Rigurgito è tornato. L’aveva promesso, e a quanto pare è un uomo di parola, o forse solo un sadico con troppo tempo libero. Dopo aver digerito (a fatica) la prima serata del Festival di Sanremo 2026, si è sorbito anche la serata cover del venerdì, quella dei duetti, degli ospiti a sorpresa e delle scelte discutibili. Ha preso altri appunti. Eccoli, di nuovo a vostro rischio e pericolo.
Nota della redazione, e di Rigurgito stesso: quello che state per leggere è un commento personale, soggettivo e deliberatamente fazioso sulla serata delle cover del Festival di Sanremo 2026. Non rappresenta la posizione di All Music Italia, non aspira all’obiettività e non ha alcuna intenzione di conquistarla. Rigurgito è una voce indipendente che esprime opinioni proprie su artisti, brani e fenomeni televisivi nell’ambito della critica musicale e del costume. Tutte le affermazioni contenute nel testo sono opinioni personali e giudizi estetici, non fatti accertati: rientrano nel pieno esercizio della critica artistica e della libertà di espressione. Nulla di quanto scritto intende ledere la reputazione di alcuno. Per quel che riguarda il direttore di questo sito, ha preso le distanze al punto da risultare irrintracciabile per tutti, uffici stampa compresi. Nel dubbio, prendete tutto con le pinze. O con il contagocce. Dipende dalla vostra soglia di sopportazione.
SERATA COVER SANREMO 2026: I COMMENTI DI RIGURGITO
Elettra Lamborghini con Las Ketchup
Poche parole per l’angolo della Sagra della Porchetta. Voto 4 di simpatia.
Eddie Brock con Fabrizio Moro
Moro fa Moro, cantando Moro e Brocco scompare del tutto. Voto 4, ma questa volta di cortesia.
Mara Sattei con Mecna
Sarebbe stato meglio Vecna che alla prima barra avrebbe fatto arrivare i corvi. Voto 3 a caso.
Patty Pravo con Timofej Andrijashenko
Pezzo stupendo, lei ha l’esperienza, lui è un piacere da ammirare. Diciamo che potrebbe essere un bel modo per chiudere la carriera e dedicarsi ad altro. Voto 7 e mezzo.
Levante con Gaia
La Nannini non si sposta dalla mia testa e loro sembrano un buon karaoke e nulla più. E forse anche con non una piena comprensione del testo. Voto 5.
Malika Ayane con Claudio Santamaria
Santamaria dimostra che avrebbe più diritto lui a calcare quel palco di molti dei “cantanti” in gara. Il brano ne esce abbastanza piacevole. Voto 6 e mezzo.
Bambole di Pezza con Cristina D’Avena
Angolo cartoni animati. La D’Avena merita questo palcoscenico ed il mix è ben riuscito. Anche l’intermezzo era musicalmente molto gradevole. Era anche filologicamente corretto? Forse no, ma almeno si è sentito un gruppo suonare. Voto 7.
Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso
Incomprensibile l’operazione di D’Amico su questo brano. Un finto sociale di retorica e luoghi comuni. Voto 4 e mezzo.
Tommaso Paradiso con gli Stadio
Paradiso che si muove come se Caronte gli avesse chiesto più soldi del previsto. Gli Stadio sono ovviamente a loro agio, pur con qualche comprensibile difficoltà di Curreri. Voto 6 e mezzo.
Michele Bravi con Fiorella Mannoia
Due bravi interpreti. Bravi meglio che nel suo pezzo. Ma sinceramente poca emozione. Voto 6+.
Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca e Band
Cala un asso pigliatutto emozionatissimo che rovina con le barre che gli costano almeno un voto. Voto 4+.
Maria Antonietta e Colombre con Brunori SAS
Maria Antonietta fa pensare alla ghigliottina. Brunori e Colombre la salvano. Voto 6–.
Fulminacci con Francesca Fagnani
La domanda è perché? La risposta è 3.
LDA e Aka 7even con Tullio de Piscopo
Tullio ci ricorda che Napoli non è solo Sal da Vinci e il neomelodico. Voto 7+.
