamente trovata. Il pezzo è un carillon di suoni che non sono certo nuovi, ma che sono ben amalgamati e su cui lui può esercitare tutta la sua personalità dirompente.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Gianluca Grignani – Quando ti manca il fiato
Ho capito cosa mi arriva poco di questa canzone che, come ai preascolti, mi piace un casino nelle strofe e poi invece mi lascia con l’amaro in bocca: è l’inciso che non è melodicamente importante quanto le strofe. Si sposta tutto più su un rock, a tratti persino epico, in stile band rock anni 90. E la sua voce non regge quelle potenze. I problemi tecnici poi fanno il resto.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Levante – Vivo
Purtroppo Levante quest’anno ha un pezzo che è talmente carico da risultare debole. Il testo è perfettamente realistico della vita di una donna che vede il suo corpo cambiare e vuole tornare a riappropriarsene. Ma mi aspettavo di più, decisamente di più.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Tananai – Tango
Dagli inferi al paradiso. Tananai che massacrai l’anno scorso, guadagna gli incensi quest’anno. La sua canzone è semplice ma diretta, toccante, profonda, intima. E lui si è finalmente tolto quell’aria da cazzaro, speriamo non nella vita che fa sempre bene, ma da artista doveva proprio farlo. Arriva esattamente per ciò che voleva comunicare, anche se, rispetto alla prima serata, qualche piccolo stonacchiamento c’è stato. Trascurabile però, sinceramente.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Lazza – Cenere
Superproduzione Dardust che Black Eyed Peas scansatevi propri, Lazza mira con favore al mondo radio che ad oggi non lo ha premiato al pari delle vendite e stream. Il pezzo ha un tipo pazzesco e lui ha finalmente deciso di cantare, mettendo alla corda gli effetti da trapper che anche questi, pure basta. Bravo e pezzo assolutamente funzionale.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐1/2
LDA – Se poi domani
Come per Levante anche Lda è possibile non si sia accorto della somiglianza con le proposte di Ed Sheeran? Già perchè non si parla di copia vera e propria, ma di un mood che è quello ed è un mondo già scritto. Stasera canta molto meglio della prima uscita, tanto da uscire dal quattro. Resta però tutto molto leggerino
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Madame – Il bene nel male
Superproduzione impreziosita dagli archi dell’orchestra ed è bello proprio il giro finale, il gioco fra la sua voce, pur lavorata ed i musicisti. La canzone radiofonicamente spacca e Madame ha acquistato una sicurezza sul palco e non da meno una femminilità che aiuta anche il brano, la sua giusta interpretazione.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐1/2
Ultimo – Alba
Torna al piano rispetto alla prima serata. Ed il pezzo mi piace finché non raggiunge le sue solite tonalità sparate, quelle dove sembra che non prenda fiato, trasmettendo ansia. E la canzone, ascoltando per bene il testo, di ansioso non ha nulla, anzi, l’alba è un momento di serenità. Perso il piano, la base resta per lo più elettronica fino all’esplosione orchestrale. E su di essa esplode anche lui. Cresce con gli ascolti e con la comprensione.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Elodie – Due
Indubbiamente è la nostra Rihanna, ma non inteso come sua copia italiana, ma come stile che è l’unica a proporre unendo qualità ed immediatezza, nel nostro paese. Questo pezzo la conferma in questo status acquisito, fra dinamiche cangianti e voce da guidare su binari diversi, rispettando i punti di scambio fra voce piena e falsetto. Tutto tenuto bene.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐1/2
Mr Rain – Supereroi
In realtà la proposta è molto sua, nulla di nuovo sotto le arie di Sanremo. Però Mr Rain, aria da rapper buono e rassicurante, ha portato un brano delicato ed elegante. Il contorno di bambini poi rende tutto molto suggestivo. Stasera ha un po’ stonacchiato, cantò meglio la prima serata. Lo si perdona però.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Giorgia – Parole dette male
Sicuramente molto meno immediata di altre cose cantate dentro e fuori dall’Ariston, il brano cresce con gli ascolti e con la capacità della sua interprete di cambiarla in base alle sue sicurezze, alla sua presenza vocale, al suo sentire. Arriva così anche tutta la paura di una grande che ha paura di sbagliare. E mi piace il senso di un testo che riconosce quanto a volte alcune parole dette male, siano maledette, siano da rimangiare. E se non è possibile? Tutto finisce.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐1/2
Colla Zio – Non mi va
Funkettino scanzonato, allegro, leggero, colorato a metà fra le band anni 70 e le boyband 90. Arriva da altri momenti storici appunto e si va ad incastrare nella contemporaneità per brevità e per l’inciso che diventa assolutamente protagonista di oltre mezza canzone. Simpatica comunque, viene interpretata come se si fosse alla fine di una festa, un po’ alticci. Manca solo il tuffo in piscina.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Clicca in basso per la seconda e ultima parte delle pagelle della terza serata di Sanremo 2023.
Marco Mengoni – Due vite
E dire che non è stato nemmeno precisissimo oggi, scricchiolando qui e là. Eppure la cosa lo ha reso più umano, bello ed umano, aiutando il pezzo a scavare ancor di più nelle emozioni della gente. A memoria ricordo pochissime standing ovation ad artisti in gara.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Colapesce Dimartino – Splash
Nostalgico, veritiero, ironico, e non da ultimo cantabile. Cosa deve avere un pezzo ancora in più? La loro faccia sorniona che sembra uscita da un film anni 70 Colapesce, e da uno studio di ragionieri Dimartino.
