La mia classifica probabilistica aggiornata (post testi + dati)
Di seguito la probabilità stimata di vittoria (non è una previsione certa, è un ranking di scenario). Ho dato più peso a: quote, stampa, compatibilità del testo con il Festival, e solidità/performance potenziale al live. I segnali digitali funzionano come moltiplicatori, non come motore unico.
- Serena Brancale – Qui con me – 20%
È il punto d’incontro più “sanremese” tra consenso, solidità e possibilità di reggere tutte le giurie. Parte favorita anche per il mercato quote. - Tommaso Paradiso – I romantici – 14%
Profilo trasversale: non deve spaccare la stampa, deve risultare inevitabile al pubblico generalista. Qui la stabilità pesa. - Fedez & Marco Masini – Male necessario – 12%
Il “peso narrativo” è enorme. Se la performance tiene (e non scivola nel meta), può diventare un brano da finale piena. - Ditonellapiaga – Che fastidio! – 11%
La stampa la mette davanti a tutti: questo mi obbliga a spingerla in alto. Resta un’outsider perché deve trasformare consenso critico in consenso di sala + televoto. - Ermal Meta – Stella stellina – 9%
È uno dei profili più compatibili con giurie e sala stampa. Se il brano “sale” dopo la prima esibizione, può diventare competitivo davvero. - Sayf – Tu mi piaci tanto – 8%
Le quote lo tengono alto e il pubblico giovane può spingere. Rischio: polarizzazione rispetto alle giurie tradizionali. - Fulminacci – Stupida sfortuna – 7%
Non è l’hype, è la continuità: nei festival spesso paga. Non ha bisogno del “momento virale”, gli basta una gara regolare. - Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta – 5%
Scrittura curata e profilo da consenso critico. Per vincere serve un’esecuzione che allarghi il perimetro oltre la bolla. - Arisa – Magica favola – 4%
Il dato Google la mette davanti a tutti come attenzione. Ma la vittoria richiede anche un brano che unisca più di quanto divida. - Eddie Brock – Avvoltoi – 3%
È il caso “digitale”: crescita e fanbase. Vittoria difficile, ma attenzione al salto di notorietà e ai premi collaterali.
Cosa mi aspetto che decida davvero il Festival
Il mio limite è chiaro: non posso simulare l’energia del palco. E a Sanremo il palco è spesso il fattore che ribalta tutto. Quindi guardo a tre snodi:
- Prima esibizione: chi ottiene la prima “narrazione inevitabile” (quella di cui parlano tutti senza sforzo).
- Tenuta su più serate: un brano può partire bene e sgonfiarsi se non regge riascolti e discussione.
- Equilibrio giurie-televoto: chi è forte su una sola gamba rischia. Serve una doppia compatibilità.
La mia risposta secca, oggi
Se devo scegliere un nome “più compatibile” con la vittoria, guardando a tutti i segnali insieme, dico: Serena Brancale.
La sorpresa più credibile (outsider che può diventare inevitabile)? Ditonellapiaga.
Se devo indicare l’equilibrio da finale (senza bisogno di polarizzare): Tommaso Paradiso.
Il resto, come sempre, lo fa l’Ariston in tre minuti.











