24 Febbraio 2026
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24 Febbraio 2026

Sanremo 2026, le pagelle della prima serata: i voti di All Music Italia a tutti i 30 cantanti in gara

I giudizi canzone per canzone dopo le esibizioni live sul palco dell'Ariston. Articolo in aggiornamento.

Logo di Sanremo 2026 con Carlo Conti e Laura Pausini
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Le pagelle di Sanremo 2026 di All Music Italia: i voti e i giudizi di Alvise Salerno a tutti e 30 i cantanti in gara dopo la prima serata del Festival di Sanremo 2026.

Sul palco dell’Ariston si sono esibiti tutti i Big, valutati pe rla prima serata solo dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web.

Di seguito trovate il nostro giudizio canzone per canzone, con il voto live e, a seguire, il voto che avevamo assegnato al brano in occasione del preascolto “one-shot” riservato alla stampa dello scorso gennaio.

Sono finite le esibizioni della prima serata del Festival di Sanremo 2026. Tutti e 30 i Big si sono presentati per la prima volta sul palco dell’Ariston con i brani in gara, davanti alla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web che ha espresso le prime preferenze della settimana. Di seguito trovate le pagelle di Alvise Salerno per All Music Italia, canzone per canzone, con il giudizio dopo l’ascolto live. Per ogni brano abbiamo indicato anche il voto che avevamo assegnato a gennaio, in occasione del preascolto riservato alla stampa.

Ditonellapiaga – Che fastidio!

Ditonellapiaga conferma tutte le premesse costruite durante i preascolti di fine gennaio: la canzone che fa più ballare e coinvolge è la sua. Una hit da classifiche che ha tutte le potenzialità per fare bene dopo il Festival, così come ha fatto benissimo lei sul palco. Bella anche la contrapposizione scenica tra lei, ferma, e la coreografia molto movimentata. Tutto giusto, nulla fuori posto. Voto: ★★★★★★★★ 8

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 8.

Michele Bravi – Prima o poi

Michele Bravi elegantissimo con una canzone alla Michele Bravi che lui sente tantissimo, si vede e si sente. L’emozione del ritorno in gara è palpabile ma non intacca l’esibizione: non ha sbagliato neanche una nota e ha preso perfettamente gli acuti nella seconda parte, cosa tutt’altro che scontata in quel punto. Questa canzone e questa esibizione confermano le impressioni della vigilia: bella ballad, solito Michele Bravi che può piacere ma può anche rischiare di passare un po’ inosservato nel calderone dei 30 brani. Voto: ★★★★★★½ 6½

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 7.

Sayf – Tu mi piaci tanto

Sayf entra in scena con gli occhi lucidi, emozionato come un bambino a cui viene regalato il suo giocattolo preferito, ed esce sempre con gli occhi lucidi ma con un sorriso a 300 denti, felice per l’esibizione su quel palco così pesante e importante. È stato bravissimo: non si è lasciato vincere dai suoi sentimenti e man mano che la canzone andava avanti si sbloccava, fino ad esplodere sull’ultima reprise. Bravo a reggere l’urto, domani andrà ancora meglio. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 7.

Mara Sattei – Le cose che non sai di me

Mara Sattei è vocalmente una spada: bravissima sul sostegno, sugli acuti, sui bassi, ha un controllo tecnico invidiabile e lo ha dimostrato ancora una volta. Il brano è una ballad che ha scritto lei, in cui mette tutta se stessa, e si sente e si vede. Occhi rossi dall’emozione, anche nel suo caso non ha lasciato che questo sentimento prendesse il sopravvento. Esibizione tutto sommato buona ma nulla di memorabile: resterà la pulizia della voce, ma forse la canzone non colpisce quanto il vestito o le capacità tecniche. Voto: ★★★★★★ 6

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6½.

Dargen D’Amico – AI AI

Dargen fa Dargen ma Dove si balla era proprio un’altra categoria, anche sul palco. Questa AI AI è ciò che la gen Z definirebbe brano “mid”, vale a dire un brano che ci sta, fa il suo, ma che non è memorabile. E nel concreto Dargen ha fatto il suo con questa prima esibizione: non memorabile ma non brutto. Sta lì, nel mezzo. Voto: ★★★★★★ 6

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 7.

