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Festival di Sanremo 2026, le pagelle della stampa: la classifica completa dopo i primi ascolti

I voti di 20 testate giornalistiche a confronto dopo i pre-ascolti dei brani in gara

di Oriana Meo (Caporedattore) · 

Sanremo 2026, le pagelle della stampa: la classifica completa dopo i primi ascolti. Abbiamo raccolto, normalizzato e incrociato i voti di 20 testate giornalistiche italiane che hanno ascoltato in anteprima i 30 brani in gara. Il risultato è una fotografia piuttosto nitida: pochi veri favoriti, diversi nomi solidi da metà classifica e una coda dove le bocciature sono più trasversali che sorprendenti.

Non è una previsione di vittoria, ma una mappa critica: racconta chi parte forte, chi divide e chi, al primo ascolto, fatica a trovare consenso.

Per un quadro completo sugli artisti in gara, qui trovi l’elenco aggiornato dei cantanti di Sanremo 2026 con nomi veri ed età.

La classifica della stampa – Sanremo 2026 (pre-ascolti)

Non tutte le testate hanno affrontato il primo ascolto con lo stesso approccio: c’è chi ha premiato l’impatto e chi ha mantenuto uno sguardo più distante. Le differenze emergono chiaramente anche nel livello medio dei voti.

Ecco la classifica dopo i pre ascolti della stampa del 25 gennaio 2026.

  1. Ditonellapiaga – Che fastidio! (7,70)
    È l’unica vera numero uno. Consensi ampi, nessuna insufficienza (il voto più basso è 6,5 dato dal Sole 24 Ore), picchi alti distribuiti su quasi tutte le testate. Non piace a tutti allo stesso modo, ma piace a quasi tutti.
  2. Fulminacci – Stupida sfortuna (6,93)
    Secondo posto molto solido: pochi entusiasmi estremi, ma una continuità di giudizio che lo rende uno dei nomi più affidabili di questa prima fase.
  3. Serena Brancale – Qui con me (6,88)
    Voce e interpretazione convincono gran parte della critica. Qualche voto più freddo c’è, ma non basta a scalfire una partenza forte.
  4. Fedez & Masini – Male necessario (6,82)
    La coppia funziona più sul piano dell’impatto che dell’unanimità. I voti alti compensano alcune letture più tiepide.
  5. Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta (6,81)
    Uno dei brani più regolari per andamento critico: non domina, ma resta sempre nella zona alta.
  6. Tommaso Paradiso – I romantici (6,80)
    Classico Paradiso: riconoscibile, divisivo il giusto, ma mediamente apprezzato. Parte bene senza strappi.
  7. Ermal Meta – Stella stellina (6,72)
    Tema forte e scrittura riconoscibile. I voti premiano l’intenzione più che la memorabilità immediata.
  8. Sayf – Tu mi piaci tanto (6,60)
    Uno dei casi più discussi: alcuni voti alti (9) convivono con letture più fredde (4,5 de Il Sussidiario). Tiene comunque la top 10.
  9. Tredici Pietro – Uomo che cade (6,52)
    Cresce con l’ascolto e trova spazio soprattutto tra le testate più attente al linguaggio urban, mentre il Sole 24 Ore lo boccia in pieno (4).
  10. Malika Ayane – Animali notturni (6,40)
    Accoglienza contrastata: c’è chi apprezza il cambio di passo e chi resta perplesso. Media comunque positiva, senza picchi.
  11. J-Ax – Italia Starter Pack (6,31)
    Ironia e formato funzionano per alcuni, meno per altri. Sta a metà, senza scossoni.
  12. Chiello – Ti penso sempre (6,30)
    Scrittura apprezzata, ma non da tutti (TAG24 gli dà 4). I giudizi oscillano, la media resta stabile.
  13. Levante – Sei tu (6,23)
    Molto amata da una parte della stampa, più fredda un’altra (4 dal Sole 24 Ore). Classico caso di canzone “di sensibilità”.
  14. Dargen D’Amico – Ai ai (6,15)
    Idea chiara e identità forte, ma non sempre convincente al primo giro. Media discreta.
  15. Arisa – Magica favola (6,13)
    Tecnica indiscutibile, ma la canzone divide più del previsto, anche se i voti oscillano tutti tra 5 e 7. Più rispetto che entusiasmo.
  16. Eddie Brock – Avvoltoi (6,05)
    Uno dei nomi più polarizzanti: voti molto alti (ben 3 testate danno 8) convivono con bocciature nette (5- del solito Sole 24 Ore).
  17. Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare (6,04)
    Scrittura solida, ma l’impatto emotivo non è universale (3,5 da Il Sole 24 Ore). Tiene la sufficienza.
  18. Mara Sattei – Le cose che non sai di me (5,87)
  19. Patty Pravo – Opera (5,87)
  20. Luchè – Labirinto (5,85)
  21. Nayt – Prima che (5,85)
  22. Bambole di pezza – Resta con me (5,81)
  23. Michele Bravi – Prima o poi (5,81)
  24. Sal Da Vinci – Per sempre sì (5,70)
  25. Raf – Ora e per sempre (5,68)
  26. Leo Gassmann – Naturale (5,30)
  27. Francesco Renga – Il meglio di me (5,21)
  28. Samurai Jay – Ossessione (5,20)
  29. LDA & AKA 7even – Poesie clandestine (5,16)
  30. Elettra Lamborghini – Voilà (5,00)
    Il caso più divisivo in assoluto: c’è chi la boccia senza appello (2 Il Mattino) e chi, invece, la promuove con convinzione (4 testate le danno 7). La media la penalizza.

