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Top & Flop maggio 2022: bene Irama, Elodie, Rhove e Nu Genea… si schiantano i Modà, The Band e Achille lauro

Elodie sta cambiando qualcosa di importante nell'immaginario della musica al femminile. Carlo Conti sbaglia completamente programma e mood

di Redazione · 

Top e Flop maggio 2022. Dopo un salto di un mese dovuto alla precisa volontà di occuparci della tante uscite settimanali di questo periodo, torna la nostra analisi con i Top & Flop del mese di maggio.

Ci teniamo sempre a specificarlo, flop non vuol avere una connotazione negativa riguardo all’intero progetto artistico, ma indica semplicemente il fatto che i risultati sono stati bassi o al di sotto delle aspettative. Capita spesso, troppo spesso, per esemio che progetti molto validi artisticamente non riescano ad ottenere il giusto riscontro.

Come sempre abbiamo diviso in tre categorie i protagonisti della nostra analisi: Top, Flop e zona neutra, una sorta di limbo che rappresenta risultati tiepidi, ma non totalmente negativi.

Top e Flop maggio: i top

RHOVE

Come non partire dall’artista rivelazione del momento, un nome che, passo dopo, sta rinnovando e innovando la scena rap italiana prendendo spunto dal rap francese ma senza mai scimmiottarlo. Rhove, spalleggiato anche Spotify che, ha quanto pare, ha deciso di sostenere il nuovo progetto di Universal, sta ottenendo ottimi risultati con ogni singolo pubblicato ma non solo.

Con Shakerando è riuscito nell’impresa, quasi impossibile in questi tempi di canzoni flash che durano una manciata di mesi al massimo, a lanciare un pezzo che è andato crescendo mese dopo mese esplodendo a maggio. In pratica un brano lanciato a gennaio rischia di diventare un tormentone estivo!

Il merito di Rhove è pero a nostro avviso anche stilistico. Niente pistole, armi o droghe nei suoi pezzo ma passioni, sport e tanta vita. E questi sono ottimi messaggi da veicolare ai giovani in tempi così incerti.

IRAMA

Il cantautore conferma una vera e proprio seconda vita artistica (anzi la terza se contiamo il pre vittoria di Amici). In due anni ha portato al Festival di Sanremo due brani molto belli e diversi tra loro ottenendo un quinto e un quarto posto (e quest’anno, diciamocelo senza troppi giri di parole, meritava il podio).

Con Ovunque sarai ha messo a tacere una volta per tutte i detrattori e chiunque non credesse nelle sue capacità, vocali e non, relegandolo ad un brano hitmaker estivo (e non è il nostro caso, è noto). Con questo brano Irama ha fatto il salto di qualità conquistando un pubblico trasversale e dimostrando che, con il giusto pezzo, la sua voce ha diverse sfumature e risulta intensa e precisa anche sulle noti più difficili.

Se a questo aggiungiamo i risultati del post Sanremo, ovvero il doppio platino per Ovunque sarai, il  disco di platino per l’album Il giorno in cui ho smesso di pensare (maggior successo del Festival quest’anno) e quello del secondo singolo estratto, 5 gocce feat. Rkomi, brano che ha conquistato il disco di platino e le prime posizioni delle classifiche radio e streaming, si può tranquillamente dire che Filippo è in uno stato di grazia.

SANGIOVANNI

Il vincitore della categoria canto della ventesima edizione di Amici ha sicuramente destabilizzato tutti. Dopo essersi presentato a Sanremo con la hit Farfalle, un brano tutto sommato molto vicino alla produzione scanzonata con cui abbiamo imparato a conoscerlo, ha lanciato il suo nuovo disco, Cadere volare e ha iniziato a mostrarci l’altro lato della medaglia del successo.

Un disco con diversi episodi cupi, tra tutti il singolo Cielo dammi la luna e, sopratutto, l’ottima Che gente siamo. Per lanciarlo si è presentato a Le Iene rasato a zero con un monologo molto sincero sulle difficoltà e le pressioni che ha vissuto dopo il successo.

La sua è sicuramente una scelta coraggiosa, sincera ma, sopratutto pericolosa. Il pubblico di Amici, è noto, non è sempre fedele e spesso scambia l’idolo del momento con il successivo che il programma lancia. Forse il processo è stato un po’ troppo veloce (vedi alla voce Grignani. Dalle melodie di Destinazione paradiso al rock de La Fabbrica di plastica in un solo anno) e quindi pericoloso, ma è da ammirare. E comunque i risultati, seppur in calo rispetto al debutto, ci sono (disco d’oro per il disco e per il singolo Cielo dammi la luna).

ELODIE

Quando qualche anno fa Elodie decise di separarsi dal suo manager, Fabrizio Giannini, per prendere strade musicali meno rassicuranti in molti pensarono che la strada non sarebbe stata facile. E invece Elodie con la Island Records ha dimostrato di riuscire nell’impresa che a tante in passato non è riuscita: portare un nuovo immaginario di artista donna in Italia, un mood molto vicino a quello che da anni vediamo importato dalle artiste americane e che da noi, sino ad oggi sembrava impossibile.

