Pagelle Singoli in Uscita Venerdi 15 Ottobre… Vasco Rossi, Grignani, Ultimo e tanti emergenti
Il voto più alto della settimana? Lo conquista Gianluca Grignani... il resto ve lo lasciamo scoprire.

Pagelle nuovi singoli italiani in uscita venerdì 15 ottobre 2021 a cura di Fabio Fiume.
Settimana pesantissima per le uscite discografiche italiane. Arriva infatti il nuovo ed attesissimo singolo di Vasco che anticipa l’album in uscita a Novembre.
Tornano però anche Ultimo dopo una pausa più lunga di quelle a cui ci aveva abituato ed un redivivo Gianluca Grignani, assente da un annetto. Questi fra gli altri big ed emergenti che come sempre hanno impreziosito il nuovo Venerdì musicale e sono pronti a darsi battaglia per tutta la settimana a venire.
E cosa ne penso io? Forse i giudizi non saranno così prevedibili e quindi vi lascio alla lettura.
Christian Baroni – Tutta mia la città
Cover del celebre pezzo dell’Equipe 84, già riproposto da Giuliano Palma nei 2000, qui trova una nuova veste rock, più tirata, confermandosi comunque un pezzo che funziona sempre, perché scritto bene. Si sperimenta pure un’aggiunta ex-novo con uno special che non manca però di rispetto al brano originale.
Sei +
Berardi – Thailandia
Si parla palesemente di lockdown, anche se ci cerca di vederne il lato positivo, quello della riscoperta di una vita di coppia che con le accelerazioni quotidiane della normalità si perde facilmente. Arrangiamento scarno ed anche piuttosto amatoriale, frutto proprio del divano e il pc che viene cantato nel testo con però altra finalità dal comporre musica.
Quattro =
Pierdavide Carone – Malgrado le apparenze
Forse mai così pop Carone, addirittura con influenze dance per l’inciso di questo pezzo in cui si racconta di un amore che esplode forte a discapito di un altro stanco, per cui però vanno mantenute le apparenze. Incisivo nel cantato dove pigli di forza vengono alternati a falsetti delicati. Convincente anche radiofonicamente… se solo si sprecassero ad ascoltarlo.
Sette
Nino D’Angelo – Voglio parlà sulo d’ammore
Di essere a suo agio pienamente fra queste atmosfere di provenienze orientali che si fondono con la mediterraneità, Nino lo ha già dimostrato ormai già da circa 25 anni. Il testo è universale, di un amore cantato in prima persona ma universale come concetto. Citata anche Jesce Sole, a memoria, credo, il primo momento in cui Nino ha iniziato ad esplorare queste sonorità. Nel suo, senza novità.
Sei
Giuseppe De Simone – Oggi va tutto così
Ballata carnosa, di quelle che hanno un corpo saldo proprio nella costruzione. Certo non è novità, non è qualcosa di non sentito; però conferma la buona pasta vocale del cantautore, la sua capacità di scrivere in maniera esaustiva e magari aprire finalmente su di lui una finestra, chissà, d’attenzione mediatica.
Sei+
Entics & Shorty Shok – Luna
Atmosfere reggae per Entics che, facilitato dallo stile, appare allegro in questo testo che in realtà parla del riscoprire le piccole cose a discapito di tutto ciò che ci distrae. Anche questo un rimando al periodo pandemia? Forse, però il risultato è gradevole ad orecchio ed appare nuovo per l’artista e credo anche per rapper che qui lo accompagna.
Sei ½
Galassie – I baci
Brano up tempo dal sapore pop, molto suonato e con quel velo malinconico della linea melodica. Conquista appeal perché richiama qualcosa che è stato provato da tutti e lo fa con quel senso di tempo che fu che, al trascorrere, rende sempre tutto più bello. Funziona.
Sette
Gianluca Grignani – I bei momenti
Schiaccia sul rock per l’arrangiamento di questo singolo del ritorno Gianluca, in maniera convinta e senza possibilità di essere mal interpretato per stile. Buoni cambi ritmici sostenuti tutti con una voce sporca e convinta, molto più di tante sue ultime proposte. Insomma più il Gianluca del sorprendente “La Fabbrica Di Plastica” che di altri successivi lavori più omologati.
