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Pagelle nuovi singoli

Pagelle nuovi singoli 16 gennaio: Dargen D’Amico direzione Sanremo, la carica di ex Amici e quella di Etta

Le recensioni ai nuovi singoli italiani a cura di Alvise Salerno

di Alvise Salerno · 

New Music Friday: le pagelle di All Music Italia ai nuovi singoli italiani del 16 gennaio 2026 (con qualche recupero delle scorse settimane), a cura di Alvise Salerno, conduttore radiofonico e divulgatore musicale sul web.

E’ la settimana di molti ex ‘amiciani’ tra cui Alberto Urso con Gigi D’Alessio, Mida, Alessio Bernabei e Matthew ma anche Dargen D’Amico che inaugura la strada verso Sanremo, i Subsonica e molti altri.

All’interno delle categorie ogni brano verrà valutato con le stelle da 1 a 10 per far capire il livello di consiglio e bocciatura, più o meno grande/grave.

Naturalmente si tratta di opinioni personali, quindi vi invitiamo ad ascoltare i singoli e a farci sapere cosa ne pensate. Scopriamo insieme cosa c’è di interessante (o meno) nella musica di oggi. Iniziamo subito con i brani consigliati!

Nota Copyright All Music Italia
Questo articolo è un contenuto originale di All Music Italia ed è protetto dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore. È vietata la riproduzione integrale o parziale senza citazione della fonte e link attivo all’articolo originale.

 

NEW MUSIC FRIDAY: LE PAGELLE NUOVI SINGOLI DEL 16 gennaio 2026

I BRANI DELLA SETTIMANA CONSIGLIATI DA ALL MUSIC ITALIA

DARGEN D’AMICO – PIANTI GRASSI

Il padre di tutti noi che cerchiamo un senso nei racconti dei cantautorapper e lo troviamo, puntualmente, in Dargen D’Amico.

Pianti Grassi è rap melodico e sembra tornare ai tempi di Amo Milano come flow, un ritorno al passato molto gradito e soprattutto, distante dai ritmi sanremesi che ci ha regalato nelle sue due partecipazioni.

Un racconto di vita immerso nel rapporto con gli altri attraverso giochi di parole, rime efficaci ma non taglienti come quelle di alcuni suoi colleghi. Sono delle rime e degli incastri che possono piacere a tutti, è un rap di largo respiro.

Un piacere sentirlo così ispirato, finalmente.

★★★★★★★½
7½


LAMANTE – UN CANTO NUOVO

Lamante è entrata nel suo anno di espansione massima, questo 2026 deve essere il suo prime e se i lavori iniziano così siamo sulla buona, buonissima strada.

Un Canto Nuovo è una canzone pop molto energica, si balla tantissimo e dall’inizio alla fine, coinvolgente ed entusiasmante a tratti. La base sembra una di quelle che potrebbero (anzi, dovrebbero) fare i Coldplay per ricordare i vecchi tempi di Life In Technicolor o Mylo Xyloto, credo che l’ispirazione sia proprio quella ma non è da escludere un accostamento a qualcosa della nord europea AURORA.

Un inno di rinascita, di risveglio dopo la stasi e raccontato con poche parole superefficaci, senza perdersi in fronzoli. Quasi quattro minuti di canzone da vivere intensamente e con tutta l’energia possibile.

Bella assai.

★★★★★★★½
7½


CASADILEGO – VERDEFORESTA

Questa ragazza ha fatto un album in cui ha messo tutta se stessa, ha un timbro incredibile e scrive non bene, di più. La conferma è Verdeforesta, molto british come stile e non è un caso che ci sia un riferimento ai The Beatles con Here Comes The Sun.

Casadilego ha vissuto anni complicati, qualcosa c’è in questo album tra l’altro, ma nello specifico non in questa canzone che, invece, è forse la più radiofonica del progetto e racconta un tema che potremmo definire ‘tranquillo’: la felicità di vivere accanto una persona che ti dona sorrisi e gioia.

Ulteriori riferimenti per capirne bene le probabili ispirazioni a livello musicale sono Castle on The Hill di Ed Sheeran e Dog Days Are Over dei Florence + The Machine.

La speranza è che questo brano, questo progetto, possa essere un nuovo inizio ad altissimi livelli per lei perché lo merita, perché è davvero una grande artista.

★★★★★★★★½
7½


FRANCO126, ELE A – OCCHI INGENUI

La certezza dell’indie incontra il futuro dell’hip hop italiano (per lingua, lei è svizzera), anzi lo ha già fatto l’anno scorso ma soltanto adesso è stato scelto di estrarre Occhi Ingenui come singolo dall’album del buon Franchino.