Arisa – Magica favola

L’eleganza di Arisa è stratosferica, la voce di Arisa è stratosferica, il testo è bellissimo, la canzone è bella. Quello che manca è un ritornello forte, e la sensazione viene confermata anche ascoltandola la prima volta sul palco. Non brutto: solo un pazzo potrebbe dire che sia brutto quel ritornello, semplicemente le strofe sono più forti. Lei è stata perfetta, nulla da dire. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 7½.

Luchè – Labirinto

Durante il preascolto la sensazione su Luchè era stata, nel nostro caso, più bassa rispetto a ciò che si è sentito stasera. Ascoltata con l’orchestra, ha sicuramente un impatto diverso, migliore. Detto ciò, Luchè ha fatto il massimo ma in termini di performance non sembrava totalmente a proprio agio. Sarà stata l’emozione? Sarà il brano di per sé che non permette chissà quali acrobazie? La canzone recupera punti, ma sull’esibizione aspettiamo le prossime serate per un giudizio più definitivo. Voto: ★★★★★½ 5½

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 4.

Tommaso Paradiso – I romantici

Tommy se la gode proprio questa prima esibizione della vita in gara a Sanremo, è il suo momento e se lo vuole meritare a piene mani. Esibizione in perfetto stile Paradiso, dall’interpretazione ai movimenti. Non ha sbagliato tantissimo, non si è lasciato vincere dall’emozione: papabile vincitore, e lo conferma anche stasera. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6½.

Elettra Lamborghini – Voilà

Elettra Lamborghini ha una così vasta quantità di voci nelle sequenze che sembra quasi in playback, troppo plasticosa e “impupata” in un abito che non le ha permesso di muoversi con agilità. Canzone coinvolgente, a modo suo, ma nulla di trascendentale. Voto: ★★★★★ 5

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 5½.

Patty Pravo – Opera

Patty Pravo si lascia accompagnare da una quantità di riverbero e di effetti tali da rendere la voce quasi come fosse in playback, con dei movimenti innaturali tra lei e il microfono. I tecnici Rai hanno fatto un miracolo con l’audio quest’anno e lei ne usufruisce tantissimo. Gli applausi vanno fatti a tutti: dal fonico a Giovanni Caccamo fino, per l’appunto, alla stessa Patty Pravo, che torna in gara con un brano molto bello. Voto: ★★★★★★ 6

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6½.

Samurai Jay – Ossessione

Samurai Jay ha deciso che l’estate doveva arrivare a fine febbraio quest’anno. Il problema è che il palco dell’Ariston serve solo per fare promo: è palesemente fuori gara. Se la giocherà nei prossimi mesi su TikTok e lo sa, tant’è che sul palco si diverte senza pretese. Come già detto durante i preascolti, non è brutta come hit estiva, è solo fuori dalla sua comfort zone. La leggerezza che mancava, certo, ma nulla di così eclatante da far stropicciare gli occhi. Voto: ★★★★★ 5

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 3.

Raf – Ora e per sempre

E che dobbiamo dire a Raf? 66 anni e sembra un ragazzino: chi scrive ne ha 34 ed è in perenne bilico tra un “oplà” e un “aspetta che prendo un oki”. Direi che possiamo anche fermarci qui, la sua esibizione si commenta da sola: forza e interpretazione pura. Ci crede tantissimo e trasmette tutta la voglia che ha dentro di cantare al pubblico al 100%. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 5½.

J-Ax – Italia Starter Pack

Un po’ Kid Rock di sinistra, un po’ Samarcanda di Vecchioni: J-Ax e la sua Italia Starter Pack prendono a piene mani dalla cultura statunitense senza mettere neanche un grammo di pop, come si usa fare adesso, e il palco dell’Ariston si trasforma nel profondo Texas. Buona esibizione, sicuramente diversa, ma non memorabile. Voto: ★★★★★★ 6

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6.

Fulminacci – Stupida sfortuna

Fulminacci è nel suo prime e il palco dell’Ariston gli serviva per certificarlo. Questo look alla Fantozzi, abito grigio extra large, lo avvicina alla classe media, l’età alla GenZ, la classe nello scrivere a tutti. Uno di quelli che aveva bisogno del palco e della diretta per far capire il proprio valore. Adesso sta a lui confermare nelle prossime puntate i buoni giudizi. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6.

Levante – Sei tu

Levante ha un’eleganza invidiabile. Sul palco dell’Ariston torna con una carica che solo lei poteva mettere su una canzone del genere, non sbaglia una nota. Perfetta. Voto: ★★★★★★★½ 7½

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6.

