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Festival di Sanremo 2024: le pagelle di All Music Italia ai brani in gara dopo l’ascolto in anteprima

Trenta brani in gara per un Festival in direzione Festivalbar

di Fabio Fiume (Interviste, Recensioni) · 

Festival di Sanremo 2024 pagelle ai brani in gara a cura del critico musicale Fabio Fiume dopo l’ascolto in anteprima riservato alla stampa che ha avuto luogo negli studi Rai il 15 gennaio 2024.

Lasciamo quindi la parola a Fabio.

Al via come ogni anno il Festival di Sanremo, che in realtà parte ben molto prima di quello che la gente comune può vedere in tv. Parte dall’organizzazione, dalla scelta artistica dei brani, dalla comunicazione degli stessi e prima di arrivare alle fatidiche serate, passa anche attraverso l’ascolto riservato alla stampa delle canzoni selezionate.

E quest’anno le canzoni sono addirittura trenta, credo mai così tante in un unico girone, e quindi l’ascolto è stato abbastanza serrato.

Da tradizione Amadeus, ormai ci ha abituati, tende molto la mano al mondo radio e la risposta oserei dire è quasi unanime da parte degli artisti selezionati, tanto che ben più dei ¾ dei brani è up tempo e gioca di cassa, persino quelli di artisti un po’ più in là con gli anni, da cui ti saresti aspettato qualcosa di più classico.

Veniamo però adesso alle pagelle con un avvertimento: essendo questo un primo ascolto, nel senso proprio che le abbiamo ascoltate una volta e poi via, subito alla successiva, per rispetto alle canzoni stesse non sarò troppo largo con i voti, ne in un senso ne nell’altro.

Mi riservo di correggere il tiro a secondo ascolto, come è giusto che sia. Avevo scelto già in partenza di stringermi fra il 4 come voto minimo ed il 7 come massimo. Rivelo però che in tre occasioni sono andato di poco sopra, perché ritengo lo meritassero, già dopo un solo ascolto. Speriamo anche altre possano salire in seconda battuta.

Festival di sanremo 2024 pagelle dopo il pre-ascolto in anteprima

Ecco a voi cosa ne penso delle nuove canzoni di Sanremo… in rigoroso ordine alfabetico.

Alfa – Vai!

Pezzo up tempo arrangiato in chiave finto country, un po’ alla “Timber” di Pitbull & Kesha, con tanto di “uh” e fischietto con video già scenograficamente pronto, fatto di tori meccanici e lazzi. Carina per le radio ma non passa alla storia come pezzo su cui, fra gli altri, poggiarci una carriera. Accettabile nell’insieme

Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: Mi hanno detto che il destino te lo crei soltanto tu


Alessandra Amoroso – Fino A Qui

Alessandra fedele ad Alessandra e non vi racconto di quella che ultimamente si era data una botta di vita in pezzi scatenati. Non regala niente di nuovo e anche se il tema è importante, la resa è troppo vicina a cose che già ci ha fatto sentire. Noiosetta. Inoltre la voce sembra aver perso potenza… ma non quella sensazione che la lacrima sia sempre dietro l’angolo

Cinque ½
⭐⭐⭐⭐⭐✨

La frase:… a sentirmi come Sally senza avere più voglia di fare la guerra.


Annalisa – Sinceramente

Il mood è quello che Nali sta cavalcando da un bel po’ e che le ha dato il grandissimo successo. Non ci si aspetti nulla di diverso oltre un brano che funziona, che gioca con ambientazioni dance e spinge a far muovere il piedino a chi nemmeno lo sa fare. Lei canta come sempre molto bene, però volendo avrebbe potuto osare di più.

Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: Sinceramente quando quando quando quando piango, anche se a volte mi nascondo


Loredana Bertè – Pazza

Piglio rock, sicuramente attuale per quel che riguarda il suo vissuto, anche nel fatto che, dopo anni in cui la si giudicava una pazza, oggi è tornata ad essere amatissima e seguita. Ha spinta, groove. Si canterà.

Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: io sono pazza di me, di me e voglio gridarlo ancora, non ho bisogno di chi mi perdona…


Big Mama – La Rabbia Non Ti Basta

Fra gli up tempo urban la “mama” big funziona più di chiunque altro. Ha un testo importante, spiegato con parole comprensibili anche al pubblico a cui si rivolge ed un ritmo che conquista e che difficilmente faticherà ad entrare nelle playlist radio

Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: Una figlia che perde chi la vuole avere, quindi apri altre ferite. Vorresti solo un altro corpo, ma a quale costo?


Bnkr44 – Governo Punk

Leggera e a tratti persino insopportabile per mood infantile. Ci si chiede se può un pezzo del genere avere addirittura tutti questi autori. Eppure musicalmente poteva dire qualcosa di più. E’ l’inciso che abbassa decisamente il risultato.

Quattro
⭐⭐⭐⭐

La frase: Scrivo dentro un garage, la mia testa è un collage di canzoni e momenti tristi; ho finito le chance


Clara – Diamanti Grezzi

Metà ballata nel perfetto stile urban che tanto è in voga oggi. Inciso invece up tempo elettronico in cui le parole si susseguono velocissimamente, capendo pochetto se non con il testo davanti. Ricorda un po’ il metodo di cantare di Mara Sattei. Radiofonicamente può camminare molto.

Sei +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

La frase: Non sappiamo fare a meno di parole, che quando si schiantano lasciano il segno….


Dargen D’Amico – Onda Alta

La base è più o meno similare a quella di “Dove Si balla” di cui si candida forse a primo ufficiale follow up. Anche l’inciso apre alla coralità, richiamando il pubblico alla partecipazione… e parteciperà. Però uffà, un po’ d’inventiva? Il testo è comunque meno facilone di come arriva in apparenza, dicendo persino cose importanti e probabilmente col giusto piglio per essere seguito. Si spera.

Sei ½
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

La frase: questa volta hai fatto proprio un bel casino, alla contraerea sopra un palloncino…


Fred De Palma – Il Cielo Non Ci Vuole

Niente reggaeton per De Palma ma la linea che lo separava da colleghi come Mahmood o Blanco è stata ampiamente superata. Del primo non ha il timbro caratteristico e del secondo il carisma. Il pezzo piacerà tanto alle radio, ma l’effetto stanchezza può sopraggiungere già al secondo ascolto.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: Ma tu promettimi che staremo bene anche all’inferno; il cielo non ci vuole…


Diodato – Ti Muovi

Melodicamente costruita con tanti ricordi di musica che è stata e che Antonio sa fare perfettamente sua, attualizzandola. Cresce sicuramente con il live. Bello spazio special per l’orchestra e se lui canta come sa cantare, il teatro lo premierà.

Sette+
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

La frase: Ma anche se sai che è inutile , anche se sai che è inutile, tu ancora ti muovi, qui dentro ti muovi, cerchi l’ultima parte di me…


Emma – Apnea

Anche qui l’Ariston ballerà grazie ad una cassa stile primi anni 80, di cose alla Carrà di quegli anni o persino alla Viola Valentino, ripulita dai sussurri dell’epoca. Ha giocato a tirare un colpo che la gente da lei probabilmente non si aspettava. A me è piaciuta proprio perché non ha rifatto se stessa.

Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: Lasciami stare nel tuo temporale se grandini, tagliami il cuore se vuoi con un paio di forbici…


Gazzelle – Tutto Qui

Strano questo pezzo del cantautore romano, spostatosi su un terreno scricchiolante in stile Tommaso Paradiso dove, o c’hai la canzone eccezionale o ti confondi nella massa. Sicuramente si presta all’arrangiamento orchestrale, però non spicca, resta nel vorrei ma non posso con opzione “riascolto”.

Cinque ½
⭐⭐⭐⭐⭐✨

La frase: ma domani potremmo anche ridere, o almeno sorridere, tutto qui…


Geolier – I P’ Me, Tu P’Te

Sound moderno, perfetto incastonamento in una urban che lo ha visto diventare protagonista a poco a poco. Anche se cantata in napoletano è comunque comprensibile ai più (tranne al collega da Milano che dice di non averci capito granchè) e si rivela potente per piacere a più palati. Ottima l’apertura dell’inciso che stavolta conquisterà anche il mondo radio che forse è rimasto l’ultimo a doverlo premiare ancora.