Da allora Elodie non ha sbagliato un colpo: il palco di Sanremo per presentare questo cambio, il successo del disco This is Elodie, il titolo di artista donna con più copie vendute del 2020 e, a seguire, singoli di successo, collaborazioni, diversi primi posti nella classifica dei passaggi radio, esperienze televisive, da Sanremo a Le Iene, fino al singolo di grande successo Bagno a mezzanotte.

Il cambiamento musicale di Elodie è stato accompagnato da un cambiamento d’immagine. Oggi è una donna che è conscia della propria bellezza e della propria sensualità e che non nasconde questi aspetti ma anzi ne fa una caratteristica osando. I perbenisti fanno il segno della croce ma noi abbiamo finalmente in Italia una popstar che sdogana la libertà della donna. E non è poco…

NU GENEA 

Il duo napoletano si è rivelato lo scorso anno imponendosi in radio con Marechià come tormentone alternativo dell’estate. Il nuovo brano, Tienaté, secondo estratto dall’album Bar Mediterraneo, è partito col botto entrando nelle playlist di tutto il mondo, dall’Italia fino alla Turchia, oltre al posizionamento nelle playlist editoriali internazionali Global Groove, Oyster, Boutique Tracks, Monday Spin e Borderless. e nei Dj set di tutto il mondo.

Ottimi risultati per un progetto considerato da molti di nicchia che sta piano piano prendendosi il proprio spazio, sopratutto nella dimensione live dove sono molto richiesti. Certo discograficamente la Carosello Records, la loro nuova etichetta discografica, avrà ancora da lavorare visto che l’album non è riuscito ad entrare nella Top 100 FIMI, ma la strada sembra in discesa con oltre mezzo milione di ascoltatori mensili su Spotify e, ad oggi, 22.300.000 ascolto dei dieci brani che compongono il loro album. Per dire, i Modà di cui parleremo più avanti in questo articolo, con gli ultimi due EP ne hanno totalizzati 4 milioni di stream su Spotify.

Sanremo 2022

C’è poco da dire. Nel mese di maggio le canzoni del Festival non hanno mollato la presa nelle classifiche dimostrando l’ottimo intuito di Amadeus. 18 brani certificati su 25, un record, e oltre 2.500.000 di copie certificate (record per Sanremo dal 2010, ovvero dall’inizio dell’era FIMI). Non c’è molto altro da aggiungere.

Clicca in basso per passare alla zona neutra dei nostri Top e Flop maggio 2022.

ZONA NEUTRA

GHALI

Ghali è arrivato in Warner Music, sicuramente con un contratto non da poco, da artista di grande successo. Risultati replicati, anche se in maniera decisamente minore, sia per quel che riguarda i numeri che per il posizionamento dell’artista, dal disco successivo.

In pochissimi anni anni Ghali ha perso inspiegabilmente il ruolo di artista di culto per i ragazzi italiani. Ora è, il 20 maggio, è uscito il suo nuovo album, Sensazione ultra e il calo è diventato evidente, impossibile da ignorare. Il disco ha debuttato al secondo posto della classifica FIMI fermato da un altro debutto, quello di Harry Styles (non accadeva da quasi un anno che un disco internazionale debuttasse al primo posto). La settimana successiva l’album di Ghali è sceso alla nove per poi uscire già alla terza settimana dalla Top 10.

Parlando di streaming su Spotify il disco è fuori dalla Top 10 dei più ascoltati e Ghali non è presente tra i 20 artisti più ascoltati del momento (occupa la posizione #26). Il precedente album, DNA del 2020, alla terza settimana era già stato certificato con il disco d’oro.

Non ci resta che osservare cosa accadrà nei prossimi mesi anche se, se il buongiorno si vede dal mattino, noi vediamo cieli grigi all’orizzonte.

AMICI DI MARIA DE FILIPPI

Ad oggi sono solo tre gli album usciti degli artisti della 21esima edizione del programma. LDA, che ha debuttato al terzo posto e che ora, un mese dopo, troviamo alla posizione #24. Sissi, che ha debuttato alla #11 scendendo nella seconda settimana alla #54, e il vincitore, Luigi Strangis, che ha debuttato questa settimana al primo posto della classifica FIMI degli album più venduti.

Gli artisti del talent combattono il predominio nello streaming di altri generi musicali con decine e decine di date instore in cui incontrano il pubblico. Il problema è che, dopo un mese, queste date devono finire, e quel che si è raccolto non è una semina vera e propria, potrebbe non durare nel tempo.

In attesa di vedere come si comporteranno in classifica Alex e Albe, ci sentiamo di dire che la mossa sbagliata, rispetto agli anni passati, è stata fatta dalla produzione e dalla direzione artistica del programma. Far cantare ai ragazzi praticamente tutti i propri inediti da settembre a maggio ha ottenuto un solo risultato: I dischi che stanno uscendo ora non sono altro che una raccolta che il pubblico conosce già e che ha già ascoltato su Spotify. Zero appeal quindi.

