Pagelle nuovi singoli 12 settembre 2025: Sarah e Mida molto bene, Achille Lauro la copia di se stesso
Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno



New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 12 settembre 2025, a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.
In questa settimana protagonisti Achille Lauro, Sarah Toscano e Mida, Dutch Nazari, Tommaso Paradiso, Damiano David e molti altri con i nuovi singoli.
All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.
Naturalmente, si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!
New Music Friday: le pagelle nuovi singoli del 12 settembre
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SARAH TOSCANO E MIDA – SEMPLICEMENTE
Sarah Toscano e Mida cancellano con un colpo di spugna la loro estate e lo fanno molto bene, ne avevano necessità e bisogno per voltare pagina.
Taki, Perfect e Popolare non hanno raccolto successi enormi in termini statistici, seppur siano state molto apprezzate dalle rispettive fanbase, e la regola aurea era solo una: fare una ballad e farla bene.
Ci sono riusciti.
Semplicemente è una ballad pop dove si racconta una ‘semplice’ storia d’amore giovanile e le due voci suonano come si deve attorno alle melodie e alle parole cantate.
È un’operazione win win, ne giovano entrambi e per diversi motivi: Sarah doveva farsi conoscere sotto una chiave diversa dopo le varie up tempo proposte da Sexy Magica in poi mentre Mida aveva disperato bisogno di qualcosa che lo rimettesse al centro dei discorsi e dell’attenzione.
A breve arriverà l’album di Sarah e sapere di trovare, ipoteticamente (non dimentichiamo che questo brano è un prodotto Netflix), anche questo singolo fa ben sperare nel sentire un lavoro diverso e stratificato su più fronti.
Su Mida, infine, dopo questo passo è necessario confermare la propria ricostruzione perché dopo Rossofuoco è stato quasi tutto un mezzo disastro.
Boccata d’ossigeno
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IL TRE – PAURA DI ME
Guido cosa vuoi fare da grande? Che strada vuoi percorrere? Paura di Me può essere la risposta a queste domande? Rispondiamo noi con un sì, ma con riserva.
Dopo Sanremo, l’unica canzone davvero bella che si possa definire tale senza remore e senza possibilità di smentita è stata quella con Fabrizio Moro. Nel mezzo, la cosa migliore che abbia fatto sono stati i video TikTok dove faceva l’unboxing dei suoi abiti.
A parte gli scherzi, musicalmente parlando il livello non è rimasto molto alto per Il Tre e sentire, oggi, questa canzone a metà tra ballad pop e rap impegnato fa davvero tanto bene.
Si parla di sé, delle sue cadute e risalite, dei suoi obiettivi da raggiungere e di chi sia adesso, a questo punto della vita. È una canzone introspettiva, narrata bene e senza fronzoli.
Forse il problema più grande de Il Tre è sempre stata questa immagine da bravissimo ragazzo, cosa confermata anche nei suoi testi, che andava in contrapposizione con il racconto del rap cattivissimo di questi anni nel nostro Paese.
Lui si è sempre posto come il rapper buono, il rapper gentile, il rapper dolce ma il pubblico ha sempre fatto fatica a inquadrarlo.
Che sia questa la volta buona per risalire la china e tornare ai fasti di Cracovia? Ce lo auguriamo.
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SICK LUKE, PICCOLO, THASUP – PICCOLA
Direttamente dal nuovo album Dopamina, Sick Luke decide di iniziare il percorso con una delle power ballad del suo lavoro e di farlo in compagnia di Piccolo (ironia della sorte) e il suo amico thasup.
Piccola è la storia di un amore non proprio sanissimo, non proprio idilliaco ma sempre e costantemente presente, purtroppo o per fortuna dipende dai punti di vista.
Piccolo, vero protagonista del brano con il suo cantato, dimostra di saperci fare anche lontano dai bnkr44 di cui fa parte mentre thasup, forse per la prima volta, risulta quasi superfluo.
Starci o non starci, per il Supremo talento, questa volta non avrebbe fatto differenza mentre di solito è lui il valore aggiunto che risolleva qualsiasi sorte. Beh, un bene ogni tanto non portarsi il peso della musica italiana sulle spalle.
