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Cristiano Sbolci canta l’amore come un thriller anni ’70 nel disco “Fuorimoda”

Il cantautore livornese torna con un disco ispirato alle colonne sonore di Morricone e al cinema thriller italiano

di Fabio Gattone (Blogger) ·  (ultimo aggiornamento il )

Il cantautore livornese Cristiano Sbolci torna con il disco Fuorimoda, disponibile negli store digitali dall’8 maggio 2026. L’album segna un nuovo capitolo nel percorso musicale dell’artista: scrittura intima e immaginario cinematografico si incontrano in una dimensione sonora tra pop d’autore e suggestioni retrò.

L’estetica del thriller all’italiana degli anni ’70 e il vuoto lasciato da un amore non corrisposto sono i due binari su cui corre Fuorimoda. Con questo progetto solista, Sbolci trasforma il dolore sentimentale in una colonna sonora emotiva, dove la fine di una relazione viene vissuta con il peso di un lutto.

Cristiano Sbolci: il senso profondo di “Fuorimoda”

Il percorso di Cristiano Sbolci (classe 1989) affonda le radici nella scena indipendente italiana, dalla collaborazione con i Siberia alla guida del progetto Caleido, di cui è stato frontman e autore. Negli anni ha collaborato anche con artisti come Michele Merlo e Comete. Adesso, il musicista toscano sceglie una direzione sonora profondamente personale e distante dalle tendenze contemporanee, come suggerito dal titolo stesso del disco.

Fuorimoda, ispirato agli horror e thriller italiani degli anni ’70, si sviluppa come una sorta di colonna sonora in cui amore e morte, luce e oscurità convivono costantemente.

Cristiano Sbolci pubblica il disco solista "Fuorimoda"

Il disco, scritto da Cristiano Sbolci e prodotto da Francesco Massidda e Federico Nardelli, nasce dall’urgenza di elaborare un rifiuto amoroso. “In questo disco l’amore e la morte si muovono come due forze parallele, continuamente intrecciate“, spiega l’artista.

“La fine di un legame può assumere il peso di un lutto: lascia una ferita aperta, un’assenza che si insinua in ogni spazio e che sembra impossibile da colmare. “D’amore si muore” è il pensiero che attraversa tutto il lavoro: si vive nell’intensità dell’innamoramento, quando tutto appare amplificato e luminoso; poi arriva un momento in cui quella luce si spegne e lascia spazio al silenzio, alla perdita, a una trasformazione profonda“, afferma Sbolci.

Collaborazioni di “Fuorimoda”

L’assenza diventa una presenza costante che altera la percezione del quotidiano, trasformando la canzone d’autore in un racconto quasi visivo. Le sonorità richiamano maestri come Ennio Morricone, Stelvio Cipriani, Armando Trovajoli e Riz Ortolani, evocando le tinte degli horror e dei thriller d’epoca. Il disco si sviluppa tra luci e ombre, cercando una sintesi tra la dimensione intima della scrittura e una profondità sonora orchestrale.

Per costruire questo mondo sonoro, Cristiano Sbolci ha coinvolto nomi di rilievo della scena colta e indipendente. Enrico Gabrielli (Calibro 35) impreziosisce con sax e flauto tracce come Fuorimoda (Titoli di testa) e Il vizio (Titoli di coda). In quest’ultimo brano compare anche il contributo del maestro Federico Maria Sardelli al flauto traverso. Nel brano Il rumore di un bacio è invece presente il featuring del cantautore romano Mox, che aggiunge un ulteriore tassello a un mosaico di canzoni nate per non seguire i trend passeggeri.

Tracklist del disco

Il disco è composto da dodici tracce:

01. Fuorimoda (Titoli di testa)
02. Rock’n’roll
03. Il pianoforte di Sebastian Bach
04. Era una serata come tante all’Ortica
05. Hai avuto paura? (Intermezzo)
06. Divi morti del pop
07. Ti prego lasciati guardare bene
08. La morte di una star
09. Maledetto amore mio
10. Cosmetici e veleni
11. Il rumore di un bacio
12. Il vizio (Titoli di coda)

“FUORIMODA”: IL RACCONTO TRACK BY TRACK

FUORIMODA (TITOLI DI TESTA) feat. Enrico Gabrielli
Brano strumentale che apre il disco e ne definisce subito l’immaginario: atmosfere noir anni ’70, tensione e movimento. È una corsa inquieta, quasi un inseguimento emotivo, che introduce l’ascoltatore dentro il caos interiore da cui prende forma tutto il racconto.
Al sassofono: Enrico Gabrielli

ROCK’N’ROLL
È il cuore pulsante dell’album: il racconto della fine di un amore tra nostalgia, desiderio di ritorno e consapevolezza della perdita. Il suono, energico e instabile, accompagna ogni fase dell’addio, trasformando il brano in un viaggio emotivo continuo.

IL PIANOFORTE DI SEBASTIAN BACH
Una storia breve e intensa, destinata a consumarsi in fretta, sospesa tra bellezza e consapevolezza della fine. Il pianoforte guida un racconto intimo e cinematografico, fatto di immagini e sensazioni che si espandono come un ricordo.

ERA UNA SERATA COME TANTE ALL’ORTICA
Una notte eccessiva e liberatoria, tra balli, personaggi e atmosfere notturne, che si imprime nella memoria. Il ritmo incalzante accompagna un racconto vivido, sospeso tra leggerezza e malinconia.

Cristiano Sbolci lancia il disco solista "Fuorimoda"

Un disco pensato come colonna sonora di un’opera cinematografica

HAI AVUTO PAURA? (INTERMEZZO) feat. Enrico Gabrielli
Intermezzo strumentale che divide idealmente il disco in due parti. Una pausa sospesa, in cui una calma apparente lascia emergere una sottile e costante inquietudine.
Al flauto traverso: Enrico Gabrielli

DIVI MORTI DEL POP
Il primo incontro da cui nasce tutto: un momento carico di meraviglia, promesse e possibilità. Sotto la superficie luminosa si intravede già una fragilità destinata a incrinarsi nel tempo.

TI PREGO LASCIATI GUARDARE BENE
Una ballad intima e luminosa, costruita su immagini quotidiane che diventano visioni. Tra nostalgia e desiderio, il brano resta sospeso in uno spazio in cui il tempo sembra non essere mai davvero passato.

LA MORTE DI UNA STAR
Il ritratto di una caduta silenziosa: una vita segnata da vuoto, eccessi e autodistruzione. Il brano accompagna una discesa interiore lenta e costante, in cui l’identità si sgretola progressivamente.

MALEDETTO AMORE MIO
Una relazione totalizzante che si trasforma in tragedia. Amore e distruzione si fondono in un racconto intenso e orchestrale, dove la profondità del sentimento diventa insostenibile.

COSMETICI E VELENI
Un amore tossico e contraddittorio, immerso in un mondo di eccessi e ossessioni. Il suono è diretto e viscerale, a riflettere la tensione e la fragilità del racconto.

IL RUMORE DI UN BACIO feat. Mox
Una canzone d’addio che racconta la scomparsa progressiva dell’altro: il ricordo si dissolve fino a lasciare solo silenzio e assenza.

IL VIZIO (TITOLI DI CODA) feat. Enrico Gabrielli e Federico Maria Sardelli
Il finale del disco: lucido e amaro. Non c’è catarsi, solo la consapevolezza che il dolore non si risolve e trova rifugio in una forma fragile di evasione.
Al sassofono: Enrico Gabrielli; al flauto traverso: Federico Maria Sardelli

Le foto di Cristiano Sbolci sono opera di Luca Secchi.

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