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Giorgio Poi, Senza Colori: un mondo senza colori contro uno di luce

Il brano nasce per lo spettacolo di Luca Marinelli ispirato a Le Cosmicomiche di Calvino.

di Chiara Tebaldini ·  (ultimo aggiornamento il )

Giorgio Poi pubblica venerdì 18 settembre, su tutte le piattaforme digitali, Senza Colori, il nuovo singolo scritto per La Cosmicomica vita di Q, lo spettacolo diretto e interpretato da Luca Marinelli e ispirato a Le Cosmicomiche di Italo Calvino. Il brano esce per Bomba Dischi e Sony Music.

Leggi subito il testo integrale ↓

Il significato di Senza Colori di Giorgio Poi

Giorgio Poi ha scritto Senza Colori per il teatro, e fino a oggi il brano era stato eseguito solo da Alissa Jung all’interno dello spettacolo: con l’uscita digitale arriva per la prima volta nella versione cantata dall’artista.

“È una canzone tra due fuochi, nata in questa terra di mezzo tra la sua origine e la sua destinazione. Oggi finge di essere un’entità a sé, ma è una bugia a cui non credere”, racconta Giorgio Poi.

Il pezzo prende il titolo da uno dei racconti della raccolta di Calvino e ne adotta la prospettiva della protagonista femminile: una creatura legata a un mondo primordiale, privo di colori, opposta al protagonista maschile, conquistato dall’arrivo della luce.

Nella canzone questi due modi di vivere la realtà diventano la distanza tra due mondi che non riescono ad appartenersi: “Il mondo che conosco è senza colori / il tuo non è il mio posto, non ci so stare”.

La distanza tra i due mondi prende corpo nelle immagini geologiche della terza strofa: “Muri alti tra di noi e cieli di porfido e basalto / Di pietra pomice e di quarzo”. Le pietre, non le parole, diventano la barriera fra chi vive nella luce e chi ci si nasconde.

Credits del brano

  • ▸ Artista · Giorgio Poi
  • ▸ Titolo · Senza Colori
  • ▸ Autori · Testo: Giorgio Poi

Testo di Senza Colori di Giorgio Poi

Passavamo le notti
Abbracciati alle pietre
Ma coi miei occhi negli occhi
Hai preso a corrergli dietro
Lungo pianure scure e sui crinali
Dentro deserti grigi e sempre uguali
Per me così perfetti ma per te banali
Perché non mi capisci? Perché non ci provi?

Il mondo che conosco è senza colori
Il tuo non è il mio posto, non ci so stare.
Nascondere i miei occhi in fondo ai crateri
Per cancellare tutto e non farmi trovare
Per cancellare tutto e non farmi trovare

In questo mare di luce
C’è chi non riesce a nuotare.
Però se scappo via e mi vieni a cercare
Sia quel che sia
Terremoti e frane
Sia quel che sia:
Muri alti tra di noi e cieli di porfido e basalto
Di pietra pomice e di quarzo

Il mondo che conosco è senza colori
Il tuo non è il mio posto non ci sto stare
Nasconderò i miei occhi in fondo ai crateri
Per cancellare tutto e non farmi trovare
Per cancellare tutto e non farmi trovare

Testo riportato per finalità di critica, analisi e discussione ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941. I diritti d’autore restano in capo agli autori e agli editori del brano.

Foto di Carola Cappellari