Chi è Rigurgito? Nessuno che abbiate mai sentito nominare, e probabilmente è meglio così per entrambe le parti. Ha guardato tutta la prima serata di Sanremo 2026 senza essere stato invitato, senza credenziali stampa e senza particolari motivi validi. Ha preso appunti. Eccoli.
Nota della redazione — e di Rigurgito stesso: quello che state per leggere è un commento personale, soggettivo e deliberatamente fazioso sulla prima serata del Festival di Sanremo 2026. Non rappresenta la posizione di All Music Italia, non aspira all’obiettività e non ha alcuna intenzione di conquistarla. Rigurgito è una voce indipendente che esprime opinioni proprie su artisti, brani e fenomeni televisivi nell’ambito della critica musicale e del costume. Tutte le affermazioni contenute nel testo sono opinioni personali e giudizi estetici, non fatti accertati: rientrano nel pieno esercizio della critica artistica e della libertà di espressione. Nulla di quanto scritto intende ledere la reputazione di alcuno. Per quel che riguarda il direttore di questo sito, ha preso le distanze al punto da risultare irrintracciabile per tutti, uffici stampa compresi. Nel dubbio, prendete tutto con le pinze. O con il contagocce. Dipende dalla vostra soglia di sopportazione.
Sanremo 2026: commenti alla prima serata
Ditonellapiaga – Che fastidio!
Nomen omen. Non si capisce una parola; d’altronde lei fa parte dei mangiatori di microfoni. Notevole la direttrice d’orchestra con reggiseno in vista, forse per contestare il patriarcato in Elodie style.
Michele Bravi – Prima o poi
Lui è espressivo, ma in questo caso eccede. La musica è vecchia: direi retorica. Sicuramente, in questo caso, più Bravi che bravo. Un po’ lontano quel gioiellino de Il diario degli errori.
Sayf – Tu mi piaci tanto
Ovvero: Ghali spedito da Temu. Tanti luoghi comuni, il sociale buttato lì come qualcosa detto solo perché atteso da chi ascolta. Banale.
Mara Sattei – Le cose che non sai di me
(e che manco avrei voluto sapere). Anche lei in categoria mangiamicrofoni mentre canta. Un po’ Tatangelo da discount.
Dargen D’Amico – Ai ai
Vestito con i listoni di legno del pavimento, canta Ai ai, ma lo fa un po’ vomitando, con le vocali da rapper bauscia d’ordinanza. Insomma, un Willy Peyote meno convincente, con un testo molto più debole.
Arisa – Magica favola
Con un look incantevole, canta Magica favola. Questa volta l’accoppiata con Anastasi non ricalca i fasti del passato: troppo disneyano il pezzo. E non è il solo di questo festival. Che sia la Disney il secondo sponsor occulto dopo Taffo?
Luché – Labirinto
Solito cliché di droga/disagio/rivalsa. Che palle.
Tommaso Paradiso – I romantici
Più che un miracolo, un miracolato. Speriamo non ci rappresenti lui all’Eurovision. Ma poi la domanda vera è: chi vorremmo ci rappresentasse di questi?
Elettra Lamborghini
Lei è simpatica, un po’ Moira Orfei. Il pezzo, purtroppo, non scappa via veloce come le auto di famiglia.
Patty Pravo – Opera
Incredibile a dirsi, ma con il livello attuale è una delle più comprensibili. Purtroppo per noi il pezzo non è firmato Vasco e Curreri, e si sente.
Samurai Jay – Ossessione
Bene per il Giappone che sia italiano; altrimenti, come ultimo samurai sarebbe davvero una fine ingloriosa. Momento Viña del Mar. Tu vuoi fare Bad Bunny, ma aspetta e spera.
Raf – Ora e per sempre
Fino qui pare quasi un gigante. Ma quanto sono lontani questi anni Ottanta…
J-AX – Italia Starter Pack
Si autocita o si autoplagia? Ma è in gara o è un omaggio all’Italiano Medio degli Articolo 31? Per chi è negli ‘anta è un piacevole ricordo, ma non dovrebbero essere pezzi originali quelli in gara?