La canzone può funzionare in radio, ha una buona costruzione radiofonica ed è tutto comprensibile nonostante il corsivoe prenda possesso di chiunque.
Maestro che unisce i puntini, Sick Luke, mette la sua arte in fase di post produzione e lo fa creando la vera hit mainstream di tutto il suo album.
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TOMMASO PARADISO – LASCIAMENE UN PO’
Sono tornati i TheGiornalisti di LOVE con una spruzzata di Completamente e un giro di Fuoricampo. Potremmo anche chiudere qui questa pagella ma approfondiamo perché Tommaso Paradiso mancava da un po’ e merita qualche parola in più.
Non è uno scherzo, questa canzone è il ritorno (o forse il secondo tempo) di un Tommaso Paradiso a quel periodo della sua vita e ci si chiede il perché, strategicamente, non abbia scelto davvero di tornare alle ‘vecchie abitudini’.
Immaginate questa canzone e il ritorno di quella band all’improvviso. Sarebbe stato tutto perfetto, una hit clamorosa che avrebbe fatto innamorare chiunque.
In questo caso confermiamo che la canzone sia bella, perché oggettivamente lo è, ma di sicuro perde appeal perché Paradiso, da solo, fa ormai fatica ad andare avanti senza cadere nel tranello popolare del “eh ma questa cosa la faceva già con i due Marco”.
È così, purtroppo o per fortuna.
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ACHILLE LAURO – SENZA UNA STUPIDA STORIA
Bocciare non si può bocciare, la canzone non è brutta, ma c’è un problema enorme che adesso fa capolino e su cui bisogna iniziare a porre l’accento.
Achille Lauro ha rifatto la stessa canzone che fa dai tempi di Incoscienti Giovani, Amore Disperato e tutte quelle del suo ultimo album.
È entrato in questo vortice melodico all’italiana che era bello quando ha iniziato a proporlo ma che, adesso, rischia di creare quell’effetto ‘The Kolors’ con Italodisco copiata e incollata cento volte difficile da togliere, poi.
Canzone romantica, la solita ormai di Lauro De Marinis e che, dunque non aggiunge o toglie nulla a quanto già fatto. Per nulla di scarsa qualità, forse un po’ stucchevole nel testo ma anche a questo ci siamo abituati.
Non sappiamo se e quando il cantautore deciderà di imboccare una nuova strada, forse domani o forse mai più, ma di sicuro questa in radio andrà forte e la gente la ascolterà tantissimo ma occhio perché è un attimo che la gente inizi a dire “ancora? di nuovo?”.
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CENTOMILACARIE – ACQUA SANTA
“Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette“.
Potremmo iniziare così il racconto di questo cantautore applicato a questa canzone dove si parla del suo percorso, del suo vissuto e del suo futuro in questo mondo.
Fare musica, per Centomilacarie, è quasi una missione e Acqua Santa lo vuole sottolineare con forza e tenacia.
Arriviamo dalla sua apparizione al concerto di Salmo a Rho Fiera, davanti a 50mila persone, senza tremare neanche per un secondo e questo è il segno di una forte convinzione.
Raccontare le sue ambizioni in una canzone fa capire che ci siamo, che non ci si arrende e che l’obiettivo è ben visibile davanti gli occhi.
Auguriamo alla giovane Leva di riuscire a continuare su questa strada.
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RENATO ZERO – SENZA
Ok, fuori dal tempo rispetto al mercato attuale. Ok, i suoni usati sono vecchi di 20 anni. Ok tutto ma è Renato Zero e questa canzone è perfetta per lui e la sua caratura.
Il suo pubblico vuole questo, pretende questa energia e di sicuro la può trovare con questa Senza che nulla ha a che fare con il mondo musicale del 2025, e forse è meglio così.
Una canzone che affonda le radici negli anni 90 e 2000, una power ballad in cui Renato Zero torna a spingere sull’acceleratore con un’energia invidiabile e che, a un certo punto, sembra quasi ritrovare un accenno di Jack Skeleton.
Non è un easter egg, è proprio un modo più teatrale e meno cantato di interpretare una specifica frase che rimanda a quel film storico e immortale.
Il testo ruota attorno alla stanchezza dell’essere umano in questo mondo, rimasto senza certezze e senza fiducia verso il futuro con continui modelli sbagliati e continue frustrazioni dettate dall’abitudine.
