Andrea Heros, Lavoro lavoro: la vita che si ripete e il dubbio di perdersi
Il brano della stanchezza di chi lavora tutto il giorno e si ritrova solo, portato da Andrea Heros alla prima puntata


Andrea Heros, il cantautore napoletano che all’anagrafe è Andrea Buono, ha portato ad Amici 26 Lavoro lavoro, un brano sulla stanchezza di chi lavora tutto il giorno e si ritrova solo. Nella prima puntata ha preso la maglia con il sì di Samurai Jay, contro i no di Amadeus e Rudy Zerbi.
La sua storia: chi è Andrea Heros. La puntata: Amici 26 in diretta.
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Il significato di Lavoro lavoro di Andrea Heros
Nella presentazione ad Amici Andrea Heros si descrive impaziente, testardo, dolce, caparbio e molto pigro. Dice di voler fare musica per qualcuno che prova le sue sensazioni e non ha la sensibilità per esprimerle.
Il brano parte da una voglia di movimento: “Domani corro un po’”, perché la vita ferma lo annoia. Ma quando “lavoro, lavoro, lavoro e torno a casa” resta “solo, solo, solo come la strada”. Va a ballare e la sua ragazza lo odia.
Poi arriva l’insonnia, perché ha sempre qualcosa a cui pensare, e un posto che ritorna: “Non c’è nessuno, nessuno, nessuno a Piazza Dante”. Gli manca da quando “non ho finito il liceo”. Il dubbio chiude il ritornello: “Ma forse è meglio perdersi soltanto”, o almeno “poter scegliere di farlo”.
Testo di Lavoro lavoro di Andrea Heros
Domani corro un po’
Che questa vita ferma mi annoia
Vado a ballare un po’
Cosi la mia ragazza mi odia
Ma se lavoro, lavoro, lavoro e torno a casa
Mi sento solo, solo, solo come la strada
E non dormo più perché ho sempre qualcosa a cui pensare
Sono stanco morto ma ti aspetto giù
Che ho finito le storie da vedere, da vedere
Ma se lavoro, lavoro, lavoro e torno a casa
Mi sento solo, solo, solo come la strada
Ma forse è meglio perdersi soltanto
O almeno poter scegliere di farlo
Vorrei respirare
Essere sempre pronto alla vita
Suonare la chitarra
Senza farmi male le dita
Ma se non sudo, non sudo, non sudo non è importante
Non c’è nessuno, nessuno, nessuno a Piazza Dante
Ma mi mancava da quando non ho finito il liceo
Perché sapevo gia come serebbe andata
Che nella vita ognuno ha il posto suo, suo
Ma se lavoro, lavoro, lavoro e torno a casa
Mi sento solo, solo, solo come la strada
Ma forse è meglio perdersi soltanto
O almeno poter scegliere di farlo
Ma se lavoro, lavoro, lavoro e torno a casa
Mi sento solo, solo, solo come la strada
Ma forse è meglio perdersi soltanto
O almeno poter scegliere di farlo
Testo riportato per finalità di critica, analisi e discussione ai sensi dell’art. 70 L. 633/1941. I diritti d’autore restano in capo agli autori e agli editori del brano.





