7 Giugno 2026
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7 Giugno 2026

Tiziano Ferro a San Siro è la rivincita di un hitmaker troppo e ingiustamente criticato

La recensione di una serata che smentisce i video diventati virali sui social.

Tiziano Ferro canta al microfono durante il concerto a San Siro
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La recensione del concerto di Tiziano Ferro a San Siro, tappa del suo tour negli stadi 2026, parte da una premessa necessaria. “Tiziano Ferro è senza voce”, “Tiziano Ferro è fuori forma”, “Tiziano Ferro non fa più quello che faceva prima” e molte altre frasi sono state scritte dopo la data zero del suo nuovo tour, che aveva prodotto la viralità di un paio di video di pochi secondi, attraverso cui gli hater social avevano già sentenziato rispetto a un concerto della durata di quasi 2 ore e mezza.

Pochi secondi per valutare due ore e mezza di live e altri 25 anni di carriera è un record di stupidità social che, in realtà, ormai vediamo e leggiamo ogni giorno quindi non stupisce. Chi ha stupito, invece, è stato proprio Tiziano che in quel di San Siro ha asfaltato ogni minima critica con uno show che non ha lasciato spazio a fraintendimenti di sorta.

Una scaletta a dir poco disarmante, data la quantità di canzoni iper popolari, e una voglia di cantarle da parte del suo autore che ha lasciato i quasi 60mila presenti (sold out) navigare tra le onde delle emozioni vissute dal 2001 in poi, da quella Xdono che ha fatto iniziare una storia d’amore arrivata fino a oggi e che andrà ancora oltre.

Tiziano Ferro tra hit del passato e del presente

Partiamo dalle informazioni più pratiche a cominciare dall’orario di inizio e fine: 21:00 puntuali si è cominciato e 23:20 ci si è salutati. Nel mezzo, sono state cantate la bellezza di 37 canzoni condite da una sola ciliegina, quella di Lazza che come ovvio è salito sul palco per fare dal vivo la sua parte di XXDONO, la re-edit della prima hit di Tiziano Ferro.

Il palco, visto dal prato di San Siro, è gigantesco e diviso in tre sezioni, molto semplice in realtà, con i musicisti ai lati e la ‘navata centrale’ dove a dominare la scena è stato solo Tiziano con, ogni tanto, il suo corpo di ballo.

La struttura dello spettacolo è stata divisa in tre veri e propri atti che, però, non hanno creato una differenza a livello musicale con, magari, una parte più veloce, una più lenta e poi l’esplosione finale. Le canzoni sono state tutte hit da cantare, nessuna scelta azzardata dall’ultimo album e nessuna chicca particolare dai precedenti lavori.

Il concerto è stato un gargantuesco greatest hits fatto dal vivo in cui l’alternanza tra ballad e uptempo non ha fatto minimamente percepire momenti di stanchezza dall’inizio alla fine.

Dopo le prime tre canzoni, ovviamente i singoli di Sono Un Grande, si parte a cantare con Accetto Miracoli e non si finisce più. Per chi se lo stesse chiedendo ancor prima di vedere la scaletta a margine della recensione, confermiamo che ha fatto qualsiasi canzone voi possiate avere in mente della sua discografia. E per qualsiasi, intendiamo proprio qualsiasi.

È davvero arduo, se non praticamente impossibile, riuscire a non cantare e la sensazione che ogni brano regala senza conoscere la scaletta prima è di stupore nel pensare che dal più giovane al più anziano fan non può non conoscere questi brani.

Un concerto di hit così tanto conosciute, dalla prima all’ultima, anche dai semplici accompagnatori (che c’erano, non fan, e cantavano ugualmente tutto) è davvero una rarità e conferma ancora una volta un fattore chiave dei grandi artisti: bisogna scrivere delle grandi canzoni per fare gli stadi, canzoni che rimangono nel tempo e scritte con il cuore.

Tiziano lo ha fatto e il risultato sono state 60mila anime che hanno scelto di fargli compagnia alla Scala del calcio e dello spettacolo per una serata che conferma la sua grandezza.

Tiziano Ferro non è quello visto sui social

È arrivato il momento di sfatare una serie di miti sugli ormai famosi video andati virali sui social, partendo dallo stato di forma fisico e vocale.

Tiziano è in gran forma, tirato a lucido come si confà in queste grandi occasioni e non è minimamente “in sovrappeso” come qualche hater senza faccia e senza nome ha scritto sui vari post.