Denuncia sociale resa forte da un assolo di chitarra elettrica vecchia maniera che non si sente più al giorno d’oggi nelle nuove produzioni.
Renato Zero ha fatto il miracolo restando fedele a se stesso.
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DAMIANO DAVID, TYLA, NILE RODGERS – TALK TO ME
Damiano prende un po’ di Doja Cat, un po’ di Espresso di Sabrina Carpenter, un po’ (come al solito) di Harry Styles, ci piazza sopra la linea di basso solita di mille altre canzoni e suonata per l’occasione dall’eterno Nile Rodgers, mescola tutto e crea Talk To Me.
Stessa storia di sempre: il livello di Damiano, la sua dimensione è internazionale ed è impossibile bocciarlo perché la qualità tecnica del brano è altissima. Il problema è l’originalità praticamente assente. Nonostante sia passato un anno, arrivati a settembre 2025 ancora siamo qui a chiederci Damiano David solista chi sia.
Non è di certo quello dei Måneskin, evidente, ed è un artista completamente pop. Questo è chiaro, ma qual è il suo carattere distintivo? Cos’ha Damiano nella costruzione dei brani che dovrebbe renderlo ‘unico’? Questa canzone ci lascia con le stesse domande già fatte in precedenza per gli altri brani di Funny Little Fears.
Bella per le radio italiane, riscontro di sicuro notevole a livello internazionale data anche la presenza di Tyla e Nile Rodgers, ma ciò non toglie che la domanda su quale sia l’elemento caratterizzante di Damiano permane.
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PAGELLE NUOVI SINGOLI 12 settembre 2025 – i Bocciati da AMI
MARA SATTEI – GIORNI TRISTI
Piccolo fun fact di chi vi scrive queste pagelle. Tempo fa, nei corridoi di Sony Music, durante una visita per altri motivi di lavoro questo brano ha risuonato nelle mie orecchie di sfuggita e non di proposito ma era diversa.
Più lenta, anche se di poco, e non aveva ancora la struttura completa che ha oggi. Era migliore.
Questa versione è sincopata, troppo rapida e Mara ha sempre lo stesso problema con il cantato di sempre, anche se stavolta a essere sinceri un po’ meglio delle altre volte. Non si capisce tutto in modo chiaro.
Il brano viaggia a una velocità folle, bpm molto elevati e accordi in minore che non accompagnano al meglio l’ascoltatore. Già andiamo veloci, se poi il brano mi deve pure intristire faccio fatica.
Per questa volta no, mettiamo i giorni tristi nel cassetto.
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RONDODASOSA – AL PACINO
Qualcuno di buon cuore e che abbia a cuore questo ragazzo potrebbe fargli capire che esistono mille altre cose di cui parlare oltre lui che sognava di fare di soldi, di diventare Al Pacino in Scarface e che viene dai bassifondi ma adesso è un gran figo?
Questa canzone è la copia sputata di qualsiasi altro brano che ha già pubblicato e non c’è un singolo dettaglio nuovo, nessun colpo di genio, niente.
Tu vuò fa l’americano? Ok, però almeno aggiorna i contenuti Rondo perché così si rischia di finire in un loop da cui uscire è difficile, ammesso che già non sia troppo tardi.
Restiamo fiduciosi sul concetto che non sia mai troppo tardi per cambiare rotta ma per ora è no.
★ ★ ★
LAURA PAUSINI – LA MIA STORIA TRA LE DITA
La “bocciatura” non è per Laura Pausini, lei è stata perfetta nel cantare e nel fare questa operazione da cima a fondo (e in questa frase includiamo tutto lo storico degli avvenimenti successi in questi mesi).
La bocciatura è per il concetto che c’è dietro questa che non è mai stata e mai sarà solo una canzone. Questo è un vomitare la propria emotività dalle viscere e nessuno, neanche il Grignani del 2025, è capace di donare quella stessa sensazione di distruzione dell’anima che c’è nella canzone originale.
Laura Pausini ha fatto il massimo e lo ha fatto bene ma né lei, né Grignani con Bocelli Jr sono riusciti a restituire di nuovo la stessa empatia di 30 anni fa.