Otto
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Coma_Cose – L’addio
Il pezzo c’è e funziona ancor più quando li guardi mettere in scena la sua rappresentazione, che rende il significato ancor più sincero. Talmente sincero che non si contano le stonature di lui, che riesce a mettere in difficoltà pure lei nei momenti cantati in coppia. I Coma_Cose sono comunque una cosa specifica, un’unicità.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Leo Gassmann – Terzo cuore
Un pezzo dei Pinguini Tattici Nucleari cantato meglio! Nel senso che tecnicamente Leo è sicuramente più preciso dal punto di vista vocale, anche se sicuramente meno personale. Il brano funziona un casino, non è facilissimo da cantare per una questione di parole incastonate a ruota nel ritmo, con vari punti in cui è difficile prendere i fiati. Ma lui è cresciuto molto, anche a livello di padronanza di palco.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐1/2
I Cugini di Campagna – Lettera 22
L’inciso si fa cantare perché ripetitivamente ipnotico. Per loro è un brano giusto, che gli permetterà probabilmente di rientrare nel circuito radio, però le strofe sembrano davvero uno scarto di un brano anni 80 di Riccardo Fogli e fa strano che sia stata scritta dall’originalissima Rappresentante Di Lista. Misteri della fede. Però il quattro glielo tolgo, perché la canticchio anche io, lo confesso.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Olly – Polvere
La festa di archi sotto l’inciso ricorda altre decine di canzoni. Più scena che contenuto, nel senso che lui sembra si sia allenato più a tenere il palco che a cantare. E gli viene pure bene, peccato che ciò che canta è davvero poca cosa, sia musicalmente che come testo.
Quattro
⭐⭐⭐⭐
Anna Oxa – Sali
Gli echi aiutano parecchio a mascherare qualche imprecisione di troppo sulle note alte e lunghe. Tuttavia trovo questo brano e l’esecuzione dell’artista affascinanti. Non ti distrai mentre esegue, cerchi di capire dove vada a parare e poi, gusti personali a parte, non puoi non riconoscerne un’artisticità diversa dalla massa. Stasera mi ha preso.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Articolo 31 – Un bel viaggio
Brano decisamente personale, sul loro ritrovarsi, riconoscendosi errori, divagazioni, permessi dati ad altri di mettersi in mezzo. E non si parla più, ci si allontana. E’ la loro versione ballad, molto vicina soprattutto a quelle di Ax solista.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐1/2
Ariete – Mare di guai
E’ che da una giovanissima ti aspetteresti un po’ di azzardo ed invece Ariete si è tenuta nella zona di conforto. Forse avrà reputato già il testo, che canta di un amore omo, troppo per il palco dell’Ariston? Se così fosse, nulla di più sbagliato. Tutto troppo piccolino, non sgradevole, ma piccolino.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐
Sethu – Cause perse
Brano carico ma anche troppo. Una voglia di punk che poi punk non è. La sua voce è molto effettata e nel momento in cui questi non ci sono, si sente netta una bella stonatura. Ed alla fine della performance lui sembra anche poco contento. Impressioni?
Quattro
⭐⭐⭐⭐
Shari – Egoista
Migliora l’esecuzione nel finale, che invece parte con una carica ansiogena non indifferente, con i fiati presi nel mezzo delle frasi. Sembra quasi come se fosse inseguita. Il pezzo ha una sua dignità, però in live viene un po’ troppo caricato appunto, creando come un filtro tra lei e chi l’ascolta.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐
gIANMARIA – Mostro
La canzone ha un buon crescendo per giungere ad un ritornello che si fa ricordare e canticchiare, ed ha nel titolo l’aggancio perfetto. Trovo però troppo breve il brano; approfittando dell’orchestra si poteva costruire qualcosa di meglio, inserire uno special. Tuttavia gIANMARIA ha un suo mondo specifico e non somiglia ad altri.
Sei +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+
Modà – Lasciami
Trovo questo brano dei Modà uno dei più validi della loro produzione degli ultimi dieci anni. Meno sparato, con un testo bellissimo sulla malattia mentale che viene nascosto dietro l’apparenza di una canzone d’amore. Musicalmente pieno. Buona.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐
Will – Stupido
Pezzo leggerissimo, anche più dei suoi 23 anni, lui con la faccia da bravo ragazzo, che canta cose da bravo ragazzo, con una voce parecchio immatura. Resta davvero poco di questo suo passaggio festivaliero.
Quattro
⭐⭐⭐⭐
EXTRA
Maneskin – Medley
Leggo spesso detrazioni riguardanti i Maneskin e mi chiedo: ci si può limitare ad essere felici che i nostri 4 ragazzi stan facendo il culo al mondo? Come si può cercare la critica? Bisogna solo dire bravi, ragazzi, continuate così che siete una gioia, siete una festa siete tutti noi che camminiamo con voi per spingervi al successo ancor più grande!
Gianni Morandi & Sangiovanni – Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte
Un brano senza tempo che viene riproposto in una versione in occasione dei 60 anni, assieme ad uno dei giovani più in voga di questi ultimi anni. E incredibilmente il brano che è stato di tutti, si conferma ancor oggi di tutti, cantato da tutti.
Annalisa – Bellissima
Nonostante sia famosissima ormai da un decennio buono, Annalisa non aveva forse mai conosciuto l’apoteosi che le ha dato questa Bellissima. Non so se sia il suo pezzo migliore ma so di sicuro che è bravissima e che forse è arrivato davvero il suo momento.
Massimo Ranieri – Lasciami Dove Ti Pare
Scanzonato pezzo nuovo di Ranieri, uscito in realtà già da qualche mese, senza troppa fortuna, vede Ranieri invece in ottimo spolvero, simpaticamente retrò, senza puzzare di vecchio.