Fedez e Marco Masini – Male necessario

Alla vigilia avevamo detto che se Marco Masini avesse confermato vocalmente quanto sentito nella versione in studio – cosa non facile – le possibilità di piazzarsi in alto sarebbero state elevate. Confermato. È lui che regge il brano, ma occhio a Fedez: le lezioni di canto sono servite davvero tanto. Voto: ★★★★★★★½ 7½

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 7½.

Le pagelle di Sanremo 2026 di All Music Italia: i voti e i giudizi di Alvise Salerno a tutti e 30 i cantanti in gara dopo la prima serata del Festival di Sanremo 2026. Sul palco dell’Ariston si sono esibiti tutti i Big, valutati per la prima serata dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web. Di seguito trovate il nostro giudizio canzone per canzone, con il voto live e, a seguire, il voto che avevamo assegnato al brano in occasione del preascolto “one-shot” riservato alla stampa dello scorso gennaio.

Ditonellapiaga – Che fastidio!

Ditonellapiaga conferma tutte le premesse costruite durante i preascolti di fine gennaio: la canzone che fa più ballare e coinvolge è la sua. Una hit da classifiche che ha tutte le potenzialità per fare bene dopo il Festival, così come ha fatto benissimo lei sul palco. Bella anche la contrapposizione scenica tra lei, ferma, e la coreografia molto movimentata. Tutto giusto, nulla fuori posto. Voto: ★★★★★★★★ 8

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 8.

Michele Bravi – Prima o poi

Michele Bravi elegantissimo con una canzone alla Michele Bravi che lui sente tantissimo, si vede e si sente. L’emozione del ritorno in gara è palpabile ma non intacca l’esibizione: non ha sbagliato neanche una nota e ha preso perfettamente gli acuti nella seconda parte, cosa tutt’altro che scontata in quel punto. Questa canzone e questa esibizione confermano le impressioni della vigilia: bella ballad, solito Michele Bravi che può piacere ma può anche rischiare di passare un po’ inosservato nel calderone dei 30 brani. Voto: ★★★★★★½ 6½

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 7.

Sayf – Tu mi piaci tanto

Sayf entra in scena con gli occhi lucidi, emozionato come un bambino a cui viene regalato il suo giocattolo preferito, ed esce sempre con gli occhi lucidi ma con un sorriso a 300 denti, felice per l’esibizione su quel palco così pesante e importante. È stato bravissimo: non si è lasciato vincere dai suoi sentimenti e man mano che la canzone andava avanti si sbloccava, fino ad esplodere sull’ultima reprise. Bravo a reggere l’urto, domani andrà ancora meglio. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 7.

Mara Sattei – Le cose che non sai di me

Mara Sattei è vocalmente una spada: bravissima sul sostegno, sugli acuti, sui bassi, ha un controllo tecnico invidiabile e lo ha dimostrato ancora una volta. Il brano è una ballad che ha scritto lei, in cui mette tutta se stessa, e si sente e si vede. Occhi rossi dall’emozione, anche nel suo caso non ha lasciato che questo sentimento prendesse il sopravvento. Esibizione tutto sommato buona ma nulla di memorabile: resterà la pulizia della voce, ma forse la canzone non colpisce quanto il vestito o le capacità tecniche. Voto: ★★★★★★ 6

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6½.

Dargen D’Amico – AI AI

Dargen fa Dargen ma Dove si balla era proprio un’altra categoria, anche sul palco. Questa AI AI è ciò che la gen Z definirebbe brano “mid”, vale a dire un brano che ci sta, fa il suo, ma che non è memorabile. E nel concreto Dargen ha fatto il suo con questa prima esibizione: non memorabile ma non brutto. Sta lì, nel mezzo. Voto: ★★★★★★ 6

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6½.

Arisa – Magica favola

L’eleganza di Arisa è stratosferica, la voce di Arisa è stratosferica, il testo è bellissimo, la canzone è bella. Quello che manca è un ritornello forte, e la sensazione viene confermata anche ascoltandola la prima volta sul palco. Non brutto: solo un pazzo potrebbe dire che sia brutto quel ritornello, semplicemente le strofe sono più forti. Lei è stata perfetta, nulla da dire. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6½.