Sette +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

La frase: e stev pnzann a tutte le cose che ho fatto e tutto quello che ho perso, non posso fare nient’altro…


Ghali – Casa Mia

Ha trovato un buon groove ma il testo è abbastanza prevedibile. Lui chiaramente sa far suo l’argomento dell’inclusione, solo che poteva affrontarlo in maniera meno semplicistica, un po’ troppo da compito in classe di prima media. Un passaggio della seconda strofa però strappa l’attenzione, quello riferito ai bombardamenti, per un pezzo di terra, un pezzo di pane.

Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: la strada non porta a casa se la tua casa non sai qual è


Il Tre – Fragili

Non riesce a venirmi in mente a quale canzone recente assomiglia l’apertura dell’inciso di questa canzone, ma assomiglia tanto. Pezzo fragilino, che pure alle radio può piacere, ma che lascia davvero poco. Tutto è già sentito, anche l’arrangiamento.

Quattro ½
⭐⭐⭐⭐✨

La frase: ma siamo fragili come la neve, come due crepe

Il Volo – Capolavoro

Divisioni delle parti della canzone sempre uguali e loro, come sempre, uguali a se stessi. L’inciso è potente e strappa facili applausi in sala, gigionando con l’orchestra, cosa anche questa che gli è propria. Non è un brano brutto, ma dove stavamo con “Grande Amore” ancora li stiamo. Buon per loro perché potrebbero fare podio.

Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: cadi dal cielo come un capolavoro, prima di te non c’era niente di buono...


Irama – Tu No

Avrà la sua bella difficoltà live, perché Irama in live su queste note non credo ci sia mai andato. La produzione sulla voce tiene tutto troppo chiuso nelle strofe, troppo cupo. Forse proprio per far notare la differenza d’impatto dell’inciso? Mah! Io non la trovo una cosa bella. E comunque il fantasma di Lewis Capaldi è troppo presente… non ha ancora trovato la luce da seguire!

Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: Cercavi un modo per proteggermi però non c’eri quando volevo che tu fossi qui


La Sad – Autodistruttivo

Attitude punk per un pezzo che è firmato da Riccardo dei Pinguini e un po’ si sente. Il testo è pieno di parole e gioca camminando sul filo fra cose che si possono dire o che sarebbe meglio evitare. Si sono giocati bene la loro possibilità per un pubblico più ampio ma senza snaturarsi.

Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: e prendo a pugni lo specchio, io non ci riesco a cambiare chi vedo riflesso…


Mahmood – Tuta Gold

Sempre tanta produzione moderna e giovane. Il testo dice pochino, segue espressioni tipiche di un mondo che l’artista vive e che continua a proporre. Non sorprende e forse è questa la grande pecca.

Sei =
⭐⭐⭐⭐⭐⭐=

La frase: A stare nel quartiere serve fottuta personalità. Se partirai dimmi tua madre chi la consolerà…


Angelina Mango – La Noia

Firma anche Madame e ne viene fuori una canzone moderna che gioca con più stili, fra cui la cumbia, in cui lei riesce a firmare con il suo piglio impertinente ma anche riconoscibile ciò che canta. Funziona e conferma Angelina come uno dei personaggi femminili più forti fra le nuove leve.

Sette +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

La frase: Una corona di spine sarà il dress per la mia festa


Maninni – Spettacolare

Ballata misurata ed evocativa, con una bella apertura d’inciso, che rivela un cantautore giovanissimo che si gioca molto bene la sua possibilità. Arriva potente nonostante la pulizia e nessun aiutino da studio.

Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: stringerti forte è spettacolare come il primo giorno d’estate, come i dischi belli che non scordi più…


Fiorella Mannoia – Mariposa

Ritmata, tenuta da chitarre che in qualche modo latineggiano e ricordano vagamente cose alla Gerardina Trovato, di cui non si riparla mai. L’inciso resta in testa perché memorizzabile per ogni generazione, anche per i bambini. Non è la Fiorella che ti aspettavi a Sanremo, ma per chi la vede spesso live, lei è anche così.

Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: Mi chiamano con tutti i nomi, tutti quelli che mi hanno dato e nel profondo sono libera…


Mr Rain – Due Altalene

L’anno scorso sfruttava un inciso ficcante, quello coi bambini; oggi invece un’apertura all’orchestra sempre per l’inciso e per gli spazi musicali. Si muove sempre nel solito range e forse rispetto all’anno scorso paga un po’ di non sortire l’effetto sorpresa. Brano passabile, nella media.

Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐


Negramaro – Ricominciamo Tutto

Si cita Battisti in un pezzo che però ci mette un po’, forse un po’ troppo per aprirsi, per guadagnare una ritmica che galvanizzi anche la presenza della band. Alla fine soltanto riconosci la vera essenza della band. A primo ascolto non mi ha colpito, forse anche perché sto ancora aspettando un’apertura che non mi arriva in un mondo parecchio Coldplay, che invece sono più immediati.

Cinque ½
⭐⭐⭐⭐⭐✨

La frase: E ogni volta che sembrava tutto perfetto, c’è sempre un pezzo che ci manca


Francesco Renga & Nek – Pazzo Di Te

Trovo che entrambi si stiano spendendo in pezzi decisamente minori rispetto ad una carriera che ha avuto sempre un suo decoro. Questa ballata potevano inciderla tranquillamente nel 2001… davvero troppo fuori tempo massimo.

Quattro
⭐⭐⭐⭐

La frase: …e lo sa solo Dio chi è più pazzo di me, sotto questo mantello di cielo


Ricchi & Poveri – Ma Non Tutta La Vita

Si vestono up tempo, ma, nel loro caso, come da tradizione verrebbe da dire. E’ chiaro che le voci non siano più quelle di una volta, però il pezzo strappa consensi in sala, li riporta ad una cantabilità di massa per cui non devono chiedere certo permesso a nessuno. Se festa deve essere festa sia.

Sei ½
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

La frase: Anche la più bella rosa diventa appassita, va bene ti aspetto ma non tutta la vita


Sangiovanni – Finiscimi

Sicuramente personale nel testo. Tra effetti sulla voce e note spezzate con fiati presi qua e là, diciamo pure che la forma ballata non gli riesce propria.

Lui si è preso un pochetto di pausa ma è tornato come lo avevamo lasciato: non sapeva cantare prima e non sa cantare adesso. Non trovo crescita, anzi ci trovo persino un po’ di noia.

Quattro
⭐⭐⭐⭐

La frase: io non so come si controllano le emozioni, perciò delle volte ho fatto un po’ il coglione


Santi Francesi – L’Amore In Bocca

Il duo ha come sempre groove. Propongono cose che possono andar bene a più palati, ma lo fanno senza mai rinunciare ad una loro “stilosità”, senza scadere nell’ovvio. Può crescere con gli ascolti

Sei ½
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

La frase: Mi hai lasciato con l’amore in bocca e intanto la tua luce sorge, forte e brucia la mia pelle a volte…


The Kolors – Un Ragazzo Una Ragazza

Hanno trovato il loro mood definitivo e lo portano anche sulle assi dell’Ariston e l’Ariston ballerà. Da cantare esattamente due minuti dopo averla ascoltata. Entra in testa e gioca fra sound che furono di una disco che non passa mai di moda.

Sei ½
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

La frase: Lo sai che quando pensi di star bene poi ci rimani sotto sei un proiettile nel cuore però avevo il giubbotto…


Rose Villain – Click Boom

La novità è che Rose qui canta per davvero, proponendosi in strofe melodiche che hanno reminiscenze uk. La resa live è tutta da vedere perché il pezzo facilissimo non è. Inciso accattivante, di quelli che restano in mente.

Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

La frase: …e non ho paura del buio ma di svegliarmi con accanto qualcuno

 

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Qui voti Alessandra Amoroso come artista, nel complesso: non questo articolo né un singolo brano.

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