Al Bano torna a parlare di Sanremo, Carlo Conti e Amadeus, e lo fa con la consueta schiettezza.
Ospite a Verissimo, il cantante di Cellino San Marco ha raccontato nei dettagli la vicenda che lo ha visto escluso dal Festival di Sanremo 2026 di Carlo Conti, dopo essere stato contattato dallo stesso direttore artistico per presentare un brano.
Una storia che parte da lontano, da un patto non rispettato con Amadeus, e che si conclude con un’esclusione che Al Bano definisce inspiegabile.
Il patto con Amadeus: “Mi fido, non ti faccio scrivere niente”
Tutto inizia con Amadeus. “Vado da signor Amadeus. Dice: ‘Albano, quest’anno io ho un’idea, un’idea di far cantare te, Morandi e Ranieri a Sanremo ospite d’onore. E poi il prossimo anno presenterai la tua canzone’. Detta da uno che sta nel mio stesso mestiere, che fa il mio stesso mestiere, mi fido, non ti faccio scrivere niente, mi fido”, racconta Al Bano.
Il trio con Gianni Morandi e Massimo Ranieri fu un successo. “Successo pazzesco con il nostro trio e quell’idea era stata mia nel 1996. Ho visto i grandi, Pavarotti, Carreras e Domingo, han fatto quello con un successo pazzesco e sto riportando quest’idea sulla musica leggera”, spiega il cantante.
Ma l’anno dopo, quando Al Bano si presenta pronto con la canzone, Amadeus fa marcia indietro. “Arriva l’anno dopo e dico: ‘Beh, io sono pronto alla canzone’. Eh no, Albano, sai perché? Perché non voglio sporcare il successo che avete avuto l’anno scorso. Ma ti rendi conto di quello che stai dicendo? Cioè, se io vengo da solista a fare quello che devo fare, a rispettare i patti che dovresti rispettare più te di me, io sporcherei il successo dell’anno scorso?”, racconta visibilmente amareggiato.
Carlo conti ad al bano: “Vedrai la stampa come ne parlerà”
Poi arriva Carlo Conti. “Ho mandato il brano al signor Conti, un brano mandato da un mio amico, ‘con questa impazzisce, te la sto mandando’. Disco sentiamola e penso vabbè, si può fare. Avevo già l’idea come trasformarla, cosa che ho fatto e in più ho mandato altre due canzoni”, racconta Al Bano.
Il direttore artistico lo chiama a Roma. “Caro Conti, se ci sei, ascoltami bene: la frase che mi hai detto ‘Vedrai la stampa come ne parlerà di questa frase in questa canzone’. Mi hai detto tutte queste frasi belle, io me ne sono andato e poi sento dopo qualche 15 giorni la lista dei cantanti che erano stati invitati per partecipare a Sanremo. Mancava il sottoscritto”.
“Un po’ di educazione, un po’ di senso di normalità”
Al Bano non nasconde la delusione. “Ma a te sembra logico? A me no. Non perché volessi, basta che tu dicessi: ‘Albano per quest’anno io non ti voglio’. Sì, ho la Sanremite acuta, ma non tanto da morirne, per l’amor di Dio, non morirò mai per quello. Però un po’ di educazione, un po’ di senso, un po’ di normalità nei rapporti tra umani”.
La Sanremite acuta: “Era un Natale pagano”
Al Bano spiega anche il suo rapporto viscerale con il Festival. “Semplicemente, essendo nato nel paese dove sono nato, quando arrivava Sanremo per noi era un gran momento, un Natale pagano, io l’ho definito, era un regalo, era questo regalo di tante nuove note, di tante nuove canzoni, indipendentemente quando cantava Nilla Pizzi e poi il grande Domenico Modugno, era sempre una fonte di energia, di pura energia e per noi era un regalo importante perché non c’era nient’altro. In quel paese neanche in chiesa c’era un organo per suonare”.
La chiusura diretta verso i Direttori artisti del Festival è netta: “Abbiamo escluso Albano, non mi escluderai mai né te né nessuno”.
Il nuovo brano: “Sempre sempre”
Dopo l’intervista, Al Bano ha presentato il suo nuovo brano, Sempre sempre, quello che avrebbe dovuto portare a Sanremo 2026. Un pezzo che ora vedrà la luce al di fuori del Festival, ma che porta con sé tutta la storia di un artista che, a 81 anni, continua a voler dire la sua.