Luchè – Labirinto

Durante il preascolto la sensazione su Luchè era stata, nel nostro caso, più bassa rispetto a ciò che si è sentito stasera. Ascoltata con l’orchestra, ha sicuramente un impatto diverso, migliore. Detto ciò, Luchè ha fatto il massimo ma in termini di performance non sembrava totalmente a proprio agio. Sarà stata l’emozione? Sarà il brano di per sé che non permette chissà quali acrobazie? La canzone recupera punti, ma sull’esibizione aspettiamo le prossime serate per un giudizio più definitivo. Voto: ★★★★★½ 5½

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 4.

Tommaso Paradiso – I romantici

Tommy se la gode proprio questa prima esibizione della vita in gara a Sanremo, è il suo momento e se lo vuole meritare a piene mani. Esibizione in perfetto stile Paradiso, dall’interpretazione ai movimenti. Non ha sbagliato tantissimo, non si è lasciato vincere dall’emozione: papabile vincitore, e lo conferma anche stasera. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6½.

Elettra Lamborghini – Voilà

Elettra Lamborghini ha una così vasta quantità di voci nelle sequenze che sembra quasi in playback, troppo plasticosa e “impupata” in un abito che non le ha permesso di muoversi con agilità. Canzone coinvolgente, a modo suo, ma nulla di trascendentale. Voto: ★★★★★ 5

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 5.

Patty Pravo – Opera

Patty Pravo si lascia accompagnare da una quantità di riverbero e di effetti tali da rendere la voce quasi come fosse in playback, con dei movimenti innaturali tra lei e il microfono. I tecnici Rai hanno fatto un miracolo con l’audio quest’anno e lei ne usufruisce tantissimo. Gli applausi vanno fatti a tutti: dal fonico a Giovanni Caccamo fino, per l’appunto, alla stessa Patty Pravo, che torna in gara con un brano molto bello. Voto: ★★★★★★ 6

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6½.

Samurai Jay – Ossessione

Samurai Jay ha deciso che l’estate doveva arrivare a fine febbraio quest’anno. Il problema è che il palco dell’Ariston serve solo per fare promo: è palesemente fuori gara. Se la giocherà nei prossimi mesi su TikTok e lo sa, tant’è che sul palco si diverte senza pretese. Come già detto durante i preascolti, non è brutta come hit estiva, è solo fuori dalla sua comfort zone. La leggerezza che mancava, certo, ma nulla di così eclatante da far stropicciare gli occhi. Voto: ★★★★★ 5

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 3.

Raf – Ora e per sempre

E che dobbiamo dire a Raf? 66 anni e sembra un ragazzino: chi scrive ne ha 34 ed è in perenne bilico tra un “oplà” e un “aspetta che prendo un oki”. Direi che possiamo anche fermarci qui, la sua esibizione si commenta da sola: forza e interpretazione pura. Ci crede tantissimo e trasmette tutta la voglia che ha dentro di cantare al pubblico al 100%. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 5½.

J-Ax – Italia Starter Pack

Un po’ Kid Rock di sinistra, un po’ Samarcanda di Vecchioni: J-Ax e la sua Italia Starter Pack prendono a piene mani dalla cultura statunitense senza mettere neanche un grammo di pop, come si usa fare adesso, e il palco dell’Ariston si trasforma nel profondo Texas. Buona esibizione, sicuramente diversa, ma non memorabile. Voto: ★★★★★★ 6

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6.

Fulminacci – Stupida sfortuna

Fulminacci è nel suo prime e il palco dell’Ariston gli serviva per certificarlo. Questo look alla Fantozzi, abito grigio extra large, lo avvicina alla classe media, l’età alla GenZ, la classe nello scrivere a tutti. Uno di quelli che aveva bisogno del palco e della diretta per far capire il proprio valore. Adesso sta a lui confermare nelle prossime puntate i buoni giudizi. Voto: ★★★★★★★ 7

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6.

Levante – Sei tu

Levante ha un’eleganza invidiabile. Sul palco dell’Ariston torna con una carica che solo lei poteva mettere su una canzone del genere, non sbaglia una nota. Perfetta. Voto: ★★★★★★★½ 7½

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 6.

Fedez e Marco Masini – Male necessario

Alla vigilia avevamo detto che se Marco Masini avesse confermato vocalmente quanto sentito nella versione in studio – cosa non facile – le possibilità di piazzarsi in alto sarebbero state elevate. Confermato. È lui che regge il brano, ma occhio a Fedez: le lezioni di canto sono servite davvero tanto. Voto: ★★★★★★★½ 7½

Il nostro voto al preascolto di gennaio: 7½.