La base è west coast al 100%, si viaggia nell’hip hop USA degli anni 90 e, sopra, i nostri due protagonisti cantano e incastrano rime con una qualità d’altri tempi che, a dirla tutta, è la qualità più grande soprattutto di Ele A.

Franco126 si è spostato da anni e non è più un rapper o, forse, non lo è mai stato ma in questo brano riesce a dare il meglio di sé.

E’ un dialogo, un botta e risposta in cui si raccontano ansie, problemi, difetti ma con rispetto, non ci si attacca mai frontalmente. E’ un dialogo sano e virtuoso tra due persone che si sono amate, probabilmente, e che ora mettono nero su bianco tutti difetti che hanno trovato a vicenda.

★★★★★★½
6½


ALESSIO BERNABEI – TEVERE

Ballad classica italiana che si regge quasi tutta sugli archi che creano atmosfera e che, però, acquisisce valore grazie alla voce di Alessio Bernabei che sembra avere trovato la quadra in questa nuova (ennesima) direzione artistica della sua vita.

Come già successo, anche in questo caso la produzione è affidata ai Room9 che si divertono a spaziare tra ritmi diversi, un po’ meno melodie diverse ma in questo caso il lavoro è davvero ottimo. Successo radiofonico più che web, questa nelle radio commerciali può conquistare i favori degli ascoltatori con facilità.

Testo sentimentale, nessun tema nuovo all’orizzonte ma reso, comunque, molto bene da Bernabei.

★★★★★★
6


GEMITAIZ, MACE – <3 <3

Che flow, che ritmo, che stile incredibile per il buon Gem che con il suo album Elsewhere ha fatto capire che ha ancora una voglia incredibile di distinguersi dalla scena, di non essere banale, di essere una colonna del genere in Italia.

Il brano è un mix tra r&b, hip hop e un accenno a Let Me Love You di Mario che ci sta sempre una meraviglia grazie anche, e soprattutto, alla capacità di essere un top player unico di Mace alla produzione.

Questo binomio ha sempre regalato perle incredibili, se ci fosse stato anche Venerus sarebbe stata la ciliegina sulla torta dato che i tre, insieme, hanno fatto godere gli amanti della musica sperimentale, rap, melodica e alternative negli anni.

Gemitaiz parla a una lei che ama, canzone d’amore che però viene raccontata in modo diverso dal solito con anche questo accenno di coro alla Neri Per Caso che ci sta alla perfezione.

Gran bel brano, ci voleva questa boccata d’aria.

★★★★★★★
7


GIOVANNI TOSCANO – MI MANCA

La voce di Giovanni Toscano, così roca e così strana per certi versi ti porta in un mondo cantautorale diverso dal solito, più grezzo e vero e la conferma arriva da questo nuovo singolo Mi Manca.

E’ una canzone, per l’appunto, cantautorale con i classici schemi da brano indie un po’ alla Mobrici solista per dare un’idea più chiara e si parla di tutte quelle cose che, probabilmente crescendo anagraficamente, mancano del proprio passato.

I genitori in casa, la vecchia stanza, tutto ciò che ha fatto parte dell’adolescenza, dell’infanzia e che fanno male se si pensa che sono tutte cose che restano chiuse in quegli angoli della memoria senza avere più modo di tornare.

E’ una canzone sul ricordo e, di conseguenza, sulla crescita come individui in un mondo di adulti un po’ strano e, per certi versi, triste.

Giovanni Toscano scrive davvero bene, non ci sono orpelli da cantautore stravagante e arriva dritto al punto facendoti capire le cose in modo chiaro. Così si dovrebbe fare sempre

★★★★★★★
7


1730 – PROMETTIMI

I fratelli Epicoco sono i 1730 e hanno scritto una ballad di un’intensità quasi commovente, questa Promettimi che ha una carica di sentimenti non rara ma di sicuro diversa dal solito venerdì musicale.

All’inizio sembra di sentire La Municipal, il progetto di Carmine Tundo, ed effettivamente il mondo è quello lì ma è un bene perché è un bel mondo. Le cose poi cambiano e il timbro diventa più riconoscibile.

La canzone parla di speranza verso un futuro dove essere in due deve corrispondere alla promessa di non farsi del male e di non ripetere gli errori del passato.