Se non ci fossero le date instore saremmo sicuramente di fronte ad un bagno di sangue.

Top e Flop maggio 2022: FLOP

LE VIBRAZIONI e GIUSY FERRERI

Associamo Giusy e la band di Sarcina in quanto entrambi sono tornati quest’anno a Sanremo, entrambi hanno pubblicato nelle settimane successive dei dischi di inediti ed entrambi sono finiti, probabilmente per motivi puramente economici, a fare i tutor in un programma flop di Rai 1, The Band.

I loro brani presentati al Festival non hanno convinto nessuno, ne il pubblico, ne la critica. Risultato? Tra gli ultimi posti della classifica e tra i brani meno ascoltati del Festival (sono gli unici a mancare all’appello per una certificazione insieme ad artisti meno mainstream o giovani, come Iva Zanicchi, Massimo Ranieri, Giovanni Truppi e Yuman).

Il disco della Ferreri, Cortometraggi, ha debuttato alla #25 per poi uscire dalla Top 100 nella settimana successiva. VI de Le Vibrazioni, uscito a due mesi dal Festival, non è riuscito nemmeno ad entrare nella Top 100.

ACHILLE LAURO

Dopo il Festival di Sanremo che lo ha rivelato al grande pubblico, quello del 2019, ha guadagnato sempre più spazio diventando uno dei personaggi musicali più in vista. Sanremo lo ha visto salire sul palco quattro volte in quattro anni. Dopo il debutto il ritorno in gara, poi il ruolo di super ospite e infine, quest’anno, di nuovo in gara.

Il brano di Sanremo 2022, Domenica, ha da poco raggiunto la certificazione disco di platino ma, al di là di questo sembra che la sua genialità viva un momento di crisi e ripetitività. Ricordiamoci che qualche anno fa, dopo Sanremo 2019, la Warner strappo l’artista alla Sony Music con un bel contratto e affidandogli la direzione artistica della Elektra Records, sotto etichetta del gruppo Warner.

In questi anni Lauro ha pubblicato, tra cover e inediti, quattro dischi che, sommandoli, non hanno raggiunto nemmeno le 200.000 copie. Degli artisti lanciati dalla Elektra Records nessuno ha trovato riscontro da parte del pubblico e infine l’ultimo passo falso… l’Eurovision.

Lauro ha scelto di provare a partecipare alla rassegna musicale passando per le selezioni di San Marino in una gara, Una voce per San Marino, che lo ha visto scontrarsi, e ovviamente trionfare, con artisti come Spagna, Valerio Scanu, Matteo Faustini e diversi emergenti. L’arrivo all’Eurovision però non ha suscitato quello che ci si aspettava e Lauro è stato eliminato nelle semifinali senza quindi poter accedere alla gran finale di Sabato 14 maggio.

Il brano, Stripper, si è fermato a poco più di 3 milioni di ascolti. Insomma periodo caotico con tante cose da rimettere insieme per l’artista.

MODÀ

Il momento di crisi discografica della band dopo il ritorno sembra non avere fine. Già lo scorso novembre la prima parte del loro album, Buona fortuna parte prima, non aveva fatto faville ne nello streaming, ne nelle vendite (il disco ha debuttato alla #7 della classifica FIMI ma dopo un mese è uscito dalla Top 100). La seconda parte del progetto, Buona fortuna parte seconda, è andata ancora peggio. L’EP ha infatti debuttato alla #11 per sparire dalla Top 100 FIMI dopo solo tre settimane.

I sei brani del secondo disco hanno totalizzato su Spotify poco più 671.000 ascolti contro i quasi 3.200.000 stream della prima parte. Recupereranno nel live forse ma anche lì, i tempi dello Stadio San Siro sono ormai lontani.

THE BAND

Carlo Conti, dopo il grande successo di Ora o mai più, ritenta la strada del talent e, visto il successo dei Måneskin, decide di puntare sulle band. Il risultato? Disastroso su tutta la linea.

Se Ora o mai più infatti giocava, purtroppo, sull’ultima possibilità data ad artisti del passato, possibilità che poi si è rivelata essere realmente l’ultima o giù di lì, e quindi sulla morbosità delle persone nel vedere le cadute e i possibili riscatti degli artisti, The band non ha avuto un’idea forte a tenere su il programma. Per conquistare il pubblico non basta puntare sui grandi nomi, in questo caso tre super giurati (Carlo Verdone, Asia Argento e Gianna Nannini) e 8 tutor scelti tra cantanti da classifica.

Cosa non andava nel programma? Tutto.

La conduzione, una figura istituzionale come Carlo Conti non è adatta ad un programma di questo tipo. Le band scelte, tranne un paio di casi, erano realmente lontane anni luce qualitativamente rispetto a quello che si può realmente sentire nei live club. La struttura del programma risultava vecchia, rigida così come i brani assegnati.

E poi era dai tempo di Star academy (che in quel caso fu chiuso alla seconda puntata) che il vincitore di un talent non vinceva praticamente niente. Esperimento assolutamente da dimenticare.