Per quanto riguarda la voce e l’accusa di cantare in playback, è falso. Tiziano ha cantato dall’inizio alla fine dal vivo, la famosa sensazione del playback è data da un fattore molto semplice e presente solo in un paio di brani, quattro o cinque su 37 totali: i back vocals.

I back vocals non sono altro che le voci pre-registrate che servono per creare dei cori, degli effetti vocali in multitraccia o, semplicemente, la sensazione di cantare su due tonalità diverse.

Si sentono all’inizio, si sentono in alcune parti che lo richiedevano per questione proprio di produzione del brano ma non è assolutamente vero che non abbia cantato dal vivo e che abbia fatto fare tutto alla voce di fondo. Falso al 100% e se necessario lo ribadiremo in tutti i contesti possibili perché esistono prove video che lo dimostrano.

Altra cosa incriminata con quei video andati virali è la resistenza dal vivo di Tiziano, sia fisicamente che vocalmente. Questa sera il concerto è durato 2 ore e mezza, quasi, e non ci sono mai stati cali durante tutto l’arco del live. Imprecisioni dettate da salti, movimenti, coreografie ogni tanto sì perché non è stato un semplice concerto bensì una maratona, non ci si può aspettare che mentre uno salta di continuo riesca a controllare il diaframma e la respirazione così tanto bene da essere Whitney Houston. Neanche Massimo Ranieri riuscirebbe a farlo con precisione millimetrica del suono, figuriamoci Tiziano Ferro.

In pratica, dopo avere visto Tiziano Ferro dal vivo a San Siro possiamo affermare con prove documentate che tutto ciò che è andato virale sui social sono stati video che volevano creare scalpore e stupore nel pubblico ma che non rappresentano il reale spettacolo di questo artista.

Altra cosa da smentire, quasi stavamo dimenticando, è la frase “ma piange sempre”. Falso anche questo, su 2 ore e mezza l’emozione è subentrata nel canto solo una volta su La Fine, in scaletta la 31° su 37 quindi nell’ultima parte di spettacolo, e poi su un brevissimo monologo fatto qualche canzone prima per omaggiare la città di Milano. Emozione durata, forse, 10 secondi e subito interrotta da un grande sorriso.

Molto toccante il momento dedicato a Raffaella Carrà con Tiziano che ha riarrangiato in chiave totalmente acustica il ritornello di A Far L’Amore e, mentre lo cantava, raccontava con una voce preregistrata quanto sia stata importante per lui e per il pubblico tutto.

Conclusioni sul concerto di Tiziano Ferro a San Siro

Detto tutto questo, la conclusione finale è (come sempre ormai) che non bisogna fidarsi di ciò che raccontano i social e che bisognerebbe, prima di commentare, domandarsi se si abbiano gli strumenti per potere argomentare qualcosa.

Posso commentare un’esibizione dal vivo senza avere visto tutto lo spettacolo? Posso essere in grado di dare un mio parere su un cantante dopo avere visto un minuto di spettacolo estrapolato da un concerto della durata di 2 ore e mezza? Posso buttare del fango su una persona senza prima averne approfondito le qualità dal vivo e la sua capacità di stare sul palco senza prima averlo visto?

È chiaro che le risposte a tutte queste domande prevedono un semplicissimo e molto comune “no” com’è giusto che sia. Lo scempio visto e letto in questi giorni sui social, tiktok e instagram in particolare, contro Tiziano Ferro è una delle cose più aberranti che siano spuntate negli ultimi mesi sulle piattaforme.

La verità è che Tiziano Ferro anima quel palco con dei brani davvero e indiscutibilmente eterni e se, poniamo il caso, durante una canzone purtroppo gli capita di steccare vorrà dire che doveva andare in quel modo su quella canzone ma che lui stecchi ogni canzone e sbagli quasi del tutto cosa fare sul palco è una di quelle falsità che difficilmente si riesce a comprendere, se non per invidia.

Tiziano Ferro è tornato e lo ha fatto nel migliore dei modi.

Sul tema delle critiche social dei giorni scorsi, vi rimandiamo anche all’approfondimento di Monica Landro: Tiziano Ferro, la data zero di Lignano e il body shaming sui social.

La scaletta completa del concerto, con i titoli delle canzoni, gli album e gli anni di pubblicazione, è disponibile nel nostro articolo dedicato al tour negli stadi 2026.