Questa classifica non indica un vincitore certo, ma aiuta a capire chi parte avvantaggiato. Per un’analisi dedicata alle probabilità di vittoria, qui trovi il nostro approfondimento su chi può vincere Sanremo 2026.

Clicca in basso per proseguire con la nostra analisi.

Sorprese e delusioni dopo il primo ascolto

Al di là delle posizioni in classifica, i pre-ascolti della stampa mettono in evidenza alcune dinamiche interessanti: brani che convincono trasversalmente, altri che dividono in modo netto, e qualche aspettativa rimasta parzialmente disattesa.

Le sorprese

Ditonellapiaga – Che fastidio!
Non solo la prima in classifica, ma anche l’unico brano ad aver raccolto consensi quasi unanimi. Nessuna insufficienza e voti alti distribuiti su quasi tutte le testate: un risultato tutt’altro che scontato al primo ascolto.

Serena Brancale – Qui con me
La tenuta critica è uno dei dati più solidi dell’intero campione. Anche dove il voto non è altissimo, resta sempre in area promozione, segno di un impatto che va oltre la singola sensibilità.

Eddie Brock – Avvoltoi
Non entra nella top 10, ma è uno dei brani più polarizzanti in positivo: diversi 8 pieni convivono con bocciature secche. Un esordio che divide, ma che non passa inosservato.

Le delusioni

Elettra Lamborghini – Voilà
È il caso più emblematico: voti molto bassi (fino al 2) accanto a promozioni convinte. Il risultato finale è una media penalizzante che racconta uno scontro netto tra approcci critici.

Francesco Renga – Il meglio di me
Le aspettative erano più alte del risultato. La stampa riconosce la solidità vocale, ma l’impatto del brano non convince e i voti restano spesso sotto la sufficienza.

LDA & AKA 7even – Poesie clandestine
Uno dei brani che fatica di più a trovare sponde nella critica. Pochi picchi, molte valutazioni tiepide o negative: il formato non sembra aver funzionato al primo giro.

Metodologia

La classifica è stata realizzata raccogliendo e confrontando i voti pubblicati da 20 testate giornalistiche italiane e siti web che hanno ascoltato in anteprima i 30 brani in gara al Festival di Sanremo 2026.

Le testate considerate sono:

  • All Music Italia (AMI)
  • Adnkronos
  • Amica
  • Cosmopolitan
  • Famiglia Cristiana
  • gay.it
  • Il Mattino
  • Il Messaggero
  • Il Sole 24 Ore
  • Il Sussidiario
  • Il Tirreno
  • iO Donna
  • Italia Oggi
  • Leggo
  • Newsic
  • Rockit
  • Sky TG24
  • TAG24
  • Unione Sarda
  • Vanity Fair

I voti espressi in forme non standard (ad esempio 6+, 7-, 6/7) sono stati normalizzati secondo criteri coerenti e trasparenti: ±0,1 per i segni “più” e “meno”, media aritmetica per gli intervalli.

Per ogni brano sono state calcolate:

  • una media semplice, utilizzata come criterio principale di ordinamento;
  • una media ponderata, usata come secondo criterio esclusivamente in caso di parità.

Questa classifica non rappresenta una previsione della graduatoria finale del Festival, ma una fotografia critica del primo ascolto della stampa, utile a capire chi parte avvantaggiato, chi divide e chi dovrà affidarsi soprattutto alla resa sul palco.