Raf con i The Kolors
Stash sempre più in viaggio verso Michael Jackson. Coreografia d’impatto. Loro sono bravi. Entusiasmanti? No. Voto 7-.
J-Ax con i Ligera Country Fam.
Ho pensato tutto il tempo a perché mancasse Pozzetto e il loro saluto finale a lui mi ha preoccupato un po’. Per me questo brano e loro sono fuori gara.
Ditonellapiaga con Tony Pitony
Sorprendenti. Ben eseguita. Intermezzi riusciti. Valorizzazione dell’orchestra. Si vede che c’è mestiere, arte, capacità e preparazione. Voto 8 e mezzo.
Enrico Nigiotti con Alfa
Fare Bersani, come ben si ricorda la Pausini, non è per nulla facile, ma loro hanno fatto una buona esecuzione e avrebbero meritato un 8, ma le barre, per quanto coerenti al testo, valgono mezzo punto in meno. Voto 7 e mezzo.
Serena Brancale con Gregory Porter e Delia
La Brancale viene fagocitata da Porter, e non è sorprendente, ma viene surclassata anche da Delia, e questo era meno prevedibile. Lei dovrebbe essere la protagonista e questo incide sul voto. Doveva essere il suo festival, ma sarebbe ora che chiamasse il taxi dell’anno scorso. Voto 6, ma grazie agli altri.
Sayf con Alex Britti e Mario Biondi
Barre inutili, effetto villaggio vacanze. Voto 4.
Francesco Renga con Giusy Ferreri
Potevamo farne a meno? Sì. È stata inascoltabile? No. Renga chiude un po’ le frasi alla Gabbani. Il prossimo step sarà chiuderle alla Facchinetti? Voto 6–.
Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma
Arisa si confronta con un’interprete caratteristica come la Mannoia e purtroppo l’effetto è la noia. Voto 5.
Samurai Jay con Belen Rodriguez e Roy Paci
Prima ci hanno illuso che i fonici di Sanremo avessero fatto bene il loro lavoro non aprendo il microfono, poi purtroppo lo hanno fatto ricominciare. Voto per i fonici 10. Per il resto 4 di stima, ma solo per la presenza di Roy Paci.
Sal da Vinci con Michele Zarrillo
È successo l’imprevedibile: pure Zarrillo ha sbagliato. Da Vinci tolto dal neomelodico trema di paura come me quando lo passano in radio. Voto 4 e mezzo.
Fedez e Marco Masini con Stjepan Hauser
L’ospite è bravissimo, Masini nel pezzo, Fedez è tornato ad essere lui. Vocal coach c’è ancora da lavorare un bel po’! Voto 5+.
Ermal Meta e Dardust
Momento Disney che Meta, però, fa bene. Voto 6 e mezzo.
Nayt con Joan Thiele
De Andrè non si tocca se non con capacità ed estremo rispetto. Voto 2.
Luché con Gianluca Grignani
Mi dispiace, ma pur con la presenza di Grignani che può fare ovviamente ciò che vuole dei suoi brani, ma un pezzo così non lo si fa rovinare da Luché. Non aveva bisogno di questa marchetta per lanciare il suo prossimo album. La battuta sul numero della Pausini poteva risparmiarsela. E per questo mezzo voto in meno. Voto 5+.
Chiello con Morgan
Ci sono mostri sacri come il già citato De Andrè e Tenco che non si dovrebbero toccare. Morgan è spesso sopra le righe, ma è un grandissimo intenditore e se si rifiuta di cantare Tenco a Sanremo c’è un perché. Voto 3.
Leo Gassmann con Aiello
Due modi di usare la voce e di pronunciare l’italiano inascoltabili con un bacio finalizzato solo a fare scena. Voto 3.
La serata cover di Sanremo 2026 è andata. Rigurgito si ferma qui. Ora si prepara psicologicamente alla finale, consapevole che il peggio, o il meglio, deve ancora venire. Per chi volesse approfondire i brani in gara, tutte le notizie su Sanremo 2026 sono su All Music Italia.











