Spotify ha annunciato la nuova classe di RADAR Italia 2026, il programma dedicato ai giovani talenti, giunto alla sesta edizione. I sei artisti selezionati quest’anno, tutti under 26, sono Sara Gioielli, faccianuvola, Angelica Bove, prima stanza a destra, Visino Bianco ed Emili Kasa.
Sei nomi che meritano uno sguardo ravvicinato, perché raccontano sia un passo avanti del programma sia un paio di vizi di forma che, da queste pagine, segnaliamo da tempo.
RADAR Italia 2026, chi sono i sei artisti (e con quali etichette)
- Sara Gioielli (Napoli, 2001). Art pop e pop orchestrale al confine con il cantautorato, una voce educata tra il coro del Teatro San Carlo e il conservatorio, con accostamenti a Rosalía. Album d’esordio Gioielli Neri per peermusic Italy, da maggio 2026 nel roster Sugar. Ascoltatori mensili al 10 giugno 2026: 72.216, follower: 1.818.
- faccianuvola (Alessandro Feruda, 2002). Hyperpop ed electropop onirico giocato sull’autotune e su synth sognanti. Album il dolce ricordo della nostra disperata gioventù per Columbia Records / Sony Music Italy. Ascoltatori mensili al 10 giugno: 218.809, follower: 21.025.
- Angelica Bove (Roma, 2003). Pop e cantautorato di scrittura intensa. Dopo X Factor è approdata quest’anno tra le Nuove Proposte di Sanremo, classificandosi al secondo posto, vincendo il premio della critica e pubblicando il suo primo album. Atlantic Records / Warner Music Italy. Ascoltatori mensili al 10 giugno: 431.293, follower: 22.541.
- prima stanza a destra (producer napoletano anonimo, 22 anni). Dream pop e synth pop. Ha pubblicato l’EP la ragazza che suonava il piano per Sugar Music. Ascoltatori mensili al 10 giugno: 324.911, follower: 18.346.
- Visino Bianco (Cinisello Balsamo, 2001). Rap crudo e nichilista. EP Portando il peso, progetto indipendente ma sotto licenza Universal Music. Ascoltatori mensili al 10 giugno: 139.027, follower: 13.142.
- Emili Kasa (Monte Urano, 2005). R&B e rap contaminati, figlia di madre greca e padre albanese. Maciste Dischi / ADA / Warner, Il suo EP è Kalimera. Ascoltatori mensili al 10 giugno: 2.111, follower: 366.
Un cambio di rotta che va riconosciuto
In passato, da queste pagine, avevamo criticato più volte la scelta degli artisti RADAR, perché tra i selezionati comparivano nomi già ampiamente in fase di lancio con le major, da Blanco a Mara Sattei, passando per Rhove e Tony Boy: difficile parlare di scoperte per chi era già esploso nel mainstream (ne avevamo scritto in questa analisi).
L’edizione 2026 si muove in una direzione più coerente con lo spirito del programma. Questi sei sono effettivamente nomi in costruzione, non big già consolidati travestiti da debuttanti. È un cambio di rotta che, se confermato, restituisce a RADAR la sua funzione di vetrina per chi deve ancora farsi conoscere dal grande pubblico.
Positiva anche l’altra novità: per il 2026 il programma evolve verso un percorso più continuativo e flessibile, costruito sulle caratteristiche di ogni artista, invece di esaurirsi nell’annuncio e in pochi mesi di visibilità. Un supporto distribuito nel tempo e su misura ha più senso di un’etichetta da appiccicare per un anno.
Però attenzione: emergenti per chi?
Detto il merito, qualche precisazione la dobbiamo. La prima riguarda i numeri reali. Alla data dell’annuncio, gli ascoltatori mensili su Spotify di questi sei non sono affatto da “scoperte”: Angelica Bove sfiora i 431mila, prima stanza a destra i 325mila, faccianuvola supera i 218mila, Visino Bianco i 139mila.
Per dare un metro di paragone: il vincitore dell’ultima edizione di Amici, già finalista di X Factor, viaggia intorno ai 312mila ascoltatori mensili, e il vincitore delle Nuove Proposte di Sanremo 2026, Nicolò Filippucci, ne ha 400.000. Cifre allineate o inferiori a quelle di prima stanza a destra. Tradotto: diversi di questi RADAR partono già con un pubblico paragonabile a quello di chi ha appena vinto un talent o calcato il palco dell’Ariston tra i big. Solo Sara Gioielli (72mila) e soprattutto Emili Kasa (poco più di 2mila) stanno davvero nella fascia di chi deve ancora farsi conoscere.
La seconda riguarda le etichette. Cinque dei sei hanno già una struttura importante alle spalle: faccianuvola è su Sony, Angelica Bove ed Emili Kasa sono in orbita Warner, Visino Bianco pubblica sotto licenza Universal, mentre Sara Gioielli e prima stanza a destra gravitano su Sugar, che indipendente lo è solo sulla carta, essendo la più grande e strutturata realtà del settore in Italia. Quello che manca del tutto è la piccola e media etichetta indipendente autentica: cioè proprio il terreno da cui di solito spuntano le scoperte meno prevedibili.
Insomma, a nostro avviso Spotify RADAR è migliorato, su questo non ci piove, ma ad oggi resta una vetrina pensata soprattutto per il pubblico mainstream.
E il pop? In Italia resta una casella vuota
Sul fronte dei generi il punto, per noi, resta quello di sempre. In questa classe il pop puro, quello melodico e diretto, è di fatto assente: Sara Gioielli fa art pop di ricerca, Angelica Bove sta nel cantautorato, e tutto il resto si muove tra hyperpop, dream pop elettronico, rap e trap. Generi vitali e legittimi, ma è un baricentro chiaro, lo stesso che premia il consumo da playlist e da algoritmo.
Il contrasto con l’estero è netto. Negli ultimi due anni le scoperte pop più clamorose a livello internazionale sono state proprio artiste pop senza prefissi: Chappell Roan, passata dall’essere mollata dall’etichetta a vincere il Grammy come miglior nuovo artista, Sabrina Carpenter, esplosa quasi dal nulla fino a riempire i festival, Gracie Abrams e Tate McRae, fino al caso di Addison Rae, arrivata da TikTok a una candidatura ai Grammy come nuovo artista. Sono i nomi che hanno trainato la rinascita del pop globale, e sono tutti emersi di recente. Da noi, una vetrina come RADAR un profilo del genere, una nuova potenziale popstar pop, continua a non intercettarlo. Che sia perché non esiste o perché non lo si va a cercare per supporarlo, è una domanda che vale la pena porsi.
I numeri del programma SPotify Radar Italia
Per quel che riguarda i risultati dell’ultima edizione Spotify comunica che a un anno dall’ingresso in RADAR gli ascoltatori mensili degli artisti crescono in media del 700%, i follower del 540%, mentre gli inserimenti nelle playlist create dagli utenti triplicano, passando da 5 a 15 milioni. Sul fronte internazionale, gli artisti raggiungerebbero in media 38 Paesi in più dopo un anno, che diventano 57 dopo tre anni.