Sette +
Giacomo Luridiana – La mia città
Molti cambi in questo pezzo che resta però anche tanto asciutto, forse anche troppo scarno, chitarra, batteria e una voce non particolarmente educata ma piuttosto giusta per il tipo di proposta. La città è una sorta di madre che ti protegge ma davanti alla quale puoi mostrare tutte le tue insufficienze. Del tutto sprecato l’inciso lasciato ad un “ooh ooh ooh” più riempitivo che altro.
Quattro ½
Mannarino – Ballabylonia
Percussioni e suoni vivi in questo nuovo singolo di Mannarino che descrive il fascino che possono avere le luci della città su chi non le vive. Quelle luci sono bellezza ma anche pericolo. Si canta in più lingue, anche incomprensibili, tutte però unite dal sound che è universale, è di tutti.
Sette
Valentina Mattarozzi – La vita dei miracoli
Un po’ di Vanoni nel porsi ( soprattutto nell’inciso ), qualcosa della Di Michele nella delicatezza delle note più alte, uno spruzzo di Molinari nelle dinamiche, per un risultato che però diventa Mattarozzi. Lo stile scelto non è chiaramente quello che ti apre le porte dei circuiti popolari. Però è ben fatto fra fiati, percussioni, un bacino che non si può fermare ed un senso di vita positiva, sorridente.
Sette
Miky – Free love
Discorso pop/dance orecchiabile ma anche abbastanza prevedibile. Posto così è un genere che non può avere grandi possibilità di risultare nuovo, né di rendere l’artista, pur padrone del proprio mezzo vocale, originale al punto da accendere una lampadina mediatica su di sé. In questi casi la differenza la fa il brano.
Cinque ½
Oliver Onions & Tommaso Paradiso – Orzowei
Nuova vita per la sigla della serie tv degli anni 70 degli iconici Oliver Onions e qui resa con Tommaso Paradiso. La base si arricchisce di elementi dance senza perdere quel senso tribale che aveva la proposta originale. Seppur Paradiso canti tutto più o meno allo stesso modo, ammetto che in questo contesto risulta addentro e non nota stonata.
Sei ½
Leo Pari – Matrioska
I pensieri delle donne? Sempre troppo complicati per noi maschi che però non riusciamo a non provare a seguirli; è un’attrattiva irresistibile, tanto che poi accettiamo che percepiscano molte più cose di noi. Sotto forma di ballata Leo qui prova a raccontare tutto questo ed il risultato è intimo, anche se ammetto di non gradire, come detto spesso per altri artisti, questa maniera di cantare al sussurro.
Sei ½
Peligro – Daydream
Elettronica di base qui per il cantautore che sceglie di restare ai margini del mainstream e a continuare a raccontare come meglio crede il suo mondo. Accetta così di essere poco spendibile per il mondo radio/tv per raccontare della notte che può non essere quel momento tranquillo di sonno e sogno, ma può diventare anche riproposizione di ciò che abbiamo vissuto durante il giorno o pensieri per quello successivo.
Sei
Rhove – Jungle
Se il prodotto può essere interessante perché nel suo essere un urban/rap, ha questa tematica jungle che lo rende originale, ha un problema che è quello di avere un inciso assolutamente incomprensibile, lasciando percepire solo dei marchi e il francese utilizzato in alcune parti. E l’incomprensibile inciso occupa oltre due dei tre minuti di durata del pezzo.
Quattro
Vasco Rossi – Siamo Qui
Forse mi farò qualche nemico, il primo proprio io, ma posso dire che mi aspettavo di più? Ho ascoltato un grande testo, che dice delle cose importanti nella maniera che è propria del grande Blasco, cioè con disarmante semplicità. Quel che mi manca però in questo pezzo è l’aver tradito una forma canzone, l’esplosione che non arriva; stai lì, attendi ma il pezzo finisce e tu stai ancora attendendo che ti trascini.
Cinque 1/2
Ultimo – Niente
Per il suo ritorno Ultimo sceglie un pezzo che lascia molto spazio ad un rappato/recitato incalzante, che trascina l’ascoltatore fino all’esplosione dell’inciso. All’interno anche la genesi del suo nome d’arte e da dove è arrivato. Il cantautore romano non ha cambiato stile nell’insieme, però ha trovato una nuova forza espositiva ed un pezzo giusto, che proprio grazie all’impeto rap lo ha scostato da qualche scelta ripetitiva dell’ultimo periodo.
Sette