Il lavoro delle interpreti in questo genere di operazioni non deve essere quello di fare questa cosa, lo sappiamo, ma questo è un brano troppo unico e speciale ed è sempre un rischio gigantesco scegliere di riprenderla e fare una cover.
Era difficile, si è confermata tale. La Mia Storia Tra Le Dita è solo quella, ne abbiamo avuto la conferma. Nulla togliendo alla grande capacità tecnica di Laura che è stata, lo ripetiamo, ineccepibile nel suo canto.
★ ★ ★ ★ ★½
EMILI KASA – ELODIE
Questa canzone ha svariati problemi e partono tutti dall’interpretazione e dal canto della sua autrice, la giovane Emili Kasa, che sceglie di sfruttare ancora nel 2025 il corsivoe.
Non va più, è diventato disturbante per molti perché si perdono tante e tante cose del testo. Bisogna riappropriarsi del cantare correttamente e lasciare il corsivə a Rkomi e Blanco, che lo fanno da anni e hanno il loro ‘bollino di qualità’ stampato sopra.
I nuovi, gli emergenti, sbagliano ad approcciarsi al canto in questo modo e se a questo aggiungiamo un altro dettaglio legato all’interpretazione, ecco che completiamo il quadro.
Emili sceglie di spezzare il cantato con un singhiozzo, quasi pianto a dirotto, che dovrebbe donare emozione ma che, invece, dona fastidio perché è tutto troppo.
Quando si vuole inserire un aspetto emotivo come il pianto singhiozzato, un sorriso evidente, una risata fragorosa bisogna dosare bene perché il rischio di eccedere e rendere tutto stucchevole e too much è dietro l’angolo.
In questo caso il singhiozzo dura dall’inizio alla fine, senza sosta, con la voce che raggiunge spesso una nota acuta proprio come quando si singhiozza nella vita reale e diventa molto fastidioso alla lunga.
Dosare, calibrare, equilibrare ogni virgola è fondamentale. Prendere appunti per il futuro.
★ ★ ★ ★
CAPO PLAZA – LARRY HOOVER
Ammetto di non avere capito il senso della canzone. Non ho capito di cosa parla, non ho capito i collegamenti, non ho capito il senso.
Forse il punto è proprio questo: non deve parlare di niente e va bene così per chi l’ha scritta.
Attenzione, però, perché nel mezzo di frasi sconclusionate e poco connesse l’una con l’altra trapela la solita storia: Plaza era nessuno e ora ha “6 milioni e mezzo”, fa i milioni, compra gioielli. Insomma, la solita solfa che in 20, il suo primo album, era pure d’impatto ma adesso è diventato un concetto trito e ritrito.
Tutto questo serve solo per, come dicono i GenZ, ‘gasare’ ma che, infondo, non hanno un reale significato. Sarà questo l’ennesimo caso di ‘gasamento’?
Noi per rispetto del nostro lavoro e delle competenze acquisite la bocciamo perché uno dei tratti distintivi della musica è di essere anche frutto di genio e inventiva, la ripetitività alla lunga denota stanchezza artistica e poca voglia di sperimentazione.
★ ★ ★ ★
GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 12 settembre 2025 secondo All Music Italia.
DUTCH NAZARI – GUARDA LE LUCI
La vecchia (?) scuola del pop rap italiano continua a mandare dietro la lavagna i nuovi esponenti di questa stessa scena artistica e l’ultimo a farlo oggi, in ordine di tempo, è Dutch Nazari.
Una canzone di estrema qualità, un significato intenso che spazia dalla denuncia sociale alla guerra con specifico riferimento ai fatti di qualche mese fa, con Trump che decide di lanciare missili su una base a Teheran considerata dall’intelligence statunitense una minaccia.
Nazari non si nasconde e attraverso una melodia urban pop racconta il disagio di vivere in una società che classifica persone di serie A e serie B, dove tutto è uguale e la vita va avanti come se niente fosse, come se nulla stesse succedendo, come se non fossimo sull’orlo del baratro.
Dutch Nazari ha scritto la verità, ha raccontato l’oggi e “sto mondo che sembra crollare”. Farci aprire gli occhi e farlo con consapevolezza, ecco la missione degli artisti.
★ ★ ★ ★ ★ ★ ★ ★½





