13 Aprile 2026
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13 Aprile 2026

Måneskin: 23 milioni di ascoltatori su Spotify senza pubblicare un album da tre anni

Senza un album da tre anni, sono ancora gli italiani più ascoltati al mondo. Ma nel 2021 erano il doppio.

I Måneskin, gli artisti italiani più ascoltati su Spotify nel 2026
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Con circa 22,9 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, i Måneskin sono ancora gli artisti italiani più ascoltati al mondo su Spotify. La band romana non pubblica un album di inediti da tre anni. Eppure guardano tutti dall’alto verso il basso, doppiando ampiamente la seconda artista della classifica, Laura Pausini.

In un mercato musicale che brucia canzoni e progetti nel giro di poche settimane, mantenere un bacino di quasi 23 milioni di ascoltatori mensili senza nuova musica certifica quanto il “brand Måneskin” sia radicato a livello internazionale.

Ma qual è la storia reale che ci raccontano questi numeri?

maneskins u spotify: Cinquanta milioni nel 2021. Ventitré oggi

Nell’estate del 2021, sull’onda dell’Eurovision e del boom virale della cover di Beggin’, i Måneskin avevano toccato i 50 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, Top 15 globale. Il mondo intero li stava scoprendo.

Oggi, a distanza di cinque anni da quel picco, la band ha perso più della metà del suo bacino di utenza mensile. È un crollo fisiologico? In parte sì. Nessun artista, nemmeno le più grandi popstar americane, riesce a mantenere i numeri del proprio picco virale per anni senza alimentare costantemente la macchina con nuove hit mondiali.

Tuttavia, il dato attuale ci dice due cose fondamentali. La prima è che il fenomeno Måneskin si è normalizzato: non sono più la novità virale del momento, ma una rock band consolidata che si è assestata su numeri da major player internazionale (oggi navigano intorno alla 350esima posizione globale). La seconda è che, pur avendo perso 27 milioni di ascoltatori per strada, il loro “zoccolo duro” globale resta inarrivabile per qualsiasi altro artista italiano contemporaneo.

Il segreto di questa resistenza risiede interamente nel catalogo. Brani come I Wanna Be Your Slave e la stessa cover di Beggin’ continuano a macinare milioni di stream ogni settimana, inseriti stabilmente nelle playlist rock e pop internazionali. È il potere delle canzoni in lingua inglese che hanno sfondato le barriere geografiche, garantendo alla band una rendita di posizione che prescinde dalle nuove uscite.

In Italia, artisti come Sfera Ebbasta (6,2 milioni) o Geolier (4,9 milioni) dominano le classifiche locali e macinano record su record, ma il loro raggio d’azione si ferma quasi esclusivamente ai confini nazionali o alle comunità di italiani all’estero. I Måneskin giocano in un altro campionato, dove le regole sono diverse e dove il silenzio discografico pesa meno se hai seminato bene nel mercato globale.

Restano i re dello streaming italiano nel mondo. Ma la vera sfida, quando decideranno di tornare, non sarà tanto mantenere questi 23 milioni quanto capire se hanno ancora la forza di andarli a riprendere tutti e 50.

Il 2027 è l’anno che circola da mesi: prima come data ipotetica per un ritorno live, poi come scenario sempre più concreto. E con Fabrizio Ferraguzzo nel ruolo di consulente artistico per il Festival di Sanremo 2027, il palco dell’Ariston potrebbe rivelarsi la cornice giusta per un comeback che il pubblico italiano – e non solo – aspetta da tre anni.