Un testo scritto bene, musicato altrettanto bene, giusta intenzione e interpretazione, poco di negativo da sottolineare in questo brano ai due Epicoco bros.

★★★★★★★
7


MAHMOOD – LE COSE NON DETTE

Non è un vero e proprio ritorno di Mahmood bensì una canzone che serve da colonna sonora per il film omonimo e che ci permette di riascoltarlo a distanza di un po’ di tempo dall’annuncio dello stop per tornare a vivere in pace dopo un periodo in cui non si è mai fermato.

Una canzone che scava a fondo nelle sonorità egizie, mescolandole a quelle di una composizione orchestrale da classica colonna sonora di film e tutto suona tremendamente bene.

La parte orchestrale e musicale, infatti, è stata curata da un professionista del genere come Paolo Buonvino (ex assistente di Battiato e compositore di alto rango, una nostra eccellenza) a cui si unisce Marcello Grilli, storico producer collaboratore di Mahmood a cui, probabilmente, va dato il merito di avere mixato perfettamente i due mondi di cui sopra.

Difficilmente la sentiremo in giro, sarà una di quelle canzone un po’ in stile Proiettili di Elodie e Joan Thiele, quindi che resta confinata nel mondo cinematografico e che, poi, ambirà al David Di Donatello.

Chissà, magari abbiamo previsto il futuro. Se siete fan di Mahmood fate lo screen di questa recensione e conservatela per quando ci sarà bisogno.

★★★★★★★
7


MIDA – CANZONE D’AMORE

E’ tornato il Mida di Rossofuoco? Difficile dirlo ma questa canzone è promossa, seppur con riserva.

Una ballad, cantata anche molto bene, non originalissima per melodia ma che ha il suo grande difetto nel corsivoe marcato, soprattutto nella prima strofa. Poi migliora per fortuna e inizia a cantare come dovrebbe e potrebbe fare per conquistare il successo che gli manca da un po’ troppo tempo.

Se questa era la canzone presentata a Sanremo insieme a Mew (già, si sono presentati insieme, sorpresa), ipotesi, allora viene la curiosità di sentirla anche con la doppia voce per capire l’effetto che fa perché questa canzone con un bel feat femminile di una donna dalla voce calda e profonda come Mew potrebbe rendere ancora di più.

Se non è questa allora fate finta di niente, anche se la curiosità rimane perché ha tutte le caratteristiche per essere cantata in featuring con una voce femminile, questo sì.

Ad ogni modo, canzone d’amore come tante altre dove il valore aggiunto sta nell’interpretazione, molto intensa e vera. Bravo Mida, stavolta te lo meriti.

★★★★★★½
6½


SUBSONICA – IL TEMPO IN ME

Sono tornati i Subsonica elettronici con Samuel e Boosta in grande spolvero, soprattutto il secondo con la sua tastiera e la sua presenza elettronica che fa da padrona lungo tutto il brano.

Ci sono dei ricordi di Tutti I Miei Sbagli nelle atmosfere e nel ritmo, una cosa molto bella, ma non si esclude in generale tutta la carriera della band. Ci sono delle cose di Eden, di Una Nave in Una Foresta, di Realtà Aumentata. E’ un viaggio nei suoni che hanno contraddistinto i 4 ragazzi torinesi in questi ultimi 25 e più anni.

Il testo è, come sempre, non banale e tratta il tema del tempo nella vita ma anche nella musica. Una canzone di più di 4 minuti in un mercato che esige delle tempistiche più brevi, brani da 2 minuti e mezzo al massimo, è una sfida.

La canzone serve per porsi la domanda delle domande, cioè ‘dove sta andando a finire la musica?‘ ma trova, o almeno ci prova, anche delle risposte. Sembra che il mercato voglia questo per chissà quale motivo ma la storia della musica racconta qualcosa di diverso ed è proprio lì che i Subsonica hanno scelto di girare lo sguardo.

La dfiversità è sempre stato un loro cavallo di battaglia e hanno deciso di renderlo elemento centrale anche in questo caso. Fatto bene.

★★★★★★★
7

PAGELLE NUOVI SINGOLI 16 gennaio 2026 – I BOCCIATI DA AMI

ALBERTO URSO E GIGI D’ALESSIO – NON DIRGLI MAI

Canzone eterna del Maestro Gigi, una di quelle che piacciono davvero a tutti e che non doveva essere toccata. La voce di Alberto Urso è molto bella ma non c’era la minima necessità di addentrarsi in questo featuring.

