13 Maggio 2026
di Direttore Editoriale
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13 Maggio 2026

Calculli, Milano K3 e Cambareri: archiviato il procedimento nato dalle dichiarazioni pubblicate su AMI

Il G.I.P. del Tribunale di Milano riconduce la vicenda al diritto di critica e alla dialettica tra operatori musicali.

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Il Tribunale di Milano ha disposto l’archiviazione del procedimento per diffamazione nato dallo scontro tra Angelo Calculli, Milano K3 srl e Christian Cambareri, CEO di Orangle Records. La vicenda era partita nel 2023 da alcune dichiarazioni pubblicate su All Music Italia, seguite dalla replica del diretto interessato.

Nel provvedimento del G.I.P. del Tribunale di Milano, firmato dalla dott.ssa Fiammetta Modica, viene ordinata l’archiviazione del procedimento per infondatezza della notizia di reato. Il procedimento vedeva indagato Christian Cambareri, mentre persone offese erano Angelo Calculli e Milano K3 srl.

Archiviato il procedimento nato dallo scontro tra Calculli, Milano K3 e Cambareri

La vicenda risale al gennaio 2023. Pochi giorni prima, All Music Italia aveva pubblicato una notizia sui progetti della Milano K3 per il 2023, società collegata ad Angelo Calculli, ex manager di Achille Lauro.

A distanza di pochi giorni era arrivata alla nostra testata una comunicazione da parte di Christian Cambareri, CEO di Orangle Records, che chiedeva di precisare la posizione della sua etichetta rispetto ad alcuni artisti citati e formulava una serie di osservazioni critiche nei confronti di Calculli e della società.

Come già scritto allora, All Music Italia pubblicò quella comunicazione prendendone le distanze e dando piena disponibilità alla replica. Replica che arrivò successivamente da parte di Angelo Calculli e che venne pubblicata nell’articolo del 2 gennaio 2023, senza ulteriori interventi sul merito della questione.

All Music Italia non era parte del procedimento

Nel provvedimento del Tribunale di Milano, All Music Italia viene citata in quanto portale sul quale era stato pubblicato il contenuto oggetto della denuncia. La testata non era parte del procedimento, non risultava indagata, non era persona offesa e non era opponente.

Il procedimento riguardava esclusivamente le dichiarazioni attribuite a Christian Cambareri e la querela presentata da Angelo Calculli e Milano K3 srl.

Il ruolo della testata è stato quello di pubblicare le posizioni delle parti coinvolte, garantendo spazio alla replica e chiudendo poi la vicenda editoriale con l’invito ad affrontare eventuali sviluppi nelle sedi competenti.

Il G.I.P. richiama il diritto di critica e la dialettica tra operatori del settore

Nel provvedimento, il G.I.P. ritiene condivisibili le argomentazioni del Pubblico Ministero che aveva chiesto l’archiviazione. Secondo il giudice, non era possibile formulare una ragionevole previsione di condanna per il reato contestato.

Il Tribunale riconduce la vicenda a una polemica tra operatori del settore musicale e discografico, con toni accesi ma inseriti in una dialettica tra parti contrapposte.

Nel testo si legge che le espressioni usate da Cambareri devono essere ritenute espressione del diritto di critica e, in quanto tali, scriminate. Il giudice osserva anche che non emerge un travisamento di fatti o notizie.

Alcune formule contestate, come “senza etica e morale” e “questo è il marcio della discografia”, vengono considerate espressioni generiche e retoriche, legate a temi già presenti nel confronto tra case discografiche e artisti.

Il provvedimento valorizza il contraddittorio tra le parti

Un passaggio del provvedimento riguarda il modo in cui la vicenda venne resa pubblica. Il G.I.P. rileva che alla pubblicazione delle dichiarazioni seguì una replica del diretto interessato, consentendo una piena dialettica sulle questioni affrontate.

Secondo il giudice, chi ebbe accesso ai contenuti poté rappresentarsi i termini della questione con garanzia del contraddittorio tra i soggetti coinvolti.

Per All Music Italia, questo è il punto centrale. Nel 2023 la testata diede spazio alle parti coinvolte e, dopo la pubblicazione delle rispettive posizioni, scelse di non alimentare ulteriormente lo scontro pubblico.

Il Tribunale ordina l’archiviazione del procedimento

Il provvedimento si chiude con l’ordine di archiviazione del procedimento per infondatezza della notizia di reato e con la restituzione degli atti al Pubblico Ministero.

All Music Italia prende atto del provvedimento del Tribunale di Milano e ribadisce quanto già scritto nel 2023: la testata non intende entrare nel merito dei rapporti tra le parti e non intende alimentare ulteriormente una vicenda che appartiene al confronto tra i soggetti direttamente coinvolti.

Resta un dato: in questa vicenda il ruolo di All Music Italia è stato quello di dare spazio al contraddittorio, pubblicando le posizioni arrivate alla testata e lasciando poi alle sedi competenti ogni valutazione successiva.