Il Festival di Sanremo gli ascolti di tutti le edizioni dal 1987.
Il Festival non è solo una gara di canzoni, ma un rito collettivo che ogni anno ferma l’Italia davanti alla tv. E come ogni rito che si rispetti, ha i suoi numeri sacri: i dati d’ascolto. Dall’avvento dell’Auditel, nel 1987, la curva dello share è diventata la vera misura del successo (o del fallimento) di un’edizione, un termometro infallibile dell’umore del Paese.
A poche ore dal via di Sanremo 2026, il primo del nuovo corso targato Carlo Conti, ripercorriamo questa storia fatta di picchi vertiginosi e cadute rovinose, per capire cosa possiamo aspettarci.
Sanremo e gli ascolti: una storia di alti e bassi
Analizzare quasi quarant’anni di dati Auditel significa attraversare ere geologiche della televisione italiana. Dalle cifre bulgare degli anni ’80 e ’90, quando la tv generalista non aveva rivali, fino al calo fisiologico degli anni 2000 con l’avvento dei canali tematici e dello streaming, per poi arrivare alla rinascita inaspettata e travolgente dell’era Amadeus. Vediamo i numeri nel dettaglio, edizione per edizione.
L’era d’oro di Pippo Baudo e i record degli anni ’90
Gli anni a cavallo tra gli ’80 e i ’90 rappresentano l’apice assoluto per gli ascolti del Festival. Pippo Baudo, Re Mida della kermesse, firma edizioni memorabili che incollano allo schermo una nazione intera. Il 1995 è l’anno dei record quasi imbattibili: una media del 66.4% di share e una finale che tocca un incredibile 75.2%. Ma anche il 1987, primo anno di rilevazione, segna un dato monstre con una finale al 77.5%. In questo periodo, anche conduttori diversi da Baudo, come Mike Bongiorno nel 1997, mantengono il Festival su livelli altissimi.
Gli anni 2000: la crisi e la difficile transizione
Il nuovo millennio porta con sé una frammentazione del pubblico televisivo. Il Festival vive le sue stagioni più complicate. L’edizione del 2004, condotta da Simona Ventura, segna il punto più basso in termini di share medio (39.0%), mentre quella del 2008 con Pippo Baudo e Piero Chiambretti registra la media di ascoltatori più bassa di sempre (8.54 milioni). Sono anni di sperimentazione, con conduzioni che cercano di rinnovare il format, come quelle di Giorgio Panariello (2006) e Paolo Bonolis (2005 e 2009), che riescono a risollevare temporaneamente le sorti degli ascolti.
L’era Conti e la rinascita, fino al boom di Amadeus
La vera inversione di tendenza inizia con il primo triennio di Carlo Conti (2015-2017), che riporta stabilmente la media del Festival sopra il 48% di share, gettando le basi per il successo futuro. Dopo la parentesi di Claudio Baglioni (2018-2019), che consolida la centralità della musica, arriva l’uragano Amadeus. Le sue cinque edizioni (2020-2024) segnano una crescita costante e impetuosa, culminata nel 2024 con una media del 65.4% e una finale al 74.1%, riportando il Festival a cifre che non si vedevano dai tempi d’oro.
Tutti gli ascolti di Sanremo dal 1987 al 2025
- 1987 – Pippo Baudo | Media: 15,95 mln – 68,8% | Finale: 18,3 mln – 77,5%
- 1988 – Miguel Bosè e Gabriella Carlucci | Media: 14,40 mln – 63,4% | Finale: 15,2 mln – 71,0%
- 1989 – Gianmarco Tognazzi, Daniel Quinn, Rosita Celentano e Paola Dominguin | Media: 15,00 mln – 66,1% | Finale: 15,9 mln – 75,4%
- 1990 – Johnny Dorelli e Gabriella Carlucci | Media: 14,32 mln – 63,9% | Finale: 14,3 mln – 76,3%
- 1991 – Edwige Fenech e Andrea Occhipinti | Media: 12,23 mln – 52,3% | Finale: 11,5 mln – 60,1%
- 1992 – Pippo Baudo con Milly Carlucci e Alba Parietti | Media: 15,33 mln – 60,3% | Finale: 14,6 mln – 69,6%
- 1993 – Pippo Baudo con Lorella Cuccarini | Media: 14,99 mln – 56,1% | Finale: 16,8 mln – 69,2%
- 1994 – Pippo Baudo con Anna Oxa e Cannelle | Media: 12,62 mln – 53,6% | Finale: 13,1 mln – 60,6%
- 1995 – Pippo Baudo con Anna Falchi e Claudia Koll | Media: 16,84 mln – 66,4% | Finale: 17,6 mln – 75,2%
- 1996 – Pippo Baudo con Valeria Mazza e Sabrina Ferilli | Media: 12,73 mln – 53,0% | Finale: 13,9 mln – 62,9%
- 1997 – Mike Bongiorno con Valeria Marini e Piero Chiambretti | Media: 13,94 mln – 58,1% | Finale: 15,6 mln – 68,3%
- 1998 – Raimondo Vianello con Eva Herzigova e Veronica Pivetti | Media: 13,71 mln – 52,6% | Finale: 15,1 mln – 62,7%