Poco da dire sul brano, lo conosciamo benissimo. In questo caso è stato rifatto in chiave orchestrale acquistando una nuova aria ma non c’era davvero necessità di inserire la parte tenorile.

Probabilmente, fosse stata fatta solo da D’Alessio con la stessa nuova versione orchestrale e senza Urso sarebbe stata clamorosamente bella. Così sembra un di più davvero non necessario.

★★★★★
5


ANGELA BARALDI – CUORE ELETTRICO

Canzone con già un anno di vita, pubblicata a gennaio 2025 che oggi trova nuovo respiro come singolo di Angela Baraldi. Se ragioniamo in termini commerciali, difficile se non impossibile che questa canzone possa trovare spazio nelle realtà, per l’appunto, di ampio raggio.

Cantautorato che si affaccia al pop ma che sembra uscita dagli anni 90, dalla prima Marina Rei. Siamo nel 2025, non bene considerando che i suoni sono cambiati e questa canzone (è un complimento) potrebbe stare bene nella colonna sonora di Tre Uomini e Una Gamba, quei film italiani di fine millennio che avevano questo genere di melodie e arrangiamenti nelle soundtrack.

Molto bello il significato del testo, il tema è sociale con l’immigrazione e la coesione tra popoli come miccia per far divampare la fiamma. Il grande problema del brano è che suona proprio vecchio.

★★★★★
5


CORTESE – CAREZZE

Canzone grezza, forse pure troppo, nel senso più tecnico del termine. La voce e la base viaggiano su due binari che non si incontrano quasi mai, i volumi hanno qualcosa di strano soprattutto nel ritornello. Sembrano proprio scollegate le due sfere.

Per quanto riguarda il testo è adulto, maturo e si sente che c’è voglia di raccontare la storia di questo uomo pieno di cose da dire e di amore verso la persona che ha accanto.

Volare oltre i giudizi e liberarsi dall’ansia di esprimersi in un mondo che non si racconta più.

Il problema più grande è che stanca, nonostante il ritmo sostenuto. Si arriva alla fine con fatica, sembra di sentire una versione uptempo di Riccardo Cocciante ma non al massimo della forma.

Troppe parole, troppi concetti, tutto troppo e la cosa che funziona di più, il ritornello, ha questo problema volumetrico che poteva senza dubbio essere rivisto. Occasione mancata.

★★★★★
5


MATTHEW – BUONA FORTUNA

La volta precedente abbiamo lodato Matthew, lo meritava davvero tanto. Questa volta non siamo a quel livello, siamo un gradino sotto per due motivi.

Il primo è la poca originalità nella parte melodica (troppi rimandi a Ed Sheeran e Lewis Capaldi, vi prego basta), il secondo è il passo indietro a livello prettamente psicologico del buon Matthew che nel brano precedente sorrideva, era felice di cominciare una nuova vita e lasciarsi alle spalle tutto quanto.

Qui sembra ripensare a una relazione che non può (e non deve) tornare e sarebbe stato bello, invece, continuare verso il percorso di crescita che, poi, porta a una maturità umana e non solo artistica importantissima.

Elemento portante del brano è la chitarra e per lui che è chitarrista in primis è fondamentale riuscire a farla risaltare, si capisce e si sente bene ma questa volta il suo accenno di country pop melodico non cattura come l’altra volta.

Ci sarà modo e tempo di fare meglio.

★★★★★
5


MEGANOIDI – SULLA VETTA (LIVE)

Un paio di precisazioni su questo brano sono doverose sotto il profilo tecnico. La più importante è che si tratta di un brano inedito ma registrato in live durante le riprese del docufilm Meganoidi on The Rocks ed estratto come singolo. Una scelta inusuale ma tant’è…

Non capita spesso di vedere come singoli dei brani registrati in live ma, evidentemente, la self confidence dei Meganoidi è stata tale da fargli pensare che fosse la cosa giusta da fare. Lodevole senza dubbio.

Il problema di questa canzone è che parla solo ed esclusivamente ai fan dei Meganoidi, quelli storici che li seguono da trent’anni e infatti il brano suona come una loro canzone di trent’anni fa, non ha elementi che possano andare bene nel 2026 e, dato che questo è un singolo, parliamo di un aspetto da tenere obbligatoriamente in considerazione.

Se fosse rimasta una canzone inedita dentro al progetto totale, probabilmente, l’impressione generale sarebbe stata migliore perché inserita in un contesto più ampio e riconoscibile ma estrapolata dal suo habitat perde molto ed è un vero peccato.