Fulminacci – Stupida sfortuna
Vestito da bancario, ma è una sorpresa e potrebbe passare all’incasso. Lo riascolterò con attenzione.
Levante – Sei tu
Avvolta nella carta stagnola ci porta dal mondo della fisioterapia a un check-up completo. Speriamo sia tutto negativo. È brava, teatrale; il pezzo, però, pare un po’ confuso.
Fedez & Marco Masini – Male necessario
Temevo che Fedez sarebbe stato il mio male della serata; invece, meno male dell’anno scorso. Il brano c’è. Interessanti.
Ermal Meta – Stella stellina
Vestito dalla costumista di Harry Potter. Il brano pesca nelle sue origini musicali, ma il testo non mi convince. Ha scritto cose molto più incisive.
Serena Brancale – Qui con me
Scende sul palco vestita come se fosse in viaggio verso l’altare su una vecchia Fiat 131. Nihil novi sub sole. Grandi attese, piuttosto disattese. Anche qui quota Disney.
Nayt – Prima che
Incespica. Per ora Eminem può stare tranquillo. Per il livello di questo festival ci può stare. Ai posteri decidere se sia un bene o un male.
Malika Ayane – Animali notturni
Bianco e nero che ricorda la Mina di Studio 1. Lei sarebbe brava, ma questa sera non sembra del tutto centrata. Il pezzo è un po’ Marina Rei. Si può dimenticare. Peccato.
Eddie Brock – Avvoltoi
Altro big nella categoria mangiamicrofoni ansimanti. Il pezzo ha arresti stile Olly, ma con meno voce e meno carisma. Apprezzabilissimo, da noi cultori, il riferimento all’Angela di Checco Zalone, se non l’avete colta riascoltatela.
Sal Da Vinci – Per sempre sì
Ho un limite con il neomelodico. Mi appello al quinto emendamento.
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
È riconoscibile e onesto. Ci sono echi di Dalla. Purtroppo, il pezzo non è, almeno al primo ascolto, forte come Nonno Hollywood.
Tredici Pietro – Uomo che cade
Per accertarne la paternità non serve uno di quei test del DNA molto in voga al momento anche ad ascoltarlo… Ovviamente meglio la musica del canto. Che quel microfono avesse scelto deliberatamente di non funzionare?
Chiello – Ti penso sempre
Senza voce, asmatico, con le antenne di Mazinga Z che mi hanno riportato all’infanzia. Perciò passiamo in Rolls Royce… al successivo.
Bambole di Pezza – Resta con me
Per chi le conosce non del tutto nel loro stile, ma che bello un po’ di rock: aria fresca nella serata Disney. Se solo si sentissero meno i respiri. Forse ricordano un po’ Ultimo, ma per me questa sera prime!
Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta
Jalisse 2026, ma anche Coma Cose 2026. Spero di riascoltarli tra tanti anni quanti i Jalisse (e comunque lei almeno era una cantante).
Leo Gassmann – Naturale
Che cognome pesante. Respira abbastanza male, come tanti. Più espressivo nella recitazione che nel canto. Annoiato, a metà esibizione mi sono messo a leggere le news di Google.
Renga – Il meglio di me
Quanto si piace. Renga fa Renga. Il brano non sorprende, tanto è vero che ho finito di leggere le news.
LDA & Aka 7even – Poesie clandestine
Ma perché? Un po’ Brancale 2025, un po’ Gigi D’Alessio, un po’ Sal Da Vinci. Di certo Sanremo è troppo per loro. Testo non pervenuto.
Il meglio e il peggio della serata
Il meglio della serata: la Pausini. Decisamente a suo agio nonostante l’immotivato linciaggio mediatico social degli ultimi mesi. Poteva anche presentare da sola.
Il peggio della serata: la Repupplica… e non scrivo quello che penso, altrimenti mi arrestano. Siamo su Rai 1 e ci estorcono il canone volenti o nolenti. Ma magari è stato il Ministro dell’Istruzione a dare indicazioni per scriverlo così.
Rigurgito tornerà venerdì per la serata delle cover. Averle ascoltate tutte già una volta è ammirevole. Ma non è sadomaso. Il troppo brutto storpia.