- 1999 – Fabio Fazio e Renato Dulbecco, con Laetitia Casta | Media: 14,80 mln – 55,3% | Finale: 16,2 mln – 62,4%
- 2000 – Fabio Fazio con Luciano Pavarotti, Teo Teocoli e Ines Sastre | Media: 14,88 mln – 54,3% | Finale: 16,2 mln – 65,5%
- 2001 – Raffaella Carrà con Megan Gale, Enrico Papi e Massimo Ceccherini | Media: 13,08 mln – 48,1% | Finale: 13,8 mln – 57,2%
- 2002 – Pippo Baudo con Manuela Arcuri e Vittoria Belvedere | Media: 14,03 mln – 53,0% | Finale: 16,0 mln – 62,7%
- 2003 – Pippo Baudo con Serena Autieri e Claudia Gerini | Media: 11,52 mln – 42,5% | Finale: 12,5 mln – 54,1%
- 2004 – Simona Ventura con Paola Cortellesi, Gene Gnocchi e Maurizio Crozza | Media: 11,19 mln – 39,0% | Finale: 12,3 mln – 48,6%
- 2005 – Paolo Bonolis con Antonella Clerici e Federica Felini | Media: 14,74 mln – 52,8% | Finale: 13,7 mln – 55,1%
- 2006 – Giorgio Panariello con Victoria Cabello e Ilary Blasi | Media: 10,49 mln – 40,0% | Finale: 10,9 mln – 48,2%
- 2007 – Pippo Baudo e Michelle Hunziker | Media: 11,77 mln – 46,3% | Finale: 12,4 mln – 54,3%
- 2008 – Pippo Baudo e Piero Chiambretti | Media: 8,54 mln – 35,4% | Finale: 9,6 mln – 44,9%
- 2009 – Paolo Bonolis con Luca Laurenti | Media: 12,92 mln – 47,9% | Finale: 13,0 mln – 54,2%
- 2010 – Antonella Clerici | Media: 10,92 mln – 47,8% | Finale: 12,5 mln – 53,2%
- 2011 – Gianni Morandi con Belen Rodriguez, Elisabetta Canalis e Luca & Paolo | Media: 13,40 mln – 47,8% | Finale: 12,5 mln – 52,1%
- 2012 – Gianni Morandi e Rocco Papaleo | Media: 12,82 mln – 47,2% | Finale: 14,5 mln – 57,4%
- 2013 – Fabio Fazio e Luciana Litizzetto | Media: 11,91 mln – 47,1% | Finale: 13,0 mln – 53,8%
- 2014 – Fabio Fazio e Luciana Litizzetto | Media: 8,77 mln – 39,3% | Finale: 9,3 mln – 43,5%
- 2015 – Carlo Conti con Emma Marrone, Arisa e Rocío Muñoz Morales | Media: 10,83 mln – 48,5% | Finale: 11,8 mln – 54,2%
- 2016 – Carlo Conti con Virginia Raffaele, Gabriel Garko e Mădălina Ghenea | Media: 10,75 mln – 49,5% | Finale: 11,2 mln – 52,5%
- 2017 – Carlo Conti e Maria De Filippi | Media: 10,81 mln – 50,4% | Finale: 12,0 mln – 58,4%
- 2018 – Claudio Baglioni con Michelle Hunziker e Pierfrancesco Favino | Media: 10,87 mln – 52,2% | Finale: 12,1 mln – 58,3%
- 2019 – Claudio Baglioni con Claudio Bisio e Virginia Raffaele | Media: 9,76 mln – 49,2% | Finale: 10,6 mln – 56,5%
- 2020 – Amadeus e Fiorello | Media: 10,11 mln – 54,8% | Finale: 11,5 mln – 60,6%
- 2021 – Amadeus e Fiorello | Media: 8,25 mln – 46,4% | Finale: 10,0 mln – 54,4%
- 2022 – Amadeus | Media: 11,24 mln – 58,0% | Finale: 13,2 mln – 65,0%
- 2023 – Amadeus e Gianni Morandi | Media: 10,78 mln – 63,0% | Finale: 12,3 mln – 66,0%
- 2024 – Amadeus | Media: 11,42 mln – 65,4% | Finale: 14,3 mln – 74,1%
- 2025 – Carlo Conti | Media: 12,43 mln – 66,7% | Finale: 13,4 mln – 73,1%
- 2026 – Carlo Conti e Laura Pausini
Cosa aspettarsi da Sanremo 2026 con Carlo Conti?
E arriviamo a oggi. Carlo Conti è ancora al timone del Festival dopo i successi del triennio 2015-2017 e quelli del 2025. La domanda è una sola: riuscirà a mantenere l’asticella così in alto? Guardando i numeri, possiamo fare una previsione ragionata.
Il primo Sanremo di Conti, nel 2015, ottenne una media del 48.5%, un dato che all’epoca fu salutato come un’ottima ripartenza. Nel 2017, con al fianco Maria De Filippi, la media superò il 50%, con una finale al 58.4%. Lo scorso anno, infine, è riuscito a tenere testa ad Amadeus arrivano fino al 73,1%.
Carlo Conti ha dimostrato di avere un ritmo televisivo serrato e di saper scegliere ospiti funzionali allo spettacolo. È un professionista della macchina festivaliera, un “normalizzatore” capace di garantire un prodotto di altissima qualità e di grande appeal popolare.
La previsione più realistica per Sanremo 2026 è quella di un assestamento su livelli comunque eccellenti. È lecito attendersi una media di share che si posizionerà tra il 55% e il 60%. Un risultato che, se raggiunto, non sarebbe un passo indietro, ma la consacrazione del Festival come l’evento televisivo e musicale più importante d’Italia, capace di prosperare anche dopo una gestione da record. Conti non è un traghettatore, ma un capitano esperto che sa come governare la nave in qualsiasi condizione. E il pubblico, questo, lo sa bene.