Poi, per carità, sul significato nulla da dire: riuscire a raggiungere una metaforica vetta per riuscire a distanziarsi dagli elementi tossici che fanno parte di noi e riuscire a godere del silenzio che diventa quasi una cura.

Il problema, anche qui, è il loop forse troppo marcato dei ritornelli e del testo, tutto molto piatto nella sua struttura e dopo i primi due minuti inizi a percepire una certa stanchezza. Si poteva fare una scelta diversa.

★★★★★
5


LAURA PAUSINI FEAT JULIEN LIEB – LA DERNIERE CHANSON (DUE VITE)

Palesemente fatta per rimpolpare il meme di due anni fa e basta perché altrimenti non esiste un solo motivo per fare la cover di Due Vite in questo modo, ma soprattutto per l’arrangiamento che rovina una canzone straordinaria sotto ogni aspetto.

L’idea di base è quella di Io Canto, precisa, quindi con movimento e ritmo, ma su Due Vite è una scelta troppo, tanto azzardata per due motivi: la ‘freschezza’ nella mente del brano, troppo recente, e la qualità dell’arrangiamento originale che è insuperabile.

Di certo, farla in chiave pop rock non le dona giustizia e, poi, c’è quel problema del meme che aleggerà al 100% sui social. Chiunque, che fosse TikTok o che fossero tutti gli altri social, fecero video con il meme di Due Vite in francese e fare, oggi, questa versione in questo modo rischia di avere un effetto boomerang pazzesco.

Ovviamente speriamo di no ma resta il fatto che se escludiamo quel concetto e lasciamo solo gli elementi ‘nuovi’, si salva solo la potenza della voce di Laura Pausini e nulla più.

★★★★
5


RUGGERO – FASHION WEEK

Aiuto, qualcuno mi aiuti. Non so cosa dire su questo brano che vorrebbe essere pieno di carica, energia, pop dance ai massimi livelli e che, invece, fa il giro e diventa quasi cringe.

Ruggero è bravo, non si discute sulle sue qualità, ma qualcuno gli dia le canzoni giuste e, soprattutto, i consigli giusti perché con questo genere di canzoni resterà al palo.

Sembra di sentire Il Pagante, più pettinati, ma che ti donano lo stesso identico effetto quasi trash ma definirlo cringe è meglio.

Un brano dove non si parla di nulla, se non di una notte di fuoco in una città (Milano) che potrebbe essere una specie di città del peccato dove viene citata, così a buffo, la fashion week senza la minima ragione. Forse solo perché metricamente ci stava bene perché per il resto non ha davvero senso.

“Champagne ghiacciato su di te, su di me. Vuoi il finale perfetto? Vieni via con me”. Ho concluso vostro onore.

★★★
3

GOLDEN SONG
Scopri i brani migliori della New Music Friday del 16 gennaio 2026 secondo All Music Italia.

MILOMARIA FEAT LEO GULLOTTA – VIA MAQUEDA

Contesto: via Maqueda, la via che taglia a metà il centro storico di Palermo. Forse la via principale conosciuta dai turisti, amata e odiata dai palermitani, che ti permette di vedere in pochi metri il Teatro Massimo, il terzo più grande d’Europa e tanti stili architettonici diversi.

Si parte da questa via per raccontare la storia di questa canzone che unisce musica e teatro, cantautorato e monologo, la parte bella di una città piena di problemi ma che non perde mai il suo fascino.

Non è una canzone, è di più. Milomaria mette il cuore nel suo canto, Leo Gullotta tutta la sua immensa esperienza e, insieme, fanno scendere una lacrima a chi sa e chi conosce quella Terra, a chi ce l’ha nelle vene e nel cuore.

Tutto giusto.

★★★★★★★★
8


ETTA – MI FA SCHIFO TUTTO OGGI

La ragazza punk rock per eccellenza della musica giovane italiana è tornata con una nuova canzone del genere, chitarrone e bassi potenti ma c’è una differenza rispetto al passato non da poco: si sfoga davvero e non gliene frega niente di dimostrare qualcosa.

Etta urla il suo sdegno verso un mondo che non la valorizza, non la merita magari ma, allo stesso tempo, urla anche contro se stessa e i suoi difetti.

Questa non è una canzone, è un modo per dire a tutti “hey, io sono qui” ma senza chiedere permesso. Etta si prende quello che le spetta e lo fa con la verità dei suoi testi, delle sue emozioni, delle sue sensazioni e del suo rock puro.

★★★★★★★